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ALLARME PESCE AZZURRO

Stato di crisi per il pesce azzurro in Adriatico. A lanciarlo sono un gruppo di pescatori abruzzesi che si sono rivolti a Coldiretti Impresa Pesca per illustrare le condizioni in cui versa il settore della pesca di piccoli pelagici, ossia sarde ed alici, che soffrono la diminuzione delle imbarcazioni a causa della difficoltà di fare reddito. Secondo i pescatori “nonostante il proliferare di normative nazionali orientate a fronteggiare la crisi delle catture e la diminuzione del cosiddetto pesce azzurro, l’attività di pesca di piccoli pelagici sta registrando un notevole decremento del numero delle imbarcazioni a causa della difficoltà di fare reddito, tanto che sono ormai poche in Abruzzo le imbarcazioni abruzzesi che effettuato questo tipo di attività”. In sostanza, il problema è nella drastica riduzione delle giornate di pesca per il fermo biologico che, per sarde e alici, prevede venti giornate mensili senza eccedere le 180 nell’anno solare. “Riduzione che – sottolinea Coldiretti Impresa Pesca - non è supportata, come accaduto in altre regioni, da un intervento in regime de minimis alle imprese”. Secondo i pescatori, che appartengono alla cooperativa Abruzzo Pesca, ad aggravare la situazione è anche il proliferare in Adriatico dei tonni rossi che, soggetti al sistema di quote, non possono essere pescati ma generano, di contro, gravi danni alle reti dei pescherecci in cui inevitabilmente si impigliano. “Il risultato – spiega Coldiretti Impresa Pesca – è una condizione di sofferenza che potrebbe portare alla scomparsa di questo tipo di attività, ormai scarsamente redditizia e fortemente penalizzata. E’ necessario valutare tale difficile situazione e prendere provvedimenti valutando prima di tutto la possibilità di attivare aiuti in de minimis e promuovere, nelle sedi nazionali, una rivisitazione delle quote previste per il tonno aumentando magari le quote di rispetto alle unità ittiche che fanno capo alle organizzazioni di produttori. Oggi più che mai è necessario porre egual attenzione su tutti i settori della produzione ittica regionale”. Alessandra Fiore Foto Confcooperative

 

LA RINASCITA DELL'ARTE

Il pentito è divenuto un simbolo della lotta alla mafia, nella pittura la sua metamorfosi. Sabato 16 novembre alle ore 18.00 l'inaugurazione. Sabato 16 novembre, alle ore 18, sarà inaugurata nella Sala comunale “Buozzi”, nel centro storico di Giulianova, la mostra di pittura di Gaspare Mutolo, collaboratore di giustizia ed ex boss di Cosa Nostra. Le opere di Mutolo saranno esposte fino a domenica 24 novembre nel Loggiato “Riccardo Cerulli” sotto piazza Belvedere. La mostra, organizzata dalla "RespirArt gallery" e dal Polo Museale Civico con il patrocinio del Comune di Giulianova, è nata su impulso di Fioravante “Gabriellino” Palestini ed è curata da Maria Santamaria, che da anni segue e promuove l’attività artistica di Mutolo. All’inaugurazione interverranno Sirio Maria Pomante, direttore tecnico-scientifico del Polo Museale Civico, il giornalista di “Repubblica” e scrittore Gabriele Romagnoli (autore del libro “Senza fine. La meraviglia dell’ultimo amore”, edito da Feltrinelli, dove si parla dello stesso Mutolo e Palestini), Gianpiero Di Candido assessore alla Cultura di Giulianova, l’artista Fabrizio Sclocchini, la curatrice Maria Santamaria e il giornalista e critico letterario Simone Gambacorta. La serata sarà allietata dalle musiche della violinista Snezana Nena Tintor. Gaspare Mutolo è nato a Palermo nel 1940. Dopo essersi pentito all’inizio degli anni Novanta, è libero e vive sotto protezione. Non può mostrare in pubblico il proprio volto per motivi di sicurezza. Interverrà all’inaugurazione con un collegamento telefonico dalla località segreta ove vive sotto nuova identità. “Il nome di Gaspare Mutolo - spiega la curatrice Maria Santamaria - rievoca uno dei periodi più tristi della storia del nostro paese, egli era infatti noto alle cronache come “uomo d'onore” vicinissimo alle figure di Salvatore Riina e Rosario Riccobono. Nel 1991, dopo l’incontro con il giudice Giovanni Falcone, Mutolo decide di collaborare con la giustizia; le sue rivelazioni saranno determinanti per le indagini successive, tanto che ancora oggi Gaspare Mutolo è considerato uno dei pochi testimoni attendibili a dare un importante contributo alla lotta contro la mafia, cambiando radicalmente la propria vita”. Dopo essere divenuto collaboratore di Giustizia, con rapporti molto stretti con i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Gaspare Mutolo ha trovato nella pittura l'emblema di quella metamorfosi che lo ha portato a diventare un uomo-simbolo della lotta alla mafia. Su di lui è da poco arrivato nelle librerie il volume di Anna Vinci dal titolo “La mafia non lascia tempo” (Chiarelettere), nel quale Mutolo - fra l’altro – dichiara: “Sono un sopravvissuto. Sono la memoria orale della mafia”. “La storia di Mutolo e il desiderio, forte e vivo, di combattere la stessa organizzazione criminale che un tempo è stata la sua famiglia, si leggono sulle tele che ospiteremo a Giulianova – dichiara l’assessore alla Cultura del Comune di Giulianova Giampiero Di Candido – il linguaggio dell’arte da secoli si fa portavoce di importanti battaglie. In questo caso diventa simbolo di lotta alla Mafia e di riscatto”. Nel corso degli anni, il riscatto di Mutolo attraverso l’arte (che si è sviluppato in un tutt'uno con il suo intenso percorso di pentitismo) ha conosciuto diverse tappe sotto forma di mostre, con esposizioni a Savona, Torino, Perugia, Roma, Bari, Palermo, Alghero, Macomer e Foggia. In occasione delle mostre, Mutolo ha voluto generosamente destinare una parte del ricavato della vendita delle opere al sostegno di alcune Onlus come per esempio “Funima International”, che si occupa di bambini sudamericani in condizioni di disagio.

 

CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Teramo, 12 novembre 2019 - Il Teramo Calcio, la Roseto Sharks e la Amicacci di Giulianova scenderanno in campo, nelle prossime partite (il 16 e il 17 novembre) indossando le magliette che promuovono la campagna di comunicazione sociale contro la violenza sulle donne #uominicheamanoledonne – non uccidono, non violentano, non maltrattano. Quest’anno, in occasione delle iniziative per la Giornata Internazionale contro la violenza delle donne (25 novembre) la Commissione Provinciale Pari Opportunità e la Provincia, hanno scelto di parlare agli uomini e di farlo utilizzando come testimonial i giocatori di due fra gli sport più seguiti: il calcio e il basket.


L’iniziativa, che serve a promuovere l’attività dei servizi antiviolenza gestiti dalla Provincia, il Centro La Fenice e la casa di accoglienza “Casa Maya”, è stata presentata questa mattina insieme alla dirigenza delle squadre: Franco Iachini per il Teramo Calcio, il presidente del Roseto Sharks Antonio Norante, il vicepresidente dell'Amicacci di Giulianova, Peppino Marchionni.

 
Una battaglia così importante, ogni due giorni una donna viene uccisa, ha bisogno del coinvolgimento di tutti, anche degli uomini – spiega la presidente della CPO Tania Bonnici Castelli – non la possiamo vincere se non siamo uniti e poi c’è lo sport, un veicolo potente. Gli atleti scenderanno in campo indossando le nostre magliette con lo slogan, abbiamo scelto parole forti: gli atleti uomini diventeranno paladini del messaggio contro un fenomeno che, non dobbiamo dimenticarlo mai, è assolutamente drammatico”. 


Le parole sono importanti – dichiara la consigliera Beta Costantini - il Piano Nazionale Antiviolenza, che non decolla per mancanza di finanziamenti, sottolinea l’importanza delle azioni di formazione e informazione per evitare gli stereotipi e individua nelle attività da promuovere, quelle che si rivolgono agli uomini.  Per la prevenzione dei comportamenti a rischio e il sostegno psicologico, indispensabile per modificare comportamenti aggressivi e condannabili”.


Il presidente Diego Di Bonaventura ha posto l’accento sullo sforzo degli enti locali come la Provincia che stanno sostenendo i servizi Antiviolenza senza avere una continuità di finanziamenti: “Lo facciamo perché sappiamo che le donne hanno bisogno di aiuto e sostegno e non possono essere lasciate sole. Formare e informare, parlare alle giovani generazioni, sostenere la Rete è quello che continueremo a fare”. 


A riprova dell'impegno della Provincia, il 22 apre un nuovo sportello del Centro Antiviolenza (il quarto) a Isola del Gran Sasso, in collaborazione con il Comune. Numerosi gli interventi in conferenza stampa dal vicepresidente della provincia Alessandro Recchiuti al sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto“Il mondo dello sport ha una forza trainante molto forte per le iniziative di carattere sociale e in questo caso la campagna mi pare molto centrata” ha dichiarato Franco Iachini.


Allo stadio Bonolis e nei Palazzetti dello Sport, prima del fischio d’inizio, sarà proiettato il cortometraggio del regista teramano Marco Cassini, prodotto dalla Provincia: “Un posto sicuro” che “racconta” il Centro Antiviolenza La Fenice.


Queste le date delle partite interessate:

·         16 novembre ore 18 Pala Maggetti (Roseto) incontro tra Associazione Amicacci Giulianova contro Santo Stefano (Campioni d’Italia in carica) 

·         17 novembre ore 16 Stadio Bonolis (Teramo) incontro tra Teramo Calcio contro Ternana (partita ripresa in diretta da Rai Sport) 

·         17 novembre ore 18 Pala Maggetti (Roseto) incontro Roseto Sharks contro Orzinuovi

Il 23 notte, infine, a Piazza Orsini, si illuminerà di rosso l’opera dello scultore, Venanzo Crocetti, “La statua della maternità”.

Il linguaggio, gli stereotipi al centro della campagna di comunicazione sociale
Tempesta emotiva: la definizione è entrata anche in una sentenza, quella della Corte d’Appello di Bologna che, riconoscendo le attenuanti generiche, ha ridotto da 30 a 16 anni di reclusione la pena per un uomo che ha strangolato la donna che aveva iniziato con lui una relazione da un mese. Tra queste attenuanti generiche, la ormai famosa “tempesta emotiva “. Un altro caso a Genova: una riduzione della pena per un uomo che ha ucciso a coltellate sua moglie, per le attenuanti generiche riconosciute. Tra le parole che colpiscono nelle motivazioni, “il misto di rabbia e di disperazione, profonda delusione e risentimento” dell’uomo, e il suo stato d’animo “molto intenso, non pretestuoso, né umanamente del tutto incomprensibile “. 

Anche i titoli dei giornali associano spesso, ancora, il femminicidio alla “pazzia d’amore” alla “follia della gelosia”: nel racconto del tragico fatto di cronaca, che in tanti casi diventa strage per l’uccisione anche dei figli oltre che della moglie o compagna, si sottolineano aspetti come “famiglia normale” e, “uomo tranquillo”.

Le parole sono importanti: il Piano Nazionale Antiviolenza, che non decolla per mancanza di finanziamenti, sottolinea l’importanza delle azioni di formazione e informazione per evitare gli stereotipi e individua nelle attività da promuovere, quelle che si rivolgono agli uomini, per la prevenzione e il sostegno psicologico, indispensabile per modificare comportamenti sbagliati e ampiamente condannabili. La Campagna di comunicazione sociale promossa dalla Commissione Provinciale Pari Opportunità e dalla Provincia in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne (25 novembre) si rivolge, quindi, in maniera particolare e per la prima volta agli uomini, coinvolgendo il mondo dello sport.

#uominicheamanoledonne. Il claim è la parafrasi del libro “Uomini che odiano le donne” di Stieg Larsson; una trilogia che ha venduto milioni di copie nel modo e la cui protagonista Lisbeth Salander è un simbolo di riscatto femminile. Dopo lo slogan il messaggio “Non uccidono, non violentano, non maltrattano” che richiama i drammatici casi di femminicidio e gli stereotipi del linguaggio e stigmatizzando l’uso di parole ambigue e fuorvianti presenti anche nel linguaggio giornalistico oltre che in quello di uso comune. 

Non si tratta dell’unica iniziativa, la campagna avrà uno sviluppo sui social, in particolare FB e INSTAGRAM (con attività che consentiranno un’interazione: sondaggi, valutazioni, suggerimenti, segnalazioni) con l’obiettivo di promuovere i servizi del Centro Antiviolenza La Fenice e della Casa di Accoglienza “Casa Maia” gestiti dalla Provincia.

 

SOSTENIBILITÀ E AGENDA ONU 2030

Pescara, 11 novembre 2019 - A Pescasseroli venerdì 15 novembre la prima tappa con la partecipazione di cinquanta ragazzi da tutta Italia. Giovedì 14 conferenza stampa nazionale di presentazione.  Partirà dall’Abruzzo Go Beyond, il laboratorio formativo rivolto ai giovani promosso da Fondazione Nenni, Feps (Foundation for European Progressive Studies), Forum dei Giovani e Uil, che prende il via ufficialmente venerdì 15 novembre 2019. In questa terza edizione, l’iniziativa affronterà il tema della sostenibilità e dell’Agenda 2030, ragion per cui sembra quanto mai azzeccata la sede della prima tappa: la sala conferenze del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise a Pescasseroli.

Il giorno prima, giovedì 14 novembre alle 17.00, nella stessa sede si terrà la conferenza stampa nazionale di lancio, alla presenza di Carmelo Barbagallo, segretario nazionale Uil, Silvana Roseto, segretaria nazionale Uil con delega all’Ambiente, e Ludovic Voet, segretario della Ces Etuc, la federazione europea dei sindacati. Porteranno il loro saluto anche Luciano Sammarone, direttore del Pnalm, Luigi La Cesa, sindaco di Pescasseroli, e Michele Lombardo, segretario generale Uil Abruzzo.

Venerdì 15 l’intensa giornata che si articolerà nella visita guidata al parco, la mattina, e tre relazioni nel pomeriggio: oltre a quella dello stesso Ludovic Voet, che interverrà su “Gli obiettivi di sostenibilità ambientale dell’Agenda Onu 2030 sulla sostenibilità: idee e proposte del sindacato europeo”, sono in programma gli interventi di Anna Morgante, preside della facoltà di Economia dell’Università “d’Annunzio” di Pescara, che parlerà di “Economia circolare”, e di Daniela D’Amico, responsabile promozione del Pnalm, su “Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: un laboratorio per la sostenibilità; la Carta Europea del Turismo Sostenibile: un esempio di buona pratica”.

