Archivio da "Lettera a..."

Guida TV

Lettera a...

Al Dott. Dino Pepe

Prot. Presidenza                                                                      Pescara, lì 27/9/2016

Egregio Dott. Dino PEPE

Assessore regionale alle Politiche Agricole

Via Catullo, 17

65125 PESCARA

 

Oggetto: RICHIESTA DI ANTICIPO RACCOLTA OLIVE D.O.P;

Gentilissimo Signor ASSESSORE,

è notizia di questa mattina riportata da tutti i media regionali che è stata chiesta ed ottenuta dal Ministero delle Politiche Agricole l’anticipazione al 28 Settembre, in luogo del 20 Ottobre come da disciplinare di produzione, della raccolta delle olive certificate D.O.P. nella provincia di Pescara.

La richiesta è stata avanzata dal consorzio di tutela “Aprutino – Pescarese” di concerto con la Camera di Commercio di Pescara e codesto assessorato regionale alle Politiche Agricole.

Chiaramente questa decisione ci trova assolutamente d’accordo e concordanti in considerazione del vasto e manifesto attacco della “mosca olearia” che sta generando una grande quantità di cascola delle olive con fortissimi danni quantitativi e qualitativi alla produzione finale dell’olio extra vergine.

Ci preoccupiamo del fatto che, identica decisione, non sia stata sinora assunta per le province di Chieti e Teramo dove, almeno sulla carta, sono operanti altri due consorzi D.O.P. di tutela e dove alcuni produttori ancora certificano la propria produzione e necessiterebbero di altrettanta autorizzazione nell’anticipo alla raccolte per le medesime necessità dei produttori olivicoli aderenti all’Aprutino – Pescarese.

Questa situazione non fa che rafforzare quanto sempre la Copagri Abruzzo ha sostenuto ed asserito ossia di trovare al più presto una formula di tutela unica ed unitaria per l’intera regione superando le D.O.P. oggi presenti; ma tant’è e poco o nulla possiamo fare se manca una chiara volontà politica ed istituzionale al riguardo.

Ad ogni buon conto, con la presente, siamo formalmente a chiederLe di adoperarsi presso il Ministero delle Politiche Agricole per favorire l’anticipazione della raccolta delle olive certificate D.O.P. anche nelle province di Chieti e Teramo.

In attesa di cortese e solerte riscontro, con l’occasione, Le porgo i più vivi e cordiali saluti.

 

IL Presidente

(Agr. Camillo D’AMICO)

 

Treno lumaca Pescara - Roma

Interrogazione del Deputato SI Melilla al Ministro dei Trasporti 

 
 

Interrogazione a risposta in Aula Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti per sapere-premesso che:

Trenitalia ha da tempo annunciato un treno veloce sulla relazione ferroviaria Pescara Roma, ma di questa promessa si sono perse le tracce, anzi i tempi di percorrenza di questa tratta ferroviaria tra l'Abruzzo e la Capitale sono ulteriormente aumentati e oggi si impiegano 4 ore per coprire una distanza di appena 200 kilometri;

i vecchi "Rapidi" del secolo scorso ci mettevano 3 ore da Pescara a Roma, cioè un'ora in meno, e dunque siamo in presenza di scelte di Trenitalia inaccettabili e irrazionali che penalizzano fortemente i viaggiatori abruzzesi e e laziali;

eppure basterebbe un minimo di buona volontà per migliorare il servizio e riavvicinare una utenza ormai scoraggiata e delusa: innanzitutto si dovrebbero eliminare le fermate inutili sia nel territorio abruzzese che in quello laziale, almeno per quanto riguarda i collegamenti della prima mattinata e del tardo pomeriggio. Nel secolo scorso il rapido fermava solo a Chieti, Sulmona, Avezzano e Tivoli, ora invece le fermate abruzzesi sono 8 e nel Lazio ancora di più pur essendo scarsamente utilizzate;dovrebbero poi essere utilizzati treni più veloci e meno vecchi, sporchi e senza servizi, che peraltro spesso subiscono guasti durante il tragitto con enormi disagi per gli utenti; dovrebbe essere attivato il controllo centralizzato del traffico, specialmente nel tratto Sulmona-Avezzano;

il sospetto è che Trenitalia stia portando alla morte la relazione Pescara - Roma, come ha già fatto con l'altra relazione Pescara - Napoli soppressa alcuni anni fa, nonostante il suo interesse sociale ed economico-turistico;

