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Curioso e bizzarro

LA GROTTA DI SAN GIUSTINO

Molti scrittori hanno pubblicato libri sulla vita di San Giustino, una persona direi, misteriosa. Non si conosce l’anno di nascita… ed anche la sua vita è stata raccontata a voce. Le notizie documentate iniziano dalla sua investitura a vescovo di Chieti, circa l’anno 350, sino alla sua morte, anno 384. La mia acquisizione di nozioni proviene dalle persone con le quali ho parlato, …ancora una leggenda orale... Ho scelto di raccontare questa avventura.

 

UN PERCORSO DI MEDITAZIONE E RICORDI

UN PERCORSO DI MEDITAZIONE E RICORDI

Una spolverata di neve è sufficiente a cambiare il paesaggio. Il vento è forte e freddo, le nuvole basse. Per queste ragioni la scelta della escursione è sul sentiero G 2 del Parco Nazionale della Maiella, dalla località Balzolo di Pennapiedimonte CH (710m), sino alla Madonna delle Sorgenti (1000 m). Si percorre la carrareccia della valle del Torrente Avella che è stata realizzata fra il 1967 e il1972 per manutentare i tubi dell’acquedotto congegnato nel periodo fascista, fra il 1924 e il 1927. Questa escursione raccomanda molte soste, per ammirare il panorama delle montagne innevate, dove svetta la Cima delle Murelle (2596 m), le grotte, il canyon, il bosco. La strada che per secoli è stata fatta dai pastori e dai monaci, ha un suo fascino. Cerco di ricordare il nome delle grotte che incontro o individuo da lontano: 

 

PRANNASERRA

PRANNASERRA

La neve inizia a circa 1800 metri. La giornata è calda e con temperatura quasi di fine primavera. Quindi la scelta cade nuovamente alla località Balzolo di Pennapiedimonte CH, (710 m), Parco Nazionale della Maiella. Scelgo insieme ad un amico, il sentiero non ancora segnato, che immediatamente si inerpica per arrivare a PRANNASERRA, (PIANO COLTIVATO), (950 m).

 

MARMELLATA DI CACHI

Annata cospicua per la raccolta dei cachi. I rami pieni di questo frutto, toccavano il terreno per il peso. Ho voluto preparare la marmellata perché non l’ho mai fatta ed ero curioso. Fra le varie qualità del cachi, a polpa dura (cachi vaniglia, caco mela, cachi cioccolatino), ho scelto quello a polpa morbida, molto dolce al palato, dalla consistenza molle e succulenta, quasi gelatinosa.  Il cachi è un frutto davvero prezioso per la salute. È ricco di zuccheri: (100 g di prodotto apportano infatti 70 kcal) - di sali minerali, tra cui il potassio - ha un alto contenuto di beta carotene -  vitamina A, C, K - proprietà lassative e diuretiche – è energetico, quindi consigliato a chi fa sport. È antiossidante e previene le malattie cardiovascolari.

Ingredienti                                                                                                                                                                    

  • 1 kg di cachi
  • 1 limone
  • 350 grammi di zucchero
  • 2 mele 250 grammi                                                                                              

Preparazione                                                                                                                                                                

In un tegame antiaderente, mettere i cachi privati del picciolo e con la polpa tagliata a pezzi. Aggiungere la mela privandola di semi e torsolo, tagliata a cubetti molto piccoli, il succo del limone e lo zucchero. Far cuocere a fuoco basso, mescolando con un cucchiaio di legno. Essendo il preparato abbastanza liquido, bisogna calcolare un’ora di cottura. Fare la prova… del piattino per vedere se è cotto, (si deve staccare…). Invasare in barattoli sterilizzati, capovolgerli per creare il sottovuoto. Una volta aperti i vasetti, vanno conservati in frigo… 

Consigli  

Il limone e la mela sono utili come addensanti. Lo zucchero come conservante.