“Questa edizione – dicono i promotori – approfondirà gli obiettivi dell’Agenda 2030 Onu per lo Sviluppo Sostenibile, in particolare la sostenibilità facendo anche riferimento agli indicatori di Benessere Equo e Sostenibile (Bes), introdotti nel 2016, a supporto del pil che misurava il benessere solo dal punto di vista finanziario. Il tutto in un percorso che oltre Pescasseroli toccherà anche Roma, Firenze e Pescara a febbraio. Sono attesi cinquanta studenti under 35 da tutta Italia che parteciperanno a otto giornate formative che prevedono anche visite e laboratori vari, con docenti di grande autorevolezza”.

Go Beyond gode del patrocinio di Adoc (Associazione Difesa Orientamento Consumatori), Ces (Confederazione Europea dei Sindacati), Kyoto Club, Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, Università internazionale per la pace Roma (delegata Onu). Partner didattici: Irase (Istituto per la Ricerca Accademica, Sociale ed Educativa), I.S.S. Uil (Istituto di Studi Sindacali Italo Viglianesi). Partner strategici: Istituto dell’enciclopedia italiana Treccani, Fondazione Censis, Next (Nuova Economia X Tutti). Media partner: Agenzia di stampa multimediale La Presse.

Piergiorgio Greco

 

PROSPETTIVA PERSONA

Pescara, 10 novembre 2019 -

Il prossimo mercoledì 13 novembre 2019 alle ore 17:45, nei locali provvisori di Via Vittorio Veneto 11, il Salotto culturale "Prospettiva Persona" (con patrocinio di Fondazione Tercas, Ministero per i Beni artistici e culturali e per il turismo, Caritas diocesana Teramo-Atri), riprende gli incontri “mercoledì del salotto” con la rubrica “Guida all’ascolto”, dando attenzione all’Operetta di Franz Lehar, La vedova Allegra, a cura di Emilia Perri.

 

DALLA RETE AL PIATTO

Vasto, 9 novembre 2019 -

Dal 12 al 24 novembre alla scoperta del pesce fresco, locale e di stagione. Pannocchie, gallinelle di mare, lumachine, moscardini, polpi, seppie, triglie, calamaretti. Sono solo alcuni dei prelibati e nutrienti protagonisti della pesca autunnale nella Costa dei Trabocchi che, dalle barche dei pescatori, finiranno direttamente sulle tavole dei consumatori grazie all’iniziativa “Le stagioni del mare. Dalla rete al piatto”.

 

LA BUONA SANITÀ

Pescara, 8 novembre 2019 - Addio ai viaggi della speranza per le costose cure odontoiatriche per i pazienti cosiddetti “fragili”, bambini e adulti affetti da patologie rare o genetiche, diabete, cardiopatie, immunodeficienze, deficit intellettivi e disabilità in genere. Da oggi infatti queste persone potranno curarsi all’interno dell’Ospedale Santo Spirito di Pescara, dove dallo scorso mese di febbraio, è stato ripristinato l’ambulatorio di odontoiatria, fortemente voluto dal dott. Gianfranco Ricci, coadiuvato dalla dottoressa Daniela Arcieri Mastromattei.

Da gennaio ad oggi - spiega Ricci - abbiamo effettuato oltre 1.500 prestazioni odontoiatriche su pazienti fragili esterni e circa 700 prestazioni in consulenza su pazienti interni ai reparti dell’ospedale o provenienti dal Pronto soccorso. I pazienti non collaboranti invece vengono trattati in sedazione cosciente o in anestesia generale, presso il  Presidio ospedaliero di Popoli”.

Ricordo quando all’inizio della mia attività, entrò in reparto una paziente tetraplegica, aveva diciassette anni e pesava poco meno di 25 kg. Affetta da bruxismo, col passare degli anni aveva consumato i denti fino ai nervi. Solo attraverso la sedazione, è stato possibile operarla, devitalizzando 12 denti e in una sola seduta”.

Il dott. Ricci, pugliese di nascita, ma abruzzese di adozione, è stato un precursore delle cure odontoiatriche per i pazienti fragili. Torna a Pescara dopo un’esperienza ventennale a capo dell’Unità di Odontostomatologia dell’Ospedale Cardarelli di Campobasso e 3.500 interventi. Oggi ricopre anche il ruolo di coordinatore provinciale della S.I.O.H. (Società Italiana di Odontostomatologia per l’Handicap).

Per l’ospedale di Pescara è importante aver ripristinato le cure odontoiatriche per questo tipo di pazienti. Fino all’anno scorso le famiglie erano costrette ad affrontare lunghi viaggi a Milano, Ancona, Campobasso  o Roma. Ora invece a Pescara e Popoli si effettuano cure odontoiatriche altamente qualificate”.

 

E proprio lo scorso 28 ottobre a Popoli, c’è stata la prima seduta operatoria in anestesia generale, su tre pazienti disabili non collaboranti, realizzata dal dott. Ricci, in collaborazione con i prof.  Domenico Tripodi e Giuseppe Varvara, del dipartimento di Scienze mediche, orali e biotecnologiche  dell’ università “ G. d’Annunzio” di Chieti.

 

COMUNICICLABILI

È stata pubblicata la guida 2019 dei ComuniCiclabili, la rete della FIAB - Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta - che unisce le amministrazioni che vogliono impegnarsi per rendere i loro territori a misura di bicicletta. Nella guida, scaricabile dal sito di ComuniCiclabili sono presenti 13 comuni abruzzesi: Pescara e Montesilvano nel pescarese; Francavilla al MareOrtona e Rapino nel chietino; Alba Adriatica, Corropoli, Giulianova, Martinsicuro, Pineto, Roseto degli Abruzzi, Silvi, Tortoreto, nel teramano.

Tutti i Comuni della costa teramana, sull'itinerario della Ciclovia Adriatica (percorso ciclabile finanziato dal Ministero delle Infrastrutture nell'ambito delle Ciclovie Turistiche Nazionali, che collegherà Venezia al Gargano), appartengono alla rete dei ComuniCiclabili. La pubblicazione della guida conclude l'edizione 2019. Sono già aperte le iscrizioni all'edizione 2020 e altri comuni abruzzesi hanno presentato domanda per aderire alla rete che continua ad espandersi con l'adesione di città anche di grandi dimensioni.

Il primo appuntamento con la consegna degli attestati 2020 è a Torino, in occasione di UrbanPromo Progetti per il Paese, il 12 novembre.

 

CANTINE APERTE A CASTRUM PETRE

San Valentino in Abruzzo Citeriore, 6 novembre 2019 - Si torna a brindare in nome di Bacco sabato 9 e domenica 10 novembre a San Valentino in A.C. (Pe), con l’evento “Cantine aperte a Castrum Petrae”, la festa del vino più famosa e affollata d’Abruzzo. Arrivata quest’anno alla diciottesima edizione, la manifestazione di San Valentino richiama migliaia di visitatori da tutta Italia. Saranno 11 i fondaci antichi disseminati nel centro storico, rimessi a nuovo per l’occasione, in cui gustare piatti tipici della cucina tradizionale abruzzese, accompagnati da fiumi di vino rosso, provenienti da sette diverse cantine vinicole abruzzesi. Ricca l’offerta di piatti caldi e freddi, un percorso enogastronomico che si snoda lungo le antiche “ruve” del centro storico, partendo dal Duomo e scendendo alla scoperta degli angoli più caratteristici del paese: sagne e ceci, pallotte “cace e ove”, salsicce, arrosticini, porchetta, castagne e vin brȗlè.

Ad organizzare la festa, le associazioni culturali di San Valentino, in collaborazione con l’amministrazione comunale, le forze dell’ordine, la Protezione civile e oltre 100 volontari che lavorano all’interno delle cantine. Oltre al consueto appuntamento di sabato 9 novembre (apertura cantine ore 19:00 - 02:00), la festa proseguirà per tutta la giornata di domenica 10 (dalle 10:30 alle 22:00), per godere a pieno delle bellezze del centro storico di San Valentino anche di giorno. Tante le attività dedicate soprattutto ai bambini: la mattina di domenica ci sarà da divertirsi con il Laboratorio di Preistoria all’interno del Castello, la “saltarella”, il circo, i trampolieri e il laboratorio di pupazzi di cartapesta. E alle 19, appuntamento con la storica “Processione dei cornuti”, che si rinnova da oltre 100 anni, ogni 10 novembre, in occasione della festa di San Martino, sfilata goliardica di corna animalesche e simboli fallici. Nei due giorni di festa, si potrà visitare il Museo dei Fossili e delle Ambre (ingresso gratuito), situato nei pressi della piazza principale, dove ammirare la sezione dedicata ai dinosauri e la nuovissima sala che raccoglie i fossili della Majella. Nella cantina del Museo, inoltre, sarà possibile degustare piatti caldi e vin brȗlè.

 
Virginia Gigante 

 

STREET FOOD 2019

Da venerdì 8 novembre a domenica 10 novembre a Pescara, Strada Parco, parte la ventitreesima tappa del Festival Internazionale dello Street Food 2019, ideato e organizzato da Alfredo Orofino. (Orari: venerdì 18 – 24, sabato e domenica 12 - 24).

Dopo il successo dei primi ventidue appuntamenti del Festival Internazionale dello Street Food edizione 2019, a cui hanno partecipato oltre tre milioni di persone, il tour del “cibo da strada” approda in Abruzzo a Pescara con le sue prelibatezze italiane e straniere. La manifestazione nasce dall’idea di portare nelle piazze, all’aria aperta, il cibo che generalmente non si ha modo di mangiare a casa, gustando sapori di varie nazionalità. Nell’ultima Tappa a Brindisi, la ventunesima, oltre 60.000 persone hanno potuto vivere questo evento come una vera e propria festa di strada, intervenendo da tutta la città e dalle province limitrofe.

Ristoranti su ruote che girano l’Italia e propongono nuove prelibatezze gastronomiche, all’insegna della qualità e realizzate con estrema professionalità.  A Pescara saranno in pista chef qualificati che prepareranno “cibo da strada” di grande qualità e originalità, con prodotti tipici italiani e internazionali. Oltre 25 trucks da tutto il mondo e birrifici artigianali, creeranno un importante avvenimento culinario nelle vie della città.

Tante cucine internazionali comporranno questa ricca carrellata gastronomica: dalla cucina Argentina a quella Australiana, la cucina Messicana e la cucina tedesca e i più importanti tracks food europei. Sarà molto ricca anche la proposta delle particolarità nazionali come gli arrosticini, la cucina Siciliana, la focaccia Genovese, la porchetta di Ariccia, gli hamburger di Chianina,la bombetta di Alberobello, le fritture di pesce , contornati da ottimi birrifici artigianali tutti rispettando la parola d’ordine del TOUR che è : “ QUALITA”.  Il Festival dello Street Food è un modo di vivere il pranzo o la cena in una vera e propria festa, un incontro con culture culinarie di tutto il mondo arricchito dalla grande capacità e professionalità degli operatori che vi partecipano.

INTERNATIONAL STREET FOOD ha come protagonisti oltre 30 Chef su strada, che difendono con caparbietà e orgoglio i loro street foods. Impastano, friggono, bollono, infornano, arrostiscono come se fossero tra le mura dei loro laboratori d’origine, immutando così la passione per la buona cucina e la qualità del risultato.

 “In Italia acqua, farina, olio e pomodoro per creare tante specialità come i maccheroni e la pizza, simboli della cucina italiana, nati proprio come cibo di strada, a New York con i carretti di Hot dog, ad Istanbul con i chioschi del Kebab o le creperie sui boulevard di Parigi sono tutti luoghi simbolo dello Street Food. Rimanendo in Italia, basta ricordare che a Napoli, nelle strade, si mangiavano i maccheroni e la pizza a portafoglio, in Valle d’Aosta la polenta con il lardo di Arnad, in Liguria la focaccia di Recco, la farinata o la panissa genovese, in Emilia Romagna la piadina o lo gnocco fritto senza dimenticare il pinzone di Ferrara ma il palato è esigente non ci si ferma solo ai sapori tradizionali, un buon viaggio che si rispetti ci deve far spaziare almeno con il gusto anche verso altre parti del mondo.

“Vogliamo far conoscere una nuova ristorazione, una ristorazione mobile, realizzata solo ed esclusivamente con cibi che puntano alla qualità senza tralasciare il buon bere, l’accoglienza e l’aggregazione tra culture.” afferma Alfredo Orofino. Il circuito del 2019, sta coinvolgendo un maggior numero di città, ampliando l’interesse a cucine più ricercate come quelle provenienti dai Balcani con il kulak, la tolumba o il sultan jash e tante altre che arricchiranno i gusti e i sapori del Festival.

Il pubblico potrà gustare molti piatti regionali italiani, alcuni non conosciuti ai più, come le seadas fritte, culurgionis di Ogliastra, una prelibatezza sarda, il classico panino alla nuorese con crema di pecorino e salsiccia sarda,  il carciofo alla giudia romano, la bombetta di Alberobello, la salsiccia rossa e l’hamburgher rosso di Castelpoto (Presidio Slow Food  dal 2009),  piccolo paese del beneventano, il rosso conferitogli dalla polvere proveniente dall’essiccazione dei paupuli, peperoni tapepo non piccanti tipici esclusivamente di quella zona, l’hamburger piemontese con carne di fassona, formaggio toma, pancetta caramellata e salsa verde, il Bubble tea, servito sia  caldo che freddo,  con palline aromatizzate alla frutta che quando le bevi salgono dalla cannuccia ed “esplodono in bocca”.

Alfredo Orofino, organizzatore ed ideatore del “Festival Internazionale dello Street Food” è stato definito dai media “un portatore sano di energia” con una grande passione, quella per il cibo, un uomo vulcanico, un tornado di idee creative, soprannominato da molti espositori il “Re del cibo di strada”. Un passato nel mondo dello spettacolo, nell’organizzazione di grandi eventi, gestore di locali vincenti nella sua città d’origine. Curiosità, dedizione, una spiccata capacità imprenditoriale, oltre alla sua dote di lavoratore instancabile, tutte queste caratteristiche lo hanno portato in pochi anni ad essere una” star dello Street food”, passando in poco tempo dal mercato locale a quello nazionale, creando un circuito in continua espansione.  Nel 2018 il suo Festival è stato il primo a livello nazionale, toccando in lungo ed in largo l’Italia con tantissimi appuntamenti, l’edizione 2019 sta dimostrando, visto l’enorme numero di persone che ha accolto il Festival in tutte le piazze, di essere all’altezza delle aspettative e sempre all’insegna dell’eccellenza.

