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PARCO COSTA TEATINA

Interrogazione del Deputato SI Melilla su ritardi perimetrazione 

 
 

Interrogazione del Deputato Si On. Gianni Melilla sui ritardi del Governo riguardo l'approvazione definitiva della perimetrazione Parco Costa Teatina.


Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri

per sapere - premesso che Premesso che:

Il tratto costiero della Provincia di Chieti è sicuramente quello di maggior pregio dei circa 125 km di fascia costiera abruzzese.

Tra Ortona e Vasto, in poco più di 50 km, troviamo 7 Riserve Naturali Regionali (Ripari di Giobbe, Acquabella, Grotta delle Farfalle, San Giovanni in Venere, Lecceta di Torino di Sangro, Punta Aderci, Marina di Vasto, 1 Sito di Importanza Regionale (il Corridoio Verde, ai sensi della L.R. n.5/2007) e 6 Siti di Importanza Comunitaria (IT7140106 Fosso delle Farfalle, IT7140107 Lecceta litoranea di Torino di Sangro e Foce Fiume Sangro, IT7140111 Boschi riparali sul Fiume Osento, IT7140108 Punta Aderci, IT7140109 Marina di Vasto, IT7140127 Fiume Trigno) oltre a numerose stazioni dove sono segnalate specie vegetali in via d’estinzione e in lista rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature) come documentato dall’Università de L’Aquila dal gruppo del Prof. Pirone. 

Complessivamente risultano protetti 11,41 Km2, pari al 3,7% del territorio costiero, considerando solo le aree protette. Superficie che aumenta fino a 19,3 Km2, pari al 6,3% se consideriamo anche la parte ricadente nei Siti d’Importanza Comunitaria della Rete Natura 2000. 

Con la Legge n°344/97 (art. 4, comma 3), la “Costa Teatina” viene inserita (su proposta del Sen. Staniscia) tra le “prioritarie aree di reperimento” previste dalla Legge n°394/91 (lettera l-bis, comma 6, art. 34) e sulle quali si dovevano realizzare Parchi Nazionali.

Successivamente la Legge n°93/2001, all’art.8 comma 3, avvia l’iter di istituzione, ricordando le procedure e le intese richiamando la L.394/91 e fissa in lire 1.000 milioni dal 2001 i limiti massimi di spesa per l’istituzione e il funzionamento. 

La Giunta Pace, allora al Governo Regionale, ricorre alla Corte Costituzionale contro la L.93/01 per dichiarazione di incostituzionalità e, comunque, per conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato. La Corte Costituzionale con la sentenza n°422/2002 depositata il 18 ottobre 2002 dichiara “non fondata” la richiesta della Regione Abruzzo e ribadisce la legittimità dell’art. 8, comma 3, della legge 23 marzo 2001, n. 93. 

Nel 2005 cambia il Governo Regionale e, con la dismissione della tratta Adriatica - tra Ortona e Vasto - di RFI, si torna a parlare di Costa Teatina. Viene fatta una prima proposta dall’Assessore Regionale Franco Caramanico e il 6 settembre 2006 una delegazione abruzzese guidata da Caramanico s'incontra con il Direttore del Servizio di Conservazione della Natura del Ministero dell’Ambiente riavviando l’iter di perimetrazione del Parco Nazionale della Costa Teatina. Dopo diversi mesi di confronto con i Comuni, deliberano solo in tre a favore del Parco (Vasto, San Salvo e Francavilla) e si approda quindi, dopo un confronto di un anno e mezzo con associazioni ed Università, al “Sistema delle Aree Protette della Costa Teatina” con la Legge Regionale n°05/2007.

L’iter del Parco rallenta di nuovo. Vista la renitenza dei Comuni, la Direzione Regionale competente formula una proposta di perimetrazione e la invia ai Comuni e al Ministero (2008). A luglio 2008, arrestato l’allora Presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco, si va verso le elezioni di dicembre e l’iter si ferma di nuovo. 

