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PRESIDIO H24 STAZIONI AUTOSTRADALI.

In aggiunta ai continui aumenti dei pedaggi autostradali, ora anche il mancato presidio dei caselli autostradali nella fascia oraria notturna (22:00 - 6:00) in alcune Stazioni della rete A24 - A25 ed in particolare in quelle di Tagliacozzo, Pescina, Assergi e Cocullo. Ciò vuol dire che in presenza di un qualsiasi malfunzionamento del sistema di esazione automatica del pedaggio autostradale o in qualsiasi altra situazione di difficoltà, l’utente non avrà a disposizione dell’assistenza immediata da parte del personale incaricato. Quanto sta accadendo è davvero inaccettabile poiché costituisce una limitazione del servizio offerto, oltre a destare serie preoccupazioni in relazione alle possibili ricadute negative sul piano occupazionale se tale modello dovesse estendersi su ampia scala. Nei prossimi giorni, sentiti i Sindaci dei territori interessati, invierò una nota alla Direzione generale per la vigilanza sulle concessioni autostradali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per chiedere se questa decisione assunta da Strada dei Parchi è compatibile con le norme di convenzione concessorie.

Maurizio Di Nicola Consigliere della Regione Abruzzo

 

FORZA ITALIA A FIANCO DEI COMMERCIANTI DI CHIETI

“Ribadisco che il gruppo consiliare di forza Italia considera indispensabile tener conto del malcontento dilagante, della cittadinanza e dei commercianti per le scelte di pianificazione territoriale e commerciale della città che vengono approvate da enti sovracomunali.

Occorre restituire, alla città di Chieti ed ai suoi abitanti, speranze per un futuro migliore che contrasti le spinte arrembanti che possono causare danni irreparabili. Le preoccupazioni dello svuotamento della città di Chieti, si aggiungono e determinano le problematiche e i disagi che i commercianti vivono tutti i giorni.

La situazione che si e’ determinata impone alla politica di fare scelte di campo destinate a favorire soluzioni più razionali, che siano specificatamente protese a rivitalizzare il centro storico, come anche le zone commerciali delle normale distribuzione di Chieti, nella parte alta e bassa della città.

Per questi motivi, nel riaffermare che il gruppo consiliare di forza Italia, da me presieduto, è stato sempre contrario al nuovo progetto di Megalò due, preannuncio che una delegazione di consiglieri comunali  domani manifesterà il proprio dissenso, partecipando, al fianco dei commercianti, alla manifestazione che si svolgerà domani all’aquila davanti alla sede della commissione per la valutazione di impatto ambientale.”

Stefano Rispoli, Capogruppo Forza Italia comune di Chieti

 

LA FONDAZIONE MICHETTI

Secondo il segretario PD di Francavilla al Mare, Monica Di Battista

Una gestione poco lungimirante che ha ridotto la Fondazione Michetti e l'omonimo Premio ad un ruolo marginale nel panorama artistico regionale e nazionale, nonostante l'imponente manifestazione culturale creata nel 1947. Ho preso parte all'ultima edizione del Premio Michetti avvertendo un sentimento di disagio e insofferenza, poichè ho rilevato da parte del pubblico il desiderio di poter partecipare ad un atteso e desiderato evento culturale che, invece, si è mostrato nel suo disastroso epigono. Sotto la guida Centorame la Fondazione Michetti non ha perseguito l'obiettivo di Ente morale, ovvero iniziativa pubblica per il bene collettivo, quindi di tutti, dal momento che si è chiusa in se stessa. Inoltre ha subito passivamente, non so se per volontà o incapacità, i cambiamenti sociali e culturali della contemporaneità. In questi ultimi anni, troppi sono stati i fattori che hanno determinato una evidente assenza di progettazione adeguata alle sfide della modernità. Non c'è stata organizzazione degna di professionalità, nè individuazione delle risorse necessarie per accrescere le attività culturali, tanto meno capacità di proposte per le attività museali, didattiche e artistiche, o strategie di comunicazione, necessarie all' apertura verso l'esterno. Ciò vale sia per quanto riguarda il Premio Michetti che per quel che concerne l'ordinaria gestione delle attività della Fondazione. Il tutto nonostante i tanti solleciti dell'Amministrazione Comunale al fine di migliorare, valorizzare e potenziare la Fondazione.


Ciò è culminato con una vendita del patrimonio della Fondazione nel tentativo di pareggiare il bilancio per i debiti accumulati; vendita effettuata, tuttavia, a trattativa privata, senza la condivisione decisionale con gli Enti facenti parte della Fondazione e senza una gara ad evidenza pubblica. Svendita frettolosa di 77 opered'arte, il cui valore deve essere stimato per valutare l'adeguatezza della somma incassata; svendita che ha prodotto l'impoverimento sia del patrimonio artistico della Fondazione che della città di Francavilla al Mare e di tutti gli Enti pubblici soci.

