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Lettera a...

Al Presidente della Regione Abruzzo

Gruppo Consiliare Comune di Cupello (CH)

Egregio Dott. Luciano D’ALFONSO
Presidente – Governatore della regione Abruzzo

67100 L’AQUILA

Egregio Dott. Mario PUPILLO

Presidente della Provincia

di 66100 CHIETI

Oggetto: strade provinciali ritrasferite all’ANAS;

 

Egregi Presidenti delle regione Abruzzo e della provincia di Chieti,

qualche giorno fa ha avuto grande risalto mediatico l’annuncio pubblico reso che l’ANAS riprenderebbe in carico alcune centinaia di kilometri di strade provinciali abruzzesi di cui, una volta, ne aveva la diretta gestione.

Il tutto è giustificato dal fatto che, dopo la sciagurata riforma “Del Rio” che ha tolto il sacrosanto diritto del voto democratico dei cittadini nell’elezione degli amministratori delle Province,  queste sono rimaste in attività con funzioni significative ma senza risorse finanziarie adeguate.

E’ giusto e sacrosanto a questo punto che alcune strade ex statali tornino all’ANAS che dispone di risorse umane e finanziarie  adeguate quantomeno per la manutenzione ordinaria di queste arterie.

Nel leggere l’elenco delle arterie stradali che dovranno tornare all’ANAS relativamente alla provincia di Chieti mi ha fatto specie che la Lanciano - Fossacesia  c’è e la ex SS 86 Istonia  che parte da Vasto ed arriva sino a Castiglione Messer Marino no. Lo dico perché la Lanciano - Fossacesia è in uno stato manutentivo buono nel mentre la ex SS  86 Istonia per nulla con lunghi tratti sconnessi, frane in atto e l’ultimo tratto che collega Fraine e Castiglione Messer Marino addirittura interrotto da anni.

Ovviamente, lo stato di quest’arteria, è lo specchio di quanto, più in generale, è la situazione  complessiva della viabilità nel vastese che versa in una situazione di collasso totale dove le aree interne sono sempre più fisicamente lontane dall’area costiera con un aggravio notevole dei costi e disagi economici e sociali dei cittadini che vi risiedono.

L’abbandono fisico, politico ed istituzionale si denota anche da queste scelte.

Non voglio qui animare inutili polemiche per stupidi campanili ma una riflessione a voce alta su quanto mediaticamente è stato riportato sentivo di sottoporvela.

Siccome siamo ancora in una fase di elaborazione e proposta ho ritenuto giusto farvi questa breve segnalazione verso la quale, mi auguro e spero, ottenere delle risposte adeguate e concrete.

In attesa di riscontro, con l’occasione, vi porgo i più vivi e cordiali saluti.

Cupello 8/8/2017

 

Camillo D’Amico

 

A DIFESA DELLA DECISIONE DELLA GIUNTA REGIONALE

Pescara 3 agosto 2017 –  Presso l’assessorato regionale alle Politiche Agricole e Venatorie è stata indetta una riunione dove erano invitati i presidenti degli Atc del Teramano “Vomano” e “Salinello”. Lo scopo della riunione è di trattare nel merito le ragioni che hanno spinto i due ATC ad intraprendere il ricorso al TAR Abruzzo per chiedere la sospensiva all’attuazione del piano di selecontrollo per il contenimento numerico dei cinghiali.

La discussione di merito si è tenuta lo scorso 19 luglio ed il TAR ha rigettato la richiesta di sospensiva prima concessa nella sola provincia di Teramo. In questa circostanza la Copagri Abruzzo si è costituita a difesa della decisione assunta dalla Giunta Regionale ritenendo infondate le ragioni tenute dai due ATC nonché fortemente strumentali perché mosse da ragioni di contrarietà di natura politica verso lo stesso assessore Dino Pepe. Ieri è pervenuta una nota a firma dei due presidenti dove annunciano la loro diserzione. Per opportuna conoscenza alleghiamo alla presente la nota pervenuta.

La Copagri Abruzzo presenzierà alla riunione indetta perché ritiene ineludibile e non più rinviabile adottare soluzioni plurali, radicali ed incisive. Si comprenda una volta per tutte che parte lesa è il comparto agricolo. Non vogliamo animare inutili guerre di religione con nessuno. Certamente non lo vogliamo con il mondo venatorio ma diciamo BASTA ad atteggiamenti dilatori che rispondono a logiche lontane dagli interessi generali. Vogliamo confrontarci solo nel merito del problema ed adottare soluzioni visibili, chiare e che diano risposte esaustive ai cittadini ed agli operatori agricoli” dichiara Camillo D’Amico presidente regionale della Copagri Abruzzo.

