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GRAZIE AI GIOVANI

Roseto degli Abruzzi, 15 settembre 2019 -

Ieri mattina tantissimi giovani partecipanti all'evento per pulire dai rifiuti gli antichi percorsi verso la Montepagano e la splendida Fontana d'Accolle. Purtroppo quei percorsi sono preda di vandali che usano fossi e zone nascoste per sversare interi camion di rifiuti. Da anni come volontari andiamo a pulire sentieri e piazzale, sostituiamo buste e svuotiamo cestini. Purtroppo dopo ogni pulizia nel giro di pochi mesi la situazione torna tal quale.

 

Per sensibilizzare e coinvolgere attivamente i giovani nel rispetto dell'ambiente abbiamo lanciato un appello. L'istituto Moretti di Roseto ha risposto organizzando pullman e classi che si sono presentati per dare una mano.

 

PESCE FRESCO A TAVOLA

Abruzzo, 14 settembre 2019 -

Martedì 17 settembre ritorna il pesce fresco sui banconi delle pescherie e sulle tavole degli abruzzesi per effetto della fine del fermo pesca che, dalla metà di agosto, ha bloccato le attività della flotta italiana lungo l’Adriatico. A darne notizia è Coldiretti Impresapesca Abruzzo in occasione della scadenza del provvedimento mirato a risparmiare le risorse del mare.

 

Dalla mezzanotte di domenica via libera quindi, dopo un mese di fermo, alle attività dei pescherecci nel tratto da San Benedetto a Termoli, oltre naturalmente a quelle delle barche della piccola pesca che hanno potuto normalmente operare anche durante il fermo biologico. Insomma una buona notizia per gli amanti del prodotto ittico - in un Paese come l’Italia che importa dall’estero 8 pesci su 10 - che stempera anche il rischio di ritrovarsi nel piatto grigliate e fritture, soprattutto al ristorante, di prodotto straniero o congelato.

 

IN RIPRESA LA STAGIONE DEI FUNGHI

Abruzzo, 13 settembre 2019 - Nonostante i primi segnali negativi con un inizio un “lento” segnato dalla siccità estiva, in Abruzzo il 2019 verrà ricordato per l’improvviso boom della raccolta dei funghi settembrini. Le ultime piogge hanno infatti creato le condizioni favorevoli alla crescita delle varietà più pregiate per le quali si preannuncia una buona stagione mentre al nord Italia si parla addirittura di una annata record.

È quanto emerge dal monitoraggio di Coldiretti sulla vendemmia dei porcini 2019 con le regioni del Sud dove, al contrario di quelle del Nord, la caccia a porcini, chiodini, finferli e altre varietà non è ancora entrata nel vivo per carenze di pioggia.

“In Abruzzo – dice Coldiretti Abruzzo – rispetto ai primi mesi estivi, la stagione sta subendo una decisa inversione di tendenza. Mentre nei mesi di luglio e di agosto, a causa della grande siccità, si era registrato un calo del 50-60% di funghi di bosco (principalmente Russole e Porcini), l’arrivo delle prime piogge e dei temporali di fine state stanno dando una boccata di ossigeno alle varietà più diffuse con una possibile ripresa della produzione. Possiamo sperare in un boom di funghi settembrini anche se, per fare un bilancio, è ancora presto. Ricordiamo che la nascita, per essere rigogliosa, richiede come condizioni ottimali terreni umidi senza piogge torrenziali, una buona dose di sole e 18-20 gradi di temperatura all’interno del bosco”.

L’attività di ricerca dei funghi – continua la Coldiretti – non ha solo una natura hobbistica che coinvolge moltissimi vacanzieri e svolge anche una funzione economica a sostegno delle aree interne boschive dove rappresenta un’importante integrazione di reddito per migliaia di “professionisti” impegnati a rifornire negozi e ristoranti di prodotti tipici locali, con effetti positivi sugli afflussi turistici. È necessario tuttavia evitare le improvvisazioni e seguire alcune importanti regole che – sottolinea la Coldiretti – vanno dal rispetto di norme e vincoli specifici presenti nei diversi territori, alla raccolta solo di funghi di cui si sia sicuri e non fidarsi assolutamente dei detti e dei luoghi comuni, ma anche rivolgersi sempre, in caso di incertezza, per controlli ai Comuni o alle Unioni micologiche e utilizzare cestini di vimini ed evitare le buste di plastica.

“E per i meno avventurosi – dice Coldiretti - il consiglio è quello di recarsi nei mercati di Campagna Amica dove molto spesso è possibile acquistare anche funghi coltivati. La buona stagione è infatti una opportunità anche per buongustai che preferiscono cercarli sugli scaffali. In questo caso la Coldiretti invita a verificare l’indicazione il luogo di raccolta o coltivazione, dell’origine in etichetta o su appositi cartellini che deve essere riportato obbligatoriamente. Le indicazioni obbligatorie devono essere presenti sui documenti che accompagnano il prodotto in tutte le fasi della commercializzazione e che l’indicazione del Paese di origine è sempre obbligatoria per tutti i prodotti ortofrutticoli freschi, anche se esentati dal rispetto della norma di commercializzazione generale, come tartufi e funghi spontanei.

Una garanzia – continua la Coldiretti per sapere se i pregiati frutti del bosco sono stati raccolti nella Penisola o se sono arrivati in Italia da Paesi lontani con minore freschezza e garanzie di qualità e sicurezza alimentare. I funghi sono ricchi di proteine e fibre, poco calorici, poveri di sodio e ricchi di potassio e in Italia durante l’anno – conclude Coldiretti - se ne consuma in media circa un chilo a testa.

IL DECALOGO DI COLDIRETTI PER IL “CACCIATORE” DI FUNGHI”

- Documentarsi sull’itinerario e scegliere i percorsi adatti alle proprie condizioni fisiche

- Comunicare a qualcuno il proprio tragitto evitando le escursioni in solitaria

- Attenzione ai sentieri nel bosco che possono diventare scivolosi a causa della pioggia

- Consultare i bollettini meteo e stare attenti al cambio del tempo

- In caso di rischio fulmini non fermarsi vicino ad alberi, pietre e oggetti acuminati

- Usare scarpe e vestiti adatti con scorte di acqua e cibo.

- Non raccogliere funghi sconosciuti

- Verificare i limiti alla raccolta di funghi con i servizi micologici territoriali

- Pulire subito il fungo da rami, foglie e terriccio

- Per il trasporto meglio usare contenitori rigidi e areati che proteggono il fungo

Fonte: Elaborazione ColdirettiFoto il trapper 

 

IL POMODORO D'ABRUZZO

Abruzzo, 12 settembre 2019 -

Per clima anomalo diminuzione del 40% della produzione ma salva la qualità. Anno terribile per passate e pelati made in Abruzzo. La produzione del pomodoro abruzzese, con particolare riferimento alla prelibata varietà “a pera”, ha subito un drastico calo, come emerso negli ultimi giorni con il termine della preparazione delle tradizionali “bottiglie” che serviranno durante l’inverno a ricordare il sapore e il profumo del prodotto dell’orto tra i più amati della produzione agricola nazionale. Coldiretti Abruzzo stima un calo produttivo del 35% con punte anche del 40% con particolare riferimento alla provincia pescarese e alle zone costiere (colpite dalle grandinate) in cui la produzione di pomodoro è particolarmente diffusa.

“La diminuzione della produzione di pomodoro ha riguardato tutta la penisola, ma in Abruzzo il fenomeno è stato particolarmente sentito. Ad avere sofferto sono state principalmente le coltivazioni di pomodoro tipico, primo fra tutti il pomodoro a pera d’Abruzzo che è molto delicato e risente maggiormente delle variazioni climatiche - dice Gianni Fragassi, vicepresidente di Coldiretti Pescara e titolare dell’omonima azienda agricola di produzione di conserve a Città Sant’Angelo  - Ovviamente questo ha comportato un leggero aumento dei prezzi, circa il 20%, con una qualità comunque garantita. Quest’annata ce la ricorderemo, cinque anni fa ci fu una situazione simile e questo fatto ha determinato una diffusa preoccupazione e una sorta di “caccia” al prodotto locale anche da parte del consumatore privato”.

“A determinare la diminuzione della produzione ha influito sicuramente l’andamento climatico bizzarro e le improvvise grandinate che hanno compromesso gran parte dei raccolti - aggiunge Giuseppe Scorrano, produttore di pomodoro a pera con azienda agricola a Pianella e delegato regionale di Coldiretti Giovani Impresa Abruzzo - si consiglia di fare quindi attenzione a ciò che si acquista controllando bene l’origine in etichetta della provenienza del pomodoro, anche in considerazione della grande concorrenza dei paesi esteri. Ricordiamo che dal 2018, grazie alla nuova normativa nazionale non è più possibile spacciare per Made in Italy i derivati del pomodoro importati dall’estero preservando maggiormente quindi la produzione nazionale e quindi regionale”.

Coldiretti Abruzzo ricorda infatti che il decreto approvato prevede che le confezioni di tutti i derivati del pomodoro, sughi e salse prodotte in Italia che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro debbano avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture: nome del Paese di coltivazione del pomodoro; nome del Paese in cui il pomodoro è stato trasformato. Se poi queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi - continua e conclude Coldiretti Abruzzo - possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE. E se tutte le “operazioni” avvengono nel nostro Paese, è possibile utilizzare la dicitura Origine del pomodoro: Italia”.

 

IL FESTIVAL DEL CREATO

Chieti, 11 settembre 2019 - Una contaminazione di culture, religioni e arte daranno vita alla IV edizione del Festival del Creato. Dopo il successo delle edizioni precedenti anche quest'anno la Famiglia francescana d'Abruzzo, in collaborazione con l'Opera missionaria francescana, hanno programmato l'atteso appuntamento che richiama a Chieti pubblico da tutta Italia. La città abruzzese sarà ancora una volta scenario di questo importante evento che da venerdì 20 a domenica 22 settembre animerà le strade del centro. Tre le principali location scelte dagli organizzatori per gli appuntamenti: piazza G. B. Vico, Palazzo de' Mayo e Corso Marrucino.

 

PEDAGOGIA E PRATICHE TEATRALI

Popoli, 10 settembre 2019 -

Senza sosta l'attività del Drammateatro di Popoli e del suo regista e drammaturgo  Claudio Di Scanno, reduce dal significativo riconoscimento del Premio Nazionale Pratola per il Teatro e del recente allestimento di una particolarissima riscrittura drammaturgica del celebre romanzo di Melville Moby Dick prodotto dal PeFest dell'Ente Manifestazioni Pescaresi e rappresentato lo scorso agosto al Teatro Monumento d'Annunzio di Pescara.  
 