Il Partito Democratico, esprimendo la propria totale indignazione per l'accaduto, denuncia la gestione personalistica portata avanti dal Presidente Centorame e dal Segretario Generale D'Argento, a totale discapito di Francavilla e della cultura in generale. Riteniamo che sia giunto il momento di affidarsi a competenza e professionalità, il Premio e il Museo hanno bisogno di menti, formate e competenti, capaci di far veramente crescere dal punto di vista culturale Francavilla.

 

SENZA ONESTÀ LE IMPRESE MUOIONO

Non servono altre regole. Ance Pescara, Di Cintio: 590mila euro per riattoppare le buche di 10 strade cittadine.

Pescara, 13 marzo 2017 – Ben venga che il Comune ripara le strade, è doveroso, ma non la chiami “manutenzione straordinaria non programmabile” perché è l’esatto opposto. E le regole già esistono, non ne servono di nuove (come quelle testè redatte dal Comune) ad intricare una selva già oscura: qualcuno vuole far finta di non sapere… Allora mi spiego di nuovo.

Eh si, perché siamo al solito discorso degli appalti pubblici: il Comune non ha soldi, fa gare d’appalto sottocosto e risparmia per spendere quello che accantona su un altro capitolo. Poi, sapendo che ha strozzato l’impresa, con questa concorda una serie di scuciture sul contratto per cercare di farla rientrare nelle spese e, successivamente, non fa valere il dovere di garanzia del manufatto eseguito: al che l’impresa è tenuta per contratto e per ben 10 anni!

Figuriamoci dunque quanto sia “STRAORDINARIA” questa manutenzione e quanto sia “NON PROGRAMMABILE”: adesso, i contribuenti che hanno pagato quelle 10 strade già una volta, le pagano anche una seconda.

Guardando una buca qualunque si vede che sotto al tappeto di asfalto non ci sono gli spessori adeguati, oppure che è scomparso il bynder cioè la soletta di conglomerato bituminoso che tiene l’asfalto collegato col suolo. Un lavoro fatto a risparmio che nessuno degli attori della filiera appalto pubblico (dai direttori ai controllori della qualità) ha ritenuto di verificare per evitare che il cantiere si bloccasse e che l’interesse pubblico al raggiungimento dell’obiettivo rimanesse disatteso. Insomma tutta questa faccenda ha perseguito solo… l’interesse pubblico!!

E’ così che tirano avanti quasi tutti gli apparati pubblici.

Il problema è uno solo ma bifronte: i contratti a strozzo delle aziende e le attività poco serie che aderiscono. E’ evidente che con questo sistema le imprese serie ed oneste muoiono, A DANNO DI TUTTI.

Ora, moltiplichiamo questi 590mila euro per tutte le strade che bisogna sistemare a Pescara e viene fuori una somma che indica “quale è la strada” che prendono i miliardi che mancano nelle casse pubbliche.

Già solo per 20 strade a Pescara siamo a 5milioni e 900 mila euro: non è forse il costo di una scuola nuova adeguata sismicamente?

E’ presto detto perché per le scuole e per la prevenzione in questo Paese non ci sono i soldi.

Paolo Di Cintio

Vice Presidente Ance Pescara

 

AL sindaco del Comune di Chieti

Ill.mo Sig. Sindaco,

il ruolo istituzionale cui sono stato chiamato e la professione che esercito da tanti anni nella città in cui sono nato, formato professionalmente e dove vivo, mi impegnano ad intervenire sulla problematica sollevata dalla Consulta Clinica di Primari e Dirigenti Medici dell’Ospedale di Pescara circa la richiesta di trasferire Cardiochirurgia da Chieti a Pescara.

Ritengo fuori luogo e strettamente campanilistica la richiesta fatta dai colleghi di Pescara i quali, facendo leva su alcune criticità del nosocomio teatino quali la staticità di una parte dello stabile, l’ubicazione di alcuni reparti a conduzione universitaria e le norme attuative del Decreto Ministeriale 2 aprile 2015 n. 70 avente per oggetto il Regolamento per la  definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera (G.U. 4 giugno 2015, n. 127), cercano di favorire un vero e proprio colpo di mano ai danni della Sanità teatina.

Concordo con Lei nel ribadire che l’ospedale clinicizzato di Chieti sia stato già candidato ad essere DEA di II livello anche in virtù della presenza dell’Università “G. d’Annunzio”.

Pertanto La invito a sollecitare il Direttore Generale della Asl e l’Assessore Regionale alla Sanità affinchè mettano in atto tutte le procedure necessarie per l’attuazione di quanto previsto dal Decreto Lorenzin.

E’ anche la storia sanitaria della nostra Città che reclama un tale ruolo!