 

NUOVA AMMINISTRAZIONE COMUNALE

NEL PRIMO MESE DI ATTIVITÀ ABBIAMO RAGGIUNTO GIÀ 2 IMPORTANTI RISULTATI IN COLLABORAZIONE CON LA REGIONE ABRUZZO

une di Tollo è stato inserito come capofila dell'Associazione di Comuni Abruzzesi "Borghi Ospitali" tra i beneficiari di un contributo di 140.000,00 € dal Masterplan Abruzzo per la riqualificazione del centro storico. Con i fondi regionale verrà riqualificata e valorizzata la parte più antica, l'unica rimasta in pedi dopo il secondo conflitto mondiale, del centro di Tollo. Inoltre il territoiro del comune di Tollo è stato inserito nell'elenco dei 66 comuni della provincia di Chiet che potranno beneficiare degli aiuti alle aziende agricole e per le strade rurali danneggiate durante le nevicate del Gennaio scorso. Per iniziativa della Regione Abruzzo è stato attivato il Fondo di Solidarietà del PSR 2014-2020 da parte di tutte le altre regioni italiane che hanno assegnato alla nostra regione una somma di 46.669.759,00 € per il ripristino dei danni subiti dalle aziende agricole e dai comuni al patrimonio agricolo. Infine la Giunta regionale ha approvato la proposta di declaratoria dell'eccezionalità degli avversi eventi atmosferici avvenuti nel periodo dal 5 al 25 gennaio 2017 per i gravi danni alle produzioni, alle strutture, agli impianti produttivi e alle infrastrutture connesse all'attività agricola che porterà ulteriori sgravi, contributi e aiuti.

 
Angelo Radica

 

ABBATTIMENTI DEI CINGHIALI

La sentenza del tar Abruzzo sospende la delibera della giunta regionale per gli con il metodo del “selecontrollo” vale solo in provincia di Teramo!!!

Pescara, 7 luglio 2017 – Sabato 1 Luglio scorso il TAR Abruzzo ha emesso una sentenza di sospensiva sulla delibera della Giunta Regionale 224 del 28/4/2017 avente per oggetto “Organizzazione delle attività di controllo delle popolazioni di cinghiale (sus scrofa) – articolo 19 legge 157/1992 – approvazione ed adozione” con allegati.

Il ricorso è stato firmato dai presidenti dei comitati di gestione degli Ambiti territoriali di caccia (A.T.C.) “Vomano” e “Salinello”. Entrambi della provincia di Teramo. La lettura integrale della sentenza adottata dal TAR Abruzzo, che alleghiamo alla presente, evidenzia con chiarezza ineccepibile che la sospensiva riguarda, solo ed esclusivamente, la sola provincia di Teramo e non l’intero territorio regionale.

Errato e sbagliato è l’atteggiamento assunto da alcuni A.T.C. che, in seguito alla sentenza del TAR Abruzzo e sino alla discussione di merito, fissata per il prossimo 19 luglio, hanno sospeso qualsiasi attività di abbattimento con il metodo del telecontrollo.

Nel biasimare la strumentalità dei due ATC del Teramano, noti per la loro avversità politica verso l’assessore Pepe manifestatasi anche in occasione della lunga discussione sulle modifiche al vigente regolamento di contenimento degli ungulati, riteniamo fuorviante l’atteggiamento dilatorio ed ingiustificato messo in atto da alcuni ATC che hanno sospeso ogni genere di attività di contenimento dei cinghiali.” Così commenta Camillo D’Amico, presidente della Copagri Abruzzo, che continua “Raccogliamo quotidiane denunce da parte degli operatori agricoli per i considerevoli e crescenti danni i cinghiali continuano a perpetrare nel territorio. Abbiamo aziende che hanno perso ingenti quantitativi di raccolto relativamente ai cereali, leguminose da foraggio e granella proprio in un anno in cui la qualità è buona e, dove i cinghiali non hanno fatto danni, anche la produzione quantitativa è discreta. Invitiamo gli ATC a riprendere la loro attività di contenimento ed abbattimento controllato e sollecitiamo la regione Abruzzo a dare solerte seguito concreto alle richieste avanzate unitariamente da tutte le Organizzazioni Professionali per incidere in concreto sulla problematica che è sempre più emergenza sociale.”