Dopo la prima sessione del workshop e studio teatrale per attori incentrato sul testo di Anton Cechov Il Gabbiano ed effettuata nel fine settima dal 6 all'8 Settembre presso il Teatro Comunale di Popoli, Giovedì 12 Settembre alle ore 21 sempre nel Teatro Comunale avrà luogo l'attesa proiezione del video documento su La piccola fiammiferaia, uno spettacolo tratto dalla celebre fiaba di Hans Cristian Andersen e rappresentata lo scorso mese di Giugno. Realizzato da Ilenia Rico, il video è incentrato sullo spettacolo che ha visto protagonisti diversi ragazzi di Popoli ma anche su alcuni inserti che documentano il percorso di lavoro creativo guidato da Claudio Di Scanno  con la collaborazione dall'attrice Susanna Costaglione. Giunge peraltro al termine del progetto triennale di pedagogia e pratiche teatrali  "Laboratorio Andersen" dedicato ai bambini e ai ragazzi di Popoli e il video mostra l'esito qualitativo dell'esperienza scenica che i partecipanti hanno potuto vivere sotto la guida dell'affermato regista abruzzese.Dopo la serata dedicata al video documento su La Piccola Fiammiferaia, da Venerdì 13 a Domenica 15 Settembre avrà luogo la seconda sessione del workshop su Il Gabbiano che si svilupperà tra il teatro naturale della Riserva Sorgenti del Pescara e il Teatro comunale, una esperienza formativa e creativa incentrata sui principi tecnici e metodologici del lavoro artistico di uno tra i gruppi più longevi e prestigiosi del nuovo teatro abruzzese quale è il Drammateatro di Popoli.

 

TUTELA MINORI E SOSTEGNO GENITORIALITÀ

Ortona, 9 settembre 2019 - Nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale, tenutasi sabato 31 agosto scorso, è stato approvato all'unanimità un ordine del giorno che impegna il Sindaco e la Giunta comunale ad assicurare la correttezza delle procedure in caso di eventuali allontanamenti di minori dal proprio nucleo familiare di origine. A tal proposito è giusto ricordare che l’Ambito Sociale Ortonese, primo ambito abruzzese, nel 2014 è stato selezionato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per l’attivazione del Programma di Intervento Per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione (Progetto P.I.P.P.I.), ottenendo anche un finanziamento di 50 mila euro. Il Progetto P.I.P.P.I. è stato sviluppato dal Dipartimento di Pedagogia dell’Università di Padova, insieme ad una rete di soggetti istituzionali, per sostenere le famiglie vulnerabili in quanto a rischio di allontanamento dei figli minori.

Il Programma persegue la finalità di innovare le pratiche di intervento nei confronti delle famiglie cosiddette negligenti, al fine di ridurre il rischio di maltrattamento e il conseguente allontanamento dei bambini dal nucleo familiare d’origine, articolando in modo coerente fra loro i vari ambiti di azione coinvolti intorno ai bisogni dei bambini che vivono in tali famiglie, tenendo in ampia considerazione la prospettiva dei genitori e dei bambini stessi nel costruire l’analisi e la risposta a questi bisogni. L’obiettivo primario è dunque quello di aumentare la sicurezza dei bambini e migliorare la qualità del loro sviluppo. L’Ambito Sociale Ortonese, negli anni 2014 - 2016, con i suoi servizi ha coinvolto nel programma 10 famiglie con bambini da 0 a 11 anni fornendo loro educatrici a domicilio, sostegno psicologico, supporto socio-educativo, ludoteca per i bambini e corsi di scuola genitori, ma soprattutto creando intorno a questi nuclei una rete di aiuto alla genitorialità fragile che ha coinvolto oltre ai servizi sociali, il mondo della scuola, i servizi sanitari e le associazioni di volontariato. Grazie al metodo innovativo di intervento del programma nessun bambino delle famiglie seguite è stato allontanato dal proprio nucleo.

“Il progetto P.I.P.P.I. – dichiara il coordinatore di Ortona Popolare ed ex Assessore alle Politiche sociali del Comune di Ortona, Gianluca Coletti – dopo la sperimentazione che abbiamo avviato nel 2014, è diventato un patrimonio di conoscenze e competenze per gli operatori sociali impegnati nella sua realizzazione. Alla luce dei risultati positivi ottenuti il servizio è stato inserito nel Piano Sociale dell’Ambito Distrettuale Ortonese approvato dall’attuale Consiglio Comunale nel settembre 2017”.

“Anche se il Comune di Ortona – conclude Gianluca Coletti – ha fatto notevoli progressi in un ambito così delicato, garantendo servizi di qualità, c’è sempre da migliorare per assicurare la massima tutela dei minori. Il Consiglio comunale ha fatto bene, quindi, a porre l’attenzione sulla tutela dei minori e sul sostegno alla genitorialità, riconoscendo di fatto gli ottimi risultati raggiunti negli ultimi anni dal nostro Comune nel campo delle politiche sociali. Come sempre, siamo a disposizione per qualsiasi confronto pubblico su questo e su qualsiasi altro argomento che riguarda gli interessi della comunità ortonese”.

 

ABRUZZO IN VETTA AL MONDO

San Giovanni Teatino, 8 settembre 2019 -

Il 25 maggio 2019 è giunta in Italia/Abruzzo la comunicazione che il 22 maggio 2019 alle ore 03.00 AM Nepalesi l'alpinista-himalaista e Guinness World Record Everest Phurba Tenzing Sherpa, con il suo team Dreamers Destination, ha portato a termine una missione storica per la quale tutti noi abruzzesi possiamo esserne riconoscenti e fieri: la Bandiera della Regione Abruzzo sventola a 8.848 mt sulla vetta della montagna più alta e più famosa al Mondo, l'Everest in Himalaya.

 

UN PUGILE SUONATO

Chieti, 7 settembre 2019 -

Sono davvero molto grato al professor Luciano Canfora che nel corso della trasmissione In Onda su La7 condotta dai giornalisti David Parenzo e Luca Telese, mi ha aiutato a trovare la giusta definizione per una pietosa esibizione del caporal minore Fanfaron de' Fanfaronis, al secolo Matteo Salvini, capo dei Fascioladronileghisti.

 

Primo ospite della trasmissione, l'uomo che tutto il mondo ci invidia(va) si è prodotto in una performance che giudico veramente pietosa: le solite trite esternazioni, mancate risposte a precise domande dei due conduttori.

 

SACERDOTI NOVELLI

Pescara, 6 settembre 2019 -

Domani, a San Cetteo, monsignor Valentinetti ordinerà tre nuovi sacerdoti

 

Mauro, Piero e Graziano sono i tre diaconi che domani, sabato 7 settembre, monsignor Tommaso Valentinetti, ordinerà sacerdoti. Nella celebrazione solenne delle ore 18.30, l’arcivescovo di Pescara-Penne e i sacerdoti della diocesi imporranno le manisui tre diaconi originari della provincia di Pescara. «È un momento forte di comunità – afferma monsignor Valentinetti – per questo l’ordinazione concluderà la due giorni diocesana di inizio anno pastorale. Ed è un momento di gioia per tutta la Chiesa locale, per le comunità di origine e per i confratelli presbiteri che abbracciano tre nuovi sacerdoti nella famiglia sacerdotale».

 

LA QUALITÀ È DOC

Ortona, 6 settembre 2019 -

Sarà una buona annata per i vini Doc abruzzesi: traguardo non scontato con i mutamenti climatici in agguato in ogni vendemmia con continui e repentini sbalzi di temperature. Semmai di vino se ne produrrà di meno, ma le previsioni sulla qualità sono molto incoraggianti. È molto fiducioso Valentino Di Campli, presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo.

L’andamento climatico si è distinto per un inverno freddo, con precipitazioni abbondanti su tutta la regione e nevicate, e una primavera con basse temperature e molto piovosa, che ha determinato un buon germogliamento, ma un rallentamento dello sviluppo vegetativo. Si è poi registrato in estate un aumento delle temperature con giornate soleggiate e molto calde. «Questa condizione metereologica», sottolinea il presidente di Assoenologi Nicola Dragani, «ha portato a un buon decorso vegetativo anche da un punto di vista sanitario grazie ad un oculato controllo degli attacchi parassitarie alle alte temperature un’anticipazione della maturazione delle uve rispetto alla norma, condizioni ideali che fanno presupporre un’annata dall’ottima qualità».

Dopo l’avvio della vendemmia per le varietà precoci (Chardonnay, Pinot grigio), iniziata il 20 agosto nelle zone più costiere, ora è il momento delle altre uve bianche (Trebbiano, Malvasia, Passerina e Pecorino). Per le varietà a bacca rossa, principalmente Montepulciano, si prevede che la raccolta avverrà a partire dall’ultima settimana di settembre fino a protrarsi alla fine di ottobre. La quantità si stima inferiore dell’11% circa rispetto alla vendemmia precedente (la media nazionale è -16%), tanto che a tutt’oggi si prevede una produzione complessiva di intorno a 3,1 milioni di ettolitri, contro i 3,4 milioni di ettolitri della scorsa campagna.

«I vitigni bianchi», dichiara Valentino Di Campli, presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, «sono quelli che hanno sofferto maggiormente con cali di produzione ancora più importanti per le varietà precoci, come chardonnay e pinot grigio (- 30%) così come il pecorino, che si sta vendemmiando in questi giorni. Sul fronte dei vini rossi, il Montepulciano d’Abruzzo doc dovrebbe attestarsi sui numeri delle ultime annate. In discesa le quantità dei vini non denominati, sia rossi che bianchi, che dovrebbero diminuire del 15-20%».

Qualitativamente parlando, se le condizioni climatiche del mese di settembre decorreranno favorevolmente, si può ipotizzare un’annata molto interessante con diverse punte di eccellenza, in particolare per i vini rossi.

«L’Abruzzo del vino rappresenta una buona fetta del vino italiano», dice Di Campli, «attestandosi come quinta regione per produzione. Il settore vitivinicolo, uno dei punti di forza dell’agricoltura abruzzese, mostra una grande vitalità, che si traduce in continui investimenti e nella profonda riorganizzazione delle aziende e della filiera».

La produzione di vini a denominazione di origine è superiore al 1 milione di ettolitri. Oltre il 70% dei vini è venduto sui mercati esteri (per un export nel 2018 di 182 milioni di euro). Questo la dice lunga sull’importanza del settore per l’agricoltura regionale.