:

se corrisponda al vero la decisione di Trenitalia di attivare un treno veloce sulla Pescara-Roma e quali iniziative intenda assumere nei confronti di Trenitalia che nei fatti sta affossando questa fondamentale relazione tra l'Abruzzo e il Lazio a tutto vantaggio del trasporto privato su gomma con evidenti danni economici, ambientali e sanitari per le popolazioni interessate.

 

Gianni  Melilla,  Deputato Sinistra Italiana

 

Al Sindaco di Giulianova

 

Preg.mo Sig. Sindaco di Giulianova

Avv. Francesco Mastromauro

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

e.p.c. alla Commissione Toponomastica della Città di Giulianova

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

e.p.c. al Capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale

Federica Vasanella

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

e.p.c. al Presidente della CIA-Confederazione Agricoltori di Teramo

Roberto Battaglia

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

e.p.c. Direzione generale Banca di Credito Cooperativo dell'Adriatico Teramano

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

   e.p.c. al Presidente della CCIAA TERAMO – Camera di Commercio di Teramo

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

e.p.c. agli organi di stampa abruzzesi

vs. sedi istituzionali

Oggetto: richiesta indicazione toponomastica in onore e alla memoria del sindacalista giuliese Massimo Cerasi a 10 anni dalla sua morte (1 ottobre 2006- 1 ottobre 2016).

Egregio Signor Sindaco,

                          il sottoscritto, Walter De Berardinis, in qualità di cognato del defunto Massimo Cerasi, visto la disciplina in materia di intitolazione di Via e Piazze (le leggi che disciplinano la materia: il r.d.l. 1158/23, convertito dalla l.473/25; la 1188/27; art. 41 del d.p.r. 223/89), interprete altresì di una vasta e sensibile adesione popolare, con la presente Le manifesto la richiesta di voler intestare, secondo le scelte della commissione, in onore e alla memoria di mio cognato, una strada, una Piazza, un parco, un edificio pubblico, sala pubblica, ed altri luoghi di interesse pubblico con la denominazione “Massimo Cerasi– Sindacalista”.

Con il suo ruolo di dirigente appassionato all’interno della CIA, fin da ragazzo si era impegnato nel mondo sindacale-agricolo prima con l'Alleanza contadina, poi con la Confederazione Italiana Coltivatori ed infine con la Confederazione Italiana Agricoltori, di cui era l'attuale Presidente Provinciale di Teramo nel momento del suo decesso. Durante la sua attività sindacale si era impegnato anche nel mondo politico giuliese con il PCI prima, poi PDS ed infine con i DS. Anche con gli altri movimenti sindacali della nostra provincia si era tanto battuto per la difesa dei lavoratori della terra. Per la sua grande e sincera disponibilità umana e morale in difesa dei più umili e soprattutto dei lavoratori tutti, credo sia giusto che la sua figura sia degna non solo di essere onorata, ma anche ricordata alle future generazioni attraverso l’intitolazione di una strada, una piazza o altro luogo pubblico che Voi riterrete più opportuno.

La mia richiesta non contiene faziosità o retorica, poiché credo che medesima considerazione e giudizio hanno espresso su mio cognato anche quanti non si riconoscevano nelle sue battaglie e nelle sue idee politiche. RingraziandoLa anticipatamente per la Sua riconosciuta sensibilità e sicuro di quanto sopra, Le mando i più cordiali saluti

Giulianova, lunedì 26 settembre 2016.

