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PROPOSTE PER LA CITTÀ
PROPOSTE PER LA CITTÀ

Chieti, 14 maggio 2018 - La nostra città, per precise responsabilità di chi la guida da circa 10 anni dopo averne passati altri 15 con ruoli di primissimo piano sia durante la gestione del Sindaco Cucullo, di cui è stato a lungo vice, che dopo, sta vivendo un periodo di particolari difficoltà. Perde continuamente abitanti, passando da 60 mila a 50.950 unità nel giro degli ultimi anni. Assiste impotente alle continue dismissioni di attività produttive in Vallata e di molti piccoli e medi negozi di vario genere che comunque garantivano una certa vivacità ad un centro storico che si è quasi completamente desertificato anche a causa delle scellerate continue autorizzazioni date a super e ipermercati, centri commerciali ecc.

Non riesce ad incassare il dovuto da parte certamente di tanti cittadini disonesti e morosi, poco rispettosi del bene comune e molto attenti, con piccoli stratagemmi, a fare i propri interessi a danno della collettività, ma anche per l'incapacità di fare il proprio dovere da parte delle società preposte, come ha peraltro denunciato il Sindaco Di Primio.

Ora, per cercare di coprire sia pure parzialmente la voragine dei conti apertasi nel bilancio comunale su cui è aperta una indagine degli ispettori della Corte dei Conti, la Giunta Di Primio sta pensando di alienare una o più farmacie comunali per fare cassa. Considero questa, se portata in porto, una scelta scellerata e di inaudita gravità per diversi motivi. Il primo è perché tutte le farmacie, pubbliche e private, sono fonte di reddito e non sarà certo per caso se i loro titolari, solitamente, appartengono alle fasce benestanti dei loro Comuni. Il secondo, è che le farmacie comunali dovrebbero svolgere un ruolo socialmente più rilevante, anche praticando politiche dei prezzi più contenuti specie per quei prodotti riservati alle fasce più anziane della popolazione dove magari sono presenti le situazioni di maggiore disagio anche a causa della povertà in cui molti pensionati sono costretti a vivere per le basse pensioni percepite.

Se si deve far cassa, perché allora non pensare di vendere a un privato, capace e in grado di sfruttarne tutte le enormi potenzialità, lo Stadio del Nuoto di proprietà comunale?

Negli ultimi anni ci sono stati molti contenziosi con gestori a cui è stata affidata la gestione della piscina. L'attuale gestione, affidata alla Teateservizi, sembra poco interessata anche a recepire, per il suo complessivo miglioramento, le segnalazioni di utenti che ne hanno denunciato alcune criticità. Una cessione definitiva a chi ne utilizzerebbe tutte le potenzialità, garantendo il lavoro stabile anche al personale attualmente assunto con contratti a termine, aumentandone la frequentazione attraverso convenzioni da fare con i sindacati, le organizzazioni di rappresentanza, le tante strutture aziendali pubbliche e private esistenti nel territorio ( i CRAL), toglierebbe una grana al Comune mettendo sul mercato una struttura che potrebbe produrre, se adeguatamente valorizzata, anche buoni profitti che un privato non dovrebbe disdegnare.

 

FOTO  ASD Teate Splashing