A fine aprile 2010, anno internazionale della biodiversità, con il Direttore Aldo Cosentino in procinto di andare in pensione, il Ministero dell’Ambiente riprende gli iter dei Parchi sospesi (ne mancano ancora 5 da istituire: Costa Teatina, Isola di Pantelleria, Egadi e litorale trapanese, Eolie e Iblei). Il 10 Maggio 2010, Regione Abruzzo, Provincia di Chieti e Comuni Costieri (Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, Vasto e San Salvo) sono convocati a Roma presso il Ministero dell’Ambiente e si riavvia l’iter d'istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina: alla Regione viene affidato il compito di riconvocare i Comuni e la Provincia per definire una nuova perimetrazione condivisa entro la fine del 2010. Il 9 luglio 2010 la Regione Abruzzo, quindi, convoca i Comuni e la Provincia di Chieti e, preso atto della contrarietà alla proposta di perimetrazione elaborata dalla Direzione Regionale Aree Protette e Parchi del 2008, si concorda di lavorare su un' ipotesi che preveda 4 zone, anticipando la zonazione nel Decreto Istitutivo e graduando meglio i vincoli in considerazione delle valenze naturalistiche e dell’antropizzazione del territorio. Ogni Comune si prende l’onere di deliberare in merito, decidendo se essere favorevole o contrario, definendo anche una perimetrazione per il territorio di competenza da rimandare in Regione Abruzzo per una successiva integrazione e raccordo complessivo delle proposte. Si ipotizza di terminare questa fase per settembre/ottobre. Dopo diversi incontri di coordinamento la questione resta sospesa: tra agosto e ottobre solo alcuni Comuni si muovono e iniziano la discussione avviando dei percorsi di confronto ed ascolto anche con i cittadini, tra questi Fossacesia, Torino di Sangro e Vasto. Nello specifico: Torino di Sangro delibera in Consiglio sulla volontà di dare origine al Parco e di definire una perimetrazione su 4 zone come concordato in Regione, Fossacesia ne discute nel suo Forum Ambiente e approva in Commissione Urbanistica la proposta di perimetrazione su 4 zone, Vasto approva un ordine del giorno e rimanda la discussione della perimetrazione. 

Con DPCM in data 4 agosto 2014 l’Arch. Giuseppe De Dominicis, Presidente emerito della Provincia di Pescara, è stato nominato quale "Commissario ad acta" per l’istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina. Nell’ambito della procedura per l’istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina, disciplinato dalla Legge n. 394/91 e ss. mm. e ii., il menzionato "Commissario ad acta" dell’istituendo Parco, ne ha definito -  nel mese di maggio 2015 - la perimetrazione provvisoria, permettendo con tale fondamentale atto propedeutico una auspicabile e pronta emanazione da parte del Governo del relativo ed indispensabile Decreto Istitutivo dell’area protetta in argomento. Nonostante i tempi e le procedure cui è vincolato il Commissario per la perimetrazione provvisoria, numerosi sono stati gli incontri con Associazioni e Amministratori locali con diversi suggerimenti e proposte avanzati, accolti e riportati in cartografia o in normativa.

Ad oggi, per istituire il Parco della Costa Teatina, continua a mancare solo la firma della Presidenza del Consiglio dei Ministri. 

Vorremmo sapere se ci sono, e quali sono, i motivi che impedirebbero la chiusura dell'Iter a distanza ormai di un anno dalla fine degli adempimenti degli altri enti competenti.

 

 

Al Dott. Dino Pepe

Egregio Dott. Dino PEPE

Assessore Regionale alle Politiche Agricole

Via Catullo, 17

65125 PESCARA

 

Oggetto: RICHIESTA DI CONVOCAZIONE TAVOLO VERDE SU “CRISI COMPARTO CEREALICOLO” ;

Egregio Assessore,

la situazione del comparto cerealicolo abruzzese risente pesantemente del calo consistente e generalizzato dei prezzi di mercato facendo sì che la campagna agraria sarà fortemente negativa per tantissime aziende agricole che hanno questa vocazione produttiva.

I prezzi sono in caduta libera facendo attestare intorno a € 16,00 quintale il grano duro ed il tenero circa ad  € 15,00.

Nel 2015  il tenero ebbe un prezzo medio di € 20,00 a quintale ed il duro intorno ad

€ 33,00.

Al momento 100 chili di grano valgono meno di 7 chilogrammi di pane!!!

La produzione ad ettaro è buona attestandosi tra i 45 – 50 quintale ad ettaro con un discreto valore proteico intorno 12 – 12,5%.