Walter De Berardinis

Un ricordo di Massimo Cerasi

Il 1 ottobre 2006, alle ore 7,00, presso la sua abitazione a Giulianova Alta in località Casale nella frazione di Case di Trento di Giulianova, scompariva all’età di 44anni il sindacalista Massimo Cerasi, Presidente Provinciale della Cia di Teramo in carica. Era nato a Giulianova il 25 novembre del 1961, fin da ragazzo si era impegnato nel mondo sindacale-agricolo prima con l'Alleanza contadina, poi con la Confederazione Italiana Coltivatori ed infine con la Confederazione Italiana Agricoltori, di cui era l'attuale Presidente Provinciale di Teramo. Iscritto all’Albo Professionale degli Agrotecnici del Collegio di Teramo, durante la sua attività sindacale si era impegnato anche nel mondo politico giuliese con il PCI prima, poi PDS ed infine con i DS. In seno al suo partito di appartenenza aveva ricoperto vari ruoli dirigenziali: Consigliere Comunale nella sua città natale e Assessore al Commercio nella Giunta Arboretti. Negli ultimi tempi per i DS era membro della segreteria comunale e componete del coordinamento dell'Ulivo di Giulianova. Fu anche consigliere della nascente Banca di Credito Cooperativo Val Tordino di Mosciano Sant'Angelo; Consigliere e Membro della Giunta Esecutiva della Camera di Commercio di Teramo e componente della Giunta Regionale della CIA-Abruzzo. Quel triste 1 ottobre del 2006, oltre a lasciare la moglie, Cinzia De Berardinis, rimasero orfani due piccoli bambini: Piergiorgio (all’epoca 3anni) e Federica (18 mesi). I funerali si svolsero il 3 ottobre 2006 presso il Convento dei Santissimi Sette Fratelli di Mosciano Sant'Angelo (TE) alla presenza di tantissime autorità civili.

 

RENZI FIRMI LA PERIMETRAZIONE

Parco Nazionale della Costa Teatina

Sono tornato oggi a chiedere al Presidente del Consiglio dei Ministri Renzi di firmare la proposta di perimetrazione del Parco Nazionale della Costa Teatina depositata il mese di maggio del 2015 dal commissario ad acta Giuseppe De Dominicis.

Sono passati 16 mesi senza nessuna logica se non un sotterraneo e illegale ostruzionismo di fatto. La legge nazionale istitutiva del Parco della Costa Teatina è stata approvata nel lontano 2001. 

Siamo in presenza di uno scandalo, di un furto alla legalità, di una ingiusta penalizzazione delle popolazioni interessate e dell'intero Abruzzo.d

Dopo 15 anni, ancora siamo all'anno zero per il quarto Parco Nazionale della nostra regione.

Il Governo dovrà rispondere tra una settimana alla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati. E non faremo sconti ad una condotta istituzionale inqualificabile ed illegittima che configura un reato di abuso di potere. 

 

Gianni Melilla, Deputato Sinistra Italiana -  Segretario di Presidenza della Camera

 

Al Dott. Dino PEPE

Prot. Presidenza                                                                     Pescara, lì 9/9/2016

Egregio Dott. Dino PEPE

Assessore Regionale alle Politiche Agricole

Via Catullo, 17

65125 PESCARA

 

Oggetto: SOLLECITO DISBIGO PRATICHE DI RICHIESTA RIMBORSO DANNI DA UNGULATI:

 

Egregio Assessore,

come già Le abbiamo chiesto per vie brevi, con la presente, siamo a segnalarLe la necessità di una decisa velocizzazione delle procedure istruttorie delle domande di rimborso danni ancora ferme presso gli ex uffici della caccia delle province Abruzzesi.

Da notizie apprese presso le nostre strutture territoriali risultano completamente inevase istanza avanzate già dagli scorsi mesi di Giugno e Luglio e sino all’attualità.

Tutto ciò in ragione del vuoto generato, in termini di funzioni e competenze, nell’attuazione della legge di riforma “Del Rio” che ha soppresso le province e ristrasferito talune attività in capo alle regioni.

Pur apprezzando, la scrivente Organizzazione Professionale Agricola, lo sforzo politico ed istituzionale prodotto da codesto governo regionale per dare risposte qualificate ed immediate al vuoto generato dalla suddetta riforma “Del Rio” annotiamo inefficienze ed aloni d’incertezza anche per quel concerne il futuro degli agenti dei corpi della Polizia Provinciale che, proprio in materia di caccia e pesca, hanno sempre svolto un importante ruolo di vigilanza e controllo.