Davide Acerra 
 
Foto Cityrumors 

 
 
 
 

 

LA VENDEMMIA DEI BIANCHI

Abruzzo, 5 settembre 2019 - Nonostante le incursioni dei cinghiali non abbiano risparmiato i vigneti soprattutto nelle zone più interne, è iniziata anche in Abruzzo la vendemmia 2019 con la raccolta delle uve pinot e chardonnay a fine agosto in un percorso che proseguirà ora nel mese di settembre con la raccolta del Pecorino e della Passerina e continuerà con la Cococciola, il Merlot, il Sangiovese e il Trebbiano concludendosi ad ottobre con il distacco delle grandi uve rosse autoctone Montepulciano.  

La produzione regionale, secondo l’ analisi della Coldiretti in occasione della presentazione delle previsioni vendemmiali 2019 di Ismea, Assoenologi e Unione italiana vini, registrerà un calo della produzione dell’11% (pari ad una produzione complessiva stimata di 3,050 milioni di ettolitri), conseguenza del clima pazzo e del maltempo alternato a ondate di caldo africano che hanno caratterizzato l’estate. A livello nazionale si stima invece una produzione di 46 milioni di ettolitri il 16% in meno dello scorso anno, comunque davanti a Francia (43,9 milioni di ettolitri) e Spagna (40milioni di ettolitri).

Salva in ogni caso la qualità: le condizioni attuali fanno infatti ben sperare per una annata di buona/ottima qualità anche se l’andamento della raccolta dipenderà molto dal mese di settembre per confermare le previsioni anche sul piano quantitativo. Coldiretti ricorda che in Abruzzo la produzione annuale media è di circa 4.500.000 quintali di uva e oltre 3milioni di ettolitri di vino di cui almeno un milione a denominazione di origine per un totale di circa 18mila aziende vitivinicole attive (e sempre a più alta specializzazione) su una superficie agricola complessiva di circa 30mila ettari. I vitigni più conosciuti e diffusi sono Montepulciano e Trebbiano, anche se negli ultimi anni stanno riscuotendo sempre maggiore interesse il Pecorino, la Passerina, il Moscato, la Cococciola e il Montonico.     

“La vitivinicoltura regionale – dice Coldiretti Abruzzo - è oggi una realtà importante tanto che l’Abruzzo può considerarsi oggi tra le regioni in cui il vino – con particolare riferimento al Montepulciano - ha saputo imporsi fino a diventarne l’immagine di riferimento, con una filiera che costituisce il principale comparto agricolo regionale (21% dell’intera PLV, la più elevata incidenza tra le regioni italiane) e una produzione media di vino rappresentata dal 70% di vini rossi e da un restante 30% di bianchi. Una realtà sempre più fiorente anche per i numerosi apprezzamenti che arrivano dall’estero, che si traducono con una crescita delle esportazioni che hanno registrato nel 2018 un valore di 182 milioni di euro (+ 6,3% rispetto al 2017) a conferma della fama che il vino regionale sui mercati esteri si è guadagnato negli anni e che, nel 2019, continua a crescere con un aumento delle esportazioni del 4,1% nei primi tre mesi del 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018.

Ma sulla vendemmia – come anche sulle altre produzioni regionali – pesano le incursioni notturne ed improvvise dei cinghiali a caccia di cibo e golosi di uva. “La situazione è preoccupante – denuncia Pier Carmine Tilli, presidente Coldiretti Chieti e produttore vinicolo – alla soddisfazione per la qualità prevista si aggiunge l’amarezza e la delusione nel vedere che tanti raccolti vengono presi di mira e distrutti dalla fauna selvatica. Ci sono aziende in cui i cinghiali hanno compromesso gran parte del raccolto, non è poco per un prodotto di riferimento per l’economia regionale. La situazione va risolta una volta per tutte. A rischio ci sono le produzioni di eccellenza come il vino, gli ortaggi e prodotti di nicchia che vanno tutelati per il bene delle imprese, dei cittadini e dell’economia”.

Di seguito le previsioni vendemmiali Italia su base regionale.

REGIONE                              PRODUZIONE mln ettolitri VARIAZIONE 2019/2018     

Marche                                  0,820                                                 - 15%

Veneto                                  11,270                                               - 16%

Abruzzo                                3,050                                                 - 11%

Puglia                                   8,000                                                 - 16%

Sicilia                                    3,760                                                 - 20%

Lombardia                            1,200                                                 - 30%

Piemonte                              2,470                                                 - 15%

Valle D’Aosta                       0,017                                                    0%

Friuli Venezia Giulia          1,780                                                 - 18%

Emilia Romagna                 7,410                                                 - 20%

Umbria                                  0,340                                                 - 24%

Sardegna                             0,380                                                 - 13%

Lazio                                     0,660                                                 - 15%

Campania                            0,580                                                 - 6%

Molise                                   0,239                                                    0%

Basilicata                              0,085                                                 - 10%

Calabria                                0,113                                                 - 3%

Liguria                                   0,041                                                 - 10%

Trentino                                1,350                                                 - 15%

Toscana                                2,335                                                 + 10%

 

ANNO NERO API ITALIANE

Abruzzo, 4 settembre 2019 - In Abruzzo è praticamente dimezzata la raccolta di miele per effetto dell’andamento climatico anomalo che non ha risparmiato gli alveari e fatto soffrire le api, un indicatore sensibile dello stato di salute dell’ambiente. Quanto emerge da una analisi della Coldiretti Abruzzo in occasione dell’arrivo di una nuova ondata di maltempo in un anno segnato fino ad ora da 1126 eventi meteo estremi lungo la Penisola fra grandinate, trombe d’aria, tempeste di acqua e vento e ondate di calore, con un incremento del 56,4% rispetto all’anno precedente, secondo la banca dati ESWD.

 
“L’annata 2019 - sottolinea Coldiretti Abruzzo - sta prospettandosi come la più critica e problematica di sempre a causa dell’andamento climatico anomalo. Al caldo e siccità nei primi mesi primaverili sono seguite copiose precipitazioni, unite ad un significativo calo termico per buona parte del mese di maggio che hanno compromesso le fioriture mentre nell’estate bollente si sono verificate violente ondate di maltempo. In Abruzzo il calo della produzione supera il 50%, ma la situazione è grave in tutta Italia”. 
 
Le api non hanno avuto la possibilità di raccogliere il nettare e il poco miele che sono riuscite a produrre lo hanno mangiato per sopravvivere con il risultato è che quest’anno la produzione nazionale risulterà ben al di sotto delle oltre 23,3 milioni di chili del 2018 mentre le importazioni sono risultate pari a 9,7 milioni di chili nel primi cinque mesi del 2019 secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat dalle quali si evidenzia che circa la metà arriva dall’Ungheria  e quasi il 10% dalla Cina.
 
Per evitare di portare in tavola prodotti provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità occorre verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica”, consiglia la Coldiretti. Il miele prodotto sul territorio nazionale dove non sono ammesse coltivazioni Ogm (a differenza di quanto avviene ad esempio in Cina) è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria fortemente sostenuta dalla Coldiretti. La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell’Unione Europea, l’etichetta – continua la Coldiretti – deve riportare l’indicazione “miscela di mieli originari della CE”; se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta “miscela di mieli non originari della CE”, mentre se si tratta di un mix va scritto “miscela di mieli originari e non originari della CE”.
 
In Abruzzo, in cui la produzione di miele è una attività tradizionale, è possibile trovare tantissime varietà di miele locale a seconda del tipo di pascolo delle api: dal miele di acacia al millefiori (che è tra i più diffusi), da quello di sulla al più tardivo “saltoreggia”. Coldiretti Abruzzo ricorda inoltre che in regione sono censiti oltre 40mila alveari, oltre mille apiari e circa 700 apicoltori (elaborazione Coldiretti Abruzzo su dati Regione Abruzzo) per una produzione media di 800-900 tonnellate e un valore stimato intorno ai 4-5 milioni di euro/l’anno. Gli apicoltori in regione sono indirizzati prevalentemente verso la produzione di miele anche se si riscontra una certa attenzione per i prodotti dell’apicoltura (api regine, polline, polline, propoli, cera e pappa reale, ecc). Si ricorda inoltre che i prodotti dell’apicoltura sono destinati per il 21% all’autoconsumo mentre per il 79% sono rivolti al mercato.

 

AMBASCIATORI D’ABRUZZO NEL MONDO 2019

Sembra una giornata incerta di sole questo 30 settembre mattina, ancora bagnato dalla pioggia della sera. Partiamo da Paganica alle 9 per una giornata di distensione, alla scoperta delle meraviglie d’Abruzzo. A Castelnuovo prendiamo con noi Flora e Mario Daniele, nostri amici che vivono a Rochester, negli States, ora in vacanza nel paese natale. E’ una giornata speciale che si concluderà a Castel di Sangro, in serata, per assistere alla cerimonia del Consiglio Regionale per il conferimento delle onorificenze 2019 di “Ambasciatore d’Abruzzo nel mondo”. Mentre gli argomenti della conversazione coltivano la curiosità per una giornata che si prevede densa di emozioni, già l’auto infila la striscia d’asfalto che si distende lungo l’altopiano. Sempre bella la sequela di paesini turriti, arrancati ai due lati dell’altopiano, sulle falde dei colli che delineano l’acrocoro: San Pio delle CamereTussioCaporciano, poi su uno sperone Civitaretenga, grazioso borgo che conserva le vestigia d’un ghetto ebraico, cifra di antiche trascorse consuetudini di commercio dello zafferano, e l’incantevole Navelli, con la livrea di Borgo tra i più belli d’Italia.

Lungo la statale fiorisce una teoria di belle chiese romaniche, a connotare tappe di spiritualità sul tracciato dell’antico Tratturo magno, che principiava ai piedi del colle dove sorge L’Aquila, arteria della transumanza per greggi e pastori diretti verso il Tavoliere delle Puglie. Una di quelle chiese, Santa Maria dei Centurelli, la più grande, ampia di spazi per la sosta delle greggi, con il fenomeno migratorio esploso dopo il 1861, conobbe la devozione degli emigranti che lì si raccoglievano in preghiera prima della partenza per terre straniere. Davanti al tempio, da alcuni anni, è stato eretto a memoria un monumento bronzeo all’emigrante, dell’artista aquilanoAugusto Pelliccione. Ora, come da tempo immemorabile, le terre dell’altipiano producono l’oro rosso migliore del mondo, lo zafferano (crocus sativus), riconosciuto da un marchio Dop. Per diversi secoli il prezioso prodotto fece le fortune dell’Aquila, insieme alla lana e al panno aquilano, in fiorenti commerci con tutta Europa, favorendo l’insediamento nella città murata di numerose comunità di mercanti stranieri, ancor oggi presenti nella toponomastica cittadina. Un eccellente zafferano, si diceva, raccolto in gran copia e al tempo usato non in gastronomia, come oggi si penserebbe, ma per tingere tessuti.