 

UNA MIETITURA BUONA PER I CEREALI

Pescara 3 luglio 2017 –  La campagna di mietitura dei cereali è nel pieno dell’attività. I raccolti sono buoni sia in quantità che in termini di valore qualitativo. I prezzi sono in risalita. Visto il quadro generale verrebbe da dire che d’incanto almeno un settore produttivodarebbe respiro all’esauste casse dei produttori agricoli Abruzzesi dopo le tante pene provocate dalle calamità atmosferiche e naturali, dalle conseguenze dovute all’invasione quotidiana degli ungulati ed a quella di prodotti di dubbia qualità provenienti dall’esterno che occupano gli spazi dei nostri mercati. Purtroppo così non è e non sarà!

I prezzi sono in risalita perché sono scese vertiginosamente le superfici coltivate e, con esse, le scorte sia locali che nazionali e mondiali; questa cosa potrà generare fortissime tensioni anche di ordine sociale. Il calo delle superfici coltivate è la risultante di anni ed anni di abbandono del territorio sempre meno manutentato e maggiormente esposto a ogni genere di danno fisico e materiale.

La rinuncia a coltivare e produrre è sì figlia dell’incertezza legata ai prezzi di mercato, sempre meno remunerativi, ma anche alle politiche adottate dall’Unione Europea che sostiene finanziariamente più l’abbandono produttivo in favore del “mantenimento verde” delle superfici. A livello comunitario è aperta la discussione per fare il “restyling” all’attuale vigente pac 2014/2020.  Questo è il momento di favorire tutte le più opportune correzioni che favoriscano la produttività delle superfici coltivate.

In conclusione ci sentiamo di rivolgere un accorato invito ai grandi marchi della pasta presenti nella nostra regione come “De Cecco” e Del Verde” a comprare Abruzzese. I valori qualitativi del grano duro regionale quest’anno sono soddisfacenti. Comprare “Abruzzese” non solo agevola la costituzione di una filiera regionale autentica ma spronerebbe i produttori alla rimessa in produzione di superfici altrimenti lasciate desolatamente al loro abbandono.

La Presidenza della Copagri Abruzzo

 

Ho cinquant’anni vivo da sempre a Sant’Eufemia a Maiella

mi bagno regolarmente al fiume Orta da quando ero bambino, all’età di 6 anni insieme ad altri amici i primi tuffi dalle rocce sporgenti di quelle pozze d’acqua, il mio luogo magico, “la sedia di giuda “, dove passavo l’intera estate a giocare con tanti altri bambini che venivano da Pescara a villeggiare nel periodo estivo, in questo paesino sulla riva dell’Orta, loro si univano a noi, e tutti i giorni bagnati dall’Orta.

Dopo quello che è accaduto domenica, che i Carabinieri Forestale del Parco Nazionale della Majella, multato ottanta persone con una sanzione amministrativa pari a euro trecento, non ha eguali. Io credo che le motivazioni sono altre e si ricollegano all’accaduto del primo maggio 2017  fiume Orta località  Rapide di Santa Lucia a S. Tommaso  frazione di Caramanico Terme, vicinissima alla pozza denominata  Cisterna di Bolognano; ci furono due morti e vent’anni prima altri e tre, che vedono, secondo chi ha esposto denuncia, la responsabilità  della dirigenza del Parco il Presidente e il Direttore Oremo di Nino lo stesso che oggi è preoccupato di rimuovere una corda, evidentemente la sua preoccupazione va oltre quelle che è  la direttiva CEE la 92/43 e la Legge Regionale 50/93. Tengo a precisare che sia la legge Regionale che la direttiva CEE sopra menzionate sono state superate dal DRG 877/16, recepito da una normativa europea che fa capo a Rete Natura 2000 che, ancora una volta torna in mente con i suoi SIC e ZPS, con un elenco in allegato di tutte le specie di fauna da proteggere proprio in queste zone a protezione speciale, anch’esse indicate nello stesso Decreto e, sia il fiume Orta che il Cusano rientrano nelle ZPS.