Luciano Pellegrini

 

105 ANNI

105 ANNI

La nonna di Claudio Di Toro, il cantante del gruppo musicale abruzzese Anemamé, oggi compie 105 anni.
Gli auguri della redazione e di tutta la testata ad Adina Marsilio che vive a Sant'Eusanio del Sangro.

 

 

ANELLO ZAKOPANE KUZNICE MONTI TATRA

ANELLO ZAKOPANE KUZNICE MONTI TATRA

Altra escursione nel PARCO Nazionale dei Monti Tatra (Polonia), (TPN), è stato un anello da Zakopane (900 m) a Kuznice (1010 m). Io e la guida alpina Stanislaw Apostol, siamo partiti da Zakopane e dopo aver percorso una comoda carrareccia che ci ha portati all’ingresso del parco, (dove ho pagato pochi zloty per entrare), abbiamo percorso la Dolina Bialego (Valle del Ruscello Bianco). È vietato entrare con le biciclette, (hanno sentieri a parte), non possono entrare veicoli a motore e neanche i cani. La valle è percorsa da un torrente che ha l’acqua bianca, da qui il nome. il percorso è molto interessante sia per la natura che per la storia. La flora dei monti Tatra è abbondante con mille specie di funghi, 870 specie di licheni, l’abete bianco, il faggio, il pino, il larice, il Rovere e tanti fiori come la genziana, la silene ed un fiore che ho già menzionato, ma per la sua bellezza lo ripropongo… la Dianthus speciosus ssp. alpestris (pl. goździk okazały), della famiglia delle Caryophyllaceae. Il nome comune è GAROFANO ROSA.  Il suo habitat è nella Dolina Kondratowa. Arrivati al passo Przelecz na Patykach (1310 m), invece di proseguire per la vetta SARNIA SKALA (1377 m), abbiamo fatto il sentiero per arrivare al rifugio Gorski (1198 m) sulla radura di Kalatowki da dove si gode il monte Giewont (1895 m). Su questo percorso panoramico, sono presenti numerosi ponti e scale di legno. Si superano forre, si passa sulla cima degli alberi, con tanta sicurezza. Proseguendo, incontriamo l'eremo di San Fratello Alberto Chmielowski, con la cappella della Santa Croce, in legno. In Polonia e specialmente in montagna, è facile trovare le chiese in legno, è una devozione ed una architettura a cui i polacchi sono molto legati.

San Fratello Albert Chmielowski, monaco polacco, (Adamo il suo nome di battesimo), nacque in una nobile famiglia polacca ad Igolomia un villaggio vicino a Cracovia, il 20 agosto 1845 e morì all’età di 71 anni, il 26 dicembre del 1916 tra i poveri ed emarginati di Cracovia. Dedicò a loro tutta la sua vita, scelse la vita di povertà, dimenticando le origini aristocratiche e abbandonando i piaceri materialisti. In patria è conosciuto come “il padre dei poveri” o “il San Francesco del XX secolo”. Il rumore delle abbondanti acque purissime e limpide del torrente Brata Alberta, ci ha accompagnati sino a Kuznice. Le sue acque potabili servono per dissetare gli abitanti di Zakopane. Per concludere questa ricca giornata e prima di tornare alla mia baita in montagna, siamo stati invitati a cena da una amica di Zakopane, Eva, che abita in una delle più belle baite della città. Ha cucinato una cena tradizionale con brodo vegetale e prodotti del suo orto, con pasta fatta in casa, il gulasch, (piatto sostanzioso di origine ungherese), di cervo ed agnello. Con il sugo abbiamo condito il riso e per contorno una insalata di lattuga e ricotta di pecora. Un bicchiere di grappa, tanta calma ed amicizia.