Noi uomini e donne delle Istituzioni non possiamo sottovalutare l’operato di tanti validi professionisti e illustri cattedratici che hanno costruito nel tempo una tradizione culturale e professionale nel campo sanitario cittadino, regionale e nazionale di grande valore e richiamo per tanti pazienti e operatori del settore.

Se l’ostacolo a realizzare quanto previsto dal Decreto Lorenzin per l’ospedale della nostra città è la presenza di alcuni reparti a conduzione universitaria nel nosocomio pescarese, allora è giunto il momento di riportarli a Chieti in modo tale da rendere l’offerta assistenziale e formativa più completa.

Ritengo pertanto che Lei debba intervenire anche nei confronti della nostra Università invitandola ad essere ancora protagonista in un momento così difficile.

La prego Sig. Sindaco, inoltre, di farsi portavoce dello stato di estremo disagio che deriverebbe dall’attuazione di un “progetto metropolitano”, teso a penalizzare la nostra città anche in tema di sanità.

La distribuzione demografica del territorio teatino è tale da favorire la realizzazione di un DEA di II livello che veda il Clinicizzato di Chieti come  uno degli attori principali.

Con la presente Le manifesto la mia vicinanza per tutte le iniziative che vorrà intraprendere, facendomi portavoce fin da ora di una situazione di disagio e malessere sociale che avverto nella nostra città.

Cordiali Saluti

Il Presidente del Consiglio Comunale

                                                                                    Dott. Liberato Aceto

 

LETTERA APERTA ALLA MINISTRA VALERIA FEDELI

Egr. Ministra Valeria Fedeli,

siamo i Nastrini Rossi Docenti ed appena abbiamo saputo della sua visita nella nostra splendida terra abruzzese non abbiamo potuto fare a meno di scriverle qualche parola. Sappiamo che conosce bene il motivo che ci vede uniti alle colleghe ed ai colleghi della Puglia, della Campania della Sicilia, della Basilicata e della Calabria, al sud Italia insomma, al quale noi , non solo per motivi storici, sentiamo di appartenere.

L’Abruzzo sta soffrendo e siamo convinti che la causa di questa sofferenza non possa essere cercata solo nella natura, ma vada invece analizzata nel profondo delle dinamiche e delle scelte politiche portate avanti da istituzioni e cittadini stessi.  Per questo, Ministra, continueremo a testimoniare che ciò che è accaduto agli insegnanti assunti con il piano straordinario voluto dalla L.107/15, se non troverà una soluzione, potrà avere solo una chiave di lettura: impoverire il Sud in favore del Nord. Non vogliamo abbandonare in massa  le nostre regioni. Crediamo di essere una risorsa intellettuale preziosa per i nostri conterranei, per i nostri alunni, per le nostre terre, che può contribuire al riscatto che da tanto tempo esse cercano.

La perentorietà con cui Lei ha affermato, nelle recenti dichiarazioni, che è stato concesso solo il 30 percento dei posti disponibili per i trasferimenti e che non saranno date le assegnazioni provvisorie in deroga a tutti, al fine di garantire un regolare avvio del prossimo anno scolastico, ci ha colpito profondamente. Questa decisione, mentre tranquillizza una parte in causa nel processo di riforma avviato nel luglio 2015, fa sentire noi il capro espiatorio di una serie di scelte di cui non siamo responsabili. L’unica scelta di cui siamo responsabili è stata l’adesione al piano straordinario di assunzioni, ma, Ministra, lei sa bene quanto essa abbia rappresentato un venirsi incontro tra un datore di lavoro, che reiterava da anni contratti a termine e si vedeva incombere le sanzioni della Corte Europea, e lavoratrici e lavoratori che, vessati da anni di precariato, non avevano altra scelta.

Ma ora cosa siamo Ministra? Precari di ruolo, con un’età media intorno ai 45 anni, che hanno meno certezze di prima, donne per la maggior parte. Con 1300 euro al mese ci viene chiesto di lasciare i nostri affetti, le nostre famiglie con figli o senza figli, fatte di compagni e compagne, mariti e mogli, genitori anziani, per andare in zone in cui il nostro stipendio certamente non può bastare a tenere aperte due case, ad affrontare i continui e costosi viaggi di chilometri e chilometri, a vivere insomma con dignità. Il rapporto Eurispes 2017 dichiara che il 48,3 delle famiglie non riesce ad arrivare a fine mese e, se la soglia di povertà relativa si aggira intorno alle 1200 euro al mese, capisce bene perché il nostro spostamento in massa rappresenti un’emergenza enorme. La straordinarietà creata dalla L. 107/15 per noi non si è affatto conclusa. Ci viene detto che la mobilità straordinaria, dalla stessa legge voluta su tutti i posti disponibili dell’organico dell’autonomia, avrebbe permesso il rientro di docenti immobilizzati da anni. Ma quali sono questi docenti? Sono docenti che volontariamente avevano scelto di trasferirsi nelle province del nord e tra questi vi sono anche i docenti assunti entro a. s. 2014/2015 e per questo ci chiediamo come possano essere considerati immobilizzati da anni. Noi invece, in coda a tutti, forzatamente siamo stati mobilitati e non abbiamo potuto scegliere nulla. Gli unici nella storia scolastica. Non abbiamo intenzione di pagare noi per tutti. Non lo accetteremo mai. Non siamo noi a dover risolvere il problema della continuità didattica al nord.