In alto sulla sinistra, lungo il rettilineo, sfila Collepietro. Poi, oltre il bivio per San Benedetto in Perillis, la strada affonda ripida nell’infinita serpentina di curve e tornanti fino a raggiungere Popoli, vestibolo della Conca Peligna, retaggio d’un ampio lago nel Pleistocene prosciugatosi per la falla apertasi nelle Gole che ora la congiungono alla Val Pescara. Si supera il fiume Pescara, che qui ha le sue copiose sorgenti, per congiungersi più a valle con l’Aterno e proseguire verso il mare. Già sulla sinistra incombe il monte Morrone, così sacro agli Abruzzesi per l’impronta celestiniana. Si rivela già a mezzacosta con l’eremo incavato nella roccia dove l’eremitaPietro Angelerio fu raggiunto dai messaggeri che gli portavano l’annuncio della sua elezione a pontefice, avvenuta il 5 luglio 1294 nel Conclave di Perugia. Da lì il monaco Pietro si partì, qualche giorno dopo, con una grande scorta di fedeli e di due sovrani, Carlo II d’Angiò e suo figlio Carlo Martello, alla volta dell’Aquila, per la sua incoronazione. La volle davanti alla sua Basilica di Collemaggio, il 29 agosto, con l’immensa partecipazione di fedeli - un cronista riferisce che duecentomila persone assistettero all’evento - diventando papa Celestino V, passando presto alla storia per il suo profetico pontificato e per il gesto della rinuncia alla tiara papale, il 13 dicembre 1294, ad appena cinque mesi dalla sua elezione.

Un fatto straordinario, nella storia della Cristianità, sovente richiamato in questi ultimi anni per l’analogo gesto di Benedetto XVI, con le sue dimissioni del 28 febbraio 2013. Pur nelle specificità dei due contesti storici, singolari analogie connotano il gesto di grande umiltà e coraggio di Benedetto XVI con quello di Celestino V, come pure la venerazione profonda che papa Ratzinger ha più volte espresso per il predecessore che liberamente rinunciò al pontificato. La espresse particolarmente nella visita pastorale che egli fece alla città di Sulmona il 4 luglio 2010 per celebrare gli ottocento anni della nascita di S. Pietro Celestino. Così tra l’altro, nell’incontro con i giovani, si espresse papa Benedetto XVI[…] La vera preghiera non è affatto estranea alla realtà. Se pregare vi alienasse, vi togliesse dalla vostra vita reale, state in guardia: non sarebbe vera preghiera! Al contrario, il dialogo con Dio è garanzia di verità, di verità con se stessi e con gli altri, e così di libertà. […] Tutto questo non distoglie dalla vita, ma aiuta invece ad essere veramente se stessi in ogni ambiente, fedeli alla voce di Dio che parla alla coscienza, liberi dai condizionamenti del momento! Così fu per san Celestino V: egli seppe agire secondo coscienza in obbedienza a Dio, e perciò senza paura e con grande coraggio, anche nei momenti difficili, come quelli legati al suo breve Pontificato, non temendo di perdere la propria dignità, ma sapendo che questa consiste nell’essere nella verità. […].

Siamo ora a Sulmona, la città del poeta Ovidio, il più grande cantore dell’amore della latinità che qui era nato nel 43 a.C., morto poi in esilio a Tomi, sul Mar Nero. Ci fermiamo per una breve sosta. Immancabile la visita alla bella Cattedrale, dedicata a San Panfilo vescovo, patrono della città. Situata all’ingresso settentrionale, è la chiesa più antica della città, risalente all’VIII secolo, edificata sui resti d’un antico tempio di Vesta e Apollo, secondo la tradizione. Di certo la sua storia trova un primo riferimento nel Chronicon Casauriense, prezioso cespite documentale dei benedettini di San Clemente a Casauria, che riferisce di un notevole intervento sulle architetture iniziato nel 1075. Nei secoli successivi, oltre gli incendi e devastazioni, il tempio subì il terribile trauma di sconvolgenti terremoti, come quelli devastanti del 1349, 1456 e 1706. Entriamo in Cattedrale per ammirare soprattutto la cripta, composta di tre absidi con 14 colonne lapidee risalenti al X secolo. Due scalinate laterali discendono dalla navata alla cripta, mentre l’ampia scalea centrale discende all’altare di San Panfilo, con il busto dorato che contiene le reliquie del Patrono. Nella parete destra un bell’affresco della Madonna col Bambino tra San Michele Arcangelo e il Battista. Accanto un ambiente dedicato a San Pietro Celestino, che conserva del monaco poi diventato papa alcuni indumenti, un cilicio, sandali, paramenti sacri, un crocifisso ligneo ed alcuni suoi documenti autografi provenienti dall’eremo di Sant’Onofrio al Morrone, laddove Pietro Angelerio ricevette la notizia della sua elezione al soglio pontificio.

Altra tappa al prezioso monumento dell’Annunziata. La facciata del complesso, che dà sul corso cittadino davanti una graziosa piazzetta dove a tanti piace sostare davanti a un caffè, è davvero di rara suggestione, luminosa al sole di mezzogiorno come noi ora l’ammiriamo. Ostenta con grazia una sovrapposizione di stili: gotico il portale ogivale, che era l’antica Porta dell’orologio, con un arco dove poggia la scultura di San Michele Arcangelo. Coppie di colonne recano in alto due rosoni. Bella una quattrocentesca finestra trifora con colonnine tortili su sculture ferine. La parte centrale della facciata ha netta impronta rinascimentale, con un portale sormontato da un timpano con altorilievo d’una Madonna con Bambino e quattro angeli, mentre sul prospetto superiore vi è una bella finestra bifora. Tale porzione di facciata risale alla seconda metà del Quattrocento. La parte laterale destra, realizzata intorno al 1520, presenta un’altra bifora sovrastante il portale di un’antica bottega di spezie, privo di timpano e con decorazioni raffiguranti la l’Angelo e la Madonna. La chiesa a sinistra, in continuità verso il centro della città, reca rimaneggiamenti architettonici sulla trecentesca struttura originaria, conseguenti alle lacerazioni inferte dai terremoti del 1456 e soprattutto del 1706. Il complesso è il monumento più rappresentativo di Sulmona, dichiarato monumento nazionale sin dal 1902. Un buon caffè e si riparte lungo la statale 17 che segue, per un buon tratto, l’antico tracciato del tratturo verso il Tavoliere.   

Mentre saliamo di quota verso l’altipiano delle Cinque Miglia, sulla destra il profilo dell’abitato di Pettorano sul Gizio, magnifico Borgo classificato tra i più belli d’Italia. Una serie di curve in mezzo al verde dei boschi, che ricoprono le montagne sui due lati della strada, ci portano sull’acrocoro, appena superata a sinistra Roccapia. Ora la strada corre dritta sull’ampia spianata colorata di biade, fin quando non l’abbandoniamo per raggiungere Rivisondoli, grazioso centro turistico per sport invernali e per la salubrità dell’aria molto frequentato tutto l’anno, famoso per una delle più antiche rappresentazioni del Presepe vivente. Il suo centro storico è una meraviglia di cura architettonica, le case in pietra hanno le finestre adorne di gerani rossi. Vi scopriamo, peraltro, un piccolo ristorante con ottimi sapori della cucina abruzzese e un buon, Montepulciano d’Abruzzo. Giocondo, questo il nome del locale, merita una citazione anche per l’incantevole contesto urbano in cui è inserito.

Qualche chilometro più in là, post prandium, la visita a Pescocostanzo, un altro dei Borghi più belli d’Italia - l’Abruzzo ne conta 23 nell’esclusivo Club. Una pioggia non insistente ci limita tuttavia nell’ammirare l’intero abitato, prezioso nelle architetture di palazzi e case, come pure nelle basule in pietra bianca e scura, che disegnano le vie, le scalinate, gli sdruccioli. La fondazione del borgo risale al X secolo, ma dopo il terremoto del 1456 la ricostruzione fu operata da maestranze lombarde che hanno lasciato tracce nel tessuto sociale e culturale. Tanto che nella splendida basilica diSanta Maria del Colle ancor oggi la cerimonia battesimale si celebra con il rito ambrosiano. L’andiamo ad ammirare, questa bella basilica, alla quale s’accede lateralmente con un’imponente scalinata risalente al 1580 e un portale tardo romanico. Unica in Abruzzo per la sua ampia aula quadrata, è a cinque navate, con ricchi apparati interni, come gli splendidi soffitti lignei dorati e intagliati, l’altare maggiore e le cancellate in ferro battuto. Preziose le statue lignee, gli stucchi e la pala d’altare di Tanzio da Varallo, raffigurante la Madonna dell’incendio sedatoPescocostanzo, d’altronde, vanta una secolare tradizione di grandi ebanisti, in primis quel Ferdinando Mosca che magnifiche opere realizzò all’Aquila, e di capomastri del marmo e del ferro battuto, che nei secoli scorsi hanno impreziosito il borgo e molte chiese d’Abruzzo.

Lasciamo Pescocostanzo alle quattro del pomeriggio, una breve sosta a Roccaraso, centro turistico notevole per i suoi impianti invernali e le piste da sci, con una frequentazione turistica che copre tutto l’anno con provenienze dal centro Italia e specialmente dalla Campania. Attrezzature d’avanguardia, qualità della ricettività e dell’accoglienza ne fanno un centro di grande richiamo, capace di ospitare anche grandi eventi sportivi. La strada inizia a scendere, una decina di chilometri e siamo a Castel di Sangro, cittadina di circa 6800 abitanti, al confine con il Molise, con interessanti richiami d’arte e belle chiese. Dovremo tuttavia dedicare una visita attenta in altra occasione, perché l’orario non consente diversivi. Fra mezz’ora, alle 18, si tiene infatti la cerimonia per gliAmbasciatori d’Abruzzo 2019. Ci rechiamo alla Chiesa di Maria Maddalena, là è programmato lo svolgimento della cerimonia. Sorta a metà del XV secolo, nei pressi del fiume Sangro, si dice sui resti di un piccolo romitorio fondato da Pietro Angelerio quando a metà del Duecento peregrinava tra Palena e Castel di Sangro, il complesso si sviluppa attorno ad un magnificente chiostro con portico ad arcate a tutto sesto, con seicenteschi affreschi sulle pareti raffiguranti scene di vita di San Francesco d’Assisi e Sant’Antonio da Padova. Scelta del luogo sicuramente ottima da parte delConsiglio Regionale, se non fosse per la pioggia che ha consigliato di spostare la cerimonia al chiuso - così ci informano - nel Teatro Francesco Paolo Tosti.