 
 
 
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LETTERA AI GIOVANI

Cari giovani,

l’inizio del mese di novembre ci invita a riflettere sul tema della morte.  È un tema che a molti non piace. Ricordo che, quando ero giovane come voi, si diffondevano testi che invitavano a rimuovere il tema della morte. Era il tempo in cui tutti avevano paura della morte e cercavano di proporre paradisi in cui la morte veniva cancellata.  Per molti la morte era la sconfitta. Perché vivere se poi devo morire? Perché impegnarsi se tutto finisce?

Per molti di noi l’importante è il ricordo che lasceremo. Il dato di fatto, però, è che noi non ci siamo più: un desiderio che si tradurrà in una vera illusione. Molti, infatti, vivono di ricordi. Ma il ricordo senza alcuna prospettiva crea tristezza e angoscia. È come l’esperienza descritta da Giacomo Leopardi nel suo canto “Il sabato del villaggio”: dopo l’attesa, l’illusione della festa. E sono molte le feste che creano illusioni, perché ci distraggono dalla vita vera, ci proiettano in un mondo che non esiste!  Sì, cari amici,

oggi, in nome della paura della morte, la società ci vuole distrarre dalla vita, perché chi non ama la vita, corre il rischio di poter essere omologato. Chi vive nell’illusione, crede in tutto e può essere strumentalizzato da tutto e da tutti!   Invece di rimuovere il tema della morte, bisogna affrontarlo per essere protagonisti nella storia! Vi ricordo, cari giovani, chi evita questo tema, ha paura della vita!

 Vorrei affidarvi il messaggio espresso nel contesto del bellissimo dipinto del Caravaggio conservato nella Chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma: la vocazione di San Matteo.

Mi ha molto colpito il parallelismo tra il dito di Gesù che chiama Matteo e il dito di Dio creante dipinto da Michelangelo nella Cappella Sistina. Michelangelo ha descritto la prima creazione: la parola creatrice! Caravaggio ha descritto la seconda creazione: la parola che ricrea! La Parola ha dato origine alla vita e non alla morte! E, anche se tutto va verso la fine a cominciare dalla natura, l’uomo vive perché è colui che parla con Dio! E tu puoi rispondere! Questa chiamata, cui puoi e devi rispondere, è la forza della vita.

Non solo. Matteo ci ricorda che oggi Gesù passa e ti chiama (cf. Mt 9,9). È la chiamata non solo alla vita, ma ad essere protagonista oggi, perché la morte non ha più potere su di te! Tu puoi scrivere una storia che non cammina verso la morte, ma che ti farà gioire di ciò che sei: qualcuno con un ruolo da svolgere nella storia! Non aver paura della morte!

Passa lungo la strada della tua vita Gesù di Nazaret. Come è accaduto a Matteo che era al banco delle imposte a compiere il suo dovere quotidiano. Alzati anche tu e seguilo! Ogni giorno fai bene il tuo dovere, non sciupare il tempo nelle illusioni delle feste. Sarai sorpreso dalla presenza di Gesù che desidera incontrarti e renderti protagonista nella storia. Vi aspetto venerdì 22 novembre alle ore 20.30 nella Cattedrale di Teramo per consegnarVi personalmente il Vangelo di Matteo che leggeremo insieme nelle celebrazioni eucaristiche domenicali dal prossimo mese di dicembre.

In preparazione a tale evento, invito tutti i maturandi e gli universitari al II Pellegrinaggio ad Assisi che avrà luogo sabato 9 novembre. Cari giovani, dopo il sabato del villaggio non c’è la delusione della festa che finisce, come tutte le feste piene di illusioni, ma la gioia di iniziare la vera storia della vita. Vi auguro di esserne degni e amati protagonisti!

Vostro + Lorenzo, vescovo

 

SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

Pescara, 3 novembre 2019 -

Nelle scuole di 14 regioni italiane il progetto che coinvolgerà oltre 1200 studenti tra i 6 e i 13 anni.

 

 Dal 21 marzo 2019 è ripartita la tournée della Banda Riciclante, progetto dell’associazione di promozione sociale Teatro dei Mignoli di Bologna, in partnership con ARCI Bologna e Arci Solidarietà, sostenuto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che si rivolge agli studenti, alle loro famiglie e agli insegnanti, per educare e informare sui temi dell’eco-sostenibilità ambientale.

 

CYBERBULLISMO

Pescara, 2 novembre 2019 -

Appuntamento il 4 novembre all’Istituto tecnico “Aterno-Manthoné”. Parteciperanno circa 630 studenti. A partire dalle ore 9, l’Istituto tecnico “Aterno-Mantoné” di Pescara ospita la nona tappa di “Off Line – La vita oltre lo schermo”, il progetto itinerante contro bullismo e cyberbullismo promosso dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza e realizzato in collaborazione con “Un’altra storia A.P.S.”. All’evento prenderanno parte circa 630 studenti, in rappresentanza di nove istituti superiori.

 

SOGNO O REALTÀ ?

Scurcola Marsicana, 1 novembre 2019 -

Si è svolta in questi giorni una proficua serie di incontri promossi dal Comitato MO.VE.TE, culminati nell’aula consiliare di Scurcola, dove venerdì scorso, alla presenza dei senatori Gabriella Di Girolamo, Primo Di Nicola e del sindaco di Scurcola, Maria Olimpia Morgante, è stato presentato pubblicamente il Progetto Definitivo Movete Abruzzo, base e scopo del Comitato.

 

IL PANE DELL’ABRUZZO

Matera, 31 ottobre 2019 - Grande partecipazione e grande attenzione all'intero Settore della Panificazione alla due giorni di Matera, sabato e domenica scorsi, nel contesto della manifestazione nazionale “I Pani d’Italia, il Pane racconta la Storia”, voluta e organizzata dalla Fiesa Assopanificatori Confesercenti. In questo contesto sono stati insigniti del Titolo di “Maestro Panificatore” alcuni dei migliori fornai abruzzesi: Vinceslao Ruccolo, del Panificio l’”Arte del Pane” di San Vito Chietino, Giovanni De Lollis, della “Panetteria De Lollis” di Civitaluparella, Romano Fioriti, del Panificio “Il tuo Pane” di Tornareccio, Gianfranco Centofanti, del Panificio “Il Giglio” di Giuliano Teatino, e Walter Giangiordano, del Panificio “Bontà del Tempo” di Archi.

Questi “Maestri” hanno fatto conoscere il Pane e i Prodotti da Forno dell’Abruzzo inondando letteralmente la Città dei Sassi, Matera, Capitale europea della Cultura. Questa manifestazione nazionale ha rappresentato una vetrina importante per la promozione del patrimonio di biodiversità agroalimentare che si sviluppa in aree a volte remote o marginali della nostra Regione, ma sempre di ineguagliabile bellezza. Ruccolo, De Lollis, Fioriti, Centofanti e Giangiordano, insieme agli altri colleghi abruzzesi, hanno reso protagoniste le eccellenze del territorio, portando l’Abruzzo alla ribalta per la varietà dei prodotti e per la qualità e la quantità di produzione. In due giorni hanno raccontato la Storia del Cibo, con la sua anima, il suo DNA fatto di acqua, la più buona del mondo, e di verde, tanto è che l’Abruzzo è la regione con più parchi e riserve naturali d’Europa: ciò conferisce alle produzioni agroalimentari locali delle caratteristiche organolettiche uniche. Per questi motivi, quindi non a caso, la Fiesa Confesercenti Nazionale ha nominato questi cinque fornai “Maestri Panificatori.

Va detto anche che tutta la delegazione dei fornai abruzzesi, ha arricchito di un ulteriore tassello di eccellenza, tra Pane e Dolci, le piazze di Matera. Fiesa Assopanificatori d’Abruzzo hanno raccontato ai tantissimi turisti, ai cittadini, e ai giovani la Storia del Pane, con le sue evoluzioni e le tradizioni territoriali, grazie alla narrazione rinnovata e in grado di assicurarsi un ruolo di primo piano nella comunicazione della cultura alimentare. Con la presenza di un Laboratorio mobile di notevole entità, i Panificatori di Fiesa Confesercenti in due giorni hanno assicurato prodotti freschi della tradizione regionale attraverso un percorso dei “cinque sensi” capace di attrarre l’attenzione sul Pane fatto con le farine 100% abruzzesi e italiane e di farine di grani antichi quali il Solina, il Cappelli e il Saragolla.


A condividere questa esperienza è stato anche Mauro Febbo, Assessore alle Attività Produttive e al Turismo della Regione Abruzzo. Febbo ha avuto anche la possibilità di seguire l’intero percorso della manifestazione, tra una mostra fotografica “Il Pane ci racconta” (percorso storico nell’arte bianca in 100 scatti d’epoca), la video proiezione “Il Cibo nella Storia dell’Arte” a cura della storica dell’arte Barbara Martusciello, l'esposizione dei "Pani Artistici" e dei “Pani Votivi” e la presentazione del libro di Nicola Caggiano "Il Romanzo del Pane", i Laboratori e lo Show cooking di pane e dolci da forno. L’Assessore si è soffermato tra i fornai e i dirigenti di Assopanificatori, analizzando accuratamente la necessità di una strategia di promozione e valorizzazione del Pane capace di ridare impulso ad un settore da troppi anni in crisi. In sostanza, il mondo dell’artigianato alimentare, proprio da Matera e con la presenza dell’Assessore Febbo, ha lanciato gli obiettivi organizzativi di Fiesa Assopanificatori: divulgare lo stretto legame tra cultura, in senso ampio, e cultura agroalimentare; intensificare i rapporti con il Parlamento per l'approvazione del Testo Unico sulla Panificazione; costruire un sistema operativo certo per la promozione e valorizzazione del Pane; definire con il Ministero dell'Agricoltura la Filiera Grano-Pasta-Pane. A taleproposito Angelo Pellegrino, Direttore regionale di Fiesa Abruzzo. Ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Le giornate di sabato 26 e domenica 27 ottobre, sono state memorabili per l’Abruzzo e il Paese intero. La Fiesa Assopanificatori Confesercenti può esprime gratitudine alla Città di Matera e a tutti quei "Fornai" del Mezzogiorno che hanno reso possibile l'Evento sul Pane. Ma un grazie va soprattutto ai neo Maestri Panificatori abruzzesi che hanno dimostrato che lavorando insieme si riesce a trasmettere la vera essenza del Settore della Panificazione: un piccolo impasto riesce a lievitare a tal punto da assicurare grandi quantità di prodotto. Così è in Fiesa Assopanificatori. Perché solo una grande Confederazione riesce a dare un senso al lavoro delle imprese e a rappresentarne le problematiche e le esigenze reali”.

Matera, la sera di sabato 26 ottobre, alla presenza di circa cento panificatori, è stata testimone della costituzione della Fiesa Assopanificatori del Mezzogiorno di cui Coordinatore è stato nominato l’abruzzese Vinceslao Ruccolo, già Vice Presidente Nazionale di Fiesa Confesercenti. Il compito di questo organismo è quello di mettere in rete le varie esigenze regionali della panificazione e armonizzare le azioni anti crisi e organizzare una Scuola permanente per la manutenzione delle competenze dei fornai e per l'acquisizione della Qualifica di Panificatore. Inoltre, e non è cosa da poco, Fiesa Mezzogiorno avrà anche il compito di organizzare l'Ente Bilaterale Ebipan e il Fondo Sanitario Integrativo Fonsap, al fine di garantire la Contrattazione di secondo livello. “Sono davvero onorato da questo e dal Titolo di Maestro Panificatore che mi è stato conferito – ha dichiarato Ruccolo – metterà a disposizione della categoria dei fornai, tutto il mio impegno, la mia esperienza e la mia professionalità. Insieme porteremo la Panificazione del Mezzogiorno all’attenzione dell’Europa e del mondo intero”.

Lido Legnini, Direttore regionale di Confesercenti Abruzzo, presente anch’egli a Matera, non riesce a contenere la sua soddisfazione e compiacimento per il risultato positivo avuto dai Panificatori abruzzesi. “Grazie a voi, al vostro impegno, al tempo che dedicate a favore di tutta la categoria e ai prodotti che mettete sempre a disposizione degli eventi – ha dichiarato Legnini – Nella Città dei Sassi avete fatto un lavoro egregio anche nell’evidenziare lo stato di crisi del settore e l’andamento negativo dei prezzi. Perché è vero che ci sono molte famiglie che non possono permettersi di spendere neanche un euro per comprare il pane; ma è altrettanto vero che gli alimenti sono la benzina del nostro organismo, la qualità dei prodotti che ingeriamo sono molto importanti per il nostro benessere.  Se vogliamo che ci siano panificatori che sfornano prodotti di qualità dobbiamo anche educare il consumatore a riconoscere il giusto prezzo a quello che mangiano”.  

 

CURIOSANDO

Teramo, 30 ottobre 2019 - È nel cuore della città che si terrà la quarta edizione di Curiosando, la mostra di antiquariato più attesa in Abruzzo. Piazza Martiri della Libertà sarà il palcoscenico per gli amanti dell’antico sabato 2 e domenica 3 novembre. La manifestazione legata all'antiquariato, modernariato e vintage più diffusa del centro Italia è patrocinata dal Comune di Teramo e l’organizzazione è a cura della società Brandozzi snc che opera nel settore dell’organizzazione delle mostre di antiquariato da oltre vent’anni.

Ad attendere il pubblico ci saranno selezionati antiquari provenienti da varie regioni italiane che con i loro stand creeranno un percorso suggestivo, tra arredi antichi, specchiere, consolle, complementi d’arredo di pregio, vasellame d’argento, candelieri, piatti, statuine di bronzo, ceramiche di Castelli, tappeti ed arazzi, vetri d’arte e tanto altro ancora. Ci si potrà imbattere dunque in arredi e utensili della cultura popolare contadina, così come in oggetti eleganti e preziosi provenienti da nobili dimore. Senza dimenticare le curiosità anni ’50, le stampe, i lumi, i giocattoli, i mobili antichi, i libri, la biancheria ed i pizzi della nonna, cartoline ingiallite dal tempo, pubblicità di marchi storici, e tante altre curiosità che vi sorprenderanno. Oggetti e accessori per le vostre case, per collezionisti esperti o alle prime armi in cerca di una passione da coltivare.