Abbiamo consegnato al Sottosegretario Vito De Filippo ed al Dirigente Gaetano Bonelli un documento con le nostre proposte dettagliate.

A lei Ministra, chiediamo di rivalutare la questione: la negazione delle assegnazioni provvisorie, verrà letta da tutti noi, anche da chi rientrerà nelle “categorie speciali”, come una netta chiusura, proprio perché sappiamo che la strada è lunga e che ancora molto dobbiamo soffrire. E sappiamo che con i numeri in ballo (circa 30 mila i docenti “deportati”) la soluzione potrà trovarsi solo con un vero e proprio piano di rientro su un numero notevole di posti messi a disposizione e con una percentuale certamente superiore al 30 riservata alla mobilità territoriale.

Il problema, Ministra, esiste, è straordinario e come tale andrebbe gestito. Per due anni dall’immissione in ruolo il governo ha cercato di tamponare una situazione che sapeva essere emergenziale, garantendo almeno ad una parte di noi di restare nei propri territori, ed ora ci pare assurdo che, dopo tutte le ammissioni di errori commessi, si voglia negare anche questo.

Confidiamo in Lei.

Pescara, 27 febbraio 2017                      

Coordinamento Nazionale

Nastrini Rossi Docenti

 

SALVARE IL PALAZZO SIRENA

Restituirlo alla sua funzione sociale. Appello promosso dalle Sezioni di Italia Nostra di Chieti e Pescara

 

L’attuale Palazzo Sirena è stato ricostruito nel secondo dopoguerra sullo stesso sito dell’originario Kursaal ottocentesco , su disegno tardo razionalista dall’ingegnere Vittorio Ricci, proprio per riconfermare la continuità della funzione aggregativa e rappresentativa che quell’organismo svolgeva, divenendo nella percezione popolare un vero e proprio simbolo della ripartenza, dopo le distruzioni belliche, dell’intero centro cittadino, come molti documenti dell’epoca attestano.  L’edificio ha poi  svolto  effettivamente, con continuità , il ruolo di centro propulsore e di riferimento vitale dello  sviluppo  sociale e urbanistico di Francavilla al Mare. Per decenni la struttura, gestita prima dalla locale Azienda  di Soggiorno e poi dal Comune, ha ospitato iniziative di rilievo che hanno caratterizzato la vita sociale, culturale e mondana della località turistica, facendole vivere nei momenti del suo sviluppo e nella trasformazione del centro all’interno del sistema di relazioni territoriali che si modificava; lo ha accompagnato, pur con i  caratteri contraddittori ed incontrollati dei suoi assetti urbanistici, costituendo sempre ( con pochi altri elementi urbani) uno dei capisaldi della sua struttura insediativa.
 Negli anni 90, l’edificio è stato ampliato sul fronte mare, a seguito di un concorso di idee, e ha assunto l’attuale composita conformazione. Gli anni più recenti  sono purtroppo stati caratterizzati da sottoutilizzazione, trascuratezza e abbandono.

L’attuale amministrazione comunale ha reiteratamente espresso la volontà di demolire la parte originaria del Palazzo - oggi  in uno stato di degrado che, tuttavia, non vede compromessa  la sua stabilità -  al fine di ampliare la piazza  antistante. A riguardo è si sviluppata da tempo  un’animata discussione, favorita  soprattutto dal comitato cittadino Risorgi Sirena,  dibattito che assume però oggi una valenza che va ben oltre la dimensione locale, supera  i confini comunali di Francavilla e assume, per il merito e il senso dell’intervento che ci si accinge a realizzare, un valore emblematico per la cultura regionale mentre si registrano , in sede  di dibattito nazionale , qualificate posizioni sempre più allarmate sulle difficoltà di difendere le testimonianze della città novecentesca, di fronte all’attenuarsi degli strumenti ,anche normativi, per la sua salvaguardia.

A nostro avviso il Palazzo Sirena non va demolito. Esso va riconosciuto quale elemento significativo del Patrimonio Architettonico della nostra regione, un bene culturale, testimonianza materiale con valore di civiltà e, in senso ancor più ampio,  quale bene comune; un Patrimonio che va al più presto riconosciuto e tutelato nei numerosi esempi che le nostre realtà urbane presentano e di cui Palazzo Sirena è  importante esempio.