Queste sono le normative che i preposti al controllo stanno in qualche modo applicando, ma le loro preoccupazioni sono altre cioè non hanno un piano di sicurezza sui sentieri compreso un’adeguata segnaletica che avvisa qualsiasi cosa utile e necessaria a chi decide autonomamente di fare un’escursione.

Tutto questo è deplorevole, perché da una parte si fa promozione per cercare di portare turismo nelle aree interne che vivono disagi socio economici rilevanti e con l’altra mano vincoli, divieti e multe. Vergogna.

L’esempio è proprio quello del Direttore del Parco, togliere la corda per evitare un passaggio sicuro anziché metterne due per renderlo più sicuro secondo un piano della sicurezza sentieri. Cioè chiudiamo tutti i sentieri così noi tutti possiamo goderci in tranquillità l’estate sotto l’ombrellone, tanto lo stipendio corre lo stesso.

Tutti vogliono la poltrona, perché la poltrona fa comodo alla tasca, ma nessuno vuole più assumersi la responsabilità pari a esigui stipendi che mensilmente ricevono dallo Stato Italiano.

Noi al Parco Nazionale della Majella nel 1991 abbiamo consegnato un habitat integro, grazie al nostro sudore, evitiamo che dobbiamo riprenderci tutto ciò che è nostro compreso gamberi e anfibi in genere.

Il Comitato mette a disposizione il Dipartimento Legale e Amministrativo per dar forza e ragione a tutti coloro che sono stati multati e vogliono fare ricorso, noi abbiamo legali che specificatamente si occupano di materia ambientale e ne sono competenti e per qualsiasi cosa, chiarimento, o eventuale ricorso sono a disposizione.  Potete contattarci al numero Mobil 3315363229.

Il Presidente T.M.M Antonello di Giovine

 

RIPUDIAMO LA LOGICA QUALUNQUISTA

 

Pescara, 27 Giugno 2017 – Lo scorso 18 Maggio con un nostro comunicato stampa avevamo chiesto chiarezza e contezza al commissario pro tempore del consorzio di bonifica “Sud”, Franco Amicone, ed all’assessore regionale alle Politiche Agricole, Dino Pepe, sul reale utilizzo del contributo concesso nel 2016 dalla regione Abruzzo, pari ad € 500.000,00, dopo la stangata degli aumenti avuti a carico dei consorziati del 57% degli oneri i ad opera dell’ormai famosa scelta unilaterale prodotta dall’ex commissario Giampiero Leombroni.

In quel comunicato, che alleghiamo al presente, chiedevamo:

-                     perché lo “sconto” a carico dei consorziati è di solo € 400.000,00 spalmato su due anni?

-                     Degli altri € 100.000,00 quale destino c’è stato?

-                     Perché non si è ancora provveduto ad emettere delle cartelle straordinarie di recupero anche degli anni pregressi e non prescritti nei confronti dei proprietari e conduttori di particelle censite che godono del servizio irriguo?

-                     Perché le suddette particelle non sono state inserite nell’emissione delle cartelle del 2017?

Nella successiva conferenza stampa tenuta dal commissario e dall’assessore regionale alle Politiche Agricole alcuna risposta è stata data al riguardo. Apprendiamo dagli organi di stampa locale che un gruppo autonomo dia agricoltori consorziati lamentando l’eccessivo ed iniquo carico degli oneri consortili pongono alcuni quesiti condivisibili  sul piano del merito e lanciano la provocazione di voler avere una loro rappresentanza all’interno della Consulta Agricola ritenendo le organizzazioni Professionali tutte alla stregua dei partiti politici quali responsabili della situazione fortemente deficitaria e debitoria in cui è ridotto l’Ente consortile con sede a Vasto.

Da parte nostra raccogliamo la sfida ad intraprendere una coraggiosa ed operosa azione di ascolto ed assecondamento possibile delle giuste istanze avanzate dal comitato spontaneo degli agricoltori consorziati facendoci carico, già dai prossimi giorni, di avere uno specifico incontro così da dare ulteriori strumenti conoscitivi al nostro rappresentante all’interno della Consulta Agricola. Il nostro rappresentante in Consulta Agricola, Tommaso Dell’Oso, più volte si è fatto latore e portavoce dell’esigenza di commisurare il pagamento dei canoni irrigui all’effettivo consumo ed utilizzo dell’acqua così come della necessità non più rinviabile di adeguare il piano di classifica della contribuenza vigente rendendolo più flessibile ed adeguato alle effettive colture agricola praticate in campo.

