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Lettera a...

Al Presidente della Provincia di Chieit

Egregio Dott. Mario PUPILLO

Presidente Amministrazione Provinciale

c.so Marruccino, 93

66100 CHIETI

 

Egregio Geom. Antonio TAMBURRINO

Vice Presidente Amministrazione Provinciale con delega alla viabilità

c.so Marruccino, 93

66100 CHIETI

Oggetto: grave situazione di precarietà della ex SS 86 Istonia nel centro urbano di Cupello;

Cari Mario ed Antonio,

se in Aprile è “…dolce dormire” in Maggio “…si va adagio, adagio” ma poi arriva Giugno e scoppia l’estate con il solleone e si pensa alle vacanze; la voglio buttare sull’ironia (amara) per rappresentarVi per l’ennesima e, spero, ultima volta il pietoso stato in cui versa il tratto urbano di Cupello dell’ex SS 86 Istonia più volte saltata alle cronache ufficiali dei media sia per le mie numerose e reiterate sollecitazioni formali (volentieri sottaccio le verbali e informali) che per la protesta animata dal Sindaco ed alcuni cittadini lo scorso 14 Ottobre del 2015.

Più volte mi avete non solo garantito ma assicurato che i soldi ci sono, perché derivanti dal ribasso d’asta di un intervento più ampio che ha riguardato tutta la viabilità provinciale afferente il comune di  Cupello, che il progetto di variante pronto e rimarrebbe solo da espletare la gara di appalto.

Una prima promessa prevedeva che i lavori si sarebbero effettuati prima di Pasqua ultima scorsa, una seconda prima della recente festa (sagra) del carciofo ed adesso? A domanda mi sono sentito rispondere che il problema deriverebbe da problemi organizzativi e procedurali dell’ufficio ragioneria (!); suvvia, amici cari, anch’io ho amministrato l’Ente da Voi oggi rappresentato quando erano ancora gli elettori a scegliersi gli amministratori in maniera diretta e democratica e, senza presunzione alcuna, vi dico che i problemi da Voi paventati sono sempre stati tali ma li si superava con la volontà politica.  

Rispetto a questa vicenda, onestamente, verifico che non c’è affatto così da farmi risultare bugiardo ed inaffidabile rispetto ai miei concittadini. La situazione della strada è ai limiti della sicurezza e percorribilità  risultando pericolosa per i pedoni che vi transitano a causa delle pietre e ciottoli che emergono dal sottofondo stradale in continuazione a causa del passaggio di mezzi di ogni peso e genere.

Se fossi stato Sindaco di questa comunità, piuttosto che proteste e/o sceneggiate avrei da tempo emesso un ordinanza di divieto di transito!!

Non intendo più attendere perché, se anche rispetto a questa ulteriore e definitiva nota non avrò risposte certe e concrete, sarò io a mettermi alla testa degli esagitati cittadini residenti che hanno perso non solo la pazienza ma anche ogni genere di fiducia.

In attesa di risposta, con l’occasione, Vi saluto cordialmente.

Cupello 9 Maggio 2016

 

Camillo D’Amico

 

Al Dott. Dino Pepe

Egregio Dott. Dino PEPE

Assessore Regionale alle Politiche Agricole

Via Catullo, 17

65125 PESCARA

 

                                                                 

Oggetto: ritardo nei pagamenti domande pac 2015 da parte di Agea;

 

In allegato la nota richiamata in oggetto inviata stamane all’assessore regionale alle Politiche Agricole per sollecitarlo ad intraprendere una decisa iniziativa verso l’Agea ed il Ministero delle Politiche Agricole per il pagamento delle domande uniche della pac del 2015 in fortissimo quanto ingiustificato ritardo. Il valore dei titoli definitivi, relativo ad ogni singolo agricoltore avente diritto, è statuito dallo scorso 1^ Aprile ma il ritardo ancora accumulato è grave e dannoso per le aziende agricole ormai stressate e finanziariamente al collasso. L’Abruzzo è una delle 13 regioni Italiane servite da Agea per i pagamenti in quanto non si è dotato di un proprio Ente pagatore come fatto da altre come Lombardia, Veneto, etc. Ritengo che una decisa iniziativa politica, che fa il paio con quella quotidianamente portata avanti dalle Organizzazioni Professionali Agricole e dai CAA a livello nazionale, possa accelerare le procedure di liquidazione dei premi agli aventi diritto.

Vi prego darne diffusione e divulgazione.  

Grazie e cordiali saluti.