Curiosità di questa edizione è la vendita al mercatino delle stampe allegoriche di Melchiorre Delfico datate 1860. L'intellettuale teramano ha lasciato il suo pensiero anche attraverso una serie di raffigurazioni allegoriche a stampo patriottico in occasione della nascita della nazione Italia. Figlio del suo tempo, è un'artista amato dai teramani che ha saputo dare lustro al suo territorio attraverso opere di particolare cultura e sagacia. Curiosando è ormai un successo consolidato, grazie alla scelta di scommettere sulla qualità degli espositori partecipanti e sulla periodicità dell'evento che si svolge a Teramo tre volte l'anno. A causa della presenza del mercato mattutino del sabato mattina, Curiosando aprirà i battenti alle 16 di sabato 2 novembre con apertura fino alle 20, mentre domenica 3 novembre intera giornata dalle 10 alle 20!

 

MIGLIOR RAPPORTO QUALITÀ/PREZZO

Abruzzo, 29 ottobre 2019 - Arrivato alla terza edizione il Premio Speciale per il "Miglior rapporto qualità/prezzo" assegnato da Ferzo Wines insieme al Gambero Rosso all’interno della "Guida Ristoranti d'Italia 2020”. Il prestigioso riconoscimento vede protagonisti quattordici ristoratori, diffusi su tutto il territorio nazionale, che meglio hanno saputo bilanciare al meglio il rapporto qualità/prezzo nei loro ristoranti.

“Questo premio è ormai frutto di una collaborazione consolidata tra i vini Ferzo e il Gambero Rosso - sottolinea  Valentino Di Campli, Presidente Codice Citra - Riteniamo che sia fondamentale il bilanciamento tra  l’offerta del menù e il prezzo al fine di garantire la massima qualità ai clienti.” 

La linea Ferzo Wines, destinata esclusivamente al canale Ho.Re.Ca., è frutto dell’unione dei territori vitivinicoli abruzzesi più votati per dare vita a cinque vini autoctoni di grande qualità: Montepulciano d’Abruzzo DOP, Cerasuolo d’Abruzzo DOP Superiore, Cococciola Abruzzo Superiore DOP, Pecorino Abruzzo Superiore DOP e Passerina Abruzzo Superiore DOP. Piccole e selezionate produzioni, realizzate dai sapienti vignaioli locali, hanno dato vita a questi vini con l’obiettivo di promuovere i vitigni autoctoni abruzzesi e rappresentare al meglio l’Abruzzo del vino. Le uve provengono interamente da più vigneti distribuiti sulla provincia di Chieti: un territorio assai ampio che offre la possibilità di sfruttare terroir e microclimi differenti tra loro, con peculiarità uniche che donano uve con caratteristiche chimiche e aromatiche diverse e di grande qualità.

Il Premio Gambero Rosso e Ferzo Wines - Miglior rapporto qualità/prezzo è stato assegnato a:

1.       Almare - Fano (PU)

2.       L'Arcade - Porto San Giorgio (FM)

3.       Del Belbo da Bardon - San Marzano Oliveto (AT)

4.       Bottega Culinaria - San Vito Chietino (CH)

5.       Al Cambio - Bologna

6.       Il Foro dei Baroni - Puglianello (BN)

7.       Gardel dell'hotel Gardel - Arta Terme (UD)

8.       Hub - Macomer (NU)

9.       Locanda del Colonnello dell'Hotel Palazzo Failla - Modica (RG)

10.     Maeba - Ariano Irpino (AV)

11.     Locanda Mammì - Agnone (IS)

12.     La Strega - Palagianello (TA)

13.   Il Tirabusciò - Bibbiena (AR)

14.   Tocco D’Oro - Comiso (RG)

Simona D'Alicarnasso

 

ASSERGI E LA SUA CHIESA

L'Aquila, 28 ottobre 2019 - Nel pomeriggio di domenica 20 ottobre 2019, nella cornice offerta dalla suggestiva chiesa parrocchiale di Assergi intitolata a Santa Maria Assunta, ha avuto luogo il secondo appuntamento di Magnifica citade, festival dei castelli aquilani tra arte e musica, e ha visto protagonisti dell’indimenticabile serata il gruppo vocale Le Cantrici di Euterpe e l’ensemble Aquila Altera, che hanno eseguito il concerto “Madre de pietate - la lauda da Celestino V alle confraternite aquilane”. Il concerto, nato all’interno delle manifestazioni RESTART programmate per il decennale del terremoto, ha inteso rendere protagonisti degli eventi alcuni dei Castelli che concorsero alla fondazione della città dell’Aquila. Le musiche eseguite sono state illustrate dalla direttrice artistica Maria Antonietta Cignitti. Nella felice occasione chi scrive, invitato a descrivere la magnifica chiesa di Assergi, si è espresso nei termini che seguono.

“Vorrei stasera, in questo straordinario contesto e in questa magica atmosfera - musica medievale in questa bellissima chiesa medievale, tra le più suggestive del territorio aquilano - e nel poco tempo a disposizione, non tanto fare un pedissequo elenco delle opere d’arte presenti (lo potremo forse fare dopo) ma prendere spunto da questa felice commistione di generi artistici per mettere in evidenza come in queste nostre chiese antiche, soprattutto in quelle dell’Abruzzo interno, si assista quasi sempre ad una sorta di contaminazione, o, più propriamente, di convivenza, non solo di stili artistici, ma anche di simboli religiosi e vita ordinaria. Del resto, a ben riflettere, in una chiesa come questa, oltre all’arte pura, troviamo quasi sempre spunti di storia civile, di filosofia, di teologia, cioè di tutti quei saperi critici di cui oggi più che mai, in questa società dell’“usa e getta” c’è bisogno. La stessa arte in sé, anche quella laica, se è autentica, comunica sempre qualcosa di sacro: l’artista vero, come il sacerdote, fa sempre, in qualche modo, scendere Dio sulla terra. L’arte è sempre una scintilla divina, una “sana follia” che ci viene da un’altra dimensione, come ci mostrano i grandi poeti romantici del primo ‘800 (pensiamo a Novalis, a Holderling). L’arte – dice il grande filosofo Schelling – è una forma di conoscenza molto più forte e attendibile della ragione, giacché nella riflessione discorsiva si perde sempre qualcosa per strada, mentre l’intuizione artistica va immediatamente all’essenza delle cose.

C’è poi da dire che, in questa patria della bellezza che è l’Italia, che si porta nel ventre ben quattro millenni di arte e di cultura, ci imbattiamo spesso in città o in piccoli centri che danno l’impressione di essere state in passato capitali di tante piccole patrie. Assergi, con la sua chiesa, non sfugge a questa costante della storia italiana. Poteva accadere nei primi secoli dell’era cristiana, all’inizio di quell’affascinante Medioevo che stasera stiamo in qualche modo celebrando, che in questi luoghi remoti e solitari dell’Appennino alcuni giovani, magari provenienti da famiglie gentilizie come San Benedetto da Norcia, giovani assetati di assoluto, sentissero il bisogno di unirsi per poter menare vita comune nella pratica della nuova religione del Dio incarnato; e fondavano un monastero. Più tardi, attorno al monastero cominciavano a stabilire le loro dimore i montanari dei dintorni, e si iniziava a disboscare e dissodare le terre circostanti. E la chiesa diventava punto di aggregazione comunitaria, liturgica e civica, chiesa e municipio, di quell’uomo medievale che è unitario, non schizofrenico come l’uomo moderno.

In questo posto, per una di quelle singolari coincidenze che si osservano nella storia, e che noi credenti dovremmo chiamare non coincidenze ma “Dio-incidenze”, in uno stesso periodo nascono un castello, una chiesa (che sorge su uno sperone roccioso, in una posizione di difesa strategica e che coincide con uno dei bastioni delle mura di cinta del castello) e un uomo, il futuro San Franco, un monaco benedettino che verrà in queste nostre montagne mosso da una vocazione cristiana più radicale, destinato ad incrociare il suo destino con questo borgo e con questa chiesa (colgo l’occasione per annunciare che l’anno prossimo si celebreranno gli ottocento anni dalla morte dell’eremita del Gran Sasso). Assergi, come è noto, fu uno dei castelli, e tra i più fiorenti, che fondarono la città dell’Aquila. L’atto di battesimo della chiesa è del 1150, come risulta da un documento ritrovato in seguito alla demolizione dell’altare di Sant’Egidio, primo protettore di Assergi prima di San Franco, ma viene costruita (o ricostruita) sicuramente su di una precedente pieve, con tutta probabilità di tipo monasteriale camaldolese, intitolata a S. Maria in silice (con riferimento al Silex-Gran Sasso più che alla natura rocciosa del terreno sul quale sorge), o ad silicem, da cui AssilicoAsserice...fino ad arrivare ad Assergi (etimologia che possiamo riscontrare anche in nomi come Monselice).

Di questa primitiva chiesa era sicuramente parte l’attuale antichissima cripta. Il tempio, dapprima ad una sola navata, assumerà l’attuale forma basilicale, con le sue larghe navate laterali, già a partire dalla metà del secolo successivo, poco dopo la morte del santo eremita, perché si tratterà di dare ai resti mortali del santo una degna dimora, e perché si vuole incrementare un pellegrinaggio che è già iniziato. Ed è per questo che diventerà, già a partire dal XIV secolo, una chiesa collegiata particolare: collegiata, in quanto, come gran parte dei castelli fondatori della città dell’Aquila, avrà la sua chiesa di riferimento entro le mura aquilane, come avverrà per gran parte dei castelli fondatori (nel caso di Assergi nel quarto di Santa Maria); particolare, in quanto non sarà soggetta alla chiesa cittadina, ma, al contrario, eserciterà su di essa il suo governo. E sarà inoltre presto una chiesa capitolare, cioè con un preposto e quattro canonici. La nomina del preposto, come ci ricorda Nicola Tomei in quello che il primo scritto organico sulla storia di Assergi e sul culto di San Franco, dovrà essere ratificata dal papa.

Tornando all’arte, a proposito di quella felice convivenza di stili cui accennavo e che è la chiave di lettura che questa serata mi suggerisce - il filo rosso di questa mio modesto intervento -, essa è osservabile sia all’esterno che all’interno. Nella facciata, realizzata tra la fine del XIV secolo e l’inizio del XV, un elegante portale tardo-romanico (in tutto simile a quello di Santa Maria del Guasto, ora non più esistente e a quello della chiesa aquilana di Sant’Agnese, non più visibile in quanto inglobata dal vecchio ospedale San Salvatore), convive con un leggiadro rosone tipicamente gotico, perfetta replica di quello che si ammira sopra il portale di sinistra nella facciata della basilica di Collemaggio. In riferimento invece a quella felice commistione di sacro e profano, nel ricco architrave è scolpita la vite, simbolo liturgico per eccellenza, presente anche nell’Antico Testamento, ma evocatrice anche di vita e di convivialità. Nel rosone, sempre per rimanere sullo stesso tema, figurano dodici raggi: dodici come gli apostoli, come le tribù di Israele, come i mesi dell’anno, ad indicare la pienezza del tempo.

Ma ci sono naturalmente anche all’interno esempi di questa felice combinazione di stili. Il primo è quello messo in evidenza dal quel restauro dei primi anni ‘70 del secolo scorso, che, dovendo riparare ai guasti prodotti in età tardo-barocca (tra il 1746 e il 1784) e poi nel 1871, quando era stata innalzata la volta, richiuse cappelle e finestre, riquadrate le colonne e seppellito gli affreschi  con, a dir poco, disinvolte manate di stucco, ha riscoperto, oltre a tutto il resto, un manto pittorico davvero delicato, anche se a tratti frammentario, con affreschi che vanno dal XIV secolo (qualcuno anche più antico) al XVI, alcuni dei quali attribuiti Saturnino Gatti e Francesco da Montereale, due grandi protagonisti del Rinascimento aquilano. I caratteri del primo gotico, ravvisabili nelle luci, in particolare la monofora sopra l’abside e nell’involucro murario, qui, a differenza di edifici sacri cistercensi del territorio forconese, come in Santa Maria ad Criptas a Fossa o quello di Santo Spirito ad Ocre, cui questa chiesa si può legittimamente rapportare, mentre impreziosiscono l’ambiente, non compromettono l’originaria struttura romanica, che resiste sia nella forma delle colonne, pesanti e a tutto sesto, che nell’abside, semicircolare e di piccola dimensione.

Il secondo: nel tabernacolo a sinistra dell’altare per chi guarda, pezzo davvero unico, dove l’eleganza rinascimentale dei due pilastrini si sposa con il raffinato gotico dell’archetto cuspidato. Il tutto poi ad incorniciare una suggestiva pietà, che è opera di Francesco da Montereale e che è realistica ed intuitiva rappresentazione del mistero eucaristico. E c’è poi la stupenda cripta, dove questa combinazione si presenta sotto altra forma ma in maniera non meno affascinante: un romanico scarno, che un restauro del 1966 ha riscoperto nella sua nuda bellezza, convive con una pregevole espressione scultorea gotica. Altre felici contaminazioni le rivelerà la dottoressa Cignitti.

Ci fu un grande architetto e storico dell’arte che visitò questa chiesa nel 1899. La apprezzò molto e scrisse, tra l’altro, che essa parlava molte lingue: quella rinascimentale sulla facciata, la barocca all’interno, e sotto, riferendosi alla cripta, scrisse che parlava ‘l’oscuro linguaggio del Medioevo’. Ora, dopo questa musica, in questa chiesa, a mio avviso, tutto si può dire meno che il linguaggio del Medioevo sia oscuro. Anzi, se pensiamo non solo all’arte, ma anche a quelle grandi cattedrali del pensiero come la filosofia di San Tommaso d’Aquino, a me pare che dal Medioevo, a dispetto di una certa superficiale mentalità post illuministica, ci viene una grande luce di verità e di libertà. E con questo concludo, sperando di avervi trasmesso un’idea sufficiente di questa chiesa, tra le più belle del territorio aquilano, chiesa parrocchiale di un paese, Assergi, che ha avuto, come ho cercato di rappresentare, un passato di illustre castello aquilano e che meriterebbe forse, nel presente, un’attenzione e una valorizzazione maggiori”.

 

SISMA: SOS LAVORO

Abruzzo, 27 ottobre 2019 -

Allevatori e agricoltori abruzzesi a Roma tre anni dopo il terremoto. Sono già centinaia gli agricoltori, gli allevatori e i pastori terremotati della Coldiretti che, anche dall’Abruzzo, ieri mattina hanno lasciato le proprie aziende per raggiungere il centro della Capitale e offrire In piazza di Sant’Anastasia al Circo Massimo i propri prodotti nel più grande mercato delle specialità contadine sopravvissute al sisma che hanno sconvolto la vita e il lavoro di ampie zone delle regioni del centro Italia. Una occasione per aiutare la lenta ripresa dei territori colpiti ma anche per fare un bilancio a tre anni dalle scosse dell’ottobre 2016, con la situazione attuale, gli interventi ancora attesi e le storie di chi con grande coraggio e dignità è rimasto a vivere e lavorare nelle campagne ferite.

