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Al Sindaco del Comune di Spoltore

del COMUNE DI SPOLTORE

Egregio Sig. Sindaco,

come Associazione Carrozzine Determinate Abruzzo, in difesa da sempre di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali delle persone con disabilità, abbiamo avvertito la necessità di intervenire ad esprimere il nostro più fermo dissenso per l'ubicazione della “casetta dell'acqua “ posizionata nel rione San Rocco del Comune da Lei Amministrato.

Ci è stato segnalato che l'accesso alla casetta presenta delle criticità tali da rendere scomodo e pericoloso l'utilizzo della stessa per tutta la cittadinanza e che, cosa di assoluta gravità, presenta delle barriere architettoniche che la rendono non fruibile alle persone con disabilità.

Nel 2016 appare ormai una discriminazione inaccettabile l'erogazione di un servizio non pensato anche per le persone con disabilità.

L'assenza di sensibilità, di progettualità inclusiva, di lungimiranza nella realizzazione di qualsivoglia progetto, dai più piccoli ai più grandi, non può più essere tollerata!!

Per questo Le chiediamo di provvedere immediatamente all’ubicazione della “casetta dell'acqua” in luogo accessibile a tutta la cittadinanza, in modo da rendere il servizio fruibile PER TUTTI.

Distinti saluti.

Pescara, lì 3 febbraio 2016

IL PRESIDENTE ASSOCIAZIONE CARROZZINE DETERMINATE ABRUZZO

CLAUDIO FERRANTE

 

I CENTO GIORNALI ON LINE

Cari colleghi,

La presente per mettervi a parte di una iniziativa che intendiamo proporvi e portare avanti e che corrisponde ad una esigenza avvertita da tanti colleghi giornalisti e pubblicisti; si tratta del Progetto “I Cento giornali on line” il cui obbiettivo è quello di creare una "libera rete informativa" tra i tutti i giornali on line. L’esigenza, oggi, è tanto più avvertita ed attuale se si pensa che da decenni in Italia la comunicazione in tutte le sue espressioni è al servizio di potentati imprenditoriali, economici e politici che hanno contribuito a creare i presupposti per la formazione di “un pensiero unico” che   condiziona, disinforma e manipola la pubblica opinione, che in tutti questi anni non è stato in grado di fronteggiare la grave crisi economica, finanziaria ed occupazionale che affligge il nostro paese e di determinare una inversione di tendenza ed uno scatto di qualità in grado di superare la parallela crisi sociale, culturale e morale.

Anche i partiti, ovviamente, si sono create le loro testate giornalistiche sia cartacee che on line ed emittenti televisive per erogare informazione di parte, filtrata, drogata e controllata. Tutto questo  contrasta con il principio della libera informazione democratica ma ancora di più con il codice deontologico dei giornalisti e pubblicisti che prevede che la informazione debba  essere al servizio della verità, della libertà, della giustizia e deve essere coerente con la verità storica delle notizie che si vogliono diffondere, deve contribuire ad arricchire il lettore e favorirne la crescita culturale, sociale e morale stimolando con lo stesso un dialogo/confronto al fine di realizzare momenti di interesse e di partecipazione. Fermo restando ovviamente che ogni giornalista deve poter esprimere liberamente la propria opinione ed i propri convincimenti in merito e non già quella del suo editore o sponsor politico che si voglia. Basta andare in edicola e comprare qualche giornale per rendersi conto  come intorno ad una notizia oggi si costruiscono non una ma cento, mille verità che non fanno altro che disorientare il lettore creando verso la comunicazione stampata un clima di crescente sfiducia che in concreto si traduce in disaffezione con drastica riduzione del numero di copie  vendute, minori introiti anche pubblicitari, blocco da parte degli editori degli investimenti soprattutto tecnologici, licenziamento dei giornalisti e crisi dell’intero settore.

Il progetto "I 100 Giornali on line" nasce da un'idea dello scrivente, Presidente della Associazione Nazionale Giornalisti e Pubblicisti Liberi e direttore del Corriere Nazionale, giornale on line, con l'obiettivo di unire editori e direttori responsabili dei giornali on line di diverse realtà del nostro paese  in grado di corrispondere alle esigenze dei lettori che hanno tutto il diritto di poter fruire di una informazione che non sia fuorviante ma chiara e libera da pregiudizi o da giudizi di parte e prezzolati; c’è insomma  gran voglia di una buona informazione che non sia fuorviante. Siamo certi che ne trarrebbero grandi vantaggi tutti i giornali che viaggiano on line sul web anche per la loro caratteristica di non  essere necessariamente in simbiosi con un  determinato territorio per fatto cartaceo ed avendo l’opportunità di far giungere notizie ed informazioni di prima mano in pochi secondi in qualsiasi parte del mondo con una platea che da qualche centinaio di migliaia di lettori si amplia sino a raggiungere centinaia di milioni di potenziali lettori. Un sogno meraviglioso, ormai non più tanto avveniristico se si considera che la tecnologia di settore ha compiuto passi da gigante; un obiettivo magico che non ha bisogno della bacchetta magica della fatina ma solo di giornalisti seri, professionalmente preparati con un bagaglio culturale multidisciplinare, che considerino la professione del giornalista come una mission al servizio degli altri in quanto cittadini del mondo. A nessuno sfugge che l’impresa è ardua ma questo  non deve demoralizzarci e tanto meno scoraggiarci anzi deve rappresentare  una sorta di potente afrodisiaco in grado di far diventare le nostre notizie più intriganti ed interessanti. Per parlare di tutto questo, per verificarne la condivisione e la disponibilità, per acquisire suggerimenti ed altre proposte, per valutare tutti gli aspetti organizzativi del progetto e quant’altro allo stesso attinente ritengo che sia opportuno promuovere un briefing, con editori e giornalisti di testate on line, da prevedere possibilmente per il prossimo mese di marzo 2016.