Camillo D’Amico, presidente Copagri Abruzzo

 

Al Presidente della Regione Abruzzo

Al Presidente della Regione Abruzzo
Ai decisori eletti
Ai rappresentanti di associazioni e portatori di interesse locali
A Loredana di Paola, WWF

(Proposta di Legge Regionale per la trasparenza e adeguatezza degli interventi pubblici)

Non è quello delle piste ciclabili del lungomare di Montesilvano (vedi seguito e allegati) il primo caso di intervento pubblico inadeguato, fuori norma, incoerente, dannoso o immotivatamente costoso per la comunità, che provoca una reazione negativa nelle comunità locali, e talvolta un contenzioso con ritardi e sprechi di risorse.
Né  è solo la VIA, valutazione di impatto ambientale, che può garantire da errori e sviste costose per la comunità, essendo riservata a limitate categorie di opere. 
Credo che occorra una legge, almeno regionale (magari proposta dalle associazioni o da eletti responsabili), a tutela dell'interesse pubblico, dell'efficacia dell'intervento pubblico,  della trasparenza e partecipazione dei cittadini all'azione pubblica.

Potrebbe prescrivere che:
"Per ogni opera pubblica a partire da 100 mila euro in su (per escludere gli interventi di sola manutenzione), o che comunque modifichi le caratteristiche fisiche e funzionali dell'ambiente esistente (per includere, ad esempio, il taglio di alberi importanti), finanziata da fondi pubblici o che comunque gode di contributi e agevolazioni pubbliche, il progetto o documento autorizzativo deve essere pubblicato on line almeno 30 giorni prima dell'approvazione del progetto definitivo, e l'avviso di pubblicazione notificato sulla stampa locale, per ricevere osservazioni, proposte di modifica o miglioramento da parte di cittadini e portatori di interesse locali. Le osservazioni e controdeduzioni dell'ente approvante, obbligatorie e motivate,   devono essere inserite nell'atto di approvazione e pubblicate insieme al progetto. Esse costituiscono prova di trasparenza, coerenza,  adeguatezza e proporzionalità dell'intervento pubblico. Laddove risultassero insufficienti e immotivate costituirebbero presupposto per l'azione legale nei confronti di responsabili e decisori.

Credo che migliorerebbe molto l'adeguatezza della spesa pubblica e avvicinerebbe un poco i cittadini ai politici e alle istituzioni.

 

FERMIAMOLI -   BIKE TO COASTvandalizza il Lungomare di Montesilvano con un progetto quasi segreto ma pieno di errori progettuali.FERMIAMOLI - Senza pubblicare da nessuna parte un progetto pagato con i soldi pubblici, la Provincia di Pescara, per completare la pista ciclabile lungomare, ritaglia i marciapiedi esistenti da -30 cm a - 1,50 m, creando un mostruoso velodromo, senza verde, senza parcheggi, pericoloso per pedoni e biciclette, e senza rispettare le norme sulle barriere architettoniche né il Codice della Strada.FERMIAMOLI - Per "mettere a norma" una pista ciclabile, si sfasciano i marciapiedi pedonali, si tolgono i parcheggi senza recuperarli sull'altro lato, si crea una pericolosa trincea velodromica.

FERMIAMOLI -  Nel progetto della Provincia (ed il quello approvato dal Comune) ci sono diversi errori progettuali, non rispetto delle norme sulle barriere architettoniche e del Codice della Strada, oltre che evidenti stupidaggini progettuali.
Nessuno ha ritenuto di pubblicare il progetto prima che fosse realizzato per ascoltare osservazioni e suggerimenti da parte di cittadini e portatori di interesse, così se ne scopre il contenuto solo a cantiere avviato. L'intervento potrebbe ancora essere realizzato con maggior ragionevolezza, ma occorre essere disponibili ad ascoltare e a discutere...
E non ci si venga a dire che che siamo i soliti "Nimby" che vogliono impedire qualsiasi opera pubblica. Anche quando si commettono evidenti errori e si dilapidano le risorse pubbliche per distruggere invece di migliorare.Più informazioni sul periodico IL SORPASSO gratuito nelle edicole di Montesilvano, e sul web.

 

Al Direttore della R.F.I.

Al Direttore della R.F.I.

Via Marsala – Roma

Al Sig. Sindaco di Scurcola Marsicana (AQ)

Oggetto: Lo stato di abbandono Stazione di Cappelle Fraz. Scurcola Marsicana (AQ)