 

GREEN GAME

Teramo, 26 ottobre 2019 -

Prosegue senza sosta l'attività di Green Game, il Progetto dei Consorzi Nazionali per la Raccolta, il Recupero ed il Riciclo degli Imballaggi CIAL per l’alluminio, COMIECO per carta e cartone, COREPLA per la plastica, COREVE per il vetro e RICREA per l’acciaio. Partito 7 anni fa dalle Marche, Green Game ha costantemente allargato il territorio fino a diventare un format vincente a livello nazionale. Il tour itinerante nelle scuole è portatore sano di innovazione didattica, affiancando con successo la metodologia di apprendimento tradizionale, rafforzandone la validità.

 

NON TOCCARMI

Giulianova, 25 ottobre 2019 - Promuovere un’affettività sana e relazionalità fra individui che possa dirsi equilibrata. Con questa volontà la Commissione per le Pari Opportunità, presieduta dalla Presidente Marilena Andreani, l’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Giulianova, rappresentato dalla Vice Sindaco Lidia Albani, in collaborazione con l’Assessore alla Pubblica Istruzione Katia Verdecchia, hanno deciso di continuare l’impegno profuso con grande dedizione negli anni nella lotta alla violenza di genere, dando particolare attenzione alle giovani generazioni.

Torna, per questo, il Concorso Letterario “Ester Pasqualoni” 2020, giunto quest’anno alla terza dizione. Il Premio è dedicato alla memoria della dottoressa oncologa, Ester Pasqualoni, professionista esemplare, uccisa il 21 giugno 2017 nel parcheggio dell’ospedale “Val Vibrata” di Sant’Omero, in provincia di Teramo. Un Concorso, infine, che grida ancora una volta e a gran voce: “NO ALLA VIOLENZA DI GENERE”.

Una persona, una donna generosa, altruista, sempre pronta a dare un abbraccio pieno di speranza, anche dove la speranza ve ne era proprio poca. Lei riusciva a far accendere quel lume che si era spento”, così la ricordano i suoi stretti collaboratori, gli Infermieri del reparto di Oncologia di Sant’Omero.

Il Concorso Letterario “Ester Pasqualoni” 2020, rivolto alle classi prime, seconde e terze di tutte le Scuole Secondarie di I grado della Regione Abruzzo, è nato con l’intento di voler continuare a tenere vivo il ricordo della Dottoressa, medico oncologo, che tanto era amata dai suoi collaboratori e dai pazienti, visti l’amore e la passione profusi senza pari. In modo particolare, però, il Concorso si propone di arrivare ai cuori degli studenti, di stimolarli a riflettere sui continui fatti di cronaca segnati dalla violenza, spesso scanditi dalla parola “femminicidio”.

La novità di quest’anno è che gli alunni potranno partecipare al Concorso accedendo a una delle due sezioni: 1) scrittura di un testo poetico; 2) realizzazione di un video multimediale. Il tema scelto è “Non toccarmi”. Ai partecipanti si richiede dunque di mettere in evidenza i vari aspetti della violenza di genere intesa come fenomeno da combattere, lasciando sempre, alla fine, un messaggio di speranza e di forza.

La partecipazione è gratuita e sarà possibile iscriversi facendo pervenire per via telematica la scheda di adesione entro e non oltre il 30 novembre 2019 al seguente indirizzo e-mail:  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , mentre la consegna degli elaborati è fissata per il giorno sabato 14 marzo 2020.

La Commissione per le Pari Opportunità del Comune di Giulianova conferma la Giuria che, come negli anni precedenti, si occuperà della lettura degli elaborati e della individuazione dei vincitori.

Presidente di Giuria: Alessandra Angelucci – docente di Lettere, giornalista, scrittrice.

I Giurati: - Antimo Amore: giornalista RAI 3; - Mirella Lelli: giornalista Quotidiano “Il Centro”; - Valeria Di Felice: titolare Di Felice Edizioni; - Piergiorgio Casaccia: Dirigente ASL - dipartimento emergenza e accettazione, 118. Ospedale Val Vibrata. Primo soccorritore della Dott.ssa Ester Pasqualoni; - Gaetana Casalena: infermiera professionale Reparto Oncologia dell’Ospedale “Val Vibrata”. Collaboratrice della Dott.ssa Ester Pasqualoni.

La premiazione avverrà venerdì 8 maggio 2020, alle ore 9.30, al Palazzo Kursaal di Giulianova, alla presenza di esponenti del mondo scolastico, cariche istituzionali regionali e nazionali, la giuria del Premio, la Commissione Pari Opportunità.

Saranno premiati i vincitori assoluti delle due sezioni (testo poetico e Video multimediale) che, nel rispetto del Bando inviato alle scuole, risulteranno i più rispondenti al tema del concorso e che esprimeranno i contenuti con chiarezza, efficacia espressiva, originalità e impatto emotivo, sia nella trattazione delle riflessioni proposte sia nelle scelte di strategia comunicativa.

Sono previsti i seguenti premi:

a) Vincitore assoluto, categoria video: euro 250,00 + targa

b) Vincitore assoluto, categoria testo poetico: euro 250,00 + targa

Sono previsti attestati di partecipazionemenzioni gadget per gli altri finalisti individuati dalla Giuria.

 

LA CAMMINATA TRA GLI OLIVI

Abruzzo, 24 ottobre 2019 - Il 27 ottobre ad Atri, Bucchianico, Casoli, Città Sant’Angelo, Controguerra, Fossacesia, Loreto Aprutino, Moscufo, Rapino, Sant’Omero, Tocco da Casauria. Un’esperienza dedicata a qualità e genuinità di un prodotto autentico, che in 11 città dell’olio d’Abruzzo – Atri, Bucchianico, Casoli, Città Sant’Angelo, Controguerra, Fossacesia, Loreto Aprutino, Moscufo, Rapino, Sant’Omero, Tocco da Casauria - celebra un prodotto che è uno dei simboli del nostro paese, al centro di una civiltà olivicola che ha radici millenarie. Domenica 27 ottobre la terza edizione della Camminata tra gli olivi festeggia anche i 25 anni dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio. All’insegna dei sapori e dei saperi del territorio, sono pronti nuovi itinerari e nuove suggestive passeggiate per riaffermare una formula di successo, che sposa qualità del prodotto, identità del paesaggio e turismo d’esperienza e che le Città dell’Olio hanno sposato già tre anni fa, riscuotendo un successo che ha condotto migliaia di visitatori e appassionati nelle terre dell’olio.

“Il patrimonio delle Città dell’Olio è sicuramente quello delle culture e delle economie locali e la Camminata tra gli Olivi fin dall’inizio ha voluto essere un modo per coniugare autenticità ed esperienza, raccontando in mille modi diversi, grazie alla passione e alla fantasia delle amministrazioni locali, territori, mestieri, tradizioni e gusto”, sottolinea Enrico Lupi, presidente delle Città dell’Olio. La Camminata tra gli olivi quest’anno ha anche ottenuto il premio onorario Raccomandato dalle Strade dell’Olivo del Consiglio d’Europa dalla Fondazione The Routes of the Olive Tree che ha sede a Kalamata in Grecia. Anche per l’edizione 2019 le Città dell’olio hanno selezionato percorsi dove gli olivi e l’olio sono protagonisti per raccontare storie avvincenti, offrire esperienze enogastronomiche indimenticabili e incontrare chi vive ogni giorno in oliveto.

GLI ITINERARI - Gli 11 itinerari che si snodano nelle province di Teramo, Chieti e Pescara, vanno alla scoperta degli olivi danzanti e delle preziose varietà dop di olive, passeggiando per antiche vie e boschi secolari con ai piedi l’azzurro del mare. Le peculiarità della cultivar e della tradizione abruzzese saranno protagoniste anche con degustazioni e esperienze di raccolta, arricchite dai racconti di guide esperte e anche intermezzi musicali. 17 le regioni italiane – dalla Lombardia alla Sardegna - che hanno aderito al grande evento 2019. Per scegliere il proprio itinerario o solo per saperne di più basta un click. È on line il sito per scaricare subito il programma della giornata e trovare notizie sul territorio, il paesaggio, la storia. E c’è anche la fan page su Facebook e i canali Instagram e Twitter con l’hashtag #camminatatragliolivi.

L’Associazione Nazionale Città dell’Olio, con i suoi oltre 330 soci tutti enti pubblici (Comuni, Province, CCIAA, Parchi e GAL) tutela il territorio olivicolo e si batte per la valorizzazione dei paesaggi rurali e per l’inserimento di aree territoriali olivicole di valore storico nel prestigioso Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici del Ministero delle Politiche Agricole.

 

AMBASCIATORE DEL PARCO NEL MONDO

Assergi, 23 ottobre 2019 - Nino Di Simone, maestro ceramista e sculture di Castelli, noto per la sua arte in tutto il mondo, è stato inserito nell’Albo degli “Ambasciatori del Parco nel Mondo”. Scultore e pittore dalle doti straordinarie ha partecipato a numerosissime rassegne nazionali ed internazionali ottenendo importanti riconoscimenti. Insieme al figlio Giantommaso concepisce le sue grandiose opere nel Laboratorio di Ceramica presso l’hotel Art'e' di Castelli (TE).

Ha esposto in vari Musei del mondo, da New York a Mosca, riscuotendo un successo di cui tutta la comunità di Castelli e di tutto il Parco è fiera ed orgogliosa. Tra le molteplici opere, si ricorda la più recente Via Crucis in ceramica, inaugurata a Castelli lo scorso 13 aprile: opera composta da 15 sculture monumentali di circa un metro di altezza, tra cui la più suggestiva è quella raffigurante la Resurrezione, simbolo di rinascita di una comunità duramente colpita dai recenti eventi sismici e che ne testimonia la matrice identitaria.

Dichiara il Presidente del Parco Avv. Tommaso Navarra: “Il maestro Di Simone coniuga nella sua persona i valori alti del nostro territorio tra cultura, arte e vita di Comunità nello straordinario paese di Castelli ai piedi della splendida parete nord del Monte Camicia e dei maestosi boschi delle falde sud-orientali del massiccio del Gran Sasso. Il suo valore è internazionalmente riconosciuto e per noi è un onore averlo come Ambasciatore del Parco nel Mondo”.

"Ambasciatore del Parco nel Mondo" nasce quale riconoscimento che l'Ente Parco intende attribuire a coloro che tramite azioni, opere, professionalità, comportamenti hanno dimostrato di incarnare e poter trasmettere i valori ambientali, culturali e del patrimonio identitario dell'Area Protetta, ed il maestro Di Simone merita il conferimento di tale titolo.

Curriculum artistico dell’ambasciatore del parco nel mondo Nino De Simone

Nino Di Simone, classe 1947, vive e lavora a Castelli (TE)

Riconoscimenti:

Nel 1966, a soli 19 anni, vince il l° premio al Concorso nazionale d'arte ceramica "Carlantonio Grue" di Castelli, presieduto da Leonardo Leoncillo.

Nel 1970 è premiato alla “Mostra internazionale della ceramica” di Gualdo Tadino, ottenendo poi il I° premio nell’edizione del 1978 ed in quella del 1982;

Nel 1978 ottiene il I° premio della pontificia Mostra di arte sacra - Avezzano (L'Aquila), Commissione di arte sacra del Vaticano presieduta da Mons. Giovanni Fallani

Nel 1999 ottiene 1°premio a Budapest, performance nella cittadella di Buda

Nel 2004 ottiene il Premio "Teofilo Patini" della Regione Abruzzo e il Premio "Treccani" a Montichiari (BS)

Mostre Personali ed esposizioni internazionali

1971, Mostra personale presso la galleria "Ragnatela" di Osimo (Ancona).

1975, Mostra collettiva nell'ambito delle "Giornate di cultura italiana" - Mosca.

Nel 1981 partecipa alla collettiva "Rifugio Gualdo" di Sesto Fiorentino, con Cipolla, Galassi, Zauli e Mariani.

Nel 1983 partecipa alla Collettiva di scultura in ceramica-Monte S. Savino di Arezzo.

1987: Mostra con Ernesto Treccani per la nuova sede della C.N.A. di Teramo.

1987: Mostra a Castelli in via Concezio Rosa di Nino Di Simone ed Ernesto Treccani

1989: Personale alla Galleria Cortina a Milano, con la presentazione di Romolo Liberale.

Nel 1999 espone con una Mostra personale da marzo a novembre a New York, presso la Fordham University, Lincoln Center-New York.

Nel 2002 espone alla Mostra ALITALlA per l'Arte presso la sala CLUB FRECCIA ALATA Aeroporto Milano Malpensa

Nel 2003 è di nuovo a New York per una personale organizzata dall'Istituto Italiano di cultura

Dal 2017 le sue opere sono esposte alla Mostra Nino e Giantommaso Di Simone 3.0 - via Concezio Rosa - Castelli (TE)

Opere

1979 - realizzazione di una cartella di acqueforti dal titolo "Quo vadis homo?", che, con presentazione di Alceste Santini, viene illustrata a Roma da Antonello Trombadori presso la libreria "Croce".

1982 - Monumento in memoria di “Piergiorgio De Paulis” – Castelli (TE).

1983 - Realizzazione di 4 grandi sculture per il frontale del Municipio di Ortucchio (L'Aquila).

1987 -  Realizzazione della "Fontana dei cinque continenti".

Tra il 1990 e il 1994 - Realizzazione di sette fontane ornamentali.

1994: Decorazione interno ed esterno della Chiesa di S. Domenico Savio Terracina (Latina).

Tra il 1995 e il 1996 – Realizzazione di 2 pale d'altare raffiguranti S. Pietro Chanel e S. Francesca Cabrini per la Chiesa di S. Francesca Cabrini (protettrice degli emigranti) in Roma.

1996 - Realizzazione di una fontana monumentale per il Santuario di S. Gabriele dell’Addolorata- Isola del Gran Sasso (Teramo).

1996-97 - Realizzazione di una "Via Crucis" monumentale in Eagle Park per la chiesa di St. Augustine, Ossining, a New York.

1998 - Realizzazione di sculture per la chiesa di Lady of Pity, Staten Island a New York -

1999 - Realizzazione di un monumento in bronzo ai caduti in guerra a Castellalto, Teramo.

1999 - Realizzazione di un monumento ai caduti in guerra, Canistro, (L’Aquila).

