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AIUTO ALLA DISABILITÀ E SPORT
AIUTO ALLA DISABILITÀ E SPORT

Pescara, 19 luglio 2019 - La Fondazione COME Collaboration ONLUS promuove un incontro/dibattito dal titolo “Aiuto alla disabilità e sport”, che si terrà in data 22 luglio prossimo presso il Museo delle Genti D’Abruzzo alle ore 18:00. L’evento è stato organizzato in concomitanza dello svolgimento del progetto di fundrasing “RACE ACROSS LIMITS”, promosso dalla Fondazione e realizzato attraverso l’impresa sportiva della triatleta Italiana, Sabrina Schillaci. Il progetto mira a raccogliere fondi a favore di attività terapeutiche per neonati prematuri e bambini disabili.

Interverranno:

 Nicoletta Verì – Assessore alla Sanità della Regione Abruzzo;

 Sabrina Schillaci - Triatleta di “Race Across Limits”;

 Andrea Silvestrone - Campione internazionale di tennis paraolimpico.

 Il Direttore del Quotidiano abruzzese “Il Centro”

Scopo principale dell’incontro è quello di mettere a confronto alcuni protagonisti ed alcuni temi legati al sostegno alla disabilità ed in particolare l’intervento pubblico, il caregiving e lo sport - che operando in sinergia possono migliorare in modo sensibile la qualità della vita delle persone coinvolte: disabili, familiari e tutti coloro che si preoccupano quotidianamente di dare aiuto e sostegno. La Fondazione COME Collaboration, da diversi anni impegnata nella ricerca clinico-osteopatica e nei progetti di sensibilizzazione e raccolta fondi per i soggetti più fragili e bisognosi, quali bambini prematuri o disabili, apre le porte dell’incontro a tutti coloro che sono toccati direttamente o indirettamente dal tema della disabilità e di conseguenza del supporto a chi ha più bisogno. L’evento è gratuito e aperto a tutti coloro interessati.

In breve chi è Sabrina Schillaci

Sabrina comincia a praticare triathlon nel 2014 per superare la depressione latente in cui era scivolata, dopo il terribile incidente che nel 2007 aveva reso tetraplegico il marito Davide. Da quel momento la disabilità si era appropriata della loro vita “normale” e benestante di architetti di successo, costringendoli a resettare il passato e a ricominciare tutto da capo.

Attraverso lo sport Sabrina è diventata più forte, temeraria, e soprattutto consapevole di avere le risorse personali necessarie ad affrontare con un nuovo entusiasmo la vita di una persona che a tempo pieno aiuta un’altra a condurre la propria vita: la vita da caregiver. La sua impresa coinvolge costantemente anche il marito Davide che continua ad appoggiarla e darle forza nelle varie imprese sportive di cui è protagonista. Nel 2015 le prime gare di triathlon e nel 2016 il primo Ironman a Zurigo, e poi via altre competizioni, prediligendo la lunga distanza, l’unica in grado di darle la possibilità di mettersi in gioco, di utilizzare le sue potenzialità e di superare quegli ostacoli apparentemente insormontabili. Nel 2017 ha iniziato la formazione di coaching per approfondire tutte quelle dinamiche mentali utilizzate in maniera inconsapevole per risalire dal baratro, per competere in gare estreme e per diventare una persona entusiasta della vita.

Dal 2017 Sabrina collabora attivamente con la Fondazione ONLUS COME Collaboration, impegnata da tempo nella ricerca clinico scientifica in campo osteopatico e da sempre a fianco dei soggetti più deboli, quali bambini prematuri e disabili. La Fondazione e Sabrina hanno attivato un progetto dal titolo RACE ACROSS LIMITS: Con lo sport è possibile superare le difficoltà che la vita ci impone e al contempo aiutare chi ha più bisogno ed è più fragile.

Le imprese ciclistiche di Sabrina del 2019 si sono svolte in Italia e sono state principalmente due: Race Across Limits Italia e Race Across Limits AROUND ITALY: oltre 3000 chilometri per la penisola, andando in bici nelle varie tappe con appassionati o volontari, per diffondere l’idea dello sport come strumento di sostegno per caregiver e disabili e per raccogliere fondi per la fondazione COME.

Andrea Silvestrone, con il tennis gira il mondo con l'obiettivo di partecipare alle Paralimpiadi di Tokio 2020, Silvestrone è molto impegnato nel volontariato e vive in carrozzina per una patologia neurodegenerativa progressiva. La sua storia in un articolo de “Il Centro”