Durante una consueta passeggiata nei dintorni di Avezzano, ci siamo fermati nei pressi della graziosa Stazione di  Cappelle per entrare, poi, nel piazzale posto sul lato sinistro di detto fabbricato. Incuriositi e sorpresi dell’incuria in cui giace tale sito, abbiamo avuto la gradevole sorpresa di trovare, in uno stato di completo abbandono, una “Pesa” struttura che veniva utilizzata, molti decenni orsono, per pesare i carri ferroviari soprattutto, a detta di alcuni nativi, da parte dello Zuccherificio di Avezzano.; sono presenti il piccolo raccordo ai binari della ferrovia Roma – Pescara, la piattaforma in acciaio utilizzata per pesare i carri e quant’altro e  un cabinotto dove è posizionata la bilancia ( vedi foto 1 ) che appare integra e completa dei componenti. Il detto manufatto fa parte dell’immobile adibito a Scalo Merci che versa in un completo stato di abbandono tanto da risultare effettivamente assai pericoloso per possibili crolli del tetto e delle murature. ( vedi foto 2); dall’altra parte del rilevato ferroviario è presente una strada comunale ( Comune di Scurcola Marsicana) che unisce la SS 5 bis con la S.P. per Cese. Tale strada risulta essere in tutta la sua lunghezza completamente dissestata con  massicciata stradale ormai completamente inesistente ,con profondi avvallamenti, e con ingombrante vegetazione ai lati.

Un recupero della Pesa e del fabbricato adibito a Scalo Merci rappresenta una operazione di recupero di una specifica emergenza architettonica che, pur appartenendo ad una architettura minore, la riteniamo molto significativa sotto l’aspetto della memoria storica e della cultura in genere. Unitamente a tale operazione , potrebbe rivitalizzare detta località, la sistemazione della strada sopra descritta che, creando un collegamento dal centro urbano di Scurcola al Centro Commerciale sulla Tiburtina, può essere utilizzata come pista ciclabile e come piacevole percorso per distensive passeggiate o  per futing.

Si segnala anche, doverosamente,, un altro aspetto che riteniamo meritevole di considerazione da parte della R.F.I. Proseguendo in direzione di Avezzano a poca distanza dalla Stazione sono state recentemente eliminate le siepi poste a lato dei binari proprio davanti ad alcune abitazioni. Gli abitanti  hanno fatto presente la inopportunità di tale iniziativa. In effetti la eliminazione delle siepi laterali svolgendo esse non solo una importante funzione di barriera psicologica ( del treno è vista solo la parte sommitale ) ma anche una altrettanto utilissima barriera antirumore, è sicuramente non condivisibile.

Siamo a suggerire, quindi, nell’interesse della Comunità, rispettivamente alla R.F.I. ed al Comune di Scurcola,  il recupero della “PESA” , del fabbricato adibito a Scalo Merci ed alla sistemazione della strada sopra descritta. Si sollecita infine le RFI qualora non ostino motivazioni di superiore interesse, di ripristinare le siepi  e la recinzione ivi manjhcante. Con la certezza che quanto segnalato trovi una positiva accoglienza, si porgono cordiali saluti e sentiti ringraziamenti per la attenzione prestata.

Augusto Di Bastiano

Ettore Ricci

 

Al Presidente dell'Anpi

Preg.mo Presidente dell’ANPI – Teramo

Sen. Antonio Franchi

Vs. residenza privata

e.p.c. alle redazioni giornalistiche

vs. sedi istituzionali

Giulianova, 5 aprile 2016.

Oggetto: lettera aperta al Presidente Provinciale dell’ANPI di Teramo, Sen. Antonio Franchi.

Giulianova. Il prossimo 7 aprile, presso la Sala consiliare, presenterà alla stampa il 16° Congresso dell’ANPI - Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, che si svolgerà a Giulianova sabato 9 aprile sul tema: “Con i valori della Resistenza e della Costituzione, verso un futuro democratico e antifascista”.

Con la presente, La volevo ringraziare pubblicamente per avermi invitato ufficialmente il prossimo 9 aprile per presenziare al 16° Congresso dell’ANPI di Teramo che si svolgerà a Giulianova, dove verrà ricordato, tra l’altro, anche la figura di mio padre, il mai dimenticato sindacalista giuliese Carlo De Berardinis (1924-2003). Dopo 13 anni, Lei e l’ANPI ricordano questa figura che tanto aveva dato alla sua Giulianova: attraverso la lotta e il duro lavoro per sostenere i più deboli e soprattutto i lavoratori della terra. Per fortuna Lei e l’Associazione che rappresenta si è degnata di ricordarlo, altre istituzioni non si sono degnate neanche di rispondere alle mie legittime richieste di ricordarlo e altre negando addirittura patrocini ad eventi collegati al ricordo della sua vita umana e professionale pubblicati poi sul sito web che lo ricorda http://carlodeberardinis.blogspot.it/ . Anche l’ANPI nazionale sul suo portale, nel luglio del 2013, ricordò la sua figura attraverso l’inserimento della sua scheda biografica nella sezione “Donne e Uomini della resistenza” all’indirizzo web:  http://www.anpi.it/donne-e-uomini/3056/carlo-de-berardinis .

Nel ringraziarle per la dimostrazione di stima e affetto verso la figura di quest’uomo, La saluto cordialmente augurandole buon lavoro.