In baita, con lo sguardo fisso sui monti, aspettando che si facesse buio, ho riflettuto sull’escursione e mi sono chiesto molti perché, senza risposta. Possibile che in Italia è difficile trovare un parco che abbia le caratteristiche dei Tatra? Si seguitano a costruire impianti a fune, c’è l’invasione dei mezzi motorizzati a due e quattro ruote, poca o nessuna manutenzione dei sentieri, segnaletica non conforme agli accordi con la Feder parchi, spazzatura di qualsiasi genere. Quante volte bisogna fermarsi per far passare le bici e le moto? A cosa serve il mio impegno per l’ambiente? Mi consolo con il primo ambientalista del pianeta… Papa Francesco, che quasi giornalmente prega umilmente i responsabili a rispettare il creato.  Anche Lui è perdente! Però la mia testardaggine di abruzzese non mi fa arrendere.

DIFFICOLTA’ E

TEMPO 4 ORE SENZA SOSTE

DISTANZA   16 KM

DISLIVELLO 480 m

 

Luciano Pellegrini 

 

STO ANDANDO A SCUOLA MA NON MI SENTO SICURO

Io faccio solo il dovere e tu?

 

 

Pescara, 8 Settembre 2017 - Par, Patto per l'Abruzzo Resiliente, a Giugno 2017 presenta all'evento Fonderia Abruzzo un report sulle scuole abruzzesi; sottopone all'attenzione del "Caucus Scuola" un progetto di adeguamento dell' edificato scolastico, con stime dei costi per abbattimenti e ricostruzioni. La situazione è preoccupante e ai tavoli di discussione si cerca di interpretare la complessità del sistema edilizia scolastica, che è carente sia nella situazione sia nelle prospettive per i prossimi 5 anni. Le soluzioni paventate dai responsabili, anche in senso legislativo, sono macchinose e burocraticamente lunghe.

 
 

Il tema , in questi giorni , è tornato caldo: le scuole sono in riapertura ; i politici ai vertici si preoccupano di moderare le proteste facendo promesse vaghe e vane, per dare un senso di vicinanza ai tantissimi genitori preoccupati. Ma concretamente, per il 2017 tutto resterà invariato. Quello che ci chiediamo , è come si possa essere così inadempienti, così a lungo. La risposta è solo una: mancanza di sensibilità, derivante da una grande lacuna culturale. Mancano conoscenza del rischio e della sua mitigazione, consapevolezza delle proprie possibilità, dimestichezza con procedure snelle, mancano obiettivi chiari e precisi. Mancano ai cittadini comuni e agli amministratori. La prevenzione viene invocata a gran voce, ma, sempre e soltanto dopo le catastrofi.

Par, il gruppo di madri che ha stabilito il patto, vuole invocarla subito. "Vogliamo preparazione, per tutti, per tutto. Non vogliamo più vedere cittadini comuni che spingono la politica affinché si allinei con gli standard di sicurezza. Sono priorità: Tutela della vita, dei diritti fondamentali allo studio, al lavoro e alla convivenza simbiotica col proprio territorio."

 

Il gruppo di cittadine fondatrici del Par chiede questo. Non permettere lo spopolamento dei nostri bellissimi borghi rendendo la vita ordinaria complicata, per mancanza di viabilità e servizi sanitari di base oltre che di scuole non a norma. Si dovrà costruire un sistema nuovo, che si sappia gestire e ricostruire da sé, in caso di catastrofi. Il progetto PAR per l'Abruzzo è di ampio respiro, parte dalle scuole e coinvolge tutte le necessità attualmente critiche che ruotano intorno a una comunità sia essa urbana che extraurbana, del fondovalle, pedemontana, montana. Pretenderlo è un dovere, di tutti noi.