Ripudiamo la logica qualunquista che c’è nell’inutile tentativo di delegittimare l’onesto e laborioso lavoro dei componenti la Consulta Agricola i quali vivono sulla loro pelle quanto si produce nei confronti dell’utenza perché sono agricoltori e consorziati a loro volta. Al commissario ribadiamo l’utilità e la necessità di un più ampio, costante e vivo coinvolgimento nella vita e nell’attività del consorzio.

La Presidenza regionale della Copagri Abruzzo

 

PONTE FLAIANO A PESCARA. UN BEL PONTE, SOLO NEL POSTO SBAGLIATO

Giuseppe Di Giampietro, Webstrade.it per Il SorpassoMts, 21-06-2017 . 1. Il 15 Giugno é stato un giorno memorabile per Pescara. In pompa magna, alla presenza delle autorità, del Ministro Del Rio e del Presidente della Regione D'Alfonso, è stato inaugurato il nuovo ponte Flaiano. Tutti, destra e sinistra, ne hanno rivendicato la paternità. Indubbiamente il ponte è bello. A carreggiate separate, servito da due rotatorie di entrata, con percorsi ciclopedonali laterali e attraversamenti pedonali (Neo. Alcuni attraversamenti sono pericolosi e inutili, come quelli agli estremi del ponte. Un attraversamento pedonale su una strada a doppia corsia senza semaforo è sempre prericoloso. I veicoli in prima corsia si fermano per far passare il pedone, quelli in seconda corsia, a traffico veloce, lo falciano). . 2. Il ponte è apparentemente strallato, con uno strano pilone a doppia forchetta sghemba. Ma non è chiaro se i cavi reggono qualcosa, o sono lì solo come insolito strumento musicale per cantare le glorie del committente, il "pontefice", presidente Luciano D'Alfonso ("pons-facio", costruisco ponti. Dopo quello fortunato, il "Ponte del Mare", anche un abortito "Ponte del Cielo", di fronte alla Nave di Cascella, e ora questo monumentale Ponte Flaiano). Sta di fatto che in fase di costruzione il ponte è stato varato con impalcato metallico autoportante. Gli stralli di trazione sono stati aggiunti successivamente. Ma, indubbiamente, anche l'estetica ha una sua importanza nelle opere pubbliche identitarie. . 3. Ma di fronte ad un'opera prevista da tempo, inserita nel PRG, piano regolatore generale 2007 (ma non nel PUT, piano urbano del traffico 2005), apprezzata da tutti, quali dubbi si possono avere ? Il dubbio fondamentale su un'opera del genere, costata oltre 13 milioni di euro, è: "Serviva quest'opera pubblica, più e prima di altre ? Più di una linea di trasporto collettivo in sede propria che aspetta da 20 anni? Piu di una estesa e interconnessa rete di piste ciclabili, più di un sistema di parcheggi di interscambio ?. E se ponte doveva essere. Si trova nel posto giusto ?". . 4.Il dubbio viene se si osserva che, in una distanza di 600-700 metri nell'area centrale, ci sono ora ben 4 ponti. E siccome sui tre ponti preesistenti passavano circa 66 mila veicoli al giorno, di cui 33 mila in direzione centro, si rischia di avere ora un flusso di oltre 90 mila veicoli.g nei due sensi in questo breve tratto di città, di cui la metà in entrata verso il centro. Un'area già congestionata, con una rete stradale insufficiente, con carenza di parcheggi, che non sarà certo agevolata dall'aumentata accessibilità veicolare favorita dal nuovo ponte. . 5. In realtà, nessun nuovo ponte fa diminuire il traffico, al massimo lo ridistribuisce, ma sicuramente incentiva l'uso dell'automobile e del traffico automobilistico nell'area centrale. Era dunque questa, nell'area centrale, la collocazione migliore per un nuovo ponte ? Non dovrebbe essere una strategia quella di ridurre il carico di traffico in centro, spostandolo verso l'esterno ? Poichè l'automobile è un mezzo fondamentale, soprattutto nelle aree periferiche, meno dotate di trasporto pubblico e meno servite, non sarebbe stato meglio migliorare l'accessibilità dei quartieri più periferici, meno serviti dal trasporto pubblico ? Per esempio l'area tra via Stradonetto e Villa Raspa, ora isolata tra fiume, fabbriche e autostrade. O forse non si può, perchè Villa Raspa fa parte di un altro comune, nonostante il risultato del Referendum sulla Grande Città del 2014 ? . 