Come ogni anno, celebrando la Giornata degli Abruzzesi nel mondo statuita da apposita legge, il Consiglio Regionale conferisce l’onorificenza di “Ambasciatore d’Abruzzo” ad insigni personalità che emigrate all’estero, o in Italia fuori regione, onorano la terra d’origine con i loro meriti accademici, culturali, politici, sociali e professionali. E’ il presidente del Consiglio Regionale,Lorenzo Sospiri, a presiedere la cerimonia di conferimento dell’onorificenza, insieme ai Vicepresidenti Roberto Santangelo e Domenico Pettinari, e ai Consiglieri Antonietta LaportaAmerico Di Benedetto e Sandro Mariani. Padrone di casa il sindaco di Castel di Sangro, Angelo Caruso, che è anche Presidente della Provincia dell’Aquila.

Luciano BentenutoRosa Luisa DeLauro, Filippo FrattaroliLeopoldo Gasbarro, Goffredo Mancinelli, Claudio Micheloni Lina Palmerini sono le personalità scelte all’unanimità dal Consiglio Regionale per essere insignite “Ambasciatore d’Abruzzo nel mondo” per l’anno 2019. Alle ore 18 - il Teatro ricolmo in ogni ordine di posti - la cerimonia ha inizio con il saluto del Sindaco, che ringrazia la Regione per aver scelto la sua città per tenervi l’evento. Quindi, dopo l’Inno di Mameli, l’intervento introduttivo del Presidente Sospiri, che ha voluto richiamare l’alto valore morale dell’onorificenza che il Consiglio Regionale ogni anno assegna ad Abruzzesi di grande talento, che rendono onore e prestigio alla loro terra d’origine. I loro profili biografici ne danno un’evidente testimonianza, sebbene in sintesi, come illustrano i brevi contributi video approntati dalla Struttura di supporto Stampa del Consiglio Regionale. Gli insigniti vengono chiamati nell’ordine sul palcoscenico del teatro, dove è consegnata loro la Targa con un’artistica fusione in bronzo raffigurante il Guerriero di Capestrano e l’Abruzzo, simbolo dell’onorificenza. Questi i profili biografici degli insigniti, riportati in rigoroso ordine alfabetico.

Luciano Bentenuto, criminologo. 56 anni, alto dirigente pubblico in Canada. Figlio di emigrati abruzzesi di Torre de’ Passeri, in provincia di Pescara, è nato e vissuto a Montreal, ma da cinque anni risiede a Ottawa, da quando è diventato direttore generale dei Servizi di sicurezza di tutte le Corti federali della Magistratura canadese, nella capitale e nelle 10 Province e 3 Territori che formano il Paese. Per molti anni nell’Intelligence, con ruoli di elevata responsabilità, Luciano Bentenuto ha condotto operazioni difficili e delicate in tutti gli scacchieri del mondo, con eccezionali risultati. Attualmente le incombenze sono svolte di solito sul territorio nazionale, dunque egli ha potuto seguire anche la vita di comunità come presidente della Federazione Nazionale degli Italiani in Canada, carica lasciata di recente per altri impegni di servizio, che spesso sfociano in importanti iniziative di solidarietà.

Rosa Luisa DeLauro, deputato nel Congresso degli Stati Uniti d’America. Nata il 2 marzo 1943 a New Haven, nel Connecticut, si è laureata al Marymont College. Ha frequentato per studi superiori la London School of Economics a Londra e per un master la Columbia University di New York. Responsabile della campagna elettorale e poi capo dello staff del senatore Christofer J. Dodd fino al 1987, è stata poi nel 1990 eletta alla Camera nel Congresso americano e riconfermata fino ad oggi, dove è una dei membri più liberal del Partito democratico, specie riguardo i diritti delle donne e la lotta per il controllo delle armi. Di dichiarate origini italiane, fa parte della Delegazione dei Parlamentari italo-americani ed è membro onorario della NOIAW (National Organization Italian American Women). Si adoperò molto, dopo il sisma del 2009 a L’Aquila e dintorni, per promuovere aiuti alle popolazioni terremotate.

 

Filippo Frattaroli, chef e imprenditore a Boston. 65 anni, nato a Sulmona ed emigrato negli Stati Uniti nel 1970, iniziò a lavorare nell’edilizia e poi nella ristorazione, la sua vera passione. Nel 1977 aprì a North End, storico quartiere italiano di Boston, il suo primo ristorante “Lucia”, man mano impegnandovi tutta la famiglia e quattro anni dopo il secondo ristorante, nel ricco quartiere di Winchester. Oggi, il cognome Frattaroli è famoso nei circoli gastronomici del North End come lo è a Sulmona. Anche nella città natale, infatti, l’azienda Frattaroli ha creato una struttura ricettiva di elevata qualità, a sei stelle, nel centro storico di Sulmona, ed avviato altre importanti iniziative imprenditoriali nell’area peligna. La cifra del successo risiede nell’aver promosso nella rete dei suoi ristoranti l’enogastronomia abruzzese, importando direttamente le eccellenze, e la cucina tipica della regione d’origine. Il Ristorante Filippo, su Caseway Street a Boston, è la grande struttura di punta della famiglia Frattaroli. Filippo, con suo figlio Philip avvocato, conduce l’azienda con straordinaria perizia imprenditoriale.

Leopoldo Gasbarro, giornalista e saggista, è nato nel 1964 a Napoli, ma cresciuto a Castel di Sangro dove ha la famiglia e dove da Milano rientra nei fine settimana. Cura e conduce su TgCom24 “Mercati che fare”, trasmissione che tratta il difficile mondo della gestione dei risparmi. Collabora con i quotidiani Il Giornale e Il Sole 24 Ore. Saggista di successo, ha pubblicato nel 2000 il suo primo libro L'urlo, con Carsa Edizioni. Fra i libri pubblicati con Sperling & Kupfer si citano: la biografia di Ennio Doris C'è anche domani (2014), la storia del cuoco tristellato Niko Romito Apparentemente semplice (2015), i saggi sull’economia, sul credito e sul risparmio, Rischio banche (2016), Soldi sicuri (2017), Il risparmio che vince (2018), La resa dei conti (2019). Per Mondadori ha pubblicato Il salvadanaio di Arianna (2016), manuale di educazione finanziaria per ragazzi, e per le Edizioni San Paolo il romanzo Un violino per Papa Francesco (2016).  

Goffredo Mancinelli, colonnello nella Nato e giudice presso il Tribunale militare di Roma. Nato nel 1949 a Crecchio (Chieti), dopo l’Accademia militare di Modena e la Scuola di Applicazione a Torino, ha conseguito le lauree in Scienze Strategiche all’Università di Torino e in Scienze Internazionali all’Università di Trieste. Studioso di Istituzioni europee, ha tra l’altro seguito un Master di specializzazione presso la Scuola post-universitaria di Studi Europei “Alcide De Gasperi”. Oltre a vari incarichi di comando, incarichi di coordinamento negli Stati Maggiori dell’Esercito e della Difesa e presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Mancinelli è stato impegnato presso il Quartier Generale della Nato a Bruxelles, come Capo Sezione standardizzazione militare, e in delicate missioni Nato in Albania e in area balcanica (missione Arcobaleno), e con l’Interforze Onu (Unifil) in Libano. Numerosi i riconoscimenti di servizio, come i Diplomi di benemerenza per il Sisma 1976 in Friuli e per il Sisma 1984 in Abruzzo, la Croce commemorativa per attività di soccorso internazionale in Macedonia e Albania (1999), la Medaglia Nato per il servizio prestato nei Balcani (2007) e la Medaglia Unifil per il servizio in Libano (2009). Nel 2008 è stato insignito del titolo di Ufficiale, Ordine al Merito della Repubblica italiana.

 

Claudio Micheloni, già Senatore della Repubblica per tre legislature, eletto nella Circoscrizione Europa. Nato a Campli (Teramo) nel 1952, emigrò nel 1960 con la famiglia in Svizzera, a Cortaillod, dove vive. Progettista del Genio civile, prima di assumere incarichi politici ed istituzionali, ha lavorato nel settore edile come dirigente. Nel 1976 ha fondato la FEAS (Federazione Emigrati Abruzzesi in Svizzera), di cui è stato primo Presidente, mentre dal 1997 è Presidente della FCLIS (Federazione delle Colonie Libere Italiane in Svizzera). Dal 1991 al 2006 è stato membro del CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all'Estero). Nel 2006 viene eletto al Senato della Repubblica Circoscrizione Estero, rieletto nel 2008 e nel 2013. Il 21 maggio 2013 è eletto Presidente del Comitato per le Questioni degli Italiani all'Estero del Senato. Nel 2001 è stato insignito dal Presidente della Repubblica dell’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia.

Lina Palmerini, giornalista professionista. Nata a L’Aquila nel 1965, vive a Roma. E’ caposervizio del quotidiano Il Sole 24 Ore, giornalista parlamentare. Laureata in Giurisprudenza, con tesi in filosofia del diritto, un Master di giornalismo alla Luiss con tesi sui giornali anglosassoni, ha lavorato 3 anni al settimanale Mondo Economico. Nel 1998 l’assunzione al Sole 24 Ore a Milano, nel settore Economia e Lavoro. Giornalista professionista dal 1997, ha pubblicato, con altri autori, due libri sulle tematiche del lavoro e dei contratti. Dal 2005 è passata al settore Politica e Società dello stesso quotidiano economico. Dal 2012 è Quirinalista del Sole 24 Ore e dal 2014 notista di politica interna. Proprio per questa specializzazione professionale di notista politica è richiesta dalle reti televisive nazionali per commentare le vicende politiche italiane. Apprezzata editorialista di prima pagina, è l’unica donna incaricata di scrivere la nota politica del giorno nel panorama della stampa italiana. Nel 2013 è stata insignita del titolo di Ufficiale al Merito della Repubblica italiana e nel 2019 le è stato conferito il prestigioso Premio “Biagio Agnes”.

Grande l’emozione degli insigniti nel ricevere la più alta onorificenza della Regione Abruzzo e nelle loro testimonianze, espresse negli interventi di ringraziamento, accompagnate dal calore e dall’apprezzamento del numeroso pubblico presente in sala. Per impegni che li hanno trattenuti in Canada e Usa, non sono stati presenti alla cerimonia, inviando messaggi, Luciano Bentenuto, Rosa Luisa DeLauro e Filippo Frattaroli. Dopo la consegna delle Targhe agli Ambasciatori d’Abruzzo il Presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri e l’Ufficio di Presidenza hanno inoltre concesso un riconoscimento speciale all’atleta Francesco Di Fulvio e al vice allenatore della nazionale Amedeo Pomilio, entrambi protagonisti della vittoria italiana al mondiale di pallanuoto 2019, tenutosi in Corea del Sud. Nel corso della cerimonia si è esibito il musicista locale Francesco Mammola, solista di mandolino, con “Nessun dorma” dalla Turandot di Giacomo Puccini e il brano “C'era una volta il west” di Ennio Morricone. Menzione speciale per Vincenzo Cinotti, studente del Politecnico di Torino e originario di Castel di Sangro, che è stato tra gli insigniti dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella come uno dei migliori studenti italiani. L’evento è stato presentato dal giornalista Luca Di Nicola, originario di Avezzano e impegnato in diversi programmi televisivi della Rai. 