 L’obiettivo prioritario del progetto "I 100 Giornali on line" è quello di creare un "circuito giornalistico nazionale" non già con l’intento di emulare i giornali nazionali cartacei, i pseudo giornali locali che si definiscono giornali nazionali, tanto meno creare l'ennesimo sindacato dei giornalisti; desideriamo semplicemente fare in modo che tutti insieme si possa trovare una possibile soluzione a sostegno di quei giornali locali, che con dignità e professionalità, sono impegnati in un'attività che giorno dopo giorno si fa sempre più difficile. Vogliamo mettere a "fattore comune" la professionalità e le esperienze dei giornali locali associati al fine di valorizzarne le risorse creando appunto un "circuito giornalistico nazionale" di giornali locali on line che possano più facilmente interfacciarsi con i diversi interlocutori.

Il progetto “I 100 Giornali on line” deve connotarsi per saper erogare una giusta e corretta informazione, senza filtri e senza padroni. Questa mission se condivisa deve unirci per creare una massa critica minima in grado di ribaltare la terribile deriva che stiamo vivendo e che sembra non finire mai.

Resto a vostra disposizione per suggerimenti, commenti e proposte per iniziare un nuovo percorso giornalistico insieme.

 Auguri di un buon Anno 2016

                                                                                                                                 Antonio Peragine

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Ai Sindaci ed amministratori di Centro – Sinistra del Vastese

Ai Sindaci ed amministratori di Centro – Sinistra del Vastese

LORO SEDI

Oggetto: contenuti proposta “master plan” della regione Abruzzo;

Cari amici e colleghi,

la recente uscita pubblica dell’ex Sindaco di San Salvo, Gabriele Marchese, sui contenuti della proposta del “master plan” della regione Abruzzo, in riferimento al territorio del Vastese, non va presa alla leggera ma approfonditamente esaminata nei suoi aspetti.

Personalmente ritengo coraggiosa, utile ed intelligente la pubblica presa di posizione di Gabriele Marchese perché non è per nulla strumentale ma frutto di un attenta analisi dei contenuti dell’importante documento di pianificazione,  dei problemi reali e concreti che assillano il Vastese oltre alla conoscenza che lui ha in virtù della lunga e variegata esperienza amministrativa che ha maturato.

Onestamente i contenuti del “master plan” per il Vastese, così come redatto, sono assolutamente insoddisfacenti e carenti in quegli interventi infrastrutturali, viari  e di ordine idrogeologico di cui il nostro territorio, in particolare quello interno,  avrebbe un bisogno urgente e con interventi non più rinviabili anche in ragione di una strutturale debolezza fisica che c’è sempre  stato ed, a parole, tutti hanno riconosciuto.

A questo poi si somma una totale mancanza della costruzione di assi strategici di collegamento da e per le aree industriali che potrebbero non solo alleggerire i costi delle aziende ancora presenti ma anche stimolare ed attrarne dei nuovi come in quella della Valsinello di Gissi dove albergano desolatamente solo capannoni vuoti e dismessi.

Agli inizi del 2015 mi feci carico d’indire una prima riunione dei Sindaci ed amministratori del Centro – Sinistra del Vastese a Cupello con il solo scopo di stimolare una comune riflessione sulle difficoltà relazionali che c’erano e cercando di dare vita ad un coordinamento istituzionale così da poter rappresentare meglio istanze ed esigenze dell’intero territorio ai “nuovi” amministratori del Centro – Sinistra che si erano da poco insediati in regione ma anche verso altri livelli istituzionali.

A quella riunione, molto criticata ma comunque abbastanza partecipata, ne seguirono diverse altre senza che però il coordinamento istituzionale da me tanto sollecitato e da molti di Voi condiviso, si concretizzasse.

Mi permetto amaramente di dire che i risultati di una mancata azione e visione comune sono la risultante degli scarsi contenuti inseriti nella proposta del “master plan” della regione Abruzzo.

Mi auguro e spero che ci sia ancora del residuale tempo per proporre qualche aggiustamento e/o inserire qualche opera importante necessaria e strategica altrimenti avremo perso una ghiotta occasione per pianificare qualcosa di utile e concreto a beneficio del nostro territorio.

Per farci ascoltare dobbiamo fare squadra al di là delle posizioni, schieramenti e/o appartenenze talvolta avendo la forza ed il coraggio di “…buttare il cuore oltre l’ostacolo dei sentimenti e risentimenti.”

Chiedo al Sindaco di Vasto Luciano Lapenna, quale primo cittadino della città capofila del territorio, di farsi carico d’indire in tempi strettissimi una riunione collegiale dei Sindaci del Vastese, magari anche del Centro – Destra, alfine di verificare la possibilità di apportare migliorie concrete e condivise alla proposta del “master plan” della regione Abruzzo.  

Laddove possibile, in questa riunione, bene sarebbe invitare il Presidente – Governatore della regione Abruzzo Luciano D’Alfonso.

Cordiali saluti.

Cupello 8 gennaio 2016

Camillo D’Amico

 

 

Al Dott. Dino Pepe

Prot. Presidenza                                                                    Pescara, lì 30/12/2015

Egregio Dott. Dino PEPE

Assessore Regionale alle Politiche Agricole

Via Catullo, 17

65125 PESCARA

 

Oggetto: RICHIESTA DI PROROGA CACCIA AL CINGHIALE;

Egregio Assessore,

facendo seguito alle mie note precedenti, con la presente, torno a sollecitarLe di predisporre la possibilità di una proroga della caccia al cinghiale.

La chiusura della corrente stagione venatoria è alle porte ma il problema non è affatto risolto ma solo ridotto nella sua esponenzialità  per via dei naturali abbattimenti che si sono avuti.