In fede

Walter De Berardinis

Scheda Biografica di Carlo De Berardinis (1924 Cologna paese – 2013 Giulianova)

Il sindacalista Carlo De Berardinis nacque all’alba (03:00) del 29 novembre del 1924 in una delle tante masserie di proprietà delle famiglie Mazzarosa-Devincenzi (i Mazzarosa erano di Lucca e i Devincenzi di Notaresco), in località Cologna Paese. Il papà era Giovanni e la madre Grazia Di Bonaventura, ed erano alla dipendenze proprio dei Mazzarosa-Devincenzi. Era il quartogenito di 7 figli, gli altri erano: Arturo (poi perito in servizio con i Bersaglieri a Udine), Carlo (morì appena nato), Aldo, Arduino, Vincenzo, Clementina (morta giovanissima) e di nuovo Clementina (oggi l’unica vivente). Il suo nome era stato volutamente imposto dalla madre per ricordare il suo primo marito morto in Trentino Alto Adige (Caoria di Canal San Bovo) nella grande guerra del 1915/18. Pochi mesi dopo la sua nascita, il nonno Gaetano e sua moglie Annunziata Di Giangiacomo (di Varano di Teramo), decisero di investire i loro risparmi a Giulianova acquistando dei terreni con annesso casolare della famiglia di Costanzo Trifoni e di sua moglie Silvia Ricci, alla modica cifra di circa 80.000 lire per 10° ettari di terreni in contrada Capocelletti di Colleranesco. Solo nel 1936, la sua famiglia, si trasferì definitivamente a Giulianova. Intanto a Cologna Spiaggia frequentò le scuole dell’obbligo per poi passare, una volta giunto a Colleranesco, al Regio Istituto “Raffaello Pagliaccetti” di Giulianova Alta (oggi Scuola Elementare De Amicis). Il padre Giovanni, che in passato aveva avuto dei timidi contatti con i socialisti di quel tempo, con l’avvento del Fascismo per quieto vivere si adeguò al sistema. Non per il figlio Carlo, che mal volentieri era costretto a frequentare le famose adunate del sabato Fascista (il percorso era dall’antistadio di Via Migliori, passando per Piazza della Libertà, Corso Garibaldi, Via Acquaviva, Via del Popolo e poi di nuovo al Campo della Fiera). In un freddo pomeriggio, dopo il rituale discorso del Federale locale, lui si rifiutò di aderire alla MVSN (Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale), il Federale andò su tutte le furie accusandolo di essere un sovversivo, un traditore della patria e un cospiratore, facendo volare anche dei ceffoni. Questo sarà per lui l’episodio che più lo segnerà per le future scelte politiche. Chiamato alle armi il 12 gennaio del 1943, fu riformato per problemi di Salute. Nel luglio dello stesso anno, dopo la caduta del Fascismo, avendo già preso contatti con il giovane Avvocato Ricardo Cerulli, partecipò all’occupazione simbolica del Palazzo del Fascio (oggi ex ufficio del Registro in Via Gramsci). Dopo pochi giorni, anche a Giulianova, arrivarono i tedeschi. Anche la sua famiglia subì razzie e soprattutto gli furono requisiti tutti gli animali adibiti al trasporto, tra cui una cavalla bianca (Ida) e il suo calesse. Nonostante veniva fermato quotidianamente dalla polizia tedesca, per il semplice fatto che non era al fronte, se la cava sempre perché portava dietro di se il certificato di riforma. Finche, con l’intensificarsi dei bombardamenti, fu prelevato insieme ad altri giovani del posto e portato tra le file della Todt (servizio obbligatorio del lavoro) per ricostruire i vari ponti e passaggi di fortuna per le armate tedesche in ritirata verso nord. Finalmente, dopo alcune giorni di duro lavoro manuale, scappò insieme ad altri e si diede alla macchia. Vagò per alcuni giorni nelle campagne circostanti fino ad arrivare nel territorio di Campli. Quando ritornò nel suo casolare, insieme al padre e gli altri fratelli più piccoli, scavarono un rifugio antiaereo per nascondesi e soprattutto per non farsi vedere dal vicino presidio tedesco dislocato nella Villa dei Trifoni. Anche lui, dopo qualche discussione e soprattutto ammaliato dal carisma del giovane Avvocato Riccardo Cerulli, si unì ai circa 80 uomini della banda denominata “la Giuliese Garibaldi”. Alla fine del conflitto, ci fu grande festa anche a Giulianova con un improvvisata sfilata per il corso principale. Alla guida di un carretto trainato da un cavallo vi era Paolo Marracini e anche