 

 

SCAMPAGNATE IN FATTORIA

Chieti, 2 settembre 2019 - Domenica 8 settembre appuntamento all’Azienda Agricola Biologica Antonella Vicoli, tra San Salvo e Montenero di Bisaccia (Campobasso), nell’ambito di "Scampagnate in fattoria", il progetto promosso dall'associazione Donne in Campo Chieti-Pescara della Cia-Agricoltori Italiani. Una giornata alla scoperta della vita in campagna con yoga tra gli ulivi per parlare di cibo e salute, passeggiata tra le colline molisane, laboratori di panificazione e biscotti, i giochi di una volta, mercatino e pranzo a buffet. L’iniziativa consiste in quattro appuntamenti per scoprire il mondo dell'agricoltura al femminile, che declina salute e benessere, storia e tradizioni, cibo rurale e gusto.

Dopo la prima tappa a Cugnoli (Pescara), dall'agriturismo "Rosso di sera" di Domenica Trovarelli, presidente regionale del movimento e a San Martino sulla Marrucina, nell'agriturismo "La brocca" di Carla Di Crescenzo, ora il tour toccherà il Vastese nell’azienda di Antonella Vicoli in Contrada San Biase 8, attenta da sempre al settore biologico e alle produzioni di nicchia.

 

“L'idea è nata da un viaggio-studio fatto in Trentino”, spiega Antonella Vicoli, presidente di Donne in Campo Chieti-Pescara che riunisce circa 800 imprese agricole in rosa, “come associazione ci chiediamo come avvicinare le persone alla campagna, far conoscere le aziende e i prodotti e come fare business. Nel nord Italia, anche con meno risorse di noi, lo fanno da anni, e così abbiamo preso spunto da un progetto già avviato e di successo”.

 

Numerose le aziende che, nel corso della giornata, esporranno i loro prodotti e le loro tipicità presentando le loro eccellenze al territorio e alle famiglie che parteciperanno. Il programma si articolerà in laboratori, degustazioni, workshop tra gli ulivi. Alle ore 11:00 “Cibo, salute e benessere” con la dottoressa Luz Marina Doninelli farmacista e naturopata, con la dottoressa Angela Giuliani biologa e nutrizionista e con la dottoressa Tiziana Iozzi life coach e scrittrice. Alle ore 13:00 ricco pranzo a buffet con la partecipazione del professor Francesco Stoppa. Tra relax e divertimento alle ore 17:00 una passeggiata naturalistica con il FAI e il C.E.A. “Giglio di Mare” alla scoperta delle aree SIC tra tutela e valorizzazione.

 

PUNTO DI NON RITORNO

Pescara, 2 settembre 2019 -

Definire allarmante la situazione nella quale si vive all'interno (e non solo) del carcere di San Donato è dir poco. Per la drammatica situazione venutasi a creare, secondo Giuseppe Ferretti della Uil PA Polizia Penitenziaria di Pescara,  non è un azzardo affermare che si è già andati oltre il punto di non ritorno. Turni massacranti e personale allo stremo fanno da contraltare ad un numero di detenuti mai raggiunto nel carcere pescarese e che fanno dello stesso una polveriera pronta a deflagrare. Molti sono i detenuti con notevoli problemi psichiatrici.  Tanti altri con problemi esistenziali. Davvero troppi per non aspettarsi da un momento all'altro, se non si prenderanno urgenti provvedimenti, il verificarsi di casi di particolare gravità.
 
Gli eventi critici che accadono all'interno dello storico penitenziario pescarese sono tra l'altro pressoché quotidiani e pochissimi sono gli agenti pronti a contrastarli. Addirittura due soli agenti a volte vengono utilizzati per tradurre un detenuto presso il nosocomio cittadino ed è proprio presso quest'ultimo che la scorsa settimana si stava consumando una tragedia. Un detenuto dal sesto piano dell'ospedale, infatti, aveva minacciato di buttarsi giù e solo attraverso l'elevata  professionalità dei pochi agenti presenti si è  evitato che venisse scritta una bruttissima pagina di storia. La Direzione, portata anch'essa allo stremo, non riesce,suo malgrado,neanche più  a rispondere alle nostre legittime richieste di ferie.
Inoltre solo dopo 10 giorni è capace, ma non certo per colpa sua, di assicurare il riposo settimanale.  
 
Non si può più  aspettare. Molti sono i poliziotti distaccati altrove e sempre meno quelli che vivono in sede la loro professione per il notevole numero di pensionamenti sopraggiunti non seguiti da una loro compensazione. Bisogna correre urgentemente ai ripari prima che la falla che si è creata affondi una nave oramai ridotta a un relitto. Tuttavia per la condizione nella quale si é venuto a ritrovare un carcere  che neanche tanto tempo fa rappresentava un esempio da seguire, temiamo che solo un miracolo possa restituire quel minimo di serenità che serve a far sì che un lavoro deputato alla salvaguardia dell'art. 27 della Costituzione non diventi una fucina di forti stress post traumatici. Siamo pronti a lavorare insieme al direttore per invertire la rotta ma bisognerà farlo subito.
 
F.to il Segretario Provinciale Uil PA Polizia Penitenziaria Pescara
Giuseppe Ferretti

 

IL CAMMINO DEI VIGNANDANTI

Tollo, 1 settembre 2019 -

Appuntamento a domenica 8 settembre per la quinta edizione del “Cammino dei Vignandanti”, l’enotrekking organizzato dal Movimento Turismo del Vino Abruzzo che negli ultimi anni ha portato migliaia di winelovers alla scoperta della vendemmia e della viticultura abruzzesi tra alcune delle più belle vigne della nostra regione.

 

RICOSTRUZIONE

Teramo, 31 agosto 2019 -

Le buone notizie, purtroppo, non confortano sul piano sostanziale, sostiene Di Bonaventura, ci vuole un cambio di approccio dal locale al nazionale altrimenti persone e imprese ci abbandonano


Mercoledì prossimo torna a riunirsi a Teramo il Comitato istituzionale per la ricostruzione. Le ultime buone notizie, secondo il presidente della Provincia, Diego Di Bonaventura: "non confortano, purtroppo, sul piano sostanziale: siamo in ritardo di tre anni e i Paesi continuano a spopolarsi". Di Bonaventura chiede un migliore lavoro di squadra fra pubblico e privato, un maggiore coinvolgimento dei tecnici nel processo della ricostruzione, un'attenzione nuova e diversa da parte del Governo rispetto ad una questione che investe ben quattro Regioni, praticamente l'intero Centro Italia.

 

LA GRANDE VITTORIA DEI SANNITI

di Nicola F. Pomponio

Duemilatrecentoquaranta anni fa, nel 321 a.C. si consumò uno degli eventi più ingloriosi della storia di Roma. Le legioni consolari, bloccate tra due strette gole e circondate dai nemici sulle alture, dovettero arrendersi, senza combattere, alle bellicose tribù sannite; è l’episodio delle “forche caudine” in cui i consoli e tutti i legionari furono costretti a passare, seminudi, sotto un bastone in segno di sottomissione. Ciò però non impedì che una ventina d’anni dopo i Sanniti (un insieme di popolazioni che controllavano l’Abruzzo, il Molise e la Campania settentrionale) fossero sconfitti e inglobati nei domini romani.

Di quelle lontane epoche non è rimasto molto ma due siti collegati a questo evento, ambedue in Molise, sono di grande interesse e suggestione e se ne consiglia la visita. Il primo, non lontano dal fiume Trigno che separa l’Abruzzo dal Molise, è il santuario italico di Pietrabbondante. Questo complesso, costruito tra il III e il I sec. a.C., è costituito da due templi e un teatro. Luogo principe di identità collettiva, Pietrabbondante non era riservata solo al culto ma anche alle decisioni politiche pubbliche. Il complesso si adagia sul dorso di una collina con un panorama, siamo a poco più di 1000 m. di altezza, mozzafiato. Alture fittamente boscose si stendono a perdita d’occhio mentre il santuario si articola in un grande tempio che sovrasta un ampio teatro, unico esempio dell’antichità in cui i sedili sono completati da schienali (!), e un altro tempio più piccolo a fianco del teatro. È dal tempio maggiore che lo sguardo spazia sia sul sito sia sulla vallata che si stende davanti; l’impressione è di una grande, solenne, composta austerità nonché di un tesoro ancora tutto da scoprirsi quando, osservando la zona non aperta al pubblico, si notano colonne e muri portati recentemente alla luce con gli scavi tuttora attivi.

Il santuario fu utilizzato fino al I secolo a.C. perché questa data segnò la fine delle popolazioni sannite come soggetti ancora in parte autonomi e la definitiva romanizzazione dell’area. Il tutto avvenne molto rapidamente, in meno di dieci anni. Nel 91 a.C. scoppiò la Guerra sociale (da “socii”, cioè alleati) in cui i Sanniti insieme ad altre popolazioni italiche insorsero per ottenere lo status di cittadini romani. Militarmente sconfitti, vinsero politicamente perché i Romani per terminare il conflitto riconobbero le loro rivendicazioni concedendo la cittadinanza a tutti i popoli al sud del Po. Ma pochi anni dopo i Sanniti (che avevano continuato lo scontro con Roma), coinvolti nelle guerre civili che porteranno alla fine della Repubblica e alla nascita dell’Impero, si schierarono contro Silla e il Senato e a favore dei “populares”. La sconfitta di questi nel 82 a.C. segnò l’inizio di un vero e proprio genocidio con l’eliminazione fisica e la crocifissione di migliaia di persone ed è in questo contesto che Pietrabbondante venne proibito come luogo di riunione e ben presto abbandonato.

A pochi chilometri dal santuario vale la pena visitare un altro sito archeologico che rappresenta la continuazione di questa storia e aiuta a comprendere cosa significò per queste terre la conquista romana. Ai piedi del massiccio del Matese, in pianura, lungo l’antico tratturo Pescasseroli-Candela e oggi sulla statale per Benevento, la città di Saepinum è un esempio illuminante per comprendere come la romanizzazione agì attraverso la fondazione di nuovi centri urbani. Questo luogo, che prende il nome da un antico insediamento sannita sui monti circostanti e distrutto dalle legioni nel 293 a.C., risale al I secolo d.C. ed è quindi posteriore solo di alcune decine di anni alla chiusura di Pietrabbondante ma vi si rinvengono, con una chiarezza ammirevole, tutte le caratteristiche delle città romane. Oggi è istruttivo percorrere le due vie principali, cardo e decumano, intersecantesi ad angolo retto e ben conservate, anche se bisognose di più manutenzione; ammirare i resti della basilica con colonne con capitelli ionici; osservare il teatro perfettamente leggibile o l’unico esempio che ci è giunto dall’antichità di mulino ad acqua.