Questi non hanno interessato tutto il territorio regionale perché, nell’A.T.C. “Vastese”, ci sono stati i postumi dell’ormai notorio “sciopero” indetto dai capisquadra che non hanno condiviso i contenuti del regolamento regionale vigente in materia di caccia e contenimento numerico degli ungulati; anzi, proprio in questo Ambito Territoriale di Caccia, la verificata recente presenza di lupi nella Lecceta di Torino di Sangro è la manifesta dimostrazione di quanto alta sia la presenza del cinghiale da quelle parti essendone, questo predatore, il naturale antidoto.

Chiaramente andranno sviluppate politiche e programmi strutturali così come andrebbe insediato al più presto il tavolo tecnico per apportare le necessarie modifiche al vigente regolamento regionale di contenimento degli ungulati ed avviato, come previsto dal calendario venatorio 2015, la caccia di selezione ma, una proroga della caccia sino al 31 Gennaio 2016, con i metodi tradizionali sarebbe opportuno ed auspicabile. 

Speriamo in una Sua condivisione e, con l’occasione, Le porgiamo i più vivi e cordiali saluti unitamente ai migliori auguri di un felice anno 2016.

 

Camillo D’Amico, Presidente Regionale Copagri Abruzzo

 

Al Presidente della Regione Abruzzo

Prot. Presidenza                                                                    Pescara, lì 14/12/2015

Egregio Dott. Luciano D’ALFONSO

Presidente – Governatore della regione Abruzzo

67100 L’AQUILA

 

Egregio Dott. Dino PEPE

Assessore Regionale alle Politiche Agricole

Via Catullo, 17

65125 PESCARA

 

 

 

 

Oggetto: SITUAZIONE CONORZIO DI BONIFICA SUD CON SEDE A VASTO;

Egregi Signor Presidente ed Assessore alle Politiche Agricole,

sento il dovere d’inviarvi la presente nota, con carattere di urgenza, per la situazione che si sta generando all’interno del consorzio di bonifica “Sud” con sede a Vasto.

Premesso che,a mio sommesso avviso,  la nomina di un commissario dovrebbe rispondere a caratteri di urgenza e necessità, con  obiettivi chiari oltre che per un periodo certo e limitato, quella corrente, appare di tutt’altra natura sia perché non è stata sinora rispettata la data d’indizione formale delle elezioni consortili, fissata al 13 Novembre scorso dalla Determina Dirigenziale a favore del Geom. Giampiero Leombroni, che per un atteggiamento dello stesso che ha sistematicamente tenuto fuori da ogni decisione i rappresentanti della Consulta Agricola che sono lì legittimati perché espressione delle Organizzazioni Professionali Agricole. 

I rappresentanti della Consulta Agricola hanno la titolarità e rappresentanza dell’utenza consorziata ed, il loro mancato coinvolgimento, sostanzia una mancanza di rispetto a  quest’ultimi sui cui, volenti o nolenti, ricadono tutte le decisioni di qualsiasi natura si vanno a prendere.

Sia i rappresentanti della Consulta Agricola che le loro Organizzazioni Sindacali di riferimento sono di fatto esautorati da qualsiasi coinvolgimento attivo anche alla luce di notizie piuttosto preoccupanti espresse formalmente anche in una relazione redatta dal commissario e, per mera conoscenza, rimessa senza che poi ci sia mai stata occasione di approfondimento e discussione sul merito.

Le notizie che ci prevengono sono riferite e sussurrate da terzi o le leggiamo sui media anche quelle più allarmanti come la paventata ipotesi, ripresa nella relazione di cui sopra prodotta dal commissario, di un eventuale aumento dei canoni consortili del 20 – 30 % a carico della contribuenza.

Abbiamo notizia dei pagamenti arretrati degli stipendi ai dipendenti ma apprendiamo anche di nuove e recenti assunzioni di personale.

Sappiamo della nomina di tre consulenti esterni, parrebbe a titolo gratuito, ma ancora non conosciamo risultati ed efficacia di questa scelta.

Per tutte queste ragioni, con la presente, sono a chiedervi un urgente riunione di scopo da tenere a livello regionale, con la presenza anche dei componenti la Consulta Agricola, alfine di conoscere in dettaglio non solo le situazioni qui rappresentate ma anche altre, volutamente sottaciute, oltre a capire e comprendere programmi e sviluppi futuri della diga di Chiauci la cui mancata pianificazione nell’accumulo dell’acqua tanti problemi ha generato nell’estate del 2015.

In attesa di cortese e tempestivo riscontro alla presente, con l’occasione, porgo i più vivi e cordiali saluti.  

Il Presidente della Copagri Abruzzo

 (Agr. Camillo D’AMICO)

 

 

 

        

 

Al Dott. Dino Pepe

Prot. Presidenza                                                                    Pescara, lì 19/10/2015

Egregio Dott. Dino PEPE

Assessore Regionale alle Politiche Agricole

Via Catullo, 17

65125 PESCARA

 

Egregio Dott. Lorenzo BERARDINETTI

Presidente Commissione Consiliare “Agricoltura, Caccia e Pesca”

67100 PESCARA

Oggetto: PIANO DI CONTENIMENTO DEGLI UNGULATI;

Carissimi Signor Assessore alle Politiche Agricole e Presidente della commissione consiliare Agricoltura, Caccia e Pesca,

con il verbale sottoscritto presso la sede dell’assessorato regionale all’Agricoltura da parte del presidente dell’Ambito Territoriale di Caccia (A.T.C.) “Vastese”, lo scorso 23 Settembre, formalmente tutti gli A.T.C. Abruzzesi hanno aderito al piano quinquennale per il contenimento degli ungulati ed al collegato regolamento attuativo.