2000 - Realizzazione del Gruppo statuario “Via Lucis” Abbazia di Monte Santo, Civitella del Tronto, Teramo

2006 - Realizzazione di una monumentale Via Crucis presso il santuario sì San Gabriele – Isola del Gran Sasso (TE)

2006 - Riceve l’incarico dalla regione Abruzzo per la realizzazione di due grandi altorilievi per la nuova sede del Consiglio Regionale.

2006 - Realizza un monumentale Cenacolo presso la chiesa Santa Croce di Antrosano - Avezzano (AQ)

2006 -  Realizzazione dell'intero arredo liturgico della chiesa di San Gabriele a Colleparco - Teramo.

2007 - Realizzazione di due monumentali altorilievi collocati nel presbiterio del nuovo Santuario di San Gabriele – Isola del Gran Sasso (TE).

2007 - Realizzazione di grandi lunette in altorilievo per la Chiesa della Santissima Annunziata a Teramo

2007 -  Realizzazione di un monumentale battistero, del tabernacolo ed altri arredi Sacri. Chiesa di Santa Maria degli Angeli di Termoli

2008 - Realizza l’arredo liturgico della Chiesa dell’immacolata Concezione ad Alba Adriatica (TE).

2012: Realizzazione del tabernacolo nella Chiesa di San Bernardino a L’Aquila.

2014: Realizzazione dell’arredo liturgico presso la Chiesa dedicata a Madre Teresa di Calcutta – Roseto degli Abruzzi – (TE).

2016: Realizzazione dell’arredo liturgico nella Chiesa di San Francesco a Garrufo di Sant’Omero (TE).

 

RIPRENDONO I LAVORI

Atessa, 22 ottobre 2019 -

Sono ripresi gli interventi di sistemazione e riasfaltatura di alcuni tratti della viabilità comunale di Atessa. “È da tanti anni - dice il sindaco, Giulio Borrelli - che queste strade non venivano sottoposte a manutenzioni straordinarie e a rifacimenti”.

I lavori, per complessivi 400 mila euro (300 mila di fondi comunali derivanti dalle entrate vendita Sangro Servizi e 100 mila di finanziamento statale) sono stati decisi dall'attuale Giunta per alleviare, almeno in parte, i disagi che la popolazione vive da molto tempo a causa delle mancate manutenzioni. In questi giorni sono stati oggetto di intervento i tratti più disastrati e malmessi di Castelluccio, Riguardata Scalella e Pili-Rocconi. In precedenza i lavori hanno riguardato Via degli Orti, via del Tratturo, tratto Collepietre-Castelluccio, Via della Mucceria, due sottopassi e canaline di scolo scorrimento veloce, Via della Bonifica, via Forca di Lupo. Sono diversi i tratti di arterie che hanno riacquistato funzionalità e decoro. L'amministrazione comunale sta anche sollecitando la Provincia a intervenire sulle strade di propria competenza.

I problemi più evidenti, come spiegano i tecnici comunali, riguardano “fessurazioni ampiamente diffuse, sgranamento della superficie, perdita di malta bituminosa per usura e vetustà, distacco del manto in placche ampie ed irregolari, formazione di buche, anche per sfondamento dell’intera massicciata stradale, avvallamenti, anche profondi, e disconnessioni per cedimenti franosi”.

 

L'ORO VERDE DELLE COLLINE TEATINA

Abruzzo, 20 ottobre 2019 -

Cari lettori, siamo a metà Ottobre, giungiamo ad uno degli appuntamenti annuali più attesi qui in Abruzzo. Al sud fare l’olio è un rito, una tradizione sacrosanta, perché avere l’olio in casa è prosperità, ricchezza. Nel mio primo articolo della rubrica “Abruzzo Emotions” vi parlai della raccolta delle olive, ricordate? Beh, dopo un anno torno a farlo, ma in un luogo a me particolarmente caro ed in compagnia di un espertissima “trappittara”. Siamo a Torrevecchia Teatina, presso l’oleificio “Oleum Teatino” di Nicoletta Petrongolo, in contrada Fondo Valle Alento. Entrando la prima cosa che colpisce è vedere i vari addetti della famiglia all'approvvigionamento dell’olio, contadini e non, che vigilano attentamente le loro olive e seguono passo passo tutte le operazioni: dalla pesa allo spostamento cassoni, alla lavorazione.
Sembra quasi accompagnino un familiare o parte della loro vita ad un grande appuntamento e non importa se è giorno o notte, se fa freddo o caldo. Si vedono, soprattutto gli anziani, seduti ad attendere, pazienti, e sorvegliare i contenitori in cui verrà versato l’olio, magari marchiati con un pennarello, un etichetta, a segnare la proprietà. Dopo un anno di lavoro, finalmente potranno vedere e gustare il frutto delle loro fatiche: l’olio. Mi avvicino anch'io per vederlo uscire dalla bocca del separatore, è davvero emozionante! Appena franto, con il suo colore vivo e profumo e sapore intensi. Ma qual’ è il segreto per ottenere un prodotto tanto eccellente? Mi sono chiesta, e di fronte a questa domanda la padrona di casa mi ha subito spiegato: “Sicuramente per ottenere un ottima qualità è di fondamentale importanza procedere con una molitura a freddo, sempre rispettando i limiti di legge di una Temperatura massima di 27° C , con l’accortezza che la molitura delle olive raccolte dev'esser effettuata non oltre le 24 ore; Inoltre bisogna fare un attenta selezione delle olive, sia come varietà che come qualità. Infine altrettanto importante è mantenere l’impianto sempre ben pulito.“
Aggiungerei, il tutto condito dell’amore per il proprio lavoro, per le proprie tradizioni, quello che Nicoletta trasmette a tutti e che rende quest’olio ancora più buono. Giunti al termine arrivano i rinforzi, i giovani della famiglia, figli e nipoti, per la tradizionale bruschetta post-frantoio e per caricare l’olio appena prodotto e scortarlo fino a casa, come fosse oro.

Eugenia Casamassima

 

TEATRO OFF (Limits)

Avezzano, 21 ottobre 2019 - Sarà inaugurata il 23 novembre la seconda stagione del Teatro Off (Limits), con lo spettacolo del grande ed eccentrico artista Flavio Bucci, il celebre Don Bastiano in "Il Marchese del grillo", che vanta una carriera teatrale, cinematografica e televisiva di oltre cinquant'anni. La seconda stagione del Teatro Off, si svolgerà sempre nella suggestiva location del Castello Orsini, divenuta ormai sede del teatro d’autore e indipendente.

I Direttori artistici Alessandro Martorelli e Antonio Pellegrini hanno presentato la programmazione della seconda stagione in occasione della conferenza stampa che si è svolta lo scorso 5 ottobre nella sala consiliare del Comune di Avezzano, alla presenza del Direttore artistico del teatro dei Marsi, il noto attore marsicano Lino Guanciale, del Dirigente alla cultura il dott. Massimo De Sanctis e del sub commissario al Comune di Avezzano la dott.ssa Maria Assunta Rosa. La stagione teatrale OFF va a completare ed arricchire la già rinomata e popolare stagione del teatro di prosa del Teatro dei Marsi diretta da Lino Guanciale. E’ stato infatti presentato uno speciale abbonamento combinato a prezzo scontato per chi vuole godere di tutte e due le programmazioni. Queste le parole di Antonio Pellegrini e di Alessandro Martorelli: "Ringraziamo Lino Guanciale e Massimo De Sanctis per aver creduto in questo nostro progetto e per dare ancor più lustro alla nostra stagione”, la nostra sarà una collaborazione importante e che porterà Avezzano e la cultura teatrale marsicana ad essere un punto di riferimento per l’intera regione Abruzzo”.

Fanno parte dello staff organizzativo il Fundraiser Rosario Idrofano, che si occupa di Fundraising e PR; lo staff di produzione, Enrica Di Domenico, Cati Origa e Alessandro Scafati e la “Moonlight” di Roberto Perugini che cura la parte di regia di tutti i video promozionali per web e social.  

Alla “JP EVENTS & Communication” di Iolanda Petricca è affidata la gestione della comunicazione strategica sui Social.

New entry nella squadra, la Project manager Cinzia Pace che da anni si occupa della pianificazione e gestione di eventi per la valorizzazione del territorio e del patrimonio culturale, che si occuperà della gestione organizzativa, finanziaria e strategica del progetto.

Si possono acquistare gli abbonamenti presso il punto informativo di Largo Pomilio ad Avezzano.

Di seguito sono riportati gli spettacoli in programmazione. Si tratta di spettacoli che hanno già avuto rilevanza mediatica e riconoscimenti:

Spettacoli in programma: 

In Abbonamento

-          Sabato 23 Novembre 2019        E pensare che ero partito così bene - di e con Flavio

       Bucci

-          Venerdì 13 Dicembre 2019        Richiesta di amicizia  di e con Margherita d'Onofrio

-          Venerdì 17 Gennaio 2020          La Strategia del Colibrì -  di Massimiliano Vado

-          Venerdì 14 Febbraio 2020         Cosa Beveva Janis Joplin - di Roberta Lidia De Stefano

-          Venerdì 20 Marzo 2020             Solo di Passaggio  - di Alessandro Izzo  (Spettacolo

       Vincitore del 1° Concorso  Nazionale per autori "Teatro in

       cerca d'autore" città di Avezzano)

-          Venerdì 17 Aprile 2020              Croce e Delizia Signora Mia...  - di e con Simona Marchini

-          Venerdì 15 Maggio 2020            Follia d'ufficio - di Alessandro Martorelli

Fuori Abbonamento

 

-     Data da definire                      Roba da Matti - di Vincenzo Olivieri

Costi

Abbonamento intera stagione       

€ 60,00

Abbonamento ridotto 

€ 50,00

Biglietto singola serata  

€ 10,00

Biglietto fuori abbonamento

€ 15,00

E inoltre da quest'anno ci sarà la possibilità di acquistare un abbonamento unico per la Stagione di Prosa del Teatro dei Marsi e la Stagione di Teatro Off ad un prezzo vantaggioso


Per info e contatti:

Associazione "Teatranti Tra Tanti"

Compagnia Artistica "Assioma"

3666555303

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LE DIMISSIONI DA PONTEFICE

L'Aquila, 19 ottobre 2019 - C'è sempre qualcosa di strano nella storia degli uomini. Qualcosa di inafferrabile, di incomprensibile. Ma certamente di calcolato, voluto, condiviso. L'interrogativo: “Perché il 13 dicembre di ieri e di oggi non è mai diventata una festa?” Una data rimasta nel silenzio, spesso nel più lontano dimenticatoio. In quel giorno, in quella data storica, un papa rassegnò le dimissioni. Si chiamava Celestino V. Un gesto mai accaduto, se non alcune volte per gravi motivi di salute. Un gesto, quello di Celestino, profondamente rivoluzionario non solo nella storia della Chiesa, ma nella storia degli uomini. Imperatori e re dimissionari non pare ce ne siano stati. Le dimissioni non sono mai passate come gesto di esempio e di coerenza, ma espressione di pavidità e di fuga dalle responsabilità.

Le dimissioni di Papa Celestino V furono e sono rimaste come denuncia, attacco ad un potere che aveva ben poco di evangelico. Ad un regime ed un sistema lontani dalla vita eremitica che Pietro del Morrone aveva condotto fino alla incoronazione papale. Le dimissioni sono il frutto d'una consapevolezza interiore che nega il potere come tale, rinunciandovi e ritenendolo ostacolo alla salvezza. Lo afferma espressamente: «Io Papa Celestino V, spinto da legittime ragioni, per bisogno di umiltà, di perfezionamento morale e per obbligo di coscienza, per debolezza del corpo, difetto di dottrina e la cattiveria del mondo, al fine di recuperare la pace e le consolazioni della vita di prima, abbandono liberamente e spontaneamente il Pontificato e rinuncio espressamente al trono, alla dignità, all'onere e all'onore che esso comporta».

E lo conferma il successore, Bonifacio VIII, nella Bolla “Olim Celestinus” dell’8 aprile 1295: «incalzandolo la coscienza, puramente ed assolutamente rinunciò al papato». Rinunciava ad un tipo di papato che Bonifacio desiderava ed aveva ottenuto. E rinunciava non “per viltade” come sembra accusarlo Dante Alighieri: “vidi e conobbi l’ombra di colui / che fece per viltade il gran rifiuto”. Sono i versi più famosi della Divina Commedia, riguardanti Celestino V. Resta il fatto che Dante parli di “ombra”, anche se allora facilmente individuabile. La motivazione dell’attacco di Dante, sempre che si riferisca a Celestino, sembra avere valore politico personale. Così scrivono Bianca Garavelli e Maria Corti: “È possibile, anzi plausibile che Dante si accanisse contro l’eremita molisano perché con la sua rinuncia al papato permise indirettamente l’ascesa del Caetani, spietato fautore del potere temporale del papato, esponente di un modo secondo Dante eccessivamente politico e aggressivo di interpretare il ruolo della Chiesa, e suo nemico personale”.

 

Un altro grande poeta del medioevo italiano, Francesco Petrarca, nato otto anni dopo la morte di Celestino V, nel “De vita solitaria” esclama “Oh fossi vissuto con lui!” e dichiara: “Persone che lo videro mi raccontarono che fuggì, con tanto giubilo, mostrando tali segni di letizia negli occhi e nella fronte quando si allontanò dal concistoro, libero di sé, come se avesse liberato il collo non da un peso lieve, ma da crudeli mannaie, tanto che gli sfolgorava in viso qualche cosa d’angelico”. Sono parole meravigliose, quando ormai Celestino è diventato un mito, un modello di papa santo. “La sua santità - scrisse nel Trecento Giovanni Villani - era stata proclamata ancor prima che egli morisse”. E Paolo Golinelli, nella biografia dal titolo “Il papa contadino”, scrive: “Mentre Bonifacio cercava di consolidare il suo potere, Celestino si era già guadagnato la palma del martirio e l’onore degli altari presso il popolo”.

La fuga dal palazzo reale di Napoli, dove si trovava relegato come pontefice, anche se in una povera capanna costruita appositamente per lui, era la riconquista della libertà contro l'ipocrisia e la contraddizione. Un cristiano/papa non poteva vivere tra le ricchezze d'un re, accumulate frodando e impoverendo il suo popolo. Più che rinuncia, perché all'inizio aveva accettato, in Celestino si evidenzia il netto rifiuto della carica, del ruolo del papa, in quelle condizioni di servo dei potenti. Lo stretto rapporto con Carlo ll d'Angiò che lo schiacciava col suo potere regale e che muoveva tutti i fili del pontificato era una evidente ingiustizia che subiva e una colpa che lo affliggeva.