Non mancano poi quei luoghi pubblici che caratterizzano le città romane nei tre continenti su cui si stendeva l’impero: le terme, il “macellum”, il foro. Insomma, nonostante siano passati una manciata di decenni dalla chiusura di Pietrabbondante, ci si ritrova in un ambito completamente diverso; lì era il luogo di ritrovo, in un ambiente dalla selvaggia bellezza, di popoli montanari con riti e cariche politiche comuni, qui è un ordinato “municipium” di pianura ben inserito in un grande impero con pratiche e cultura comune; lì vive ancora la fierezza per la propria autonomia, ma non più indipendenza, con l’esaltazione di una particolarità in contrasto con il mondo latino, qui è l’”Urbs” che domina, ma non lo fa più con la forza bensì inserendo il territorio in un ambito più vasto attraverso, si noti il particolare fondamentale, la cittadinanza e la cooptazione delle aristocrazie nel governo locale o addirittura in quello imperiale. Pietrabbondante e Saepinum rappresentano così due momenti diversi, vicini nel tempo e nello spazio, fondamentali nella storia dei popoli di questa parte d’Italia; nella prima popolazioni fiaccate, ma non ancora domate, si adeguano ai nuovi tempi con un santuario che risente delle caratteristiche costruttive ellenistiche pur mantenendo stilemi italici, come il rialzo dei templi, nella seconda si manifesta, sia urbanisticamente sia socialmente, il pieno inserimento di questi popoli nella “pax romana”.

Ma questi siti sono da mettere in connessione da un lato con il Museo Archeologico di Chieti, ove oltre al famosissimo Guerriero di Capestrano vengono ricostruite la storia e i caratteri di queste popolazioni prima della conquista romana, dall’altro con il piccolo ma brillantissimo gioiellino che è il Museo Archeologico di Corfinio. Questo paese in provincia dell’Aquila in epoca romana era una grande città e fu la capitale dei rivoltosi della guerra sociale. Qui si trova un elemento di notevole interesse nel passaggio storico-politico tra Pietrabbondante e Saepinum. La preziosissima collezione numismatica del museo mostra, tra le tante, due monete coniate dai ribelli sulle quali in una il toro italico abbatte la lupa romana e, nell’altra, si raffigura il giuramento di fedeltà anti-romano delle popolazioni (“sacramentum”); in ambedue i casi è iscritta sulla moneta, per la prima volta nella storia in modo coscientemente politico in quanto simbolo dell’unione di tutti i popoli della penisola coalizzati contro Roma, il nome della nazione che si era ribellata: Italia!

Come si è detto è la prima volta nella storia che questo termine geografico assume valenza politica, ma è bene non perdere la testa dietro fantasime romantico-nazionalistiche o, peggio ancora, campanilistiche. Roma vinse sull’Italia non solo per la forza delle legioni ma soprattutto per la capacità di assimilare attraverso la concessione della cittadinanza, quello che allora era il “diverso”. Saepinum mostra questa abilità e apertura al nuovo che alla fine costituì la forza di un impero durato più di quattro secoli in cui non solo gli italici potevano aspirare ai più alti posti di comando ma potevano diventare imperatori uomini provenienti dalle più lontane periferie come l’Africa, la Siria, la Britannia, la Spagna e, addirittura, l’Arabia. Forse si può dire che l’assimilazione degli italici, ben rappresentata dalla parabola Pietrabbondante-Saepinum, divenne il modello per la costruzione di un impero in grado, in questo caso, di eliminare la grettezza e chiusura dei popoli montanari per inserirli in tutto il mondo mediterraneo e oltre. Forse questa fu la più grande vittoria che i Sanniti potessero riportare e che effettivamente riportarono sull’egoismo e le paure della parte più retriva e xenofoba delle classi dirigenti dell’Urbe.

 
 
 
 

 

PERICOLO REATI AMBIENTALI

Teramo, 29 agosto 2019 -

Diciotto procedimenti penali avviati, fra questi spiccano i reati ambientali riconducibili a tre tipologie: gestione/smaltimento irregolare dei rifiuti, mancata bonifica di siti inquinati e ipotesi di abusi edilizi. La Polizia provinciale traccia un bilancio dell’ultimo anno di attività caratterizzato dalla condizione “ibrida” che si è venuta a crea dopo la riforma Delrio con quattro dei nove agenti in servizio in “avvalimento” alla Regione per il controllo sulle attività venatorie.

 

 

725^ PERDONANZA CELESTINIANA

L'Aquila, 28 agosto 2019 - di Goffredo Palmerini


Come da 725 anni, il 28 agosto al vespro si apre la Porta Santa di Collemaggio

 

Compie 725 anni la Perdonanza Celestiniana, il primo giubileo della storia della cristianità, concesso da Papa Celestino V giusto un mese dopo la sua incoronazione all’Aquila, avvenuta il 29 agosto 1294. Una vera rivoluzione: l’indulgenza plenaria gratuita per chiunque, sinceramente pentito e confessato, ogni anno avesse varcato la soglia della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, dai vespri del 28 a quelli del 29 agosto. Da allora, secondo la Bolla papale che la istituì, il cui originale è conservato dalla Municipalità e custodito, fino al 6 aprile 2009, nella cappella blindata della torre civica – dove tornerà dopo gli accurati restauri dai danni inferti dal terremoto –, si vive questo speciale giubileo di un giorno, culmine d’una settimana di grandi eventi religiosi, artistici e culturali e d’un suggestivo Corteo dal Municipio alla Basilica di Collemaggio. Quest’anno sarà S. Em. Giuseppe Bertello il Cardinale incaricato da Papa Francesco ad aprire la Porta Santa, l’unica fuori Roma, battendovi tre colpi con il bastone d’ulivo del Getsemani...

 

I SUCCESSI DELL’ARTIGIANATO ARTISTICO

Guardiagrele, 27 agosto 2019 - Cerimonia di chiusura della 49esima edizione della Mostra dell’Artigianato Artistico Abruzzese, che si è tenuta dal 1 agosto a Palazzo dell’Artigianato, in via Roma, a Guardiagrele. Presenti, domenica scorsa, oltre al presidente dell’Ente Mostra Gianfranco Marsibilio, ai curatori della mostra Annamaria Mancini, Sara D’Intino e Matteo Coccia e ad Angelo Bucci coordinatore della sezione Design Loci, anche il consigliere regionale Fabrizio Montepara, il sindaco di Guardiagrele Simone Dal Pozzo e il presidente regionale CNA Savino Saraceni. Presente anche il parroco don Nicola Del Bianco.

 

ESPLOSION VIBEZ

Pianella, 26 agosto 2019 - L’Explosion Vibez è una festa che celebra la musica indipendente. Nata dal desiderio di divertirsi e connettersi per mezzo delle forze più esplosive che ci siano: le vibrazioni musicali. L’evento vi permetterà di immergervi in vari progetti musicali totalmente indipendenti del territorio abruzzese e non, il tutto in una cornice naturale che farà di questa giornata un’evasione dal caos quotidiano.  Il palcoscenico sarà calcato da artisti puri la cui musica è sincera e nata dal cuore. Sarà un evento che darà voce sempre maggiore alla band emergenti che vivono la musica fuori dalle classifiche.

L’inizio festival è previsto per le ore 15:00. Questo il programma:

Dalle 15:00 alle 18:00 Jam Show in totale libertà! Sarà allestita un’area più rude, nella quale gli animali di zona saranno liberi di poter suonare insieme liberamente. Dalle 18:00 alle 02:00 Live Show delle band indipendenti, realtà che rendono ancora accesa la fiamma della musica indipendente e autoprodotta. Questi gli artisti che si esibiranno all’Explosion Vibez (in rigoroso ordine alfabetico):

-          Cremisi (band Symphonic Metal nata nel 2016 il cui primo album, “Dawn of an Era” uscito quest’anno racconta del Rinascimento);

-          Friday Breath (band attiva dal 2009 che ad aprile 2019 ha concluso le registrazioni del primo album “Start to Run”);

-          Kārü (progetto solista di Alberto Brutti, producer e contrabbassista marchigiano a cavallo fra Hip Hop, Jazz e Tribal con sfumature Noise e texture organiche);

-          Long Faraway Noise (progetto Post Rock strumentale nato nel 2018 dalle forti influenze Post Metal e Progressive);

-          Mezzalibbra (cantautore abruzzese il cui stile si aggancia al Soul e al Blues che abbraccia sonorità Pop e Rock in una musica quasi scarna senza eccessi);

-          Panico Relax (gruppo abruzzese il cui primo disco si intitolerà “Amore moderno; i loro testi parlano principalmente del quotidiano);

-          Patrizio Santo (pescarese, classe 1994; fresco di pubblicazione del singolo “Non ci ferma nessuno);

-          Psicoanalisi (trio Punk Rock; una potente macchina da pogo);

-          Punk Ducali (band attiva dal 2008 che si ispira ai Blink 182 e agli Offspring; stanno per dare alle stampe il loro secondo cd);

-          The 13th Garage (band influenzata da Progressive, Psychedelia, Art-rock, Avant-garde e Fusion composta da Paride D'Alfonso, Nicolò Colombaro, Chiara Luna Colombaro e Danilo Pomante);

Durante tutta la giornata sarà possibile ristorarsi con pizza al forno a legna, birra, vino e genziana. Per sostenere l’evento e le band che si esibiranno sarà previsto un contributo all’entrata di 5 euro. All'interno del festival sarà presente un'area campeggio per soddisfare l'esigenza di chi viene da più lontano o più semplicemente ha il desiderio di pernottare nella natura.  Sarà possibile prenotare una piazzola dell'area camping fino alle ore 19:00.  La quota di 10 euro comprende: pernottamento e utilizzo della piscina la mattina successiva al festival, la quale resterà chiusa nella giornata del 26. All’interno dell’area del festival sono previsti anche mercatini e artisti performer.  

 

LA LIBERTÀ RENDE LIBERI?