Mediamente, per produrre un buon quintale di grano, occorrono circa € 22,00 e, per pareggiare i costi, gli agricoltori sono costretti a prendere gran parte dei già magri comunitari.

Solo alcuni fortunati agricoltori potranno vantare a fine campagna agraria un guadagno netto di € 100 – 150 ad ettaro; per tanti l’annata si chiuderà in profondo rosso.

La situazione è grave, gravissima ed il rischio di un sistematico abbandono produttivo delle superfici è fortemente realistico con notevoli ripercussioni sulla tenuta fisica ed ambientale del territorio.

Chiaramente il contesto in cui agire è nazionale ma anche Noi qui in Abruzzo possiamo fare la nostra parte confidando anche sulla presenza di due grandi marchi mondiali della pasta come “De Cecco” e “Del Verde” costruendo con loro degli accordi di filiera che garantiscano qualità e quantità unitamente ad un prezzo minimo che remuneri i produttori agricoli che vorranno poi aderire.

Con la presente, pertanto, Le CHIEDO la solerte convocazione del “tavolo verde” dove porre al centro della discussione e del confronto l’oggetto della presente nota.

In attesa di cortese e solerte riscontro, con l’occasione, La saluto cordialmente.

 Il Presidente

(Agr. Camillo D’AMICO)

 

Lettera aperta al ministro Franceschini

Salviamo il gioco solare dell’Assunta

Appello ai responsabili del restauro della Basilica di Collemaggio, a L’Aquila

L’Aquila, 13 luglio 2016 – Vi è un affresco nella basilica di S. Maria di Collemaggio all’Aquila dei primi del Quattrocento, in cui appare il sepolcro vuoto di Maria e la Vergine che sale in cielo incoronata dal figlio (fig.1). In analogia all’affresco, nel giorno dell’Assunta, al tramonto, la luce penetrata attraverso il rosone centrale della facciata della basilica va a colpire il fiore a 8 petali sulla sommità del finestrone gotico che si apre nell’abside centrale: in un istante il sole tramontante perde potenza ed appare intorno al fiore il disegno del rosone, una corona di luce che sovrapponendosi alla sagoma del finestrone  rende visibile… la Vergine avvolta nel suo manto, incoronata in posizione sollevata rispetto al pavimento, assunta in cielo!  (fig.2 parte destra)

E’ la Donna vestita di sole del cap.12 dell’Apocalisse. Pochi istanti e il sole tramonta. Per Bernardo di Chiaravalle “Dio è Luce” (Sermones in Cantica Canticorum, XXVI) conformemente alle indicazioni della sacra scrittura secondo cui il Cristo è la luce del mondo (Gv.8,12), un sole che sorge (Lc.1,78) e il suo giorno è il dies solis, la domenica. Allora la luce che entra nella costruzione sacra simboleggia il Cristo, come ricorda l’abate Sugerio di Saint Denise: “Nobile risplende l’opera ma l’opera che alta risplende deve rischiarare le menti così che vadano per luci vere al vero lume di cui Cristo è porta”.

Lo straordinario fenomeno è apparso integralmente dopo il terremoto del 2009 che ha determinato il crollo della cupola e dell’arco sostenuto dai due pilastri polilobati anch’essi crollati, perché, in precedenza, la proiezione di luce dal rosone centrale veniva bloccata in parte dall’arco (fig.2, parte sinistra), frutto di rifacimento dopo che il soffitto era stato abbassato con un rivestimento barocco - levato negli anni 70 del secolo scorso - che aveva reso ciechi i rosoni.

Il progetto di restauro, stando a quanto appreso da chi scrive e confermato da Monsignor Orlando Antonini che ha proposto un suo progetto per il ripristino della parte crollata, prevede la ricostruzione dell’arco, in linea con un soffitto che non c’è più, con conseguente ostacolo al passaggio dei raggi solari, quando basterebbe rialzarlo di un po’ per consentire la visione di uno spettacolo emozionante e significativo.