Nell’attesa di avere solerti e tempestivi riscontri alla natura della presente nota, con l’occasione, Le porgo i più vivi e cordiali saluti.

Camillo D’Amico, Presidente Regionale Copagri Abruzzo

 

Alla Procura della Repubblica presso il Tribunale de L’Aquila

Alla Procura della Repubblica presso il Tribunale de L’Aquila

E, p.c. Al Sig. Prefetto
della Provincia de L’Aquila
.
Il Forum Abruzzese dell’Acqua ha comunicato agli Organi d’Informazione una nota di commento dei dati relativi ai controlli effettuati dall’ARTA sugli impianti di depurazione nel I e II trimestre del corrente anno. Tali dati sono stati ripresi dal sito istituzionale dell’Agenzia.

La nota, riportata da testate giornalistiche locali, (tra cui con rilievo Il Capoluogo e Zac 7 in data 12/08/16 e 13/08/16) contiene un’interpretazione del tutto gratuita della realtà ed errori clamorosi che hanno creato allarme e inquietudine da parte di Amministratori, oltre a gettare immotivatamente in pessima luce alcuni dei pochissimi impianti di fitodepurazione realizzati in Abruzzo.

Per questi motivi l’Agenzia ritiene doveroso segnalare il significato corretto dei dati e chiede agli Organi d’Informazione di pubblicare la presente rettifica ai sensi delle norme sulla stampa.

La precisazione riguarda in modo particolare i risultati dei controlli effettuati nel II trimestre del 2016 sui sistemi di fitodepurazione di Aielli, Prata D’Ansidonia e Pettorano Sul Gizio sui quali sono stati prelevati, per ciascun impianto, campioni di liquami in ingresso all’impianto di depurazione (e avviati al trattamento), e un altro campione di acque in uscita dall’impianto e avviate allo scarico, dopo il trattamento depurativo.

Tale modalità di campionamento (in ingresso e in uscita dall’impianto) si attua tipicamente per verificare la capacità di abbattimento di questi depuratori che si basano su tecnologie depurazione naturale.

Tali dati sono stati illustrati nel corso del seminario scientifico nazionale, pubblico, che l’Arta ha svolto nel mese di maggio c.a. a Pescara e al quale evidentemente il Forum Acqua non ha ritenuto di dover partecipare perdendo un’occasione straordinaria di crescita sull’argomento in questione su cui purtuttavia interviene costantemente in pubblico.

Il Forum Acqua ha considerato i liquami in ingresso all’impianto di depurazione come se in realtà fossero acque già trattate e avviate allo scarico (quest’ultime sono le sole su cui si applicano i limiti di Legge).

Le analisi pubblicate dall’Arta hanno messo in evidenza una situazione completamente diversa da quella denunciata dal Forum dell’Acqua. Mostrano che i fitodepuratori sono in grado di fornire prestazioni elevatissime nell’abbattimento del carico organico e degli inquinanti chimici e microbiologici nelle acque di scarico.

La capacità di abbattimento della carica batterica fecale, peraltro senza l’utilizzo di disinfettanti (!), in modo particolare per Escherichia coli, ha raggiunto performances fino al 99,9 %; efficacia è stata registrata anche per l’eliminazione della Salmonella, da parte dell’impianto di Prata D’Ansidonia.

Pertanto, quando il Forum Abruzzese scrive sull’articolo pubblicato su Zac 7 il 12/08/16 “Depuratori: i dati ARTA certificano un sovrannumero di batteri a Pettorano “ e ancora “Si tratta di Escherichia coli necessari impianti di fitodepurazione” ignorando che l’impianto di Pettorano Sul Gizio è già un impianto di fitodepurazione, purtroppo dimostra non solo di non conoscere la realtà ma anche di non aver letto male le analisi pubblicate dall’ARTA dalle quali risulta invece che i valori di Escherichia coli sui liquami non trattati, in ingresso erano pari a 4.300.000 UFC/100ml mentre i valori in uscita erano di 1800 UFC/100ml su un limite autorizzato di 5000 UFC/100 ml.