Domenica 11 Ottobre u.s. ho partecipato ad un assemblea indetta da un gruppo di capi cinghialai presso la sala riunioni della struttura tenuta dal comune di Pollutri (CH) presso il bosco di “San Venanzio”  dove, oltre il sottoscritto, erano presenti anche il presidente regionale della Federcaccia, il vice presidente nazionale della Libera Caccia, l’on. Fabrizio Di Stefano e il presidente della V commissione consiliare “Sanità” della regione Abruzzo il dott. Mario Olivieri ed è emersa con forza la richiesta d’istituire al più presto uno specifico tavolo tecnico per predisporre le modifiche nel merito del regolamento attuativo del contenimento degli ungulati che, nello specifico, è particolarmente riferito ai cinghiali ma necessita anche di correttivi opportuni e mirati anche per i cervi ed i caprioli che sono in esponenziale crescita numerica nell’intero territorio regionale.

L’istituzione solerte del tavolo tecnico nel pieno della corrente stagione venatoria può essere utile perché, nel frattempo, emergeranno sul campo vizi e virtù del regolamento attuativo così da suggerire i migliori ed efficaci correttivi possibili alfine di renderlo il più efficace ed incisivo possibile.

Considerato che non c’è più tempo da perdere vista l’emergenzialità che emerge dall’intero territorio regionale sul problema cinghiali, ravvisata la necessità di mettere a sistema una serie di azioni sinergiche che vadano in concreto a tutelare i maggiori interessi del comparto agricolo e della sicurezza delle persone, acclarata la necessità che nessuno può chiamarsi fuori dall’assunzione di responsabilità di fronte a questa situazione, ravvisata l’urgenza che il tutto vada regolamentato anche per far diventare questo tipo di caccia da problema ad opportunità Vi chiedo di assecondare al più presto la presente istanza coinvolgendo attivamente anche la rappresentanza sindacale professionale agricola oltre quella ambientalista e venatoria.

In attesa di cortese riscontro, con l’occasione, Vi porgo i più vivi e cordiali saluti.

 

 

Una certa idea in Comune

Cara amministratrice, caro amministratore
L' amministratore locale è in prima linea nella ricostruzione del paese come è stato in prima Linea nei periodi più feroci della crisi economica.
La sua figura è cambiata moltissimo negli anni risultando essere sempre più preziosa per l'Italia. Eppure quotidianamente si trova davanti a nuove sfide e a nuove soluzioni da offrire. 
Sindaci consiglieri e assessori hanno spesso saputo fare rete e ispirare buone pratiche ai livelli più alti di governo,  sono stato chiamati puntualmente in causa dai tagli, non sono mai mancati come presidio del territorio.Il partito democratico si fa carico di portare le idee, le soluzioni, le buone pratiche, tutto quel patrimonio che è rappresentato dalle esperienze e dalle competenze dei suoi amministratori locali ai livelli centrali di governo e legislativi. 
Questo è il senso del documento del PD della provincia di Chieti degli enti locali.Chiediamo a te di partecipare nel costruire questo documento, partendo dalla premessa che ti alleghiamo, inviandoci la tua riflessione sui questi temi. Affinché nessun livello della politica italiana non dimentichi la funzione più importante del comune: essere "mediatore di democrazia".
 
Chiara Zappalorto
Segretaria Provinciale Pd Chieti
 
Gianpaolo Rosato
Responsabile Enti Locali Pd Chieti

 

Il Comune è mediatore di democrazia [Giorgio La Pira]

Premessa

Il documento sull’ente comunale della Segreteria Provinciale del Partito Democratico di Chieti parte da un duplice presupposto e da una premessa. La premessa è che il documento nasce come forma di sperimentalismo democratico, per portare dalla comunità del Partito Democratico e dai suoi saperi esperti quel patrimonio di esperienze, di capacità costruite, di vissuto degli amministratori locali e dei portatori di interessi che costituiscono parte importante del tessuto vivo del partito[1].

Il primo presupposto è, invece, la pacifica circostanza che non possono essere applicati modelli e soluzioni uguali a situazioni di fatto differenti. Se un modello di organizzazione di ente locale funziona in realtà geograficamente determinate, come ad esempio la fusione di due comuni contigui nel territorio pianeggiante che abbiamo anche un tessuto urbano senza soluzione di continuità, non necessariamente funzionerà in altri, come nel caso di comuni montani o appenninici distanti km; se la creazione di un unico ente porta economie di scala perché possibile associare servizi in una determinata realtà demografica (comuni da 5.000 abitanti in su), può portare aggravio di costi in altre realtà (i comuni sotto 1.000 abitanti possono non avere il responsabile del servizio, carica ricoperta da Sindaco o assessore a titolo gratuito). La Storia ha insegnato che non si costruisce l’architettura istituzionale di una regione geografica esportando un modello da un’altra regione, ma individuando i problemi e le risorse a disposizione e, di conseguenza, individuando le soluzioni da percorrere.

Non esistono dogmi, esistono numeri, dati concreti, e questi vanno studiati e incrociati per verificare il raggiungimento degli obiettivi attesi.

Questa frase incarna il secondo presupposto. La politica, fatta di passione e partecipazione, non può vivere di ragionamenti adatti a un bancone di una bar o di dati ricavati dal “nasometro”; le decisioni strategiche che riguardano gli enti locali, soprattutto quelle più cruciali, vanno prese partendo da dati certi, scientificamente riscontrabili e volendo arrivare ad obiettivi altrettanto misurabili e riscontrabili. Questo è il miglior antidoto ai populismi e alla politica di pancia. L’equazione secondo la quale riducendo i trasferimenti ai comuni si riducono gli sprechi dei comuni è errata, fuorviante e assurda. Sono altri gli strumenti, ad esempio i costi e i fabbisogni standard, ad indicare i centri di costo dove è possibile intervenire, non i tagli lineari, indiscriminati e che non tengono conto della virtuosità o meno degli investimenti. Valgono le stesse considerazioni sotto l’ottica della necessità di individuare e rendere efficaci i decision maker, ossia i processi di decisione di cui vive e che sono il senso stesso dell’agire degli attori di una comunità politica.