Con una petizione sia telematica su Avaaz, sia cartacea, (sito www.collemagico.it per firmare e scaricare il modello per la firma cartacea), sostenuta dall’Archeoclub L’Aquila, dal Gruppo di Azione civica Jemo ‘nnanzi e dall’Associazione Panta rei di promozione sociale, si intende segnalare al Ministro per i Beni Culturali e il Turismo, on. Dario Franceschini, e all’Amministrazione preposta alla tutela dei monumenti perché intervengano con la propria competenza e sensibilità: in tanti, infatti, amiamo la basilica e teniamo alla salvaguardia del messaggio solare dell’Assunta, ferma restando l’infinita riconoscenza per la generosità dell’ENI che finanzia i lavori di restauro del monumento aquilano.

Maria Grazia Lopardi

Presidente Associazione Panta rei

 

Lettera di commento del presidente del Comitato Feste Ortona dopo il #Perdonoreplay

Era partito tutto per recuperare il concerto e gli spari di chiusura del lunedì di Perdono ed è venuto fuori un vero e proprio #perdonoreplay.

Mi ritengo tutto sommato soddisfatto. Soddisfatto di avercela messa tutta e di essermi impegnato al massimo per regalare ad Ortona una tre serate di intrattenimenti artistici che cercassero di accontentare ogni generazione ed ogni gusto musicale.

Gli Anemamé con il loro reggaefolk all’abbruzzese, il dj set in chiave rock dai ragazzi di “Radio cadafè quiss”, Dj Crasty  con un salto nel mondo dance, i Nobraino band di nicchia del panorama indie rock italiano ed i Cantori di Ortona con la classica ed intramontabile canzone popolare ortonese con gli artisti di strada ed i giocolieri per i più piccini.

Tutto sommato una bella tre giornate con una buona affluenza di persone.  Resto però rammaricato poiché con  il passare degli anni mi convinco sempre più del fatto che l’Ortonese “tipo” è un soggetto altamente ambiguo.

Invidia l’estate musicale francavillese e quando gli organizzano musica sotto casa aspetta la mezzanotte per chiamare i carabinieri, con la scusa che quello non era il genere di musica che preferiva.

Aspetta tutto l’anno che arrivi l’estate per vedere i “turisti”, e quando quasi per magia appaiono due facce nuove in città: si meraviglia e guarda l’orologio, -“uh, ma sono le tredici in punto!”, abbassa la saracinesca e torna a casa. Non importa che abbia un bar, una tavola calda o un negozio di souvenir in P.zza San Tommaso, il pranzo qui da noi è sacro.

Andiamo sventolando il Montepulciano d’Abruzzo come una bandiera rossa alla festa dell’unità, poi andiamo al bar e prendiamo uno Spritz che fa molto più Milano.

Ci lamentiamo perché i politici che ci governano da quarant’anni sono sempre gli stessi, e fanno sempre gli stessi errori. Poi torniamo a votare e con il naso tappato riscrivendo sempre gli stessi nomi.

La cosa che mi rincuora è il fatto di aver viaggiato un po’, e vuoi per lavoro e vuoi per spasso, ho avuto modo di confrontare il mio punto di vista con quello degli altri abitanti del mondo; si il mondo, perché l’ortonese “tipo” non crede nel mondo: ha una visione “ortonacentrica”.

A mio avviso oggi Ortona non ha una vera identità:  non è una città turistica perché il turismo non si crea a braccia conserte aspettando che qualcuno per qualche assurdo motivo venga a trovarti; sul turismo si investe. Ortona non ha una identità commerciale perché qualsiasi iniziativa proposta dai privati,  nuoce gravemente  al turismo che noi tanto aspettiamo a braccia conserte.

Ortona non ha vocazione agricola perché le svariate cantine presenti non si uniscono in consorzi e poli di innovazione tecnologia per recepire fondi europei finalizzati alla internazionalizzazione dei loro prodotti.

Ortona ha bisogna di essere amata e di essere guidata. Ortona ha bisogno di un progetto di crescita e sviluppo a medio e lungo termine e non di piccole iniezioni di fiducia finalizzate alle campagne elettorali. Ortona ha bisogno di aprire gli occhi e allargare gli orizzonti.

Avrei detto che oggi Ortona è un paese dove nascere, ma ahimè non posso, a causa della chiusura del punto nascite. Resta comunque un paese bellissimo dove crescere; crescere e poi partire in cerca di futuro, quel futuro che qui sai di non poter mai realizzare. Magari puoi tornarci per trascorrere una beata pensione, sempre se non ti organizzano concerti sotto casa.