Carlo. Tra le loro file c’erano anche: l’Avv. Riccardo Cerulli, Attilio Battistelli, Alfredo Parere, Dino Macellaro, Renato Rossi, i fratelli Pasquale e Giorgio Campeti, Giuseppe Martinelli, Donato Falà, Lenin Tancredi, Attilio Piccinini, Paolo Marracini, Renato Giuliucci, Enrico Ettorre, Tommaso Umile, Tommaso Mascaretti,  ed altri antifascisti giuliesi. Pochi giorni dopo, essendo stato il primo rappresentante della Federterra (Federazione dei Lavoratori della Terra), insieme a Sante Ferri del P.C.I. (Partito Comunista Italiano), Pio Macera della C.G.I.L. (Confederazione Generale Italiana Lavoratori), occuparono di nuovo gli uffici della casa del Fascio. Solo il 15 settembre del 1951, dopo che furono tutti e tre condannati dallo Stato italiano, per occupazione abusiva di una sede pubblica, dovettero spostarsi. Intanto molti esponenti del PCI locale cercavano di convincere il compagno “Carluccio”, questo il diminutivo che gli affibbiarono oltre al suo soprannome della sua casata “Ciok”, ad aderire alla formazione politica di Gramsci. Anche se lui simpatizzava per quest’ultima formazione politica, pare che avesse già la tessera nel 1945, nacquero degli attriti con i compagni di Colleranesco per via della sua famiglia che era già proprietaria di vasti appezzamenti di terra. Fu l’amico e compagno Amedeo Grue a raccogliere e iscrivere il giovane De Berardinis tra le file del P.S.I. (Partito Socialista Italiano), dove ritrovava un altro fedele amico come Romolo Trifoni. Noti anche i battibecchi con l’allora Parroco di Colleranesco, Padre Serafino Colangeli, per via della contrapposizione tra i cattolici e la sinistra. Dal 17 al 21 ottobre del 1946 fu presente come delegato al 1° Congresso Nazionale della Federterra a Bologna. Nel gennaio del 1947, per conto dell’Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura   di  Teramo,  istituì   corsi  d’aggiornamento  per  i  giovani  e  meno giovani  agricoltori  della  Val Tordino; nel aprile del 1956, sempre per conto dello stesso ente, fu inviato  come  docente all’Ente Riforma del Fucino di Avezzano e poi Paganica. Intanto, nel mondo agricolo, si fanno pressanti i bisogni di quest’ultimi per rivendicare i diritti basilari come: maggior reddito, maggiori servizi e una maggiore partecipazione alla vita politica e sociale nel paese. La sua Federterra diventa Confederterra, nata dalla riunificazione della Federbraccianti, Federmezzadri e Associazione dei Coltivatori Diretti. Nel 1955 aderisce all’Alleanza dei Contadini e parteciperà come delegato al 2° congresso di Roma nel marzo del 1965. Inseguito, l’organizzazione, cambierà ancora denominazione in C.I.C. (Confederazione Italiana Coltivatori) siamo nel 1977, fino all’attuale C.I.A. (Confederazione Italiana Agricoltori) nata nel 1992. Alla fine degli anni ’60 conosce e sposa al Santuario di Maria Santissima dello Splendore (28 dicembre del 1967) Margherita Toscani, nota sarta ed insegnante di cucito di Mosciano Sant’Angelo che gli darà 4 figli: Gianfranco (scomparso precocemente), Cinzia, Walter e Arino (quest’ultimo vive e lavora a Tokyo in Giappone). Gli anni ’70 saranno per lui occasioni di grandi scelte. L’agricoltura conosce un periodo di grande trasformazione e anche di una profonda crisi, tanto da farlo confluire nella C.G.I.L., diventando il primo Direttore del patronato INCA-CGIL di Giulianova, operante nel comprensorio della Val Tordino. Tra le file della C.G.I.L. e quelle nel P.S.I. giuliese si batterà per i diritti di tutti i lavoratori. Anche dopo la pensione, continuò nell’ambito dell’attività dello SPI-CGIL (Sindacato Pensionati Italiani). Alla fine del 1991, una grave malattia, gli impedirà di usare entrambi gli arti inferiori, ma nonostante tutto volle partecipare alle tante manifestazioni che si tenevano nella sua città: il 1 maggio (festa dei lavoratori) e il 25 aprile (festa della liberazione). In una calda mattinata di domenica 29 giugno del 2003, spirava nella sua casa a Giulianova Alta. Di lui rimangono impresse le doti di caparbietà e voglia di servire il prossimo in funzione dei lavoratori. Un sindacalismo alla vecchia maniera, sicuramente un mondo che non c’è più e che molti rimpiangono.