Partendo da questi presupposti e premesse, il Partito Democratico della provincia di Chieti, affronta il grande tema del rapporto degli Enti Locali tesi tra esigenze di revisione della spesa e riorganizzazione territoriale e necessità di guardare con efficacia all’Europa.

[1] UN PARTITO NUOVO PER UN BUON GOVERNO - Memoria politica dopo 16 mesi di governo, 12 aprile 2013, Fabrizio Barca

 

Al Presidente della Provincia di Chieti

Gruppo Consiliare Comune di Cupello (CH)

 

Gent.mo Dottor Mario PUPILLO

Presidente Amministrazione Provinciale

c.so Maruccino, 97

66100 CHIETI

Gent.mo Geom. Antonio TAMBURRINO

Vice Presidente Amministrazione Provinciale con delega alla Viabilità

c.so Maruccino, 97

66100 CHIETI

Gent.mo Ing. Carlo CRISTINI

Dirigente Settore LL PP della provincia di Chieti

c.so Maruccino, 97

66100 CHIETI

Oggetto: sistemazione s.p. ex ss 86 Istonia sul comune di Cupello;

Cari Mario, Antonio e Carlo,

mi permetto usare con Voi un tono confidenziale e diretto in virtù della comune ed antica stima ed amicizia reciproca maturata nel passato.

Ieri il Sindaco di Cupello, Manuele MARCOVECCHIO, unitamente ad alcuni assessori e consiglieri comunali, oltre ad alcuni cittadini, ha inscenato una manifestazione, alla presenza di alcuni giornalisti, per protestare contro la provincia d Chieti  per lo stato pericoloso e d’abbandono in cui versa il tratto dell’ex ss 86 Istonia che attraversa il centro urbano.

Al di là della giusta e sacrosanta rivendicazione dei cittadini che abitano a ridosso di quest’importante arteria che attraversa la cittadina e percorsa quotidianamente da numerosi autobus che trasportano studenti ed operai verso Vasto e San Salvo o l’area industriale di Gissi, oltre che da pesanti camion e migliaia di macchine private che provengono dall’interno del vastese, a me personalmente, sorprende molto l’atteggiamento del Sindaco che, mi auguro, abbia subito e non promosso l’iniziativa.

Lo dico ed affermo perché il Sindaco sà che: 1) è pronta una perizia di variante frutto delle somme derivanti dal ribasso d’asta del primo appalto, pari a circa € 150.000, i cui interventi sono stati concordati direttamente tra gli uffici tecnici del comune di Cupello e della provincia di Chieti; 2) conosce lo stato istruttorio della pratica che ha già avuto il via libera della regione Abruzzo e l’appalto è prossimo ad essere effettuato.

Queste risorse sono ancora disponibili perché furono stanziate su Cupello, come previsione nel piano triennale delle opere pubbliche, nel 2005 per altra iniziativa verso la quale, l’allora consigliere provinciale di Forza Italia oggi Sindaco di Cupello, votò educatamente contro; fu finanziata materialmente nella regione Abruzzo nel piano triennale 2008/2010 e, su proposta dell’allora giunta provinciale presieduta di centro – destra presieduta da Enrico Di Giuseppantonio con Antonio Tavani suo vice con delega alla viabilità, nell’Ottobre 2010 fu deciso di variarne la destinazione alla viabilità provinciale afferente il territorio del comune di Cupello.

Di seguito, grazie a miei precisi e puntuali emendamenti al triennale dei LL PP della provincia di Chieti 2011/2013,  furono decisi alcuni interventi su cui gli uffici tecnici dell’Ente predisposero i preliminari.

Tralascio volutamente tutta la telenovela successiva relativa allo sforzo immane che, in maniera complice il sottoscritto e l’allora vice presidente Antonio Tavani, abbiamo fatto per difendere queste risorse finanziarie dal tentativo reiterato prodotto da tanti per dirottarli alla sistemazione delle strade che dovevano essere percorse nella famosa tappa del giro d’Italia che parti da San Salvo.

Nel frattempo, un gruppo di circa 80 concittadini residenti in prossimità della strada interessata, nella primavera del 2013 hanno notificato alla provincia di Chieti delle firme atte a chiedere l’immediata sistemazione e messa in sicurezza della tratta interna al centro abitato di Cupello dell’ex ss 86 Istonia.

Di seguito diverse mie note formali, tutte educatamente fatte conoscere in maniera riservata al Sindaco, sono a Voi pervenute per chiederVi una decisa accelerazione delle procedure di gara per l’utilizzo del ribasso sia per porre fine alla sistematica, inadeguata ed incivile insicurezza della tratta provinciale interna al centro urbano di Cupello che evitare di passare un altro inverno, quello prossimo, ancora con la pericolosità nel transito su descritto e, ancora ieri, rappresentato dai cittadini residenti la cui cronaca, stamane, è stata ampiamente ripresa da siti e giornali locali.

Vi CHIEDO, pertanto, di accelerare le ultime procedure in corso per bandire al più presto l’appalto dei lavori, di comunicarmi il nominativo della ditta vincitrice ed assegatiaria degli stessi non appena possibile.

Tutto ciò non certo per mera quanto inutile polemica ma per onore alla storia ed alla chiarezza,

Cordiali saluti.

Cupello 14/10/2015

Camillo D’AMICO, consigliere di minoranza nel comune di Cupello ed ex capogruppo P.D. in provincia di Chieti

 

Lettera ai cittadini di Tollo. Anticipo alcune parti di una lettera che a breve invieremo nelle case dei cittadini

GOVERNARE IN TEMPI DI CRISI E DI TAGLIO DI RISORSE AI COMUNI.