Sono d’accordo con gli ortonesi, siamo il paese più bello da abitare, ma nell'età delle ambizioni non è un paese dove poter puntare sul proprio futuro.

Bisognerebbe cambiare mentalità tutti insieme, e darci una identità collettiva che forse non abbiamo mai voluto. Credo che sarebbe il caso: evviva San Tommaso.

                                                                                                                     

                                                                                                                                 Andrea Marinelli

 

Lettera aperta al Sindaco di Vasto

Caro sindaco, mentre tutti sono ancora alle prese con l’analisi del voto e con proposte di futuri scenari politici che non tengono conto della realtà dei fatti, mi permetto di indicarti quella che dovrebbe essere una priorità da parte della nuova amministrazione comunale. Non perché lo sarebbe stata della nostra, se avessimo avuto 124 voti in più di te, ma semplicemente perché, prima che arrivi la massa di turisti che tutti ci aspettiamo in luglio ed agosto, ritengo che Vasto possa presentarsi in maniera più rispondente alle sue caratteristiche di città di mare e di soggiorno estivo.

Sulla nostra spiaggia, ieri, la puzza che veniva da Fosso Marino era insopportabile. Peggio rispetto ad altri giorni. Per non parlare del cattivo odore che la sera, tra una bibita, un panino ed un giro in giostra, si sprigiona sulla piazzetta che raccorda il lungomare Cordella con quel rettilineo che chiamiamo impropriamente “Aeroporto”. Assumi come impegno la soluzione del problema di Fosso Marino. Il tuo predecessore lo ha sottovalutato. E non aggiungo altro. Sono stati spesi tanti soldi e, visti i risultati, oserei dire in maniera del tutto insoddisfacente. Prendi in mano la situazione, ma senza farti suggerire soluzioni da chi in dieci anni non ha fatto praticamente nulla. Nel 2006 provammo, con l’allora dirigente incaricato Ignazio Rullo, a posizionare delle pompe di sollevamento prima che il flusso di acque maleodoranti giungesse sulla spiaggia, in attesa dell’intervento di raddoppio fognario di cui si parla da anni e anni. Non fu sufficiente. In una città che ha la vocazione del turismo balenare, dove almeno alla Marina gli operatori turistici cercano di dare una immagine bella ed attraente del nostro splendido litorale, vedere in mezzo alla spiaggia quel rivolo di acque non limpide e avvertire un fetido odore, non da l’esatta dimensione della nostra cittadina. Fosso Marino rappresenta per la nostra  crescita turistica una emergenza da affrontare e risolvere. Subito. La mia non è una lettera di un consigliere di opposizione che vuole aprire un fronte polemico. E’ la sollecitazione, prima da cittadino vastese, poi da uditore delle tante lamentele della gente comune, che vuole cogliere un obiettivo: passeggiare sulla spiaggia e sul lungomare vastese senza più avvertite quel lezzo nauseabondo che rende una immagine distorta della nostra città agli occhi dei turisti e dei vastesi che amano profondamente la propria terra. La conseguenza della soluzione del problema Fosso Marino è restituire anche un mare più balneabile ai nostri figli. Con fiducia.                  

Nicola Del Prete (Consigliere comunale)

Vasto, lì 29.6.2016

 

RICHIESTA DI AIUTO

Campli, 20 giugno 2016 - Sono Bruno Cardelli, titolare della GE.DI.CA. Srl e sono da più di un anno, insieme ad altri colleghi, nel mirino di più malviventi che forzano i miei distributori automatici sparsi nel territorio teramano, saccheggiandone il contenuto in monete.  Ogni furto che subisco significa per la mia azienda un danno monetario che si aggira tra i 500 ed i 2000 euro, tra manomissione delle macchine distributrici ed incassi. Da venerdì ho subito 6 furti per la bellezza di 9 macchine distrutte. Alcune, essendo state trovate senza soldi all'interno, sono state sfregiate e rese inutilizzabili scaricandogli addosso un estintore.


La mia azienda sta perdendo giornalmente capitali e sta riportando ingenti danni anche alle macchine distributrici.  Gli ultimi furti non li ho denunciati, visto che non c'è modo di fermare quei malviventi temo che dovrò farmi giustizia da solo. Di sera mi aggiro nelle zone in cui sono posizionati i miei distributori, visto che non c'è altro modo per tutelarmi. Probabilmente sarò costretto anche a licenziare del personale visto che l'unico consiglio che ho ricevuto da alcune autorità è stato quello togliere le macchine dai posti “più a rischio” per risolvere il problema in modo definitivo.  La situazione è ormai divenuta paradossale. 