Italia Nostra e i sottoscrittori del presente appello ritengono che l’edificio, la sua collocazione nel paesaggio litoraneo, il rapporto con il contesto edificato,  costituiscano elementi significativi di identità urbana, e che, per l’interazione fra comunità e luogo realizzata negli anni della sua piena attività, tale manufatto rappresenti  un’eredità culturale da non cancellare e da trasmettere alle generazioni  future. Esso è uno degli episodi architettonici cittadini   riconosciuti , dotati di qualità  e portatori della comune storia  ai quali ancorare  l’opportuno ripensamento del tessuto urbano, nel quale introdurre gerarchie e relazioni, dopo la fase dell’espansione indistinta. Da problema esso può diventare risorsa.

E’ possibile ,infatti, recuperare l’edificio  in coerenza con  le sue caratteristiche più peculiari, con  destinazioni funzionali attuali, mediante  interventi volti ad una nuova significazione delle sue articolazioni spaziali; si potrà  così restituire alla città una importante testimonianza storico architettonica e, nello stesso tempo,  mantenere e consolidare il senso di appartenenza e coesione sociale sempre più minati dai processi di frammentazione e omologazione sociale in corso.

Pertanto Italia Nostra e i sottoscrittori dell’appello:

-                     invitano la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo a procedere con tempestività al riconoscimento dell’interesse culturale del Palazzo Sirena , coerentemente con il  ruolo istituzionale che l’organismo di tutela del patrimonio storico artistico è chiamato a svolgere;

-                     sollecitano il Sindaco  e il Consiglio Comunale di Francavilla perché sia scongiurata la demolizione dell’edificio e sia realizzato un progetto di conservazione/trasformazione innovativa del manufatto che restituisca ai cittadini una struttura pubblica rinnovata, più funzionale e  rappresentativa della sua identità sociale.

Giancarla Armidi, Presidente della Sezione IN di Chieti

Domenico Valente, Presidente della Sezione IN di Pescara

                                                                                              Pescara - Chieti,  20 gennaio 2017

- Hanno aderito all’Appello:

  • Adriana Gandolfi, antropologa
  • Adriano Ghisetti, Professore Ordinario di Storia dell’architettura, Università “ G. D’Annunzio”, Chieti – Pescara
  • Alessandra Broccolini, Professore di Antropologia Culturale, Università “La Sapienza”, Roma
  • Antonello Alici, Architetto, Università Politecnica delle Marche
  • Carlo Fonzi, Presidente dell’Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza e dell’Italia contemporanea
  • Carlo Pozzi, Professore Ordinario di Composizione architettonica e urbana, Università G. D’Annunzio, Chieti – Pescara
  • Claudio Varagnoli, Professore Ordinario di Restauro, Università “G. D’Annunzio”,  Chieti – Pescara
  • Costantino Felice, storico, già Professore di Storia Economica, Università “G .D’Annunzio”, Chieti – Pescara
  • Eide Spedicato Iengo, Professore di Sociologia, Università “G. D’Annunzio”, Chieti – Pescara
  • Emiliano Giancristofaro, etnologo, già Presidente regionale di  Italia Nostra Abruzzo
  • Enzo Fimiani, storico, Direttore della Biblioteca dell’Università “G. D’Annunzio”, Chieti – Pescara
  • Gentucca Canella, Professore di Composizione architettonica e urbana, Politecnico di Torino
  • Giovanni D’Alessandro, scrittore
  • Giulio De Collibus, Vice Presidente dell’Archeoclub d’Italia
  • Guido Alferj, Giornalista, già Direttore de “Il Messaggero” ed. Abruzzo
  • Lia Giancristofaro, Professore di Antropologia Culturale, Università “G. D’Annunzio”, Chieti – Pescara e Dir.della “Rivista Abruzzese”
  • Marco Fumo, musicista, già Docente Conservatorio di Musica “L. D’Annunzio” - Pescara
  •                                                                                                                    Maria Rosaria La Morgia, giornalista        
  • Mario Centofanti, Professore di Restauro architettonico, Università degli Studi dell’Aquila
  • Massimo Palladini, Vice Presidente Regionale Abruzzo e Molise dell’ Istituto Nazionale di Urbanistica (INU)
  • Nerio Rosa, critico d’arte, già Preside del Liceo Artistico di Teramo
  • Paola De Sanctis Ricciardone, antropologa, Università di Cosenza
  • Paolo Muzi, Presidente regionale Italia Nostra Abruzzo
  • Raffaele Colapietra, storico, già Docente presso l’Università degli Studi di Salerno
  • Raffaele Giannantonio, Professore di Storia dell’Architettura, Università “G. D’Annunzio”, Chieti – Pescara
  • Walter Capezzali, Presidente della Deputazione Abruzzese di Storia Patria