Nel caso dell’impianto di depurazione di Aielli , per il quale il Forum Abruzzese dell’Acqua, sempre in riferimento alla carica batterica, ha scritto “I dati dell’Arta rappresentano una situazione gravissima, con depuratori che mostrano valori fino a 10.800 volte i limiti consigliati dalla legge, come nel caso di Aielli” si deve invece evidenziare che sono stati riscontrati valori di Escherichia coli in ingresso pari a 54.000.000 UFC/100 ml e il valore in uscita dal fitodepuratore nelle acque avviate allo scarico era di 1900 UFC/100ml.

Lo stesso per l’impianto di Prata D’Ansidonia, segnalato sull’articolo pubblicato dal Centro il 13/08/16 per il quale sono stati registrati valori di Escherichia coli in ingresso di 1.200.000 UFC/100ml e valori in uscita di 640 UFC/100ml, quindi valori assolutamente conformi ai limiti consigliati sulle Tabelle dell’Allegato 5 del D.Lgs 152/06 (il limite è 5.000).

La realtà mostrata dai dati, perfettamente leggibile nei rapporti pubblicati dall’Arta, pertanto, è opposta rispetto a quella enfatizzata dal Forum Acqua: nessuna situazione disastrosa mentre, al contrario, elevata capacità degli impianti di fitodepurazione a svolgere il proprio compito a costi contenutissimi, a basso impatto ambientale e paesaggistico e senza sprechi energetici ed apparecchiature elettromeccaniche.

I Comuni dotati di tali impianti sono largamente all’interno dei limiti di legge e con tecnologie sostenibili.

A riguardo nel confermare che l’Agenzia con i propri Tecnici è disponibile a fornire spiegazioni e corrette interpretazioni, si invita il Forum Acqua a confrontarsi con i Tecnici prima di lanciare all’opinione pubblica notizie affette da errori grossolani che, oltre a mettere in cattiva luce le competenti Istituzioni, possono creare allarmi e contestazioni ingiustificate.Pescara, lì 02 settembre 2016 Il Direttore Tecnico
Dott. Giovanni Damiani

 

"Alla c.a. del dr. Bruno Vespa

"Alla c.a. del dr. Bruno Vespa

Gent.mo direttore, senza alcun intento polemico ma solo per una doverosa precisazione, vorrei segnalarle che il Miserere, che dal 1954 è cantato all’Aquila, è del compositore teatino Saverio Selecchy, nato a Chieti nel 1708 ed ivi morto nel 1788. Fra le tante opere dello stesso, è in primo piano il Miserere che, sin dagli anni trenta del settecento, fu eseguito durante la Processione del Venerdì Santo di Chieti (a detta di molti la più antica d’Italia, 843).

Il M° Selecchy era contemporaneamente Maestro di Cappella della Cattedrale di S. Giustino e della Nobile Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, che mi onoro di governare e che dal 1603 organizza la Processione, alla quale donò in perpetuo il suo struggente spartito con l’obbligo morale di eseguirlo durante la Solenne Processione.

Il sentimento che lega i miei concittadini a questo canto e alla Processione è semplicemente indicibile.

Grande pertanto fu il dolore quando, - senza mai chiedere né informare alcuno - fra Roccioletti “rubò” il nostro Miserere e comprò musici e cantori (sue testuali parole) per eseguirlo la prima volta nel 1954 all’Aquila. Devo dirle francamente che, per oltre cinquant’anni, questo episodio è rimasto per noi una ferita aperta. Quando però alle 3,32 del 9 Aprile la terra tremò, tutto passò e personalmente, oltre fare quel poco che si poté in quelle ore, chiesi se i nostri Fratelli Aquilani avessero voluto che Coro e Orchestra di Chieti (300 elementi) venissero a suonare insieme il Miserere in processione.

Non fu possibile e, allora, la sera del Venerdì Santo dell’anno 2009, sul punto più alto di Chieti che guarda il Gran Sasso, volli far fermare la Processione, girare Cantori e Musici verso L’Aquila, per intonare il Miserere. 

Quest’anno, invitato da Angelo De Nicola in una conferenza all’Aquila, ho ricordato, fra la commozione dei presenti, questo episodio: era presente anche fra Roccioletti (che morirà poche settimane dopo) con il quale abbiamo sancito pace definitiva augurandoci che il Miserere diventi l’inno di tutte le Processioni d’Italia.