 

PUNTI PRINCIPALI DEL PROGETTO PRESENTATO A FONDERIA ABRUZZO 2017:1) Divulgazione e formazione sulla conoscenza del rischio e conseguenti piani di emergenza

 

2) Superamento delle criticita' dei soggetti attuatori e ostacoli burocratici

 

3) Miglioramento e attuabilità dei piani di emergenza e/o di evacuazione obbligatori (sanzionare i soggetti attuatori inadempienti)

 

4) Riconoscimento per l'edilizia scolastica dello stato di emergenza

 

5) Sviluppo aree interne - inclusione completa, anche zona Majella

 

6) Definizione legge regionale per gestione edilizia scolastica, con obbligo di verifiche e manutenzioni biennali dei sistemi di sicurezza, strutture e impianti

 

7) Priorità alle aziende abruzzesi nella realizzazione di edifici antisismici

 

8) Valutazione singoli per accorpamenti e poli scolastici

 

9) Spinta verso scuole polifunzionali e autosufficienti dal punto di vista energetico.

 
 

Video realizzato per sensibilizzare i lettori sul tema scuole: https://www.youtube.com/watch?v=Gz7Rd5hn6XI

 

Comitato Scuole Sicure Pescara e Territorio Regionale – Presidente Marzia Foglietta

Associazione Giardini nel Cuore – Penne – Presidente Francesca Merini

Associazione Scuole Sicure Guardiagrele – Presidente Delia Garzarella

Comunità Rurale Serramonacesca – Rappresentante Paola Pomilio

 

COME SI PRODUCE IL FORMAGGIO CAPRINO E LA RICOTTA

La montagna brucia, il caldo è torrido, l’afa non dà tregua. Calpestare quel poco che resta del suolo montano, alzare gli occhi verso il cielo grigio, non di nuvole ma di fumo e respirare l’odore acre ed inconfondibile di bruciato, fa male.

Allora io ed un amico E.B. ne approfittiamo per andare a trovare la pastora Alina in Valle Giumentina e partecipare alla preparazione del formaggio caprino e della ricotta. Paolo, il marito, ha fatto l’insegnante.

Ha iniziato versando in un recipiente il latte che Alina aveva munto il mattino ed ha acceso il fornello. Alla temperatura di circa 40 gradi, ha spento il fuoco ed ha aggiunto due cucchiaini di caglio per far coagulare il latte e trasformarlo in formaggio. Quando il preparato si è coagulato, (ha la forma di una pasta gelatinosa), ha rotto la cagliata, con lo “squacciarello” un attrezzo pastorale ricavato da un ramo di ciliegio con alla base un disco di legno convesso. (Parola dialettale usata dai pastori di Roccamorice PE - N.d.R.). E’ importante la rottura della cagliata perché facilita l’espulsione del siero. Con un movimento circolare del braccio, la cagliata si rivolta, si agita e si ammassa. La parte solida Paolo lo ha sistemato negli stampi tipici forati e premendo, ha fatto uscire il liquido sieroso. Il liquido sieroso serve perché, fatto bollire sino a raggiungere la temperatura di circa 80 gradi, produce la ricotta, il cui nome deriva, infatti, dalla doppia cottura: ri-cotta. Quando in superfice si formano i “fiori”, (sono delle bolle che si aprono), la ricotta è pronta. Con una schiumarola, si raccoglie la ricotta che viene messa negli stampi. Ora bisogna pensare alla salatura del formaggio caprino. Il sale "disinfetta" il formaggio impedendo in superficie lo sviluppo di muffe anti-casearie e arresta lo sviluppo di microrganismi che ne danneggerebbero la fermentazione. Inoltre valorizza il sapore del formaggio e contribuisce alla formazione della crosta. Per la salatura a secco si procede cospargendo in più riprese sia le facce (i due piani di appoggio della forma) che lo scalzo (la parte laterale della forma) con del sale da cucina "grosso". Attenzione ad una eccessiva salatura, che oltre a portare un gusto eccessivamente salato del formaggio, ne farebbe seccare la pasta in modo scorretto.

Molto importante è la STAGIONATURA

Dopo un periodo di riposo (stufatura) il formaggio è tolto dalle forme e messo in un ambiente con temperatura costante, circa 20 gradi.