6. Ma ora il ponte c'è. Ed invece di pensare al passato si potrebbe sognare il futuro. Una proposta visionaria per il nuovo ponte potrebbe esserci, all'interno di una strategia di piano. Un'ipotesi è stata elaborata nel 2015 all'interno del CMG, centro monitoraggio e gestione sicurezza stradale del 2 comune di Pescara (direttore Di Giampietro. Si veda il Rapporto CMG 2015 sulle analisi di traffico sui ponti sul Pescara. www.webstrade.it/pescara/cmg/tr_10-6_traffico-sui-ponti_sk_sintesi.pdf). . 7. Se si riflette un poco, il più grande cambiamento urbanistico nel modo di vivere la città che ha riqualificato la zona Sud del lungomare di Pescara, più del porto turistico o dei grandi lavori intorno al Palazzo di Giustizia e all'Università, è forse stata la realizzazione del "Ponte del Mare", e soprattutto la scelta di riservarlo solo a pedoni e ciclisti. Un atto di coraggio che ha cambiato il volto della città, riunendo le due riviere, Nord e Sud, di Pescara. Allora forse si può pensare che il ruolo del ponte Nuovo, (il Ponte Flaiano), non debba essere quello di incrementare i volumi di traffico veicolare già troppo elevati nel centro città, ma forse, come il ponte del Mare per pedoni e ciclisti, dovrebbe svolgere un ruolo di asse della mobilità sostenibile per il centro di Pescara, riservandone la parte principale della carreggiata a trasporto pubblico, pedoni e ciclisti (con una sola corsia per senso di marcia al traffico automobilistico). . 8. La prevista linea del trasporto pubblico in sede propria , che nel PUM del 2002 avrebbe dovuto collegare l'asse Strada Parco alla Stazione FS e all'Aeroporto, potrebbe sottopassare il rilevato ferroviario nell'area di risulta, proseguire su via Gran Sasso, attraversare il Ponte Flaiano su corsia riservata (protetta con semafori intelligenti sulle rotatorie di immissione), per poi proseguire sulla Tiburtina in direzione Aeroporto. Il percorso di ritorno della linea TCSP sarebbe nel quartiere Fontanelle sull'asse parallelo indicato nel PUM 2002. La distanza tra i due assi di andata e ritorno, tra 300 e 500 m massimo, è compatibile con un sistema assiale di trasporto pubblico a linee parallele, se si riescono a qualificare e rendere sicuri i percorsi trasversali di adduzione alle fermate della linea di trasporto collettivo in sede propria. . 9. Quello delle opere, realizzate utilizzando finanziamenti miracolosamente arrivati, senza piani e senza discussione pubblica sulle alternative disponibili è un difetto ricorrente dalle nostre parti. A volte ci si azzecca, come nel caso del Ponte del Mare, a volte si crea un moto di rigetto bloccando le opere per lungo tempo, è il caso della Strada Parco e del progetto di rete di trasporto collettivo in sede propria, a volta si rischia di fare più danni che benefici, è il caso della diga foranea del porto di Pescara o del Ponte dell'Adriatico alla foce del Saline a Montesilvano. In quest'ultimo caso il nuovo ponte, che rischia di collegare per il traffico i lungomare di Silvi e Montesilvano, potrebbe uccidere definitivamente i lungomare, l'industria turistica e la qualità dell'abitare nella fascia urbana costiera, diventando la vera tangenziale per il traffico del Nord Pescarese. E tutto questa senza discussione, senza un Piano del Traffico obbligatorio, senza un PUMS piano urbano di mobilità sostenibile del Nord Pescarese. La soluzione c'è anche qui: riservare a trasporto pubblico, pedoni e ciclisti, questo ponte costiero, spostando all'esterno il traffico automobilistico. Ma per fortuna domani questi errori non sarebbero più possibili, visto l'obbligo dell'inchiesta pubblica preventiva prevista per i grandi lavori dal recente Codice degli appalti. Ma un piano pubblico trasparente e partecipato e la discussione pubblica preventiva sul futuro del territorio sono, oltre che obbligatori, anche l'unica garanzia di scelte efficienti e condivise, che permettano di riavvicinare i cittadini alla politica.