 

E’ un piccolo, significativo episodio che mi piaceva fosse conosciuto.

 

Sarebbe bello che in altre occasioni, anche per il rispetto per la storia e le persone che l’hanno attraversata, Ella presenti il Miserere non “dell’Aquila” ma di Selecchy il suo Autore.

 

Cordialmente Giulio Obletter

 

Al Dott. Dino PEPE

Al Dott. Dino PEPE

Assessore Regionale alle Politiche Agricole

Via Catullo, 17

65125 PESCARA

Al Dott. Silvio PAOLUCCI

Assessore Regionale al Bilancio

v.le Bovio

65125 PESCARA

Oggetto: DIFFICOLTA OPERATIVE UFFICI TERRITORAILI DELL’AGRICOLTURA,

       

      Gentilissimi Signori Assessori Regionali alle Politiche Agricole ed al Bilancio,

riceviamo segnalazioni dall’intera regione di difficoltà operative che hanno tecnici e funzionari distaccati presso gli uffici territoriali dell’agricoltura nel portare avanti il loro ordinario lavoro a causa di una sistematica impossibilità nell’utilizzo delle autovetture di servizio a causa della mancanza di carburante.

Questa situazione, già in passato segnalata dalla scrivente Organizzazione Professionale Agricola a codesti assessorati, produce nocumento alle imprese agricole che hanno in itinere progetti d’investimento e sviluppo o che già l’hanno realizzato ed attendono i controlli tecnici conclusivi per avere il necessario collaudo.

Apprendiamo che, al momento, le uniche eccezioni consentite sono quelle legate ai sopralluoghi per la verifica dei danni prodotti dagli animali selvatici in particolare cinghiali sicuramente una cosa lodevole ma largamente insufficiente rispetto alle necessità ed aspettative.

A questa situazione Vi chiediamo di porre un solerte ed immediato rimedio sia per garantire il disbrigo delle pratiche in giacenza presso i suddetti uffici territoriali dell’agricoltura che avere una situazione di maggiore agibilità allorquando, a breve, inizieranno le procedure di verifica e controllo alle istanze che perverranno per numerosi bandi legatiu al psr Abruzzo 2014/2020.

In attesa di cortese riscontro, con l’occasione, Vi porgo i più vivi e cordiali saluti.

Pescara 25/8/2016

Il  Presidente Copagri Abruzzo

(Agr. Camillo D’AMICO)

 

PARCO COSTA TEATINA

Interrogazione del Deputato SI Melilla su ritardi perimetrazione 

 
 

Interrogazione del Deputato Si On. Gianni Melilla sui ritardi del Governo riguardo l'approvazione definitiva della perimetrazione Parco Costa Teatina.


Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri

per sapere - premesso che Premesso che:

Il tratto costiero della Provincia di Chieti è sicuramente quello di maggior pregio dei circa 125 km di fascia costiera abruzzese.

Tra Ortona e Vasto, in poco più di 50 km, troviamo 7 Riserve Naturali Regionali (Ripari di Giobbe, Acquabella, Grotta delle Farfalle, San Giovanni in Venere, Lecceta di Torino di Sangro, Punta Aderci, Marina di Vasto, 1 Sito di Importanza Regionale (il Corridoio Verde, ai sensi della L.R. n.5/2007) e 6 Siti di Importanza Comunitaria (IT7140106 Fosso delle Farfalle, IT7140107 Lecceta litoranea di Torino di Sangro e Foce Fiume Sangro, IT7140111 Boschi riparali sul Fiume Osento, IT7140108 Punta Aderci, IT7140109 Marina di Vasto, IT7140127 Fiume Trigno) oltre a numerose stazioni dove sono segnalate specie vegetali in via d’estinzione e in lista rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature) come documentato dall’Università de L’Aquila dal gruppo del Prof. Pirone. 