La vita di Celestino V è stata una continua “conversione” (metànoia). Ne è testimonianza la stessa proclamazione della Perdonanza, all’atto della sua incoronazione a L’Aquila il 29 agosto 1294 nella Basilica di Collemaggio. E l’istituzione della Perdonanza celestiniana – il primo giubileo della cristianità – con la Bolla “Inter sanctorum solemnia” del seguente 29 settembre, non è un normale anno giubilare, come quello proposto nel 1300 dal successore Bonifacio VIII. È una frattura. Un diaframma che infrange il ritmo del tempo, la routine della vita. Con il rito della Perdonanza Celestino intendeva proporre alla Cristianità Universale lo stile di vita evangelica: la conversione interiore. Era la realizzazione dell’Amore per Dio e per gli uomini, che fra Pietro aveva imparato e vissuto durante la sua permanenza sul Morrone, a contatto con la natura, con la gente semplice e povera di quei luoghi impervi d’Abruzzo.

Il concetto di Perdono, direttamente connesso alla incoronazione papale, appare come una confessione pubblica di fallibilità e di indulgenza, di fiducia e di debolezza. Un atto di umiltà che Bonifacio VIII revoca con estremo rigore mediante la Bolla “Sicut plurimorum assertio” del 18 agosto 1295, perché in antitesi con la sua visione del potere papale, ma che non riuscirà ad annullare, perché mai il Primo Magistrato aquilano – il sindaco dell’epoca –, cui Celestino aveva consegnato un originale della Bolla, la restituì. Da 725 anni il prezioso documento è custodito nel forziere della Cappella della Torre civica e proprio il suo possesso ha consentito per oltre sette secoli che sia proprio l’autorità civile, e non quella religiosa, ad indire annualmente questo speciale Giubileo di un giorno che concede l’indulgenza plenaria a chiunque, sinceramente pentito e confessato, varchi la porta della Basilica di Collemaggio dai Vespri del 28 agosto a quelli del giorno immediatamente successivo.

Dopo l'incoronazione, Papa Celestino V e il Re Carlo II d’Angiò partono per Napoli e vi arrivano il 5 novembre, accolti da una massa di napoletani entusiasti. I 107 giorni, dal 29 agosto al 13 dicembre 1294, rappresentano il tempo di riflessione, di sofferenza, di espiazione per aver accettato la nomina a pontefice. Un tempo trascorso nel ricordare i luoghi del suo eremitaggio. Desiderio che cercherà di realizzare in tutti i modi, chiedendo direttamente al nuovo papa di tornare all’eremo di S. Onofrio. Richiesta che Bonifacio nega, dicendogli: “Non voglio che tu torni all’eremo, ma voglio che mi segua in Campania”, come riferisce Tommaso da Sulmona. Ma, al seguito di Bonifacio, giunti al convento di Piedimonte San Germano, la piccola Montecassino, confida la sua idea di fuggire ad un sacerdote amico, che gli mette a disposizione una bestia da soma e può così raggiungere il Morrone.

La gente di Sulmona, appresa la notizia, sale a salutarlo. Rimane sul Morrone alcuni mesi, nella primavera del 1295. Sarà il periodo delle sue fughe quotidiane per evitare le guardie papali che lo vanno cercando. Al disgelo, quando il Morrone e le falde della Maiella si liberano dell’alta coltre di neve, intraprende con un compagno il cammino verso il Gargano e la Foresta Umbra. Ma, braccato anche in quei luoghi, progetta di oltrepassare il mare per recarsi in Grecia, tanto che alcuni marinai di Rodi Garganico si rendono disponibili ad aiutarlo e predispongono la barca. Riescono a partire, ma vengono rigettati dal vento e dalla tempesta sulla costa, vicino a Vieste.

Bonifacio VIII non si dà pace e cerca di rintracciarlo, rivolgendosi alle autorità per farlo arrestare e condurlo da lui. È così che una delegazione con il patriarca di Gerusalemme e un priore dei Templari riesce a scovarlo e ad accompagnarlo in Campania, dove Bonifacio aveva inviato il vescovo Teodorico Ranieri che, di notte, senza che nessuno se ne accorgesse, conduce Celestino ad Anagni, al palazzo dei Caetani. Al mattino, l’incontro tra Bonifacio e Celestino. Bonifacio gli rimprovera la fuga da San Germano e di aver disobbedito. Celestino chiede perdono e implora nuovamente di poter tornare sul Morrone. Bonifacio lo trattiene ad Anagni per due mesi. Parecchi cardinali erano del parere di lasciarlo in pace, ma Bonifacio aveva trovato la soluzione: rinchiuderlo in una cella del castello di Fumone. Vi rimane dall’estate 1295 al 19 maggio 1296. Il giorno della sua morte.

La figura di Pier da Morrone/Celestino V è indubbiamente, a tutt’oggi, un enigma. “Una figura lontana, diversa, per certi aspetti incomprensibile” la definisce Paolo Golinelli.  Un “povero cristiano”, per dirla con lo scrittore abruzzese Ignazio Silone, autore del dramma “L’avventura d’un povero cristiano”, in cui focalizza il conflitto tra istituzione e profezia, lettera e spirito. Silone, umilmente e quasi sotto voce, cerca di rintracciare la via maestra, segnata da Celestino, per costruire un mondo di pace e di fratellanza, concludendo: «A ben riflettere e proprio per tutto dire, rimane il “Pater noster”». L'esempio di Celestino è stato seguito, dopo oltre sette secoli, da Benedetto XVI, che annuncia le dimissioni l’11 febbraio 2013, stabilendo che la sede pontificia diventi vacante dalle ore 20.00 del 28 febbraio 2013. Anche le sue dimissioni evidenziano la debolezza d’una persona di 86 anni ed una inconfessata denuncia della burocrazia vaticana, causa di uno spiacevole isolamento nello svolgimento dell’attività pastorale di pontefice. Dimissioni che aprono nuove vie.

Proprio parlando di Celestino V, nella visita pastorale del 4 luglio 2010 a Sulmona, nell’800° anniversario della nascita di Pietro Angelerio del Morrone, Papa Benedetto XVI tra l’altro affermava: «[…] San Pietro Celestino, pur conducendo vita eremitica, non era “chiuso in se stesso”, ma era preso dalla passione di portare la buona notizia del Vangelo ai fratelli. E il segreto della sua fecondità pastorale stava proprio nel “rimanere” con il Signore, nella preghiera, come ci è stato ricordato anche nel brano evangelico odierno: il primo imperativo è sempre quello di pregare il Signore della messe. Ed è solo dopo questo invito che Gesù definisce alcuni impegni essenziali dei discepoli: l’annuncio sereno, chiaro e coraggioso del messaggio evangelico - anche nei momenti di persecuzione – senza cedere né al fascino della moda, né a quello della violenza o dell’imposizione; il distacco dalle preoccupazioni per le cose – il denaro e il vestito – confidando nella Provvidenza del Padre; l’attenzione e cura in particolare verso i malati nel corpo e nello spirito. Queste furono anche le caratteristiche del breve e sofferto pontificato di Celestino V e queste sono le caratteristiche dell’attività missionaria della Chiesa in ogni epoca. […]».

E ancora Papa Benedetto a Sulmona: «[…] Tutto questo non distoglie dalla vita, ma aiuta invece ad essere veramente se stessi in ogni ambiente, fedeli alla voce di Dio che parla alla coscienza, liberi dai condizionamenti del momento! Così fu per san Celestino V: egli seppe agire secondo coscienza in obbedienza a Dio, e perciò senza paura e con grande coraggio, anche nei momenti difficili, come quelli legati al suo breve Pontificato, non temendo di perdere la propria dignità, ma sapendo che questa consiste nell’essere nella verità. E il garante della verità è Dio. […]». Un anno prima, il 28 aprile 2009 a L’Aquila, visitando la Basilica di Collemaggio devastata dal sisma, Papa Benedetto XVI si era raccolto davanti all’urna con le spoglie di san Celestino V, rimasta intatta nel mausoleo quasi per miracolo salvo dalle copiose macerie d’intorno, e vi aveva deposto con un gesto di umiltà e d’intenso raccoglimento il suo Pallio di pontefice. Un gesto fortemente simbolico davanti al suo predecessore, quasi profetico per quel che egli stesso avrebbe compiuto tre anni dopo, con le sue dimissioni.

Per questo il successore, col nome significativo di Francesco, eletto il 13 marzo 2013, ha preferito vivere in una normale dimora, la casa di Santa Marta, a testimonianza di stile e di esempio di vita. Non sappiamo se la data della sua ordinazione sacerdotale, il 13 dicembre 1969, abbia riferimenti con la data delle dimissioni di Celestino V, ma certamente appare non casuale e piuttosto provvidenziale a motivo dell'incontro inimmaginabile tra un pontefice che lascia il potere ed uno che lo accoglie. Papa Francesco, con l’età di 83 anni, non sembra preoccuparsi per motivi di salute, ma potrebbe anch’egli raggiungere gli 86 anni e rassegnare le dimissioni. Cosa assolutamente possibile, anche se non augurabile.

Resta sempre, latente, il desiderio di quel “Papa Angelicoal quale sarà data piena libertà per rinnovare la religione cristiana e per predicare il Verbo di Dio”, secondo le parole di Gioacchino da Fiore, applicate allora a Celestino V. È oggi più che evidente lo sforzo di Papa Francesco nel rinnovare la Chiesa, nonostante le critiche dei conservatori e, talvolta, la mancanza di adesione convinta da parte dei collaboratori più stretti. Purtroppo negli episcòpi, spesso antiche e artistiche costruzioni con numerose stanze decorate, i vescovi vi dimorano come gentiluomini e burocrati. Lontani dagli eremi dove viveva e amava vivere Celestino. E, paradossalmente, lontani da quel popolo di Dio che sono chiamati a servire.

Paolo VI, nel post Concilio, aveva ordinato ai vescovi di rassegnare le dimissioni all'età di 75 anni, con il Motu Proprio “Ecclesiae Sanctae” del 6 agosto 1966.  Una normativa che lo aveva angosciato, perché avrebbe dovuto valere anche per il papa. Si recò al castello di Fumone, il 1° settembre di quell’anno, in visita alla cella dove era morto Celestino, per pregare e avere ispirazione sul tema delle dimissioni. Addirittura si parlò di sue dimissioni e di un eventuale eremitaggio sul Morrone, sulle orme di Celestino. In quella occasione Papa Paolo VI tra l’altro disse: «[…] Ed ecco rifulgere la santità sulle manchevolezze umane: il Papa (Celestino V, ndr), come per dovere aveva accettato il Pontificato supremo, così, per dovere, vi rinuncia; non per viltà, come Dante scrisse - se le sue parole si riferiscono veramente a Celestino - ma per eroismo di virtù, per sentimento di dovere. E morì qui, segregato, perché altri non potesse profittare ancora della sua semplicità ed umiltà, e la morte non fu per lui la fine, ma il principio della gloria, oltre che nel paradiso, anche sulla terra. […]». Le disposizioni che obbligano i vescovi a rassegnare le dimissioni all’età di 75 anni sono state recentemente ribadite anche da Papa Francesco. La regola delle dimissioni apre una strada nuova, meravigliosa, non solo per la Chiesa, ma per l'umanità. È la strada della critica al potere che deve trasformarsi in servizio. Una critica che assume i caratteri dell’auto-critica.

Celestino, dunque, non è imprigionabile nelle stanze del potere, di ogni potere, anche di quello ecclesiastico, simboleggiato dalla tiara, il copricapo che con Bonifacio VIII diventerà “triregno”, a significare il potere temporale del papato. Questo simbolo venne eliminato da Paolo VI e venduto per ricavarne denaro da destinare ai popoli del Terzo Mondo. La salma di Celestino, lasciata prima a Ferentino, da alcuni monaci Celestini fu proditoriamente trafugata nel 1327 e traslate a L’Aquila. Nel frattempo c’era stata la prima canonizzazione di san Pietro del Morrone, come confessore, avvenuta nel 1313 ad opera di Clemente V ad Avignone, dove lo stesso pontefice aveva trasferito la sede apostolica. Bisogna attendere il 1668 per la seconda canonizzazione come pontefice, diventando così san Pietro Celestino. Oggi le spoglie di Celestino V sono custodite nella Basilica di Collemaggio, nello cinquecentesco mausoleo realizzato dallo scultore Girolamo da Vicenza, raccolte in un’urna di cristallo e argento sbalzato. Probabilmente Celestino non immaginava né voleva che le sue spoglie mortali fossero rivestite dei paramenti pontificali, esposte alla venerazione dei fedeli. Più verosimilmente avrebbe preferito indossare, da morto, il saio della povertà e rimanere nella grotta del Morrone, col suo stile di vita umile e modesto.

A livello di analisi esegetica, c’è un concetto semplice e profondo, eloquente e terribile, esposto in poche parole nella lettera di San Paolo ai Filippesi: “Cristo Gesù, pur essendo di natura divina non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio, ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo”(2,6-8). È la “kénosi”, parola derivante dal verbo greco “ekénosen”, che significa appunto “spogliarsi, svuotarsi, privarsi”. Forse nessun passo della Scrittura è così sconvolgente come questo. In poche parole viene focalizzata la figura di Cristo-Dio, nella sua eccezionalità: rinuncia all’ “onnipotenza” divina e scelta della “debolezza” umana. Su questa via, segnata dal sangue del Fondatore, si sono incamminati tutti coloro che, come Celestino, hanno lasciato un’orma indelebile nella storia e tutti coloro che oggi ne incarnano la vita.  

 

 

L’HOMO VIATOR

Chieti, 18 ottobre 2019 - Questo pomeriggio alle ore 16.30 presso il Museo Barbella le Associazioni culturali ArteMind di Chieti e Lab-oratorio per la ricostruzione di Antiochia in Morignano di Ascoli Piceno promuovono il Convegno sulle tematiche: L’Homo viator: Storia, documenti, percorsi tra Marche e Abruzzo.

Saranno presenti l’Ass. alla cultura del Comune di Chieti, Avv. Antonio Viola, l’Ass. alla Cultura del Comune di Ascoli Piceno Donatella Ferretti, la prof.ssa Angela Rossi, che parlerà delle vie micaeliche nei tratturi e oltre, il Mons. Don Antonello Lazzerini, Cappellano Provinciale della Polizia di Stato di Ancona, che si soffermerà sulla presenza della Confraternita della Santissima Trinità a Chieti e in Abruzzo con uno sguardo sui santuari micaelici, la dott.ssa M.Gioia Sforza di Monte Sant’Angelo(FG), Presidente dell’Associazione Le vie di San Michele, e di Italia Nostra e della Sezione Gargano Terre dell’Angelo, che tratterà delle vie micaeliche di ieri e di oggi, la dott.ssa Laura Ciotti, Direttore dell’Archivio di Stato di Ascoli Piceno, che esaminerà i pellegrinaggi nelle fonti notarili ascolane, Luigi Girolami, ricercatore storico ascolano, che offrirà un contributo sulla storia dei cammini penitenziali tra Marche e Abruzzo, analizzando anche gli ospedali dei pellegrini nei percorsi storici dal Tordino al Tronto.