L'Aquila, 25 agosto 2019 -

Perdonanza Celestiniana, lunedì 26 agosto ore 17:00

 

Anche Coldiretti Abruzzo partecipa alla Perdonanza Celestiniana. Nell’ambito delle iniziative previste a L’Aquila per l’edizione numero 725 della manifestazione che, candidata al riconoscimento di patrimonio immateriale dell’Unesco, affonda le sue radici nell’indulgenza plenaria concessa dal Papa Celestino V nel 1294, si terrà il convegno-dibattito intitolato “… ma la libertà rende liberi?”, previsto lunedì 26 agosto alle 17.00 nel Palazzetto dei Nobili. 

 

LA SCOMPARSA DI SIMONA

Chieti, 24 agosto 2019 -

È morta nella notte la collega Simona Petaccia. Donna forte e determinata, battagliera, è sempre stata in prima linea nella difesa dei diritti delle persone con diversa abilità. Collaboratrice di testate giornalistiche e negli uffici stampa, è stata la presidente dell'associazione Diritti Diretti onlus. Per il suo impegno aveva ricevuto numerosi premi, tra i quali quello conferitole lo scorso anno dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, destinato a giornalisti e comunicatori “che superano le barriere”.

 

AMAZ-OFF

L'Amazzonia sta bruciando. Uno dei pilastri del nostro equilibrio climatico. Sta bruciando il polmone verde del nostro pianeta. Uno degli ecosistemi più ricchi al mondo. Sta bruciando una risorsa indispensabile capace di generare il 20% dell'ossigeno sul nostro pianeta.

 

UNITI CONTRO IL MALE

San Valentino in Abruzzo Citeriore, 22 agosto 2019 -

di Don Rocco D’Orazio

Parroco della parrocchia San Valentino e Damiano in San Valentino in Abruzzo Citeriore (PE)

 

Mi dispiace moltissimo vedere sui canali social (e pure altrove, in verità…) amici comuni della vita reale (lo sono sempre stati, almeno fino a poco tempo fa…) offendersi anche pesantemente e cancellare legami (anche familiari) di antica data solo per questioni ‘politiche’ (o presunte tali) assai ‘secondarie’. In verità, quando la ‘politica’ divide, crea liti e tensioni, non svolge più il suo dovere primario di essere al servizio del ‘bene comune’, ma, dimentica della sua primaria funzione, serve sé stessa e non più i cittadini.

 

RISERVE DI LEGALITÀ

Colledara, 21 agosto 2019 -

Dal 26 al 31 agosto 2019 giovani volontari provenienti da tutta Italia, in cui le attività lavorative si alternano a sessioni di studio, informazione e formazione sui temi della lotta alla mafia presso l’area campeggio WakeUp Camp nella Riserva Naturale Fiume Fiumetto, si svolgerà “Riserve di Legalità”, campo della legalità promosso da ARCI Abruzzo, in collaborazione con i Comitati Provinciali di Pescara e Teramo e con una rete di partner tra cui SPI/CGIL, FLAI/CGIL, FLC/CGIL, UDU e Rete degli Studenti Medi.

Dal 2004 ARCI Nazionale organizza “Estate in Campo”, rete di campi di lavoro rivolti a giovani volontari provenienti da tutta Italia, in cui le attività lavorative si alternano a sessioni di studio, informazione e formazione sui temi della lotta alla mafia. “Nella nostra Regione non sono mai stati organizzati campi della legalità – spiega il Presidente di ARCI Abruzzo Valerio Antonio Tiberio – quest’anno abbiamo voluto aderire all’iniziativa con lo scopo di portare sul nostro territorio un’esperienza di partecipazione attiva e impegno civico sui temi dell’antimafia sociale”.

Il programma delle iniziative è molto ricco: la mattina i ragazzi saranno impegnati in un lavoro di riqualificazione di alcune zone della Riserva con la creazione di un “Sentiero della Legalità”, nel pomeriggio sono previsti incontri, dibattiti e attività culturali con la partecipazione di ospiti e relatori che si confronteranno con i giovani campisti sulle tematiche dell’educazione alla legalità, delle eco/agro mafie, della cittadinanza attiva e crescita democratica.


Il 27 agosto, nella giornata di inaugurazione, interverranno il Segretario dello SPI/CGIL Nazionale Roberto Battaglia; Jean Renè Bilongo della FLAI/CGIL Nazionale; Simonetta Ciccarelli Procuratrice del Tribunale di L’Aquila; il Sindaco di Colledara Manuele Tiberii.

Il 28 agosto Antonio Lattanzi della FLC/CGIL Abruzzo Molise, Denis Di Gennaro di UDU Teramo e il professor. Graziano Fabrizi, volontario del Premio Borsellino, si confronteranno con i ragazzi sul tema della conoscenza e sul ruolo della scuola e delle istituzioni formative nell’educazione alla legalità.

Il 29 sarà la giornata dedicata al tema delle eco/agro mafie, con l’intervento del presidente di Legambiente Abruzzo Giuseppe di Marco e del Presidente della CIA Abruzzo Mauro Di Zio.


Il 30 il ciclo delle iniziative si concluderà con i saluti del Presidente di ARCI Teramo Giorgio Giannella e con l’intervento di Antonio Lovascio, attore e regista dello spettacolo teatrale “Viva Falcone” e autore dell’omonimo libro edito da Navarra Editore.

A corollario delle iniziative in programma saranno organizzati laboratori, momenti musicali, reading e cineforum. Gli incontri previsti sono costruiti e pensati principalmente per i ragazzi partecipanti al campo, ma saranno comunque aperti alla cittadinanza e alle comunità del territorio.

“L’Abruzzo è stato per lungo tempo definito un’isola felice rispetto ai temi legati alla mafia – continua Tiberio – ma siamo tutti consapevoli che la nostra Regione, pur non essendo storicamente una terra di mafia, non è immune al pericolo delle infiltrazioni della criminalità organizzata sul territorio. È dunque necessario organizzare iniziative di sensibilizzazione che siano di impatto per i giovani e per le intere comunità, allo scopo di educare la cittadinanza a essere partecipe e attiva sui temi dell’antimafia sociale.

 
 
 
 
 

 

GRANDE FESTA

Intermesoli, 20 agosto 2019 - Autorità religiose, civili, e militari e ovviamente immancabili i Gruppi alpini del teramano e la rappresentanza militare del 9° Reggimento Alpini del glorioso Battaglione L’Aquila, tutti presenti sabato 31 agosto alle ore 11 a Intermesoli, frazione di Pietracamela, nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, per la cerimonia d’intitolazione dell’area picnic in memoria di Alfonso Di Michele, alpino del Battaglione L’Aquila, protagonista storico nella campagna di Russia.

L’iniziativa è stata organizzata da Corrado Bellisari, presidente dell’ASBUC (Amministrazione separata dei beni uso civico dell’antica università di Intermesoli) e dal presidente della Proloco, Valeria Contasti, con la collaborazione dell’intera comunità intermesolana.

Commenta Bellisari: “E’ un riconoscimento dovuto per il nostro concittadino per la sua preziosa testimonianza storica e per un dovuto onore ai tanti caduti in Russia”. Sempre in argomento Valeria Contasti racconta: “Sin da bambina ricordo gli alpini che ci aiutavano quando avevamo difficoltà a causa della neve e talvolta per necessità sostituivano le nostre insegnanti a scuola. Tutti gli abitanti di Intermesoli hanno in cuore il Corpo degli alpini. Ecco il perché della nostra scelta di onorare Alfonso Di Michele”.

A tale riguardo, guardando nella realtà dei fatti: come non conferire un doveroso riconoscimento al protagonista della storia per questa sua testimonianza?  Nel 1942 all’età di vent’anni, Alfonso Di Michele, nato a Intermesoli frazione di Pietracamela, piccolo paese alle pendici del Gran Sasso, venne sradicato dalle sue terre e mandato a combattere in Russia a ridosso del fiume Don.

A seguito di un’offensiva sovietica venne fatto prigioniero e internato nei campi di concentramento: Tambov, in Siberia, e campi di lavoro nel Kazakistan, sono il riassunto della sofferenza di questo giovane alpino e di migliaia di altri prigionieri della tragica campagna di Russia.

Dopo ben cinquant’anni di perdurato silenzio Alfonso di Michele, alpino della divisione Julia inquadrato nel glorioso Battaglione L’Aquila, raccontò in un diario la sua esperienza di guerra in Russia in quella che è stata definita la campagna militare più sanguinosa di tutti i tempi. Storia, questa, poi pubblicata dal figlio nel libro ‘’Io prigioniero in Russia’’ di Vincenzo Di Michele (oltre 50 mila copie vendute, vincitore di numerosi premi storici e di cultura e vita alpina).

Nella vicenda bellica di Alfonso Di Michele si ripercorre una pagina di storia, il glorioso tributo degli alpini del Battaglione L’Aquila - di 1855 alpini partiti in Russia, ne rientrarono solo 159 -, che ha il pregio di far riflettere il lettore sul significato della guerra, oltre che sul valore degli alpini che vi presero parte.

 

IL PALIO DELLE QUINTANE

Archi, 19 agosto 2019 - La contrada Sant’Amico si è aggiudicata la terza edizione del Palio delle Quintane ad Archi. L’evento, organizzato dal Comune di Archi, si è tenuto ieri in contrada Canala con una grandissima partecipazione da parte degli archesi, pronti a tifare per il proprio rione, e di pubblico proveniente da altri paesi. Dieci le contrade che si sono sfidate in questa edizione: Fara, Sant’Amico, Valle Franceschelli, Canala, Palazzo, Piane d’Archi, Rongiuna, Colle della Guardia, Castello e Ruscitelli.  

 

#MAJETTATO

Guardiagrele, 18 agosto 2019 -

Venerdì scorso i ragazzi di Europa Verde Majella hanno fatto una passeggiata ecologica per i sentieri di Piana delle Mele ripulendo il parco dai numerosi rifiuti - tra cui soprattutto plastica e vetro - e distribuendo sacchetti per l'immondizia alle famiglie che sostavano nei punti di ristoro. Molte le persone che hanno chiesto informazioni ai ragazzi durante la passeggiata, interessate soprattutto a una riedizione della stessa.

 

UN LUNGO VIAGGIO ...

Chieti, 17 agosto 2019 -

È uscito in questi giorni in edicola e nelle librerie l’ultimissimo DVD “Gabriele d’Annunzio e la Costa dei trabocchi”, per la regia di Anna Cavasinni, prodotto dall’associazione culturale abruzzese Territori Link. Editato sia in italiano che in inglese per rispondere a finalità turistiche, il documentario si è avvalso del sostegno della Camera di Commercio di Chieti Pescara, della collaborazione di numerosi enti, associazioni locali e appassionati, e della presenza di vari studiosi, ricercatori e traboccanti tra i quali Pietro Cupido, Fernando De Rosa, Licio Di Biase, Franco Di Tizio, Daniela Garofalo, Tobia Iodice, Franco Cicchetti…