Complessivamente risultano protetti 11,41 Km2, pari al 3,7% del territorio costiero, considerando solo le aree protette. Superficie che aumenta fino a 19,3 Km2, pari al 6,3% se consideriamo anche la parte ricadente nei Siti d’Importanza Comunitaria della Rete Natura 2000. 

Con la Legge n°344/97 (art. 4, comma 3), la “Costa Teatina” viene inserita (su proposta del Sen. Staniscia) tra le “prioritarie aree di reperimento” previste dalla Legge n°394/91 (lettera l-bis, comma 6, art. 34) e sulle quali si dovevano realizzare Parchi Nazionali.

Successivamente la Legge n°93/2001, all’art.8 comma 3, avvia l’iter di istituzione, ricordando le procedure e le intese richiamando la L.394/91 e fissa in lire 1.000 milioni dal 2001 i limiti massimi di spesa per l’istituzione e il funzionamento. 

La Giunta Pace, allora al Governo Regionale, ricorre alla Corte Costituzionale contro la L.93/01 per dichiarazione di incostituzionalità e, comunque, per conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato. La Corte Costituzionale con la sentenza n°422/2002 depositata il 18 ottobre 2002 dichiara “non fondata” la richiesta della Regione Abruzzo e ribadisce la legittimità dell’art. 8, comma 3, della legge 23 marzo 2001, n. 93. 

Nel 2005 cambia il Governo Regionale e, con la dismissione della tratta Adriatica - tra Ortona e Vasto - di RFI, si torna a parlare di Costa Teatina. Viene fatta una prima proposta dall’Assessore Regionale Franco Caramanico e il 6 settembre 2006 una delegazione abruzzese guidata da Caramanico s'incontra con il Direttore del Servizio di Conservazione della Natura del Ministero dell’Ambiente riavviando l’iter di perimetrazione del Parco Nazionale della Costa Teatina. Dopo diversi mesi di confronto con i Comuni, deliberano solo in tre a favore del Parco (Vasto, San Salvo e Francavilla) e si approda quindi, dopo un confronto di un anno e mezzo con associazioni ed Università, al “Sistema delle Aree Protette della Costa Teatina” con la Legge Regionale n°05/2007.

L’iter del Parco rallenta di nuovo. Vista la renitenza dei Comuni, la Direzione Regionale competente formula una proposta di perimetrazione e la invia ai Comuni e al Ministero (2008). A luglio 2008, arrestato l’allora Presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco, si va verso le elezioni di dicembre e l’iter si ferma di nuovo. 

A fine aprile 2010, anno internazionale della biodiversità, con il Direttore Aldo Cosentino in procinto di andare in pensione, il Ministero dell’Ambiente riprende gli iter dei Parchi sospesi (ne mancano ancora 5 da istituire: Costa Teatina, Isola di Pantelleria, Egadi e litorale trapanese, Eolie e Iblei). Il 10 Maggio 2010, Regione Abruzzo, Provincia di Chieti e Comuni Costieri (Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, Vasto e San Salvo) sono convocati a Roma presso il Ministero dell’Ambiente e si riavvia l’iter d'istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina: alla Regione viene affidato il compito di riconvocare i Comuni e la Provincia per definire una nuova perimetrazione condivisa entro la fine del 2010. Il 9 luglio 2010 la Regione Abruzzo, quindi, convoca i Comuni e la Provincia di Chieti e, preso atto della contrarietà alla proposta di perimetrazione elaborata dalla Direzione Regionale Aree Protette e Parchi del 2008, si concorda di lavorare su un' ipotesi che preveda 4 zone, anticipando la zonazione nel Decreto Istitutivo e graduando meglio i vincoli in considerazione delle valenze naturalistiche e dell’antropizzazione del territorio. Ogni Comune si prende l’onere di deliberare in merito, decidendo se essere favorevole o contrario, definendo anche una perimetrazione per il territorio di competenza da rimandare in Regione Abruzzo per una successiva integrazione e raccordo complessivo delle proposte. Si ipotizza di terminare questa fase per settembre/ottobre. Dopo diversi incontri di coordinamento la questione resta sospesa: tra agosto e ottobre solo alcuni Comuni si muovono e iniziano la discussione avviando dei percorsi di confronto ed ascolto anche con i cittadini, tra questi Fossacesia, Torino di Sangro e Vasto. Nello specifico: Torino di Sangro delibera in Consiglio sulla volontà di dare origine al Parco e di definire una perimetrazione su 4 zone come concordato in Regione, Fossacesia ne discute nel suo Forum Ambiente e approva in Commissione Urbanistica la proposta di perimetrazione su 4 zone, Vasto approva un ordine del giorno e rimanda la discussione della perimetrazione. 