Ospiti d’onore saranno Renato Parlato, Presidente dell’Associazione Cavalieri di San Rocco di Roma, Luigi Fuschetto, Priore d’Italia dell’Ass. Internazionale Templari, Vittoria Carnatiu, Priore d’Italia, Marco Cocozza, Priore dell’Abruzzo e Campania. Conferiranno sulla figura di San Rocco, il pellegrino di Montpellier, e la Missione dei Cavalieri di San Rocco oggi. Modera il Convegno il critico d’arte e letterario, nonché docente universitario, il Prof. Massimo Pasqualone.

L’obiettivo di questo incontro culturale è di promuovere il turismo religioso tra Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, ripercorrendo le vie dei pellegrini, che trovavano ristoro negli hospitalia abruzzesi. La via Francigena, le vie Romee, i percorsi aprutini, i tratturi mettevano in collegamento i santuari più conosciuti d’Italia e di Europa come San. Giacomo di Compostela, San Michele di Monte Sant’Angelo al Gargano, Sant’Antonio di Padova, Santa Maria di Loreto, San Nicola di Bari, Santa Maria degli Angeli di Assisi, San Leonardo di Siponto, le basiliche dei Santi Pietro e Paolo e la Terra Santa. Gli Ordini Religiosi e Cavalieri, le Corporazioni, le Confraternite, i cui principi ispiratori erano la solidarietà, la carità, la condivisione, tipici della Regola Benedettina, diedero un forte impulso all’attività di ospitalità. Monasteri, santuari, Conventi, ospedali furono i luoghi di accoglienza dei pellegrini, che attraversavano tutta l’Europa e l’Italia nel Medioevo, delineando quelli che sono appunto i Cammini penitenziali.

Il 16 agosto del 1548, giorno dedicato a San Rocco, il pellegrino di Montepellier, San Filippo Neri fondò a Roma l’Arciconfraternita della Santissima Trinità dei Pellegrini per l’accoglienza di coloro che si recavano a Roma. E a Chieti, dove esisteva la Congrega chiamata Compagnia di Santa Maria della Civitella con sede nella chiesa omonima, affiliata all’Arciconfraternita Santissima Trinità dei Pellegrini, l’ospedale e chiesa dei pellegrini vennero localizzate in quella che è conosciuta come Chiesa della Santissima Trinità. E a testimonianza del legame esistente tra Chieti e la Bassa Marca è la reliquia di Santa Margherita di Antiochia, presente nell’omonima chiesa in Morignano di Ascoli Piceno, attestata come Chiesa dei Viatores, donata all’Arcivescovo di Chieti Vincentius Capycius, Dei, Apostolocae Sedis Gratia Archiepiscopus, Comes Theatinus, tra il 1703 e il 1722.

 

IL CARDINAL BAGNASCO A TERAMO

Teramo, 17 ottobre 2019 - Un unico evento intitolato “Protagonisti nella storia”, proprio come la Lettera pastorale recentemente consegnata dal Vescovo Lorenzo Leuzzi alla comunità diocesana, racchiuderà questa sera, alle ore 20.30 nel Duomo di Teramo, due importanti momenti dell’anno pastorale della Diocesi di Teramo-Atri: l’inaugurazione dell’anno accademico 2019/2020 del Centro per la Teologia “San Paolo VI” e il Mandato Missionario agli Operatori Pastorali.

 

IMPRESA IN ACCADEMIA 2019

Pescara, 16 ottobre 2019 -  È stata presentata ieri l’etichetta ad edizione limitata non commerciale “Tacco Rosso”, realizzata per la Cantina Zaccagnini dalla studentessa dell’Università “G. D’Annunzio” Chieti Pescara, Lucia Borghesi. Nell’etichetta è raffigurata una donna, che come il vino suscita passione, seduzione, sensualità ed eleganza. Come “omaggio” alla famiglia Zaccagnini e alla cantina, la donna rappresentata indossa lo stesso cappello che amava indossare il nonno di Gianluca Zaccagnini- nonché oggetto predominante della dedica da parte dell’affezionato artista Joseph Beuys alla famiglia. Infine, la “scarpa rossa” è il simbolo della lotta contro la violenza sulle donne.

Gianluca Zaccagnini, Responsabile marketing di Cantina Zaccagnini, in un video messaggio ha sottolineato l’importante traguardo che Impresa In Accademia 2019 continua a raggiungere negli anni rafforzando la sinergia di virtuosa collaborazione tra il mondo della formazione e quello delle imprese. “Si tratta di un percorso formativo ideato ed attuato dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Chieti Pescara da 9 anni - dice il Presidente del Gruppo, Federico De Cesare - che intende fornire allo studente gli strumenti utili nella conoscenza delle proprie potenzialità e competenze nella definizione del proprio percorso di crescita e di realizzazione professionale e personale”.

Oltre 300 studenti, 15 aziende partner, 12 laboratori e workshops attivati in Università, in Confindustria e presso le Aziende, per un totale di 60 ore di formazione gratuite. Rispetto alle precedenti edizioni dal 2011 al 2018 si registra una significativa evoluzione: dei 300 partecipanti ai workshop, 20 studenti hanno superato le selezioni e svolto l’intero percorso di workshop e laboratori, 9 gli stage trimestrali attivati presso le aziende, COBO SUD - divisione CIAM S.p.A., Cristiano Fino, DECO SpA, Life Learning, PND Coaching, Talentraining Abruzzo srl, Top Solutions.

Florio Corneli, Presidente di FEDERMANAGER Abruzzo e Molise e Elisa Maiolo, Presidente dell’Associazione CREALAVOROGIOVANI assegnano il primo premio: un percorso di coaching di 6 incontri alle studentesse di Economia Aziendale, Lucia Borghesi e Maria Giulia Crecchia, che hanno svolto lo stage presso la TOP Solutions, sotto la guida di Alessandro Addari. Quest’ultimo ha evidenziato l’impegno che le vincitrici hanno messo nel portare a termine il percorso, proponendo dopo un’attenta analisi di marketing un miglioramento delle strategie di comunicazione dell’azienda anche attraverso i social.

Al secondo posto è risultato il progetto di Asja Giammarino, che ha svolto lo stage in PND Coaching ed ha approfondito la teoria della mindfulness. Al terzo posto lo studente Francesco Di Rosa che ha svolto lo stage presso COBO SUD Divisione CIAM ed ha approfondito il tema degli intangibles. Questi ultimi hanno ricevuto in premio due borse di studio – a copertura totale – per la frequenza di un corso di specializzazione in “Export Management & International Marketing 2.0”, promosso da Top Solutions di Alessandro Addari. Quest’ultimo ha evidenziato l’importanza dell’internazionalizzazione e delle reti di impresa per lo sviluppo delle aziende locali sui mercati esteri. Durante la conferenza è stato descritto il valore aggiunto della selezione che il partner Randstad ha realizzato nell’individuare i partecipanti al percorso ed i successivi finalisti. “Lo dimostra – dice Luciana La Verghetta, Sales Manager Randstad HR Solutions – il fatto che i finalisti delle precedenti nove edizioni di Impresa IN Accademia hanno tutti trovato occupazione o ricevuto una offerta lavorativa a tre mesi dalla conclusione del progetto nelle aziende ospitanti o in imprese concorrenti”.

Le conclusioni affidate al Direttore Generale di Confindustria Chieti Pescara, Luigi Di Giosaffatte, il quale ha ricordato l’impegno e l’attenzione che Confindustria da molti anni dedica ai temi dell’Education e della formazione delle nuove generazioni. Gli imprenditori sono ormai sempre più protagonisti nella vita delle scuole e delle università. Hanno un ruolo sociale che si traduce in una vera e propria responsabilità educativa. “L’economia oggi – dice il Direttore Generale Luigi Di Giosaffatte - è fondata sulla conoscenza e l’informazione dove il sapere è un fattore di produzione economica ed opportunità di crescita sociale. Education oggi non significa solo formazione, scuola e università. Significa anche sviluppo industriale, crescita, innovazione. In una parola: FUTURO”.

“Nella nona edizione di Impresa IN Accademia – dice il Direttore Generale di Confindustria Chieti Pescara – ancora una volta ha prevalso il merito, un valore che Confindustria riconosce ai giovani che in un contesto così difficile continuano a studiare ed a credere nel futuro. Per la prima volta sono stati assegnati due riconoscimenti a due studentesse, Liviana Curti e Domiziana Mazzella che seppur non vincitrici di questa edizione si sono distinte per tenacia, determinazione e maturità”. Sono intervenuti altresì la prof.ssa Michela Venditti per il Dipartimento di Economia Aziendale e la Prof.ssa Lara Tarquinio per il Dipartimento di Economia. Entrambe hanno evidenziato l’importanza del sodalizio tra mondo dell’Università e mondo delle imprese.

 

LA CAPRA TERAMANA

Assergi, 15 ottobre 2019 - “Tutela della Biodiversità, tutela del territorio e conservazione delle buone pratiche agro-silvo- pastorali da sempre presenti e con sapienza conservate dalla Comunità identitaria del Parco, possono e devono utilmente coesistere rappresentando il punto di sintesi migliore della funzione storica di un Parco” con queste parole, il Presidente del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Avv. Tommaso Navarra, illustra l’avvio del progetto “Capra teramana: nuove opportunità da un’antica razza autoctona”.

L’iniziativa muove proprio su questo assunto, con l’intento di creare una positiva sinergia tra obiettivi di salvaguardia e possibilità di diversificazione del reddito da parte degli operatori. Nel settore zootecnico si è assistito, nel tempo, ad una progressiva riduzione delle razze autoctone allevate, che hanno portato a vere e proprie situazioni di emergenza, tali da generare anche la possibile scomparsa di un patrimonio genetico, frutto di secolare e sapiente attività agro-zootecnica. Il progetto, dunque, punta a valorizzare ed incrementare numericamente questa particolare razza, tipica della zone appenniniche della provincia di Teramo e, contestualmente, prevede uno studio dedicato alle caratteristiche dei prodotti da essa ottenibili, in modo da rendere l’allevamento economicamente sostenibile.

Prestigioso partner del progetto è l’Università di Teramo – Facoltà di Bioscienze, forte della sua esperienza nel campo delle produzioni di qualità. Gli allevatori giunti in posizione utile in graduatoria, a seguito di Avviso di manifestazione di interesse pubblicato dall'Ente Parco, seguiti dai tecnici dell’Area protetta e dai ricercatori dell’Università, si prefiggono, quindi, l’ambizioso obiettivo di dimostrare quanto le produzioni di qualità derivate da questa antica razza, consentano di soddisfare sia le esigenze di mercato che di conservazione della biodiversità zootecnica.  Come per tutti i tipi genetici autoctoni, anche la Capra teramana deposita il suo futuro in mano alle Comunità identitarie del Parco, nell'ambito di una società sempre più attenta e legata alla tipicità e alle caratteristiche storico-culturali del territorio.

Tre allevatori del teramano si occuperanno ognuno di incrementare di 40 capi la consistenza di capre teramane. L’Ente Parco mette a disposizione:

·  FFino a € 15.000,00 da destinare all'acquisto di capre teramane;

·€ 5.000,00 da destinare all'Università di Teramo per lo studio e le analisi chimico-fisiche dei prodotti derivati dalla capra teramana - latte e carne - e per la verifica all'appartenenza alla razza dei nuovi capi acquistati tramite controllo genetico e misurazioni biometriche. Si auspica un effetto volano, con un potenziale incremento del numero di allevatori interessati.

 

L’EDUCAZIONE AGROALIMENTARE

Scerni, 14 ottobre 2019 - Un convegno per festeggiare la Giornata mondiale dell’Alimentazione e tante attività nei Laboratori. Il 16 ottobre 2019 con la Giornata mondiale dell’alimentazione verrà festeggiato il 74° anniversario della fondazione della FAO: è una delle feste principali del calendario ONU ed il tema scelto per quest’anno è di estrema attualità: “Un’alimentazione sana per un mondo #FAMEZERO”.

Oltre 150 Paesi in tutto il mondo lanceranno appelli e confermeranno il loro impegno per raggiungere l’obiettivo Fame Zero, che non significa solo sconfiggere la fame, ma anche nutrire le persone e il nostro pianeta: centinaia di eventi ed attività divulgative promuoveranno consapevolezza ed azioni a livello mondiale ed in ogni settore affinché tutti abbiano accesso ad una nutrizione sana e sostenibile.

È un’occasione di riflessione anche sul modello di alimentazione affermatosi a seguito della globalizzazione, dell’urbanizzazione e dell’aumento del reddito: siamo passati

-            da un’alimentazione di stagione, basata soprattutto su verdura e prodotti ricchi di fibre, a diete energetiche ad elevato contenuto di amidi raffinati, zucchero, grassi, sale, prodotti trasformati, carne ed altri alimenti di origine animale;

-            da una cucina casalinga a cibo da supermercati o da ristoranti da asporto, fast food e street food.

La dieta scorretta, che, combinata con una vita sedentaria ha fatto impennare i tassi di obesità, è inoltre una delle principali cause di morte in tutto il mondo per malattie non trasmissibili (MNT), tra cui patologie cardiovascolari, diabete ed alcuni tipi di cancro. In occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, l’Istituto Omnicomprensivo “Ridolfi-Zimarino” organizza un evento aperto alle scuole di ogni ordine e grado del comprensorio. Nel convegno che inizierà alle ore 10:00, dopo i saluti del Dirigente Scolastico Prof. Camillo D’Intino, che presenterà il progetto pilota “Scuola itinerante di educazione agroalimentare”, si parlerà, con il prof. Mario Di Pardo, di una sana alimentazione mediterranea a base di pane ed olio e, col prof. Silverio Pachioli, di frutta e salute e di sana agricoltura e corretta alimentazione.

Sarà possibile, prima e dopo il convegno,

-                     visitare le strutture del campus, in particolare i nuovi laboratori di Biotecnologie ed Agricoltura 4.0-5.0 (laboratorio droni) e il giardino delle piante officinali;

-                     partecipare ad attività laboratoriali di Biologia e Chimica;

-                     assistere ai processi di vinificazione presso la Cantina dell’annessa azienda agraria.

Al termine delle attività sarà possibile partecipare ad un rinfresco a base di pane, olio e confetture di frutta.