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AUTORI PAGANICHESI, IERI E OGGI
AUTORI PAGANICHESI, IERI E OGGI

L'Aquila, 17 giugno 2019 -

 Il 21 giugno alle ore 18, nel Centro Civico di Paganica, un incontro a più voci. Venerdì 21 giugno, alle ore 18, a Paganica (L’Aquila) presso il Centro Civico ex Scuderia del Palazzo Ducale, si terrà un incontro per parlare di due Autori paganichesi: Nicola Enrico Biordi e Goffredo Palmerini. Ne converseranno due giornalisti e scrittori di razza, Dante Capaldi e Mario Narducci, mentre l’attore e scrittore Franco Narducci presterà la sua voce nella lettura di liriche del poeta Nicola Enrico Biordi e di qualche brano tratto dall’ultimo libro di Goffredo Palmerini “Grand Tour a volo d’Aquila”, One Group Edizioni. Lo stesso Palmerini sarà presente e coordinerà l’incontro.

 

Davvero meritoria questa iniziativa letteraria e culturale per ricordare il poeta Nicola Enrico Biordi (Paganica il 26 novembre 1909 - L’Aquila il 18 luglio 1975). Membro di una famiglia che aveva grande confidenza con la scrittura – dal padre Luigi Biordi, stimato ingegnere ma anche collaboratore di vari giornali, al fratello Raffaello Biordi, penna raffinata di prestigiose testate nazionali, scrittore e critico letterario – Nicola Enrico Biordi è stato uomo dal multiforme ingegno, che ha spaziato dalla poesia alla musica, alla pittura e al giornalismo. Per la carta stampata, infatti, è stato un autore prolifico, scrivendo per quotidiani e periodici italiani, quali “il Messaggero”, “il Tempo”, “La via migliore”, “Le Vie d’Italia”, “il Tricolore”, “il Popolo d’Italia”, “L’Italia liberale”, “Il Giornale d’Italia”, “Amicizia”, e giornali italiani all’estero come “L’Italia di S. Francisco” e “Il Progresso”.

 

Feconda la sua opera nel campo della Poesia, in lingua e dialetto, che lo portò a pubblicare 6 corposi volumi di liriche, con significativi riscontri dalla critica – importanti i riconoscimenti e premi alla sua produzione letteraria - e con notevole apprezzamento dei lettori. Tra il 1959 e il 1970, infatti, egli diede alle stampe sei ponderosi volumi di poesia in lingua e in vernacolo: “Foglie al vento” del 1959, “Scintille” del 1960, “Medicina umoristica in versi” del 1963, “L’Aquila scrive, parla e rrie ccuscì…” del 1966, “Tra sintimentu, scherzu e ffantasia” del 1967, “Quando Esculapio sorride” del 1970.

Merito indiscusso di Nicola Enrico Biordi è quello d’aver dato alla poesia in vernacolo la dignità che merita nell’espressione letteraria, traendola dall’angustia che sovente vorrebbe relegarla nel piccolo mondo dello scherzo paesano, della minuzia sentimentale, dell’ironia a buon mercato. Il dialetto paganichese e ancor più aquilano, per Biordi, è invece espressione aulica e colta, è ricerca linguistica nel profondo delle radici, è autenticità d’espressione di ogni sentimento. “La poesia dialettale di cui Biordi è autorevole rappresentante – annotava tra l’altro il prof. Raimondo Cappella – non è tutta poesia d’arte e neppure tutta poesia popolare, ma è la poesia popolare, in quanto si tuffa nel mondo dell’intuizione, del senso e dell’istinto, del concreto e del particolare, dello sperimentato e del corporeo, si riveste di forme più vive, più nutrite, più sentite, quasi scheletro che vada a riacquistare sangue e carne”.

 

Ancor più puntualmente ne scriveva il prof. Ernesto Giammarco, dialettologo dell’Università dell’Aquila, nella prefazione al volume “Tra sintimentu, scherzu e ffantasia”: “[…] La presente raccolta di Nicola Enrico Biordi ha valore, anzitutto, di testimonianza: un documento d’amore per la parlata “terrigena”, per usare un’espressione dantesca, ed anche storico. Un ritorno alla letteratura dialettale nella sua più alta forma d’espressione, qual è appunto la lirica. In questo senso il Biordi potrebbe dirsi un pioniere, perché, ch’io sappia – tranne qualche altro aquilano transfuga – è l’unico che coltivi con senso d’amore e intelligenza, con fedeltà e passione la poesia aquilana. E di questa fedeltà ha dato prova egli stesso con la puntuale costante presenza ai molti raduni e convegni poetici, nei quali ha ricevuto sempre approvazione e simpatia. Se non è ancora possibile dare una sistemazione, in sede storica, di questa produzione poetica nell’ambito della poesia aquilana in volgare, purtuttavia sento di dover salutare con compiacimento l’opera, perché essa si pone all’inizio d’una ripresa letteraria, la quale, dopo lunghi secoli di splendore, ha subìto un’incrinatura nella sua continuità […]”.


Degna inoltre di rilievo la versatilità di Nicola Enrico Biordi, oltreché per la poesia, per la musica: egli con perizia suonava diversi strumenti, ma soprattutto con sensibilità ci cimentava nella composizione musicale e dei testi. E ancor più apprezzabile la sua creatività nel campo della pittura, attitudine che sebbene coltivata in età matura, si nutrì di tecniche innovative sue proprie nell’uso del colore, prediligendo dipingere paesaggi, volti, scene di vita bucolica, fiori e meraviglie della natura. Nicola Enrico Biordi sposò nel 1940 Iside Palmerii, un’insegnante che per molti anni operò nella Scuola Elementare “Francesco Rossi” di Paganica, formando intere generazioni di ragazzi che ancor oggi ne portano un vivo ricordo. Nel 1948 la coppia si trasferì all’Aquila, nella bella casa di via Garibaldi, godendo la vista della magnifica facciata della chiesa di San Silvestro.

 

L’incontro sarà anche occasione per la presentazione del volume “Grand Tour a volo d’Aquila” di Goffredo Palmerini. Un’incursione nei temi trattati nell’ampio volume, ma particolarmente nei numerosi racconti di viaggio alla scoperta del Belpaese - Capitanata e Gargano, Basilicata e Matera, Calabria jonica, Garda bresciano, Salento leccese, Trieste e Gorizia, Piemonte occitano - e nei reportage di missioni all'estero - New York e il Columbus day, Washington, Mons e Marcinelle - molto intriganti e dettagliati in quest’ultima produzione dell’autore paganichese, che è anche giornalista assai impegnato.

 

Goffredo Palmerini (L’Aquila, 10 gennaio 1948) scrive infatti su giornali e riviste in Italia e sulla stampa italiana all’estero. È infatti in redazione presso numerose testate giornalistiche in Italia e, come collaboratore e corrispondente, su diverse testate all’estero: America Oggi (Usa), La Gazzetta (Brasile), i-Italy (Usa), La Voce (Canada), La Voce d’Italia (Venezuela), Mare nostrum (Spagna), L’altra Italia (Svizzera), La Voce alternativa (Gran Bretagna). Collabora, inoltre, con le Agenzie internazionali AiseInformComUnica. Ha pubblicato i volumi “Oltre confine” (2007), “Abruzzo gran Riserva” (2008), “L’Aquila nel mondo” .