Con DPCM in data 4 agosto 2014 l’Arch. Giuseppe De Dominicis, Presidente emerito della Provincia di Pescara, è stato nominato quale "Commissario ad acta" per l’istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina. Nell’ambito della procedura per l’istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina, disciplinato dalla Legge n. 394/91 e ss. mm. e ii., il menzionato "Commissario ad acta" dell’istituendo Parco, ne ha definito -  nel mese di maggio 2015 - la perimetrazione provvisoria, permettendo con tale fondamentale atto propedeutico una auspicabile e pronta emanazione da parte del Governo del relativo ed indispensabile Decreto Istitutivo dell’area protetta in argomento. Nonostante i tempi e le procedure cui è vincolato il Commissario per la perimetrazione provvisoria, numerosi sono stati gli incontri con Associazioni e Amministratori locali con diversi suggerimenti e proposte avanzati, accolti e riportati in cartografia o in normativa.

Ad oggi, per istituire il Parco della Costa Teatina, continua a mancare solo la firma della Presidenza del Consiglio dei Ministri. 

Vorremmo sapere se ci sono, e quali sono, i motivi che impedirebbero la chiusura dell'Iter a distanza ormai di un anno dalla fine degli adempimenti degli altri enti competenti.

 

 

Al Dott. Dino Pepe

Egregio Dott. Dino PEPE

Assessore Regionale alle Politiche Agricole

Via Catullo, 17

65125 PESCARA

 

Oggetto: RICHIESTA DI CONVOCAZIONE TAVOLO VERDE SU “CRISI COMPARTO CEREALICOLO” ;

Egregio Assessore,

la situazione del comparto cerealicolo abruzzese risente pesantemente del calo consistente e generalizzato dei prezzi di mercato facendo sì che la campagna agraria sarà fortemente negativa per tantissime aziende agricole che hanno questa vocazione produttiva.

I prezzi sono in caduta libera facendo attestare intorno a € 16,00 quintale il grano duro ed il tenero circa ad  € 15,00.

Nel 2015  il tenero ebbe un prezzo medio di € 20,00 a quintale ed il duro intorno ad

€ 33,00.

Al momento 100 chili di grano valgono meno di 7 chilogrammi di pane!!!

La produzione ad ettaro è buona attestandosi tra i 45 – 50 quintale ad ettaro con un discreto valore proteico intorno 12 – 12,5%.

Mediamente, per produrre un buon quintale di grano, occorrono circa € 22,00 e, per pareggiare i costi, gli agricoltori sono costretti a prendere gran parte dei già magri comunitari.

Solo alcuni fortunati agricoltori potranno vantare a fine campagna agraria un guadagno netto di € 100 – 150 ad ettaro; per tanti l’annata si chiuderà in profondo rosso.

La situazione è grave, gravissima ed il rischio di un sistematico abbandono produttivo delle superfici è fortemente realistico con notevoli ripercussioni sulla tenuta fisica ed ambientale del territorio.

Chiaramente il contesto in cui agire è nazionale ma anche Noi qui in Abruzzo possiamo fare la nostra parte confidando anche sulla presenza di due grandi marchi mondiali della pasta come “De Cecco” e “Del Verde” costruendo con loro degli accordi di filiera che garantiscano qualità e quantità unitamente ad un prezzo minimo che remuneri i produttori agricoli che vorranno poi aderire.

Con la presente, pertanto, Le CHIEDO la solerte convocazione del “tavolo verde” dove porre al centro della discussione e del confronto l’oggetto della presente nota.

In attesa di cortese e solerte riscontro, con l’occasione, La saluto cordialmente.

 Il Presidente

(Agr. Camillo D’AMICO)

 
Pagina 1 di 28