*Il presente saggio è l’estratto del libro che è in corso di preparazione sulla sua vita umana e professionale.

 

 

Al Segretario PD –Lanciano - Al Sindaco di Lanciano

Lanciano, 27 marzo 2016 - Il 17 Aprile 2016 si terrà il Referendum contro le trivelle. È gravissimo il silenzio che circonda questo importante appuntamento referendario. Il quesito proposto da diverse Regioni, tra cui l’Abruzzo riguarda le attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi nel mare italiano entro le 12 miglia marine dalla costa. Il quesito interessa tutti i titoli abilitativi all’estrazione e alla ricerca di idrocarburi già rilasciati e interviene sulla loro data di scadenza. Perché occorre  votare Sì?

Perché il governo, con un emendamento alla legge di Stabilità 2016 (che modifica il decreto legislativo 152/2006) ha vietato tutte le nuove attività entro le 12 miglia marine, ma ha mantenuto i titoli già rilasciati prevedendo che essi possano rimanere vigenti “fino a vita utile del giacimento”.

La legge in materia prevedeva che le concessioni di coltivazione avessero una durata trentennale (prorogabile attraverso apposita richiesta per periodi di ulteriori 5 o 10 anni) e i permessi di ricerca una durata di 6 anni (con massimo due proroghe consentite di 3 anni ciascuna); con questa modifica alla legge di Stabilità i titoli già rilasciati entro le 12 miglia dalla costa (e soltanto questi) non hanno più scadenza.

Nel nostro mare, entro le 12 miglia, ci sono ad oggi 35 concessioni di estrazione di idrocarburi (coltivazione). Tre di queste sono inattive, una è in sospeso fino alla fine del 2016, cinque erano non produttive nel 2015. Le altre 26 concessioni, che sono produttive, sono distribuite tra il mare Adriatico, il mar Ionio e il canale di Sicilia, per un totale di 79 piattaforme e 463 pozzi. E’ importante ricordare  che mettere una scadenza alle concessioni date a società private, che svolgono la loro attività sfruttando beni appartenenti allo Stato, non è una fissazione delle associazioni ambientaliste o dei comitati, ma è una regola comunitaria.

L’aspetto preoccupante è che il PD attraverso il segretario nazionale ha dato indicazione per l’astensione. Occorre un inversione di tendenza dal basso e poiché l’argomento  interessa direttamente il nostro territorio che ha fatto battaglie e organizzato mobilitazioni contro Ombrina è importante che si diano dei segnali che vadano nella direzione opposta, soprattutto nell’ambito del Partito Democratico, dove in molti non sono affatto d’accordo su questa posizione astensionistica.

Sicuramente è da riconoscere il merito a questo governo di aver bloccato Ombrina Mare , ma occorre essere coerenti fino in fondo. Positiva è la presa di posizione della Direzione Regionale Abruzzo PD che quantomeno invita al voto anche se non da indicazioni per il SI.

Da ciò faccio un appello affinchè si convochi un assemblea degli iscritti PD di Lanciano  che possa prendere una posizione su questo tema e  almeno in ambito locale si attivino iniziative per invitare i cittadini ad andare a votare e votare SI all’abrogazione di questa norma che consente lo sfruttamento senza limiti di tempo dei giacimenti petroliferi presenti entro le 12 miglia dalla costa. E che l’amministrazione comunale si esprima in merito per il SI.

L’importanza è legata anche all’aspetto politico della questione poiche’ adesso che le battaglie  sono state fatte da altri,  il centro-destra  si è gia’ schierato per il si al referendum strumentalizzando la questione sul fatto che  il PD e il suo leader si schierino per l’astensione.

Tommaso Sarchese (ECODEM)

 