Questa è la mia richiesta di aiuto, mi auguro che la miaprotesta, resa pubblica dalla disperazione e dall'ingente numero di furti subiti e non risolti, balzi all'attenzione di qualcuno che possa aiutare me e l'azienda ad avere FINALMENTE GIUSTIZA ed evitare l'inevitabile. 
 Cordiali saluti,

Bruno Cardelli, Titolare dell'azienda GE.DI.CA. s.r.l.

 

Al Presidente della Provincia di Chieit

Egregio Dott. Mario PUPILLO

Presidente Amministrazione Provinciale

c.so Marruccino, 93

66100 CHIETI

 

Egregio Geom. Antonio TAMBURRINO

Vice Presidente Amministrazione Provinciale con delega alla viabilità

c.so Marruccino, 93

66100 CHIETI

Oggetto: grave situazione di precarietà della ex SS 86 Istonia nel centro urbano di Cupello;

Cari Mario ed Antonio,

se in Aprile è “…dolce dormire” in Maggio “…si va adagio, adagio” ma poi arriva Giugno e scoppia l’estate con il solleone e si pensa alle vacanze; la voglio buttare sull’ironia (amara) per rappresentarVi per l’ennesima e, spero, ultima volta il pietoso stato in cui versa il tratto urbano di Cupello dell’ex SS 86 Istonia più volte saltata alle cronache ufficiali dei media sia per le mie numerose e reiterate sollecitazioni formali (volentieri sottaccio le verbali e informali) che per la protesta animata dal Sindaco ed alcuni cittadini lo scorso 14 Ottobre del 2015.

Più volte mi avete non solo garantito ma assicurato che i soldi ci sono, perché derivanti dal ribasso d’asta di un intervento più ampio che ha riguardato tutta la viabilità provinciale afferente il comune di  Cupello, che il progetto di variante pronto e rimarrebbe solo da espletare la gara di appalto.

Una prima promessa prevedeva che i lavori si sarebbero effettuati prima di Pasqua ultima scorsa, una seconda prima della recente festa (sagra) del carciofo ed adesso? A domanda mi sono sentito rispondere che il problema deriverebbe da problemi organizzativi e procedurali dell’ufficio ragioneria (!); suvvia, amici cari, anch’io ho amministrato l’Ente da Voi oggi rappresentato quando erano ancora gli elettori a scegliersi gli amministratori in maniera diretta e democratica e, senza presunzione alcuna, vi dico che i problemi da Voi paventati sono sempre stati tali ma li si superava con la volontà politica.  

Rispetto a questa vicenda, onestamente, verifico che non c’è affatto così da farmi risultare bugiardo ed inaffidabile rispetto ai miei concittadini. La situazione della strada è ai limiti della sicurezza e percorribilità  risultando pericolosa per i pedoni che vi transitano a causa delle pietre e ciottoli che emergono dal sottofondo stradale in continuazione a causa del passaggio di mezzi di ogni peso e genere.

Se fossi stato Sindaco di questa comunità, piuttosto che proteste e/o sceneggiate avrei da tempo emesso un ordinanza di divieto di transito!!

Non intendo più attendere perché, se anche rispetto a questa ulteriore e definitiva nota non avrò risposte certe e concrete, sarò io a mettermi alla testa degli esagitati cittadini residenti che hanno perso non solo la pazienza ma anche ogni genere di fiducia.

In attesa di risposta, con l’occasione, Vi saluto cordialmente.