Nuove adesioni pervenute

  • Piero Rovigatti, Docente e ricercatore di Urbanistica, Dipartimento di Architettura, Università di Chieti Pescara
  • Omerita Ranalli, etno-antropologa, Archivio sonoro Franco Coggiola, Roma
  • Veronica Salomone, Dottore di ricerca in Architettura e Urbanistica, Dipartimento di Architettura, Università di Chieti Pescara
  • Federico La Monaca, ingegnere, Politecnico di Milano
  • Alfredo D’Ercole, architetto, esperto in city management
  • Raffaella Cordisco, storica dell’arte

- Inoltre hanno aderito su particolare invito delle sezioni di Italia Nostra di Pe e Ch, gli urbanisti:

Paolo Berdini

Pierluigi Cervellati

Vezio De Lucia

Raffaele Mazzanti

Giulio Tamburini

  • L’architetto Luigi De Falco, membro del Consiglio Scientifico dell’ICOMOS, già assessore all’Urbanistica del Comune di Napoli e consigliere nazionale di Italia Nostra
  • Maria Pia Germandi, archeologa, Università degli Studi di Pavia,
  • Giovanni Losavio, già Magistrato, Presidente di sez. presso la Suprema Corte di Cassazione ex Presidente Naz.di Italia Nostra
  • Maria Paola Morittu, giurista, esperta in conservazione dei beni culturali, consigliere nazionale di Italia Nostra

- Ulteriori adesioni al 17 febbraio

Grazia Panara, architetto, insegnante di storia dell’arte, Chieti – Gelsomina Rasetta, insegnante – Alessandra Colella, architetto – Rena Saluppo, insegnante – Concetta Palmitesta, insegnante – Marinella Contenti, fotografa – Manuelita Iannetti, artista – Giovanni Gandolfi, architetto

- Le adesioni raccolte al termine dell’Incontro pubblico Insiemesiamolasirena svolto a Francavilla al Mare 11 febbraio 2017:

Mariacristina Perrozzi, insegnante – Nicola di Quinzio, studente – Rocco Storto, pensionato – Giulia Cotumaccio, libera professionista – Alessandro Borghesi, coll. amm. Gruppo consiliare della Regione Abruzzo – Loredana Gattone, casalinga – Enzo Di Giacomo, operaio – Moreno Bernini, CEA Buendia – Sergio Malatesta – Giovanna Polidoru – Antonio Paolucci, insegnante – Antonio De Duonni, già direttore didattico – Ascenza Stangarone – Federico Baldassarre – Tiziano Marcelli, geologo – Laura Ferretti, insegnante – Dora Di Credico, casalinga – Gina Buonagna, libero professionista – Marisa Locchini, impiegata in pensione – Franca D’Amario, insegnante – Riccardo Perelli, dott. – Fausta D’Onofrio, pensionata – Crinella D’Incecco, impiegata – Angelo Satolli, artigiano – Eleonora Marulli, pensionata – Federica Rapino, studentessa – Andrea Di Berto, impiegato – Francesca Tosti, medico – Paola Giorgiani, architetto – Alessandro D’Alessandro – Giovanni Di Gabriele, pensionato – Dalila D’Onofrio, insegnante – Lucia De Medio, pensionata – Valentina Raciti, restauratrice e storica dell’arte – Ippolita Ranù, architetto – Giuliano Salomone, disoccupato - Giuliano Di Credico, pensionato – Rosalba Lega, casalinga – Loretta Montemaio – A. R. Farinelli –

 

 

Al Presidente della Regione Abruzzo

Egrerio Dott. Luciano D’ALFONSO

Presidente – Governatore della regione Abruzzo

67100 L’AQUILA

Oggetto: SITUAZIONE IMPIANTO SOTGIT A MONTALFANO DI CUPELLO;

Caro Luciano,

ti scrivo questa nota come cittadino interessato alle questioni locali e del territorio.

Dopo un periodo di attesa e silenzio interessato ho deciso formalizzarTi la presente nota. L’attesa ed il silenzio interessato sono dipesi dal fatto che, sulla vicenda che sta attanagliando con cadenza molto frequente la popolosa ed attiva comunità della contrada di Montalfano di Cupello dove insiste un importante impianto della Stogit per  lo stoccaggio del metano, si stanno avendo ripetuti episodi di emissioni di gas fortemente nauseabondi nell’atmosfera la cui natura è ancora misteriosa così come la causa scatenante.

A fronte dei tanti episodi,  delle incerte e contraddittorie spiegazioni sinora fornite dai tecnici della Stogit e dalla Direzione Aziendale i cittadini residenti, stanchi ed esausti oltreché ritenendosi poco tutelati, hanno dato vita ad un Comitato Civico denominato”DifendiAmo Montalfano”; tutto ciò anche sulla scorta di una precedente esperienza allorquando basando il tutto  su una ipotesi, perché era in itinere in regione Abruzzo la richiesta di un insediamento di Biometano,  se ne costituì uno similare.

