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L'Abruzzo nella storia recente
L'Abruzzo nella storia recente

La storia dell' Abruzzo è segnata senza dubbio dal secondo conflitto mondiale dove queste regione pagò il più alto tributo di sangue. Le incursioni aeree, iniziate fin dall'inverno del 1942 – 43  si intensificarono in primavera e nei mesi successivi. La linea Gustav, costituita dai tedeschi in Ottobre e mantenuta fino alla primavera del 1944 peggiorò la situazione. Passava infatti nella parte centro – meridionale dell'Abruzzo unendo la Valle del Sangro col Tirreno.

 

Sulmona fu ripetutamente bombardata con ingenti danni al patrimonio edilizio e alle infrastrutture.

Pescara subì pesanti bombardamenti nei quali rimasero uccise 3.000 persone e fu distrutto o danneggiato l'80% degli edifici della città.

Anche Avezzano, appena ricostruita fu in gran parte rasa al suolo.

Ortona fu teatro di una cruenta battaglia che causò migliaia di vittime e la distruzione totale della città. Nella notte tra il 9 e il 10 settembre 1943, la famiglia reale dei Savoia lascia il porto di Ortona e l'Italia occupata dai nazisti per approdare nella già liberata Brindisi e così completare la fuga.

Da Ortona passava la linea Gustav, che aveva l'altro capo a Cassino: una linea di difesa fortificata apprestata dalle forze germaniche nel punto più stretto della penisola.

Infatti è proprio durante la seconda guerra mondiale che Ortona conosce momenti veramente difficili. La maggior parte della popolazione ortonese è costretta a scappare dalle proprie case. A nord, l'esercito tedesco e a sud, quello degli alleai, bombardano ininterrottamente Ortona per circa sei mesi.

Il paese praticamente raso al suolo diventa tristemente noto con il nome di Piccola Stalingrado. Restano in piedi pochissimi edifici e comunque con gravissimi danni strutturali. La città fu liberata soltanto nel dicembre del 1943 quando le forze alleate oltrepassavano la linea Gustav sul versante tirrenico. Per questo motivo la città fu insignita della medaglia d'oro al valor civile.

Neppure L'Aquila fu risparmiata dai bombardamenti. L'8 dicembre del 1943 insieme alla stazione andarono distrutti molti edifici pubblici e privati del capoluogo abruzzese. Oltre ai bombardamenti la popolazione dovette subire le conseguenze delle barbarie nazista. Rappresaglie di ogni tipo furono compiute dai tedeschi in tutta la regione. Nel mese di giugno del 1944 tutto l'Abruzzo fu liberato dalle truppe britanniche e canadesi accolte trionfalmente dalla popolazione. L' Abruzzo fino alla vigilia della seconda guerra mondiale era rimasto fermo in una condizione di grave arretratezza economica, sociale e culturale.

È alla luce di questi avvenimenti che deve essere valutato l'impegno profuso da quanti hanno fatto uscire la gente d'Abruzzo da un'arretratezza nella quale era immersa da secoli, e nel breve volgere di qualche anno hanno fatto progredire la regione sul piano economico, civile e culturale.

di Daniela Paolini