Il lavoro non è terminato…dopo aver recuperata la ricotta, il liquido che resta, serve per nutrire gli animali da cortile, (anche le pecore e capre ne sono golose) e si può preparare una colazione salutare ed energetica. E’ una ghiottoneria a costo zero. Si inumidisce il pane, si spalma un po’ di ricotta e zucchero, e… provare per credere! Inutile fare paragoni con le merendine da supermercato. È vero che chi beneficia di questa ricetta sono i figli dei pastori e gli amici, ma questa lezione la proporrò ai più giovani. Una giornata utile, indimenticabile, trascorsa in amicizia, gustando sapori ormai dimenticati e vivendo la difficile e dura vita del pastore.

Luciano Pellegrini 

 

ANNIVERSARI

ANNIVERSARI

Caramanico Terme, 6 luglio 2017 - Attorniati dai parenti e dagli amici, lo scorso mercoledì, Sabrina e Nando hanno festeggiato il significativo traguardo dei venticinque anni di matrimonio. Nell’antica e suggestiva chiesa di San Tommaso Becket, a qualche chilometro dal borgo medioevale di Caramanico, nel cuore del Parco della Maiella, la coppia, davanti al proprio parroco don Nico Santilli, ed ai sacerdoti don Angelo Polloni, don Ernesto Frani, don Paolino Sciullo, don Lucio Giacintucci, don Rocco D’Orazio e camilliano Padre Federico, alla presenza di tantissimi amici e parenti invitati, hanno rinnovato l’impegno solenne d’amore e di reciproca solidarietà.

Hanno fatto da contorno alla straordinaria cerimonia, i due speciali testimoni: Camilla e Riccardo. I due figli, che insieme ad Eugenia Casamassima formano il gruppo Echi di Luce, hanno accompagnato la funzione religiosa con le melodie proprie del gruppo musicale. Forte il richiamo a don Danilo Belotti, scomparso padre spirituale della famiglia Marinucci, forte la spiritualità dei luoghi remoti ed affascinanti, forte l’emozione di una celebrazione straordinaria in un pomeriggio di mezz’estate nel cuore di un ambiente dove natura e salute convivono in perfetta sintonia.  

Il Presidente dell’Associazione, Sen. Tommaso Coletti, gli iscritti e tutti i collaboratori del giornale online “Abruzzo Popolare” si uniscono al coro di auguri di amici e parenti per una coppia esemplare tutta dedita all’educazione dei figli, al lavoro ed all’impegno civico.

 

Premio di poesia per Gabriele di Meo

Gabriele Di Meo 83 anni, nato a Casalincontrada, nell’ adolescenza ha svolto attività lavorative in settori diversi. All’età di dieci anni, la passione per la musica ha consigliato i genitori, a fargli prendere lezioni da un insegnante di musica del luogo, Isidoro Malandra, specializzandosi nelle percussioni. Ha suonato circa sette anni con la banda di Chieti con il maestro Vagnozzi.  È emigrato in Francia lavorando in una fabbrica di ceramica. Questa esperienza è durata poco tempo.      A venti anni, rientrato al suo paese, decise di aprire un locale a Chieti, l’attuale, iniziando il lavoro di barbiere. Oltre alla musica, ha una disposizione artistica per la poesia ed il disegno. Dal 1990 partecipa a concorsi di poesia dove ha vinto numerosi premi ed ha guadagnato tanti riconoscimenti. Nel 2015 ha vinto il primo premio a Terni con la poesia NEL LENTO TEPORE. Gli è stato assegnato a Vasto CH, un riconoscimento di poeta benemerito, sino all’anno 2018.

Fra un taglio di capelli ed una barba, seguita a scrivere poesie, piene di significato.

Ecco la composizione premiata.

NEL LENTO TEPORE

Nel lento

Tepore del giorno

odo un tono di voce             

Farsi canto

E la sera è silenzio                                                                                                                  

E pace tra le ombre.    

Mia madre

China al tramonto,

cattura fasci di luce  

e grappoli di memoria.

Luciano Pellegrini

 
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