Sottolineo solo il fatto che, nel caso dell’impianto di Biometano, Tu convocasti  l’allora Comitato Civico per sentirne le ragioni nel mentre, in questo caso, avverto un passibile ed imbarazzato silenzio che sconcerta parecchio anche perché gli episodi si ripetono e si manifestano in modo permanente.

Mi risulta che l’Amministrazione Comunale palesi ogni volta la propria presenza fisica, allerti la ASL, l’ARTA, i Vigili del Fuoco, le locali Forze dell’Ordine  guardandosi bene però dal convocare un apposita assise consiliare con la presenza dei vertici della Stogit, così da avere chiarezza documentata sulle ragioni dei  tanti episodi di emissioni di gas nauseabondi i quali generano fastidiosissime reazioni fisiche nelle persone del luogo e non solo.

Nel caso dell’ipotesi dell’impianto del Biometano c’è stato un solenne Consiglio Comunale di scopo per certificare la corale volontà contraria.

Utile sarebbe fare chiarezza anche per togliere un dubbio assillante ossia di tenere bassi i toni verso la Stogit così da evitare irritazioni particolari per non perdere le importanti prebende finanziarie (Royalties) che spettano a Comune e Regione per lo stoccaggio del metano.

Laddove così fosse non lo ritengo eticamente corretto perché la salute dei cittadini non è per nulla barattabile con quattro soldi che si rrendono utili solo per far quadrare i bilanci!!!

Mi aspetto a breve da Te un decisa iniziativa atta a far chiarezza concreta sui fatti che qui ti segnalo.

Cordialità.

Cupello 17 Febbraio 2017.

Camillo D’AMICO

 

NON C’È MIGLIOR SORDO DI CHI NON VUOL SENTIRE

La storia della città (e delle donne) non serve a riempire le buche delle strade!

Pescara, 16 febbraio 2017 - Le Associazioni per la conservazione della memoria della Filanda NON acconsentiranno mai a che  un solo cmq di patrimonio verde di Pescara sparisca. Lavorano solo perché si accresca la massa fotosintetica di cui Pescara ha un bisogno vitale! Le Associazioni per la Filanda, conosciuta solo ieri mattina l’area dove “pare” il costruttore potrebbe collocare la palazzina, non hanno alcun dubbio a ritenere assolutamente inaccettabile quella collocazione nel cuore dell’area verde del quartiere. Nei propri autonomi sopralluoghi, avevano pensato di poter valutare diversamente una eventuale collocazione in zone marginali dell’area.

Ma hanno sempre evitato di proporre in prima persona aree di scambio, lasciando il compito all’autorità comunale che – nell’interesse generale della cittadinanza  – ha il quadro dei pesi e contrappesi.
Il ruolo della Associazioni resta quello di indicare alla comunità l'esigenza di salvaguardare un luogo storico della città, impedendo che anche le residue tracce dell'originario complesso, come il pregevole Casino di caccia, vengano affogate in una oppressiva edificazione e, sostanzialmente, cancellate dalla possibile fruizione collettiva.

Il compito dell'Amministrazione Comunale è quello di individuare le possibili soluzioni urbanistiche, compatibili con gli assetti della zona prescelta per lo spostamento dei volumi oggi previsti, nell'ambito delle aree nella sua disponibilità. Per questo è giusto sollecitarla ad approfondire la ricerca, anche con soluzioni alternative, seguendo il principio del minor consumo del suolo e della equilibrata dotazione di servizi per la città.

Acclarato questo, dichiarano:

-        È offensivo che alcuni consiglieri comunali continuino a mistificare e diffondere  false notizie circa le finalità del comitato che intende, invece,  solo contribuire – senza alcun tornaconto personale presente o futuro – a dotare la nostra città di aree memoriali di interesse generale, e a farle vivere come  luoghi socializzanti e culturalmente significativi, con un percorso – già in itinere – di urbanistica partecipata. Il comitato non sta quindi pensando al cortile della propria abitazione, ma ad un bene comune!

-      È offensivo che qualcuno possa permettersi di dire che sarebbe meglio, piuttosto, chiudere le buche delle strade. Sembra veramente mistificatorio contrapporre le esigenze della manutenzione ordinaria degli spazi pubblici ad una progettualità di più ampio respiro di cui  la città non può privarsi senza smarrire la propria coscienza di essere comunità. È, dunque, auspicabile che  questa dichiarazione non nasconda una preconcetta opposizione al fatto che la  “memoria” di cui si parla contenga  anche la storia  femminile della città, e che la mobilitazione sia partecipata da tantissime donne, giovani e non giovani.

-       Perché se così fosse, sarebbe un boomerang innanzitutto per chi tali dichiarazioni  osa formulare, specie se, in altri momenti, ha contribuito a  creare la situazione di rimozione storica a cui si sta cercando di rimediare con tantissima fatica.