BRUXELLES ... TORNO A CASA

BRUXELLES ... TORNO A CASA

Sono in camera e chiudo la porta. Solo un istante... per non dimenticare questa sensazione. Sono a casa, sono al sicuro. Non sono in Abruzzo, oggi la mia casa non è l'Abruzzo. Non scrivo questo post per tranquillizzarvi, l'ho fatto tanto oggi, in tutti i modi che conosco. Scrivo questo post per condividere queste sensazioni e, più in generale, le emozioni che mi hanno accompagnata.
Se dovessi dare un titolo a questa giornata ecco cosa mi viene in mente "Torna a casa". Questo ho pensato tutto il tempo, soprattutto nel pomeriggio quando ho attraversato il centro di Bruxelles a piedi. Molte cose mi hanno colpito e ve le elenco:
1) L'umanità delle persone che mi amano. Grazie per tutti i vostri messaggi, consigli, raccomandazioni. Io che non amo far preoccupare le persone mi sono resa conto che ho fatto preoccupare tutti. Sappiate, però, che ho fatto il possibile per tranquillizzarvi e spero di esserci riuscita aggiornandovi costantemente sui miei spostamenti.
2) Il menefreghismo delle persone che pensano solo a se stesse. Mio Dio... il mondo ne è pieno. Menefreghismo, egoismo, opportunismo, vigliaccheria. Oggi le ho guardate dritte negli occhi e in alcuni istanti mi sono sentita infinitamente sola e abbandonata. Solo alcuni istanti, poi mi ricordavo chi sono e che valori porto con me! Ho pensato al mio percorso, al perché sono qui, a cosa ho perso, a cosa ho trovato. Ho pensato "E se non torni a casa?". Ecco... se non riesco a tornare a casa (...) Quindi passiamo al punto tre.
3) Rabbia verso l'Istituzione che dovrebbe rappresentarmi, tutelarmi, proteggermi. Rabbia perché già vedevo gli articoli del giorno dopo con titoli simili a quelli che accompagnavano il volto di Valeria Solesin. Ve la ricordate? Ho pensato a lei oggi e alla fuga di cervelli. Di questo si parlava il giorno della sua morte, dopo l'attentato di Parigi e allora mi sono detta: se mi succedesse qualcosa oggi, come  si parlerebbe domani di me? Come "il dottore di ricerca che va all'estero per cercare di realizzarsi"? E come mi sentirei? Arrabbiata ecco come mi sentirei e vorrei solo urlare questo: (....) , anzi... (...) ! A un paese comandato da ipocriti che si ricorda di te solo perché ha bisogno di "eroi". Rientrano eroi che sono cadaveri, ma quando questi eroi partono non sono niente. Perché? Mio Dio perché? Davvero abbiamo bisogno di questo?
4) Delusione perché mentre cammini in una città sotto assedio ti rendi conto che è tutto sbagliato, che nulla ha senso e ti senti così impotente che non puoi niente contro la follia umana. Religione? Politica? Ideali? Parole che oggi hanno perso il loro significato per me. "Torna a casa" l'unica cosa che oggi aveva davvero senso!
Vi lascio alcune foto che ho rubato a Bruxelles. Me la voglio ricordare così oggi: irreale, spaventosa e immensamente colorata, nonostante tutto. I fiori sono sbocciati, profuma di primavera anche qui, c'è vita al di là della tragedia, c'è speranza. Non me ne importa dei titoli dei giornali (...!) io sono ancora viva, io ho guardato in faccia questa realtà, io la vivo e vi svelo un segreto: i cervelli che vanno via non scappano, ma affrontano la vita meglio di quegli ipocriti che hanno bisogno di eroi per andare avanti!
Alice Petrongolo

 

LETTERA APERTA DELLE ORGANIZZAZIONI PROFESSIONALI AGRICOLE

LETTERA APERTA DELLE ORGANIZZAZIONI PROFESSIONALI AGRICOLE

ADERENTI AL COORDINAMENTO AGRINSIEME SUL

CONSORZIO DI BONIFICA SUD

Spett.le Presidente della Giunta Regionale

Luciano D’Alfonso

Assessore Regionale all’Agricoltura

Dino Pepe

Commissario Consorzio di Bonifica Sud

Rodolfo Mastrangelo

Le organizzazioni professionali agricole della provincia di Chieti aderenti al coordinamento

Agrinsieme CIA, COPAGRI E CONFAGRICOLTURA, chiedono al Commissario del Consorzio di

Bonifica Sud, all’Assessore Regionale all’Agricoltura ed al Presidente della Giunta Regionale di dare

seguito agli impegni assunti per cercare gli strumenti amministrativi, gestionali e di finanziamento

per ridare organicità e funzionalità alle attività del Consorzio stesso.

Le associazioni del coordinamento Agrinsieme ricordano il sit-in innanzi alla sede Consortile

e gli incontri con le istituzioni nel corso dei quali, pur consapevoli delle difficoltà finanziarie del

Consorzio, hanno evidenziato come non possono essere solo gli agricoltori a subire le conseguenze

di dissennate gestioni che si sono risolte in un aumento dei canoni per l’anno in corso del 57%, in

misura insostenibile per le imprese e con modalità non concordate con le rappresentanze degli

Le associazioni del coordinamento Agrinsieme tornano a sollecitare:

 Innanzitutto una piena funzionalità dell’imminente stagione irrigua;

 Una rivisitazione delle utenze, per far sì che tutte le categorie concorrano al necessario

risanamento e che tutte le entrate ulteriori realizzate verranno iscritte nel bilancio corrente

per ridurre l’aumento avuto;

 Il completamento della diga di Chiauci che può divenire fonte di entrate extra-agricole,

indispensabili per una progressiva differenziazione dei servizi e delle entrate;

 Una riduzione del 50% della seconda e terza rata consortile o in subordine una loro

imputazione al bilancio 2017.

Le associazioni del coordinamento continueranno la loro opera di sollecitazione nei confronti degli

interlocutori e di piena collaborazione all’interno della consulta consortile.