 

Gran Sasso, approvato il Piano del Parco

La soddisfazione di Art.1 Mdp

 

Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista Abruzzo esprime soddisfazione per l'approvazione del Piano del Parco Nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga avvenuta oggi nella II Commissione “Ambiente e Territorio” del Consiglio Regionale d'Abruzzo.

Per Articolo 1 ha partecipato ai lavori il Capogruppo Mario Mazzocca: “Oggi si compie un importante passo avanti visto che il Piano era stato adottato dal Consiglio Direttivo dell'ente Parco fin dal nel 1999 e successivamente trasmesso in Regione”.  

L'importante e atteso documento è stato votato a maggioranza con il voto contrario del gruppo del Movimento 5 Stelle e dal consigliere Bracco di Sinistra Italiana.

Il prossimo passo sarà l'approvazione in Consiglio Regionale dove Articolo 1 si spenderà al massimo per ottenerne il buon esito, invitando già da ora tutte le forze politiche a lavorare in questo senso.

 

SANITÀ TEATINA

Approvato dal Centro Destra l’Odg contrario al project financing che ridimensiona anziché riqualificare l’Ospedale Clinicizzato

 

Capigruppo di maggioranza: “Priorità agli interventi e al miglioramento della qualità dei servizi sanitari. Chieti ha tutte le carte in regola per essere unico DEA di II livello e per ottenere la Centrale Unica Operativa del 118”

 

Chieti, 20 giugno 2017 - “Nel corso dell’odierna trattazione dell’Ordine del Giorno riguardante l’Ospedale “SS. Annunziata” di Chieti, che ha visto un costruttivo confronto con l’Assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, e il Direttore Generale della Asl, Pasquale Flacco, sono stati evidenziati alcuni aspetti fondamentali quali l’antieconomicità del project financing, la riduzione degli spazi a disposizione del nosocomio e l’impossibilità della Asl a compiere ulteriori interventi per i prossimi 30 anni come già evidenziato attraverso i 12 pareri contrari dei capi dipartimento ospedalieri”. È quanto affermano, a margine del Consiglio Comunale sulla Sanità, svoltosi questa mattina, i Capigruppo consiliari di Maggioranza: Stefano Rispoli (Forza Italia); Roberto Melideo (Ncd); Mario De Lio (Udc); Graziano Marino (Identità Teatina); Marco Di Paolo (Fratelli d’Italia); Diego Costantini (Gruppo Misto); Franco Di Pasquale (Noi Domani).

«In vista dell’istituenda DEA di secondo livello – proseguono i Capigruppo venga data priorità al miglioramento della qualità dei servizi sanitari. Indipendentemente dal project financing, infatti, il primo passo da compiere è sicuramente quello di un intervento strutturale sui corpi del nosocomio teatino così come avvenuto per gli altri ospedali del territorio per i quali sono stati reperiti finanziamenti regionali. L’approvazione dell’odierno Odg, votato soltanto dalla maggioranza di centro destra e con la contrarietà dell’opposizione, favorevole al project financing così come concepito, dà mandato al Sindaco, Presidente del Comitato Ristretto dei Sindaci della Asl 02, di esprimere parere negativo alla proposta di “project financing” sollecitando la ASL ad assumere ogni iniziativa necessaria per mettere in sicurezza i corpi “C” ed “F” dell’ospedale di Colle dell’Ara; a proporre modifiche all’Atto Aziendale volte a garantire gli attuali livelli quali/quantitativi di assistenza presso il nosocomio teatino e propedeutici ad assicurare, ovvero a reintegrare, le attività sanitarie ridimensionate o soppresse per trasferimento, nonché a proporre iniziative affinché l’ospedale di Chieti sia protagonista nell’istituenda DEA di II Livello.

 

L’Odg impegna, inoltre, a prevedere, anche in virtù dell’economicità della scelta e stante la efficienza e funzionalità della struttura teatina, che la Centrale Operativa Unica del 118 venga istituita presso l’attuale sede della Centrale Operativa di Chieti. Infine, di chiedere alla Regione Abruzzo e alla ASL di convocare un incontro per un tavolo di confronto al fine di valutare con l’Amministrazione Comunale soluzioni e proposte alternative».

 
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