Cupello 9 Maggio 2016

 

Camillo D’Amico

 

Al Dott. Dino Pepe

Egregio Dott. Dino PEPE

Assessore Regionale alle Politiche Agricole

Via Catullo, 17

65125 PESCARA

 

                                                                 

Oggetto: ritardo nei pagamenti domande pac 2015 da parte di Agea;

 

In allegato la nota richiamata in oggetto inviata stamane all’assessore regionale alle Politiche Agricole per sollecitarlo ad intraprendere una decisa iniziativa verso l’Agea ed il Ministero delle Politiche Agricole per il pagamento delle domande uniche della pac del 2015 in fortissimo quanto ingiustificato ritardo. Il valore dei titoli definitivi, relativo ad ogni singolo agricoltore avente diritto, è statuito dallo scorso 1^ Aprile ma il ritardo ancora accumulato è grave e dannoso per le aziende agricole ormai stressate e finanziariamente al collasso. L’Abruzzo è una delle 13 regioni Italiane servite da Agea per i pagamenti in quanto non si è dotato di un proprio Ente pagatore come fatto da altre come Lombardia, Veneto, etc. Ritengo che una decisa iniziativa politica, che fa il paio con quella quotidianamente portata avanti dalle Organizzazioni Professionali Agricole e dai CAA a livello nazionale, possa accelerare le procedure di liquidazione dei premi agli aventi diritto.

Vi prego darne diffusione e divulgazione.  

Grazie e cordiali saluti.

Camillo D’Amico, presidente Copagri Abruzzo

 

Al Presidente della Regione Abruzzo

Al Presidente della Regione Abruzzo
Ai decisori eletti
Ai rappresentanti di associazioni e portatori di interesse locali
A Loredana di Paola, WWF

(Proposta di Legge Regionale per la trasparenza e adeguatezza degli interventi pubblici)

Non è quello delle piste ciclabili del lungomare di Montesilvano (vedi seguito e allegati) il primo caso di intervento pubblico inadeguato, fuori norma, incoerente, dannoso o immotivatamente costoso per la comunità, che provoca una reazione negativa nelle comunità locali, e talvolta un contenzioso con ritardi e sprechi di risorse.
Né  è solo la VIA, valutazione di impatto ambientale, che può garantire da errori e sviste costose per la comunità, essendo riservata a limitate categorie di opere. 
Credo che occorra una legge, almeno regionale (magari proposta dalle associazioni o da eletti responsabili), a tutela dell'interesse pubblico, dell'efficacia dell'intervento pubblico,  della trasparenza e partecipazione dei cittadini all'azione pubblica.

Potrebbe prescrivere che:
"Per ogni opera pubblica a partire da 100 mila euro in su (per escludere gli interventi di sola manutenzione), o che comunque modifichi le caratteristiche fisiche e funzionali dell'ambiente esistente (per includere, ad esempio, il taglio di alberi importanti), finanziata da fondi pubblici o che comunque gode di contributi e agevolazioni pubbliche, il progetto o documento autorizzativo deve essere pubblicato on line almeno 30 giorni prima dell'approvazione del progetto definitivo, e l'avviso di pubblicazione notificato sulla stampa locale, per ricevere osservazioni, proposte di modifica o miglioramento da parte di cittadini e portatori di interesse locali. Le osservazioni e controdeduzioni dell'ente approvante, obbligatorie e motivate,   devono essere inserite nell'atto di approvazione e pubblicate insieme al progetto. Esse costituiscono prova di trasparenza, coerenza,  adeguatezza e proporzionalità dell'intervento pubblico. Laddove risultassero insufficienti e immotivate costituirebbero presupposto per l'azione legale nei confronti di responsabili e decisori.

Credo che migliorerebbe molto l'adeguatezza della spesa pubblica e avvicinerebbe un poco i cittadini ai politici e alle istituzioni.

 

FERMIAMOLI -   BIKE TO COASTvandalizza il Lungomare di Montesilvano con un progetto quasi segreto ma pieno di errori progettuali.FERMIAMOLI - Senza pubblicare da nessuna parte un progetto pagato con i soldi pubblici, la Provincia di Pescara, per completare la pista ciclabile lungomare, ritaglia i marciapiedi esistenti da -30 cm a - 1,50 m, creando un mostruoso velodromo, senza verde, senza parcheggi, pericoloso per pedoni e biciclette, e senza rispettare le norme sulle barriere architettoniche né il Codice della Strada.FERMIAMOLI - Per "mettere a norma" una pista ciclabile, si sfasciano i marciapiedi pedonali, si tolgono i parcheggi senza recuperarli sull'altro lato, si crea una pericolosa trincea velodromica.