 

ASSOCIAZIONI, FEDERAZIONI E CONFEDERAZIONI ABRUZZESI IN VENEZUELA

Carissimi amici abruzzesi,

apprendo della situazione in Venezuela diventata ormai insostenibile a causa di disordini e soprattutto violenze subite anche dai nostri connazionali. La notizia della morte di tre abruzzesi mi ha molto rattristato e lasciandomi senza parole. Davanti a questa situazione drammatrica mi sento profondamente colpito e addolorato tanto da creare in poco tempo la mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . per fornire informazioni agli abruzzesi che hanno deciso di rientrare nel loro Paese e hanno bisogno di sapere notizie sulla cittadinanza italiana, sugli uffici di collocamento regionali, su bandi e progetti della Regione per favorire la nascita di nuove imprese. Inoltre abbiamo svolto delle ricerche con il supporto di alcuni membri dell’Osservatorio Cram per inviarvi link utili su associazioni e organizzazioni che fronteggiano l’emergenza Venezuela per la raccolta di medicinali e derrate alimentari. Stiamo organizzando un regolamento, che verrà approvato tra pochi giorni dalla giunta regionale per sostenervi in maniera più incisiva.

Vi ringrazio perché quotidianamente e con orgoglio lavorate in Venezuela portando alto il nome dell’Abruzzo. Vi chiedo di tenere duro e di non scoraggiarvi e di restare uniti nella consapevolezza che vi siamo vicini e vi sosteniamo.

Il mio appoggio, unitamente a quello dell'istituzione regionale e del Cram è totale, mi appello alla sensibilità del Governo per una più urgente ed incisiva azione nei confronti delle Istituzioni venezuelane, a tutela dei cittadini abruzzesi e italiani, dei loro beni e delle loro imprese.

Il gruppo Consigliare del CRAM si unisce a me per esprimervi la più sincera solidarietà e la più sentita vicinanza.

Vi giunga il mio abbraccio fraterno e unitamente quello di tutti gli abruzzesi.

Donato Di Matteo

ASOCIAZIONI EUROPEE CHE SI OCCUPANO DEI DDHH DEI VENEZUELANI

¨   THE CASLA INSTITUTE 

http://caslainstitute.org

¨   UNION VENEZUELA SOCIETY Humanitarian Aid

http://www.unionvenezuelasociety.org/

¨   VENEUROPA Por La Libertad De Venezuela

http://www.veneuropa.eu/

ASSOCIAZIONI IN EUROPA PER L’EMERGENZA SANITARIA IN VENEZUELA:

¨   PROGRAMA DE AYUDA HUMANITARIA para Venezuela

http://www.ayudahumanitariavenezuela.org/

INFORMAZIONE PER GLI STUDENTI VENEZUELANI IN EUROPA:

¨   ESTUDIANTES VENEZOLANOS en el EXTERIOR

http://estudiantes-es.blogspot.it/

https://www.facebook.com/EstudiantesVenezolanosEnElExterior

 

Al Presidente della Regione Abruzzo

Prot.  Presidenza                                                           Pescara, 10 Marzo 2016

Preg.mo Dott. Luciano D’ALFONSO

Presidente – Governatore della Regione Abruzzo

Palazzo Silone

67100 L’AQUILA

 

Oggetto: RICHIESTA DI SALVAGUARDIA NUCLEO FAUNISTICO VENATORIO;

Gentilissimo Signor PRESIDENTE,

nell’importante riunione che si è tenuta presso l’Assessorato regionale alle Politiche Agricole lo scorso 29 Febbraio sul grave ed ancora irrisolto problema dell’alto numero di ungulati presenti nel territorio, in particolare della specie cinghiale, sono emerse delle forti criticità successive alla paventata quanto concreta possibilità della soppressione del Nucleo Faunistico Venatorio oggi in capo al corpo di Polizia Provinciale destinato a scomparire in seguito alla non riuscita riforma “Delrio” che ha colpito questi Enti.

Se non c’è una decisa azione d’inversione di tendenza molte professionalità oggi insite negli agenti del Corpo Provinciale di Polizia in materia di monitoraggio dell’attività venatoria nonché di servizio nella gestione e controllo della fauna selvatica andrebbero inesorabilmente perdute con gravissimo nocumento delle attività suddette che risultano già fortemente critiche attualmente.

Con la presente, pertanto, siamo a chiederLe di mantenere un Nucleo Faunistico, necessariamente all’interno del dipartimento delle Politiche Agricole e Venatorie anche in ragione della necessità che l’Ente regione acceleri le procedure di ripresa delle funzioni e competenze in materia ancora in capo alle Province, allo scopo non solo di non disperdere le professionalità acquisite ma anche per un coordinamento più efficace ed incisivo sull’intero territorio.

Siamo certi e fiduciosi Ella valuterà attentamente la nostra richiesta.

Cordiali saluti.

Il Presidente Regionale

(Camillo D’AMICO)

 
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