L’aggravarsi della crisi economica e finanziaria e l’avvio di una nuova fase politica con il cambiamento del Governo hanno completamente modificato gli scenari e le scelte anche per gli Enti Locali. Il repentino precipitare della situazione economica, la dimensione del debito pubblico, l’attacco speculativo ai nostri titoli di stato, la negazione a livello politico della gravità della crisi, la perdita di credibilità della classe politica e il progressivo allontanamento dal Paese reale, il cambiamento di Governo, sono stati tutti elementi che non solo come è ovvio hanno influenzato anche le politiche locali, ma soprattutto hanno completamente mutato il quadro generale e le priorità.  Viviamo un periodo caratterizzato da un diffuso senso di incertezza, di precarietà, di progressivo allontanamento dalla politica. La disoccupazione è molto elevata e, per i giovani, è giunta a livelli preoccupanti. Il potere d’acquisto delle famiglie si è drasticamente ridotto, la recessione è ormai conclamata, molte piccole e medie imprese sono costrette a chiudere, è difficile avere fiducia nel futuro. Sebbene fosse indispensabile attuare manovre molto pesanti vista la drammatica situazione dei conti pubblici appare evidente che, a livello europeo e non solo italiano, la difficoltà maggiore è ora quella di mettere in campo strategie che sappiano coniugare rigore e crescita mantenendo comunque sempre presente il concetto di equità. Ora qualcosa sempre muoversi verso la ripresa.

Di fronte a emergenze di tale portata il ruolo che i Comuni possono assumere è comunque molto importante, non solo perché istituzioni più a diretto contatto con i cittadini e quindi più in grado di percepirne le reali necessità, ma anche perché in grado, forse più di altri, di contribuire a far rinascere quel senso di comunità, intesa quale “bene comune”, che in momenti così difficili e di fronte ad una situazione politica in cui le diverse forze in campo non sembrano disposte a fare gli stessi sacrifici richiesti al paese, tende ad affievolirsi, sia per sfiducia sia perché i bisogni primari hanno il sopravvento. Certo si tratta anche per i Comuni di un compito non facile, dal momento che anche gli enti locali sono stati pesantemente toccati dalla crisi e agli stessi vengono chiesti sacrifici che paiono eccessivi a fronte dei compiti loro assegnati. E’ ormai da anni che gli enti locali sono progressivamente soggetti a riduzioni di risorse e il 2015 rappresenta un anno veramente molto complesso.

I provvedimenti che hanno interessato gli enti locali negli ultimi 3 sono numerosissimi e i vincoli che gli stessi debbono rispettare rischiano ormai di creare la paralisi gestionale. In primis va ricordato che con le ultime 4 Leggi di Stabilità lo stato della finanza locale ad oggi è il seguente: • riduzione dei trasferimenti erariali; • nuova disciplina del patto di stabilità interno che si traduce in un concorso dei comuni alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica in termini di fabbisogno ed indebitamento netto a decorrere dal 2013. Nel complesso quindi il concorso dei comuni alle realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica incide, tra riduzione dei trasferimenti e obiettivi del patto.

E’ evidente che quella descritta in estrema sintesi è una situazione molto pesante per i Comuni che sono praticamente costretti ad innalzare la pressione fiscale per pareggiare i propri bilanci e per tentare di rispettare il patto di stabilità. Alla drastica riduzione di risorse descritta si aggiungono tutta una serie di ulteriori norme limitative dell’autonomia dei comuni, che vanno dagli innumerevoli limiti alle spese di personale, alla reintroduzione della tesoreria unica, norme che stanno creando seri problemi anche a livello gestionale. I bilanci del Comune di Tollo per gli anni 2012/13/14 e 2015 sono stati costruito cercando di mantenere i servizi e nel contempo di non innalzare la pressione fiscale. ABBIAMO FATTO FINO AD OGGI UN PICCOLO MIRACOLO MENTENENDO, a livello locale, inalterate le aliquote dei tributi di competenza.

Un ulteriore elemento che crea enormi difficoltà al Comune è costituito dal saldo obiettivo per il rispetto del patto di stabilità 2012 , 2013, 2014. La normativa sul patto 2012, contenuta nell’art.20 del dl 98/2011, come modificato dapprima dal dl 138/2011 e successivamente dalla legge 183/2011 (legge di stabilità 2012), prevede un meccanismo premiale per gli enti che saranno collocati nella classe più virtuosa.

Il saldo obiettivo del Comune di Tollo è pari a + 250.000 euro nel 2015. E’ evidente che il rispetto di un obiettivo di tale portata impone di agire non solo nella parte in conto capitale, ma anche nella parte corrente del bilancio. In uno scenario così difficile le scelte del Comune sono state quasi obbligate.

Nel complesso la manovra operata dal Comune, lo ripetiamo, praticamente obbligata a fronte di tagli ai trasferimenti di tale portata e di un obiettivo patto così pesante, permette di raggiungere l’equilibrio di bilancio, mantenendo i servizi offerti, garantendo in particolare i servizi sociali, nel rispetto degli obiettivi del patto di stabilità; basti pensare che l’aliquota IMU è ANCORA ALLO 0.76 % (UNA DELLE PIU’ BASSE DELLE ZONA) per gli immobili diversi dalla prima casa. Inoltre risulta ormai assurdo il meccanismo legato agli obiettivi del patto di stabilità, in particolare in un momento di crisi così pesante anche a livello locale. Questo meccanismo infatti da un lato costringe a non ridurre la pressione fiscale, dall’altro non permette poi di utilizzare le risorse che ne derivano per realizzare investimenti importanti per la comunità, investimenti che peraltro potrebbero costituire un forte aiuto in termini occupazionali, ma al contrario serve solo a generare avanzi di gestione.