Italia Nostra – INU Abruzzo Molise –  OCA Dd’A  (Osservatorio Partecipazione Cittadinanza Attiva Pescara) – SPI Cgil – CGIL Camera Sindacale di Pescara – Commissione Pari Opportunità Comune Pescara – MILA donnambiente – UDI Pescara – Associazione Libertà e Giustizia – Pescarabici – Carrozzine Determinate – Comitato Abruzzese Paesaggio – Associazione Ville e Palazzi dannunziani – Stop al cemento – Accademia Musicale pescarese- Oltre il Gazebo no filovia – Stop al cemento – Ambasciatori della Fame – Galina Caminante –ANFE delegazione provinciale Pescara - Associazione La Frangia - AUSER – Spazio Donna Abruzzo - FAI Abruzzo -

COMITATO FILANDA per PESCARA

 

C’È BISOGNO DEL CAMBIAMENTO E NON DI PRIMEGGIARE

Elezioni  comunali  di  Avezzano  2017. Associazione politica culturale “Avezzano per la Marsica”

Così interviene il Dott. Di Benedetto Mauro “Assistiamo sul giornale a continui articoli con i quali, seppur legittimamente, si evidenziano nella opinione pubblica delle posizioni diverse di chi, almeno apparentemente, intende contrapporsi all’attuale amministrazione comunale. È evidente che le forze politiche sono chiamate ad esercitare il proprio ruolo, nei modi e termini che riterranno più opportuni. Per il cittadino che legge e che ascolta le tante polemiche politiche è, però oggettivamente incomprensibile capire le ragioni che portano quanti non favorevoli all’attuale amministrazione a dividersi pubblicamente.

“Per questa ragione” afferma l’Ing. Marco CIERVO “c’è l’esigenza di un confronto aperto, libero da pregiudizi e concretamente diretto a chiudere l’attuale esperienza negativa dell’amministrazione Di Pangrazio. Avezzano è una città laboriosa, fatta da gente onesta, forte, umile, preparata e  meritevole di una amministrazione di alto profilo etico, sociale e umano. Bisogna cambiare passo, e i cittadini sentono nella propria pelle l’inadeguatezza dell’attuale classe dirigente”

“Questa è la ragione che ci porta a dire che BASTA” continuano “con i proclami pubblici e con le foto. BASTA accettare l’apparenza mediatica e fuori da ogni oggettiva e concreta “realtà”. Abbiamo bisogno di concreti interventi ed azioni a sostegno di temi che oggi sono sempre più nel cuore dei cittadini e troppo spesso trascurati: sicurezza nelle scuole, creazione di condizioni sociali che consentano di generare lavoro, sostenere le imprese e le attività in difficoltà, sostenere e difendere la sanità ad Avezzano e nella Marsica ormai allo stremo, sicurezza nelle strade e nei quartieri, valorizzazione delle professionalità dei nostri giovani”

Ed è proprio con particolare attenzione e sprono ai giovani che l’associazione tende perseguire la propria attività ”I giovani” continuano” devono essere al centro della gestione amministrativa della città ed invece troppo spesso vengono emarginati dalla vita politica di Avezzano, trattati e usati come pedine facendo leva sulla difficoltà di trovare un adeguato posto nella società. Sono stanchi  di sottostare all’ormai conosciuto da anni,  ricatto elettorale, inteso come: “ti aiuto solo  se…..” Bisogna avere rispetto dei giovani e dei cittadini tutti dei loro bisogni  e della loro dignità e per questo sono loro al centro della nostra attività.”

Efficienza, onesta, vicinanza ai bisogni dei più deboli e valore della famiglia sono i cardini intono ai quali è nata l’Associazione Avezzano per la Marsica e al tempo stesso gli obiettivi da raggiungere.

Il Dott. Di Benedetto continua “Abbiamo voglia di contribuire al cambiamento. Vogliamo liberamente e pubblicamente esprimere il dissenso per l’attuale amministrazione Di Pangrazio che non ha saputo rappresentare i bisogni di questa nostra splendida città”.  Andiamo avanti, costruendo insieme una nuova classe di governo per Avezzano. Avezzano merita una classe dirigente giovane, qualificata, rinnovata, libera e con il sorriso “dal primo, all’ultimo giorno di governo” e non solo sotto  il periodo elettorale.

“Rinnovo” conclude il dott. Di Benedetto “ l’invito a tutti i cittadini che hanno voglia di partecipare a condividere con noi le proprie idee ed i propri pensieri” “Un particolare invito a partecipare va ai giovani che come me” chiude l’ing. Ciervo” hanno e la voglia e la capacità di poter essere parte attiva di questo movimento di cambiamento ma che hanno difficoltà o timore ad esporsi ed a dire la loro. A loro chiedo di trovare la forza di condividere con noi questa esperienza per poter costruire tutti insieme qualcosa di nuovo”

Siamo straordinariamente tanti, tantissimi a manifestare l’esigenza del cambiamento.  Avanti tutta!!!!!

 
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