FERMIAMOLI -  Nel progetto della Provincia (ed il quello approvato dal Comune) ci sono diversi errori progettuali, non rispetto delle norme sulle barriere architettoniche e del Codice della Strada, oltre che evidenti stupidaggini progettuali.
Nessuno ha ritenuto di pubblicare il progetto prima che fosse realizzato per ascoltare osservazioni e suggerimenti da parte di cittadini e portatori di interesse, così se ne scopre il contenuto solo a cantiere avviato. L'intervento potrebbe ancora essere realizzato con maggior ragionevolezza, ma occorre essere disponibili ad ascoltare e a discutere...
E non ci si venga a dire che che siamo i soliti "Nimby" che vogliono impedire qualsiasi opera pubblica. Anche quando si commettono evidenti errori e si dilapidano le risorse pubbliche per distruggere invece di migliorare.Più informazioni sul periodico IL SORPASSO gratuito nelle edicole di Montesilvano, e sul web.

 

Al Direttore della R.F.I.

Al Direttore della R.F.I.

Via Marsala – Roma

Al Sig. Sindaco di Scurcola Marsicana (AQ)

Oggetto: Lo stato di abbandono Stazione di Cappelle Fraz. Scurcola Marsicana (AQ)

Durante una consueta passeggiata nei dintorni di Avezzano, ci siamo fermati nei pressi della graziosa Stazione di  Cappelle per entrare, poi, nel piazzale posto sul lato sinistro di detto fabbricato. Incuriositi e sorpresi dell’incuria in cui giace tale sito, abbiamo avuto la gradevole sorpresa di trovare, in uno stato di completo abbandono, una “Pesa” struttura che veniva utilizzata, molti decenni orsono, per pesare i carri ferroviari soprattutto, a detta di alcuni nativi, da parte dello Zuccherificio di Avezzano.; sono presenti il piccolo raccordo ai binari della ferrovia Roma – Pescara, la piattaforma in acciaio utilizzata per pesare i carri e quant’altro e  un cabinotto dove è posizionata la bilancia ( vedi foto 1 ) che appare integra e completa dei componenti. Il detto manufatto fa parte dell’immobile adibito a Scalo Merci che versa in un completo stato di abbandono tanto da risultare effettivamente assai pericoloso per possibili crolli del tetto e delle murature. ( vedi foto 2); dall’altra parte del rilevato ferroviario è presente una strada comunale ( Comune di Scurcola Marsicana) che unisce la SS 5 bis con la S.P. per Cese. Tale strada risulta essere in tutta la sua lunghezza completamente dissestata con  massicciata stradale ormai completamente inesistente ,con profondi avvallamenti, e con ingombrante vegetazione ai lati.

Un recupero della Pesa e del fabbricato adibito a Scalo Merci rappresenta una operazione di recupero di una specifica emergenza architettonica che, pur appartenendo ad una architettura minore, la riteniamo molto significativa sotto l’aspetto della memoria storica e della cultura in genere. Unitamente a tale operazione , potrebbe rivitalizzare detta località, la sistemazione della strada sopra descritta che, creando un collegamento dal centro urbano di Scurcola al Centro Commerciale sulla Tiburtina, può essere utilizzata come pista ciclabile e come piacevole percorso per distensive passeggiate o  per futing.

Si segnala anche, doverosamente,, un altro aspetto che riteniamo meritevole di considerazione da parte della R.F.I. Proseguendo in direzione di Avezzano a poca distanza dalla Stazione sono state recentemente eliminate le siepi poste a lato dei binari proprio davanti ad alcune abitazioni. Gli abitanti  hanno fatto presente la inopportunità di tale iniziativa. In effetti la eliminazione delle siepi laterali svolgendo esse non solo una importante funzione di barriera psicologica ( del treno è vista solo la parte sommitale ) ma anche una altrettanto utilissima barriera antirumore, è sicuramente non condivisibile.

Siamo a suggerire, quindi, nell’interesse della Comunità, rispettivamente alla R.F.I. ed al Comune di Scurcola,  il recupero della “PESA” , del fabbricato adibito a Scalo Merci ed alla sistemazione della strada sopra descritta. Si sollecita infine le RFI qualora non ostino motivazioni di superiore interesse, di ripristinare le siepi  e la recinzione ivi manjhcante. Con la certezza che quanto segnalato trovi una positiva accoglienza, si porgono cordiali saluti e sentiti ringraziamenti per la attenzione prestata.

Augusto Di Bastiano

Ettore Ricci

 
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