Quest'anno le scelte collegate al bilancio di previsione si inseriscono in un quadro politico-economico-normativo completamente diverso dal passato. Un quadro che modifica sostanzialmente ogni impostazione politico-amministrativa prima applicata. Nulla e' più rapportabile a precedenti esperienze, nulla è confrontabile e nessuno può illudersi che a breve la situazione possa sostanzialmente mutare. Le ripercussioni sono così gravi che nessuno, tanto meno gli amministratori, sia di maggioranza che di minoranza, possono pensare di continuare ad esercitare il proprio ruolo e le proprie funzioni con le stesse modalità di prima. A fronte di una situazione così difficile siamo convinti che le pubbliche amministrazioni nel loro complesso devono effettuare un cambio di marcia. Il Bilancio di previsione 2015 è dunque il bilancio di una fase storica complicata. Non è solo una questione economica o contabile quella che dobbiamo affrontare, ma una vera e propria fase di cambiamento culturale. Se nel 2014, in occasione del Bilancio di Previsione, veniva lanciato una sorta di “allarme” per una situazione politica ed economica che non a tutti appariva nella sua gravità, oggi la recessione, hanno sviluppato una diversa consapevolezza. Questi mesi sono stati importanti, hanno ridato senso agli obiettivi prioritari, sono emersi con maggiore evidenza gli sprechi, le inefficienze, le illegalità.. Oggi ancora di più risulta quindi indispensabile riportare la "politica" ad assumere la valenza di responsabilità collettiva. C'è bisogno di una nuova rappresentanza politica, riconosciuta e stimata. Siamo chiamati a cambiare. Nuovi stili di vita, nuove regole, nuovi comportamenti sono richiesti a tutti, ma prima di tutto sono richiesti alla “politica”. Purtroppo le tante illegalità ed i privilegi che tornano continuamente alla cronaca, non sembrano andare ancora verso questa direzione. Da questa grave situazione politica e morale si esce solo con un nuovo patto politico e sociale. L'idea stessa della politica, che ora appare neutralizzata dai tecnici, dovrà cambiare. La fiducia dei cittadini ed una rinnovata coesione sociale sarà possibile solo attraverso la piena dimostrazione di un forte cambiamento e senso di responsabilità. Essere al “servizio” dei cittadini, con sobrietà e rigore, rispettando le regole e le leggi, con trasparenza e onestà dovrà essere considerato un obbligo “etico”, una nuova “questione morale. Questo credo sia nei prossimi tempi uno dei compiti primari delle Amministrazioni Locali, che oggi sono costrette a chiedere sacrifici per conto dello Stato, ma che per prime devono far percepire la loro coerenza, la loro trasparenza, la loro vicinanza ai cittadini.

E' stato difficoltoso costruire il bilancio di previsione 2015, tutte le spese sono state ridotte, è stato mantenuto sostanzialmente il livello di impegno sul sociale, siamo riusciti a lasciare, seppure in maniera molto ridotta, ancora delle risorse alla cultura, alla scuola, allo sport. È un bilancio che ancora resiste. Dal 2016 in avanti però, stante queste previsioni e queste impostazioni generali, pochi saranno i Comuni che riusciranno a reggere. A risanare i conti dello Stato, ancora troppo “sprecone”, non possono però essere chiamati solo i lavoratori dipendenti, pensionati e le classi più deboli. Per questo l'Amministrazione Comunale considera prioritario l' impegno contro l'evasione e l'elusione fiscale. Non ci saranno vessazioni, ma neppure tolleranze. L'indifferenza e l'individualismo sono diventate un modello di società che ha mortificato il vivere civile. C'è bisogno di una società più giusta, più equa, meno indifferente, meno individualista, meno egoista. C'è bisogno di un rinnovato impegno civico ed istituzionale, di una legalità diffusa, collettiva, di un più forte senso di appartenenza e di identità. Il tempo delle furbizie, delle evasioni, delle disparità di trattamento deve considerarsi finito. Tutti dobbiamo porci degli interrogativi sulla capacità individuale di essere cittadini, sulla corresponsabilità civile del vivere, per costruire “insieme” il bene comune. L'Amministrazione Comunale, attraverso varie iniziative pubbliche, con il coinvolgimento delle scuole, della parrocchia, dei giovani, del volontariato, dell'associazionismo culturale e sportivo, si sta e vuole misurarsi quest'anno proprio su questi temi e su questi valori, per far crescere la cultura del cambiamento e della cittadinanza attiva, scommettendo sulle “positività” dell’uomo. A fronte di una situazione come quella che stiamo vivendo le istituzioni hanno infatti il compito di pensare a tutti i cambiamenti possibili, anche quelli che oggi appaiono più lontani. Nei prossimi mesi risulterà sempre più importante la collaborazione pubblico-privata, con le imprese, l’Università, la Provincia, la Regione, con gli altri Comuni. Il Comune dovrà porsi l'obiettivo di valorizzare le risorse del territorio, le persone, la città. Per farlo dovrà comprendere maggiormente la realtà, analizzare e discutere di futuro.

A disegnare l’orizzonte delle opportunità per Tollo c’è soprattutto l’aspirazione a valorizzare la centralità geografica di questo territorio da un punto di vista turistico. L’obiettivo è quello di farne un centro di aggregazione territoriale, con un ruolo di regia e coordinamento rispetto all’offerta circostante. Una maggiore sinergia tra gli attori locali e il mondo economico appaiono gli ingredienti di base per il rilancio dell’area. Quanto ai settori economici di riferimento, torna la sollecitazione ad investire su turismo e sull'agricoltura specializzata, sulla valorizzazione delle attività di eccellenza del territorio. Anche tenendo conto di questa prima analisi, crediamo che Tollo debba maggiormente riflettere sulle qualità del proprio territorio e sulle prospettive per le nuove generazioni. Sul domani di tanti giovani, sulla loro permanenza a Tollo, sul loro ruolo attivo dobbiamo tutti cercare di elaborare idee e progetti che possano avere concrete possibilità di sviluppo. Per questo si prevede a breve di rilanciare la prima fase di un percorso partecipativo che coinvolgerà in particolare l'associazionismo locale. L' iniziativa, anche se non sarà ancora quella che viene definita in termini tecnici-metodologici “Stati Generali”, sarà un momento interessante di confronto e ci auguriamo possa ulteriormente svilupparsi affinché davvero tutta la cittadinanza si senta inclusa nell'approfondimento e nella discussione di questi temi. Il nostro territorio paga sicuramente la mancanza di una vera coesione istituzionale, nonostante le tante sperimentazioni avvenute nel corso di questi decenni, non c'è una identità forte, coesa e strutturata che sappia imporsi ai livelli istituzionali più alti. Oggi si preferisce agire a maggioranza. C'è forse bisogno, per far valere il nostro territorio, di più evidenti atti di discontinuità, da “portatori d’acqua” a protagonisti del proprio futuro. Al nostro territorio che potremmo definire “Colline Teatine” ed alla nostra città serve guardare avanti, difendere le sue eccellenze, serve una coesione istituzionale sui temi e sulle questioni più importanti che riguardano l'area.

L’Amministrazione Comunale è fermamente decisa a battersi per la tutela della qualità della nostra aria ed anche su questa battaglia di civiltà chiede una forte spinta istituzionale. Il territorio dunque e le scelte di programmazione, tra cui quella urbanistica, sono fondamentali per pensare a prospettive future. Viene così riconfermata l’importanza strategica di concludere il PRG (Piano Regolatore Generale), procedimento di “pianificazione territoriale” per uno sviluppo eco- sostenibile e per la tutela ambientale del territorio. Le trasformazioni che il PRG si impegna a prevedere devono rispondere a tre requisiti fondamentali di sostenibilità: essere compatibili sotto il profilo ecologico; produrre economie durevoli; essere frutto di un percorso partecipato. In questo senso il “caso Tollo” viene considerato dagli esperti un caso emblematico di approccio corretto alla stesura del documento finale e della proposta di PRG. L’Amministrazione ha posto al centro, fin dal documento preliminare, la rilevanza della questione ambientale e la necessità di assumere la sostenibilità quale principio su cui basare il documento programmatorio, senza escludere a priori, ma limitandoli, processi di trasformazione e valorizzazione anche economica del territorio. Il cronoprogramma del procedimento è molto dettagliato e quindi ci auguriamo che lo strumento urbanistico possa essere approvato entro l’autunno dal Consiglio Comunale.

Tollo, 11 Ottobre 2015

                                                                                                                                                             Il Sindaco di Tollo

                                                                                                                                                             Angelo Radica

 

Al Presidente della Regione Abruzzo

Prot. presidenza                                                                    Pescara, lì 10/10/2015

 

Egregio Dott. Luciano D’ALFONSO

Presidente – Governatore della regione Abruzzo

67100 L’AQUILA

 

Egregio Dott. Mario MAZZOCCA

Consigliere Regionale Delegato all’Ecologia ed all’Ambiente, 75

Via Passolanciano

65125 PESCARA

 

Egregio Dott. Dino PEPE

Assessore regionale alle Politiche Agricole

Via Catullo, 17

65125 PESCARA

 

Oggetto: PROBLEMATICA “RIFIUTI AGRICOLI”;

Egregi signor Presidente – Governatore della Regione Abruzzo,  Consigliere Delegato all’Ecologia ed all’Ambiente, Assessore alle Politiche Agricole,

lo scorso 18 Maggio 2015 Vi scrivevo una nota per sottoporre alla vostra cortese attenzione l’annoso ed ancora irrisolto problema inerente la  raccolta, lo stoccaggio e smaltimento dei rifiuti agricoli.

Il problema era ed è presente sull’intero territorio regionale salvo qualche lodevole e locale iniziativa messa in atto da comuni e/o consorzi di rifiuti.

La situazione non può e non deve  rimanere in un binario morto o essere ripresa ed attenzionata di tanto in tanto segnando ogni volta un nuovo inizio perché il fenomeno dello smaltimento losco ed illegale da parte dei soliti “ignoti furbi” è sempre presente come i casi dell’elevazione di salate multe unito alle denunce all’autorità giudiziaria da parte delle forze dell’ordine per chi è pescato in flagranza di reato.

Nelle more delle procedure messe in atto dalla regione per la costituzione dell’AGIR (Agenzia Regionale dei Rifiuti), ancorà di là da venire nonostante i sempre reiterati annunci mediatici,  Vi risollecitiamo ad un solerte insediamento di un tavolo tecnico che riprenda il buon lavoro già svolto in precedenza e produca proposte concrete per porre a soluzione sistematica il gravoso problema inerenti i rifiuti agricoli.

Chiaramente la rappresentanza delle Organizzazioni Professionali Agricole dovrà essere certa e compresa.

La costituzione dell’AGIR ci trova d’accordo perchè segnerà una diversa organizzazione del più generale comparto dei rifiuti verso la quale, speriamo vivamente, si trovino le più giuste ed opportune sinergie tra pubblico e privato allo scopo di far diventare questo comparto un opportunità di lavoro e sviluppo che generi occupazione stabile in una logica di rispetto dell’ambiente scevro da qualsiasi ipotesi di contaminazione malavitosa purtroppo sempre possibile in un settore così particolare e delicato.

Certi di una Vostra cortese attenzione al contenuto della presente nota, con l’occasione, Vi porgo i più fervidi saluti ed auguri di buon lavoro.

 
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