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SAN FRANCESCO NEI LUOGHI DI ORTONA
SAN FRANCESCO NEI LUOGHI DI ORTONA

Ortona, 26 febbraio 2020 - A 800 anni dall'inizio del dialogo tra islam e cristianesimo è stato organizzato, nel pomeriggio del 22 febbraio, un convegno presso la biblioteca diocesana per riflettere sull'importanza della socialità nel pensiero di san Francesco. L’interesse del frate minore verso l’intera civiltà si contraddistinse per il suo approccio mite, colloquiale e di confronto al fine di diffondere la pace nelle relazioni umane. 

La scelta di fare il convegno ad Ortona è stata dettata dal fatto che diversi luoghi, come ad esempio la chiesa e il convento di san Francesco, la chiesa della Madonna della Pace o Madonna delle Grazie, la chiesa e il Convento della SS Trinità e la chiesa e il convento di santa Maria delle Grazie, sono dedicati all'ordine dei frati minori. Tommaso da Celano, celebre scrittore francescano, cita la città di Ortona nel testo “Trattato dei Miracoli” nell'occasione della prima edificazione sacrale dedicata al Santo.

I contributi dei prestigiosi relatori, quali di S.E. Emidio Cipollone – Arcidiocesi Ortona - Lanciano, padre Giammaria Polidori - francescano residente ad Assisi con origini ortonesi, Gerardo Navasio - presidente Assisi Pax International, Francesco Di Nisio - presidente AIDOSP associazione italiana dottori scienze politiche, Ennio Di Francesco - scrittore e già funzionario di polizia e Marco Misciagna - violinista, hanno condotto a riflettere sull'immensa attività svolta da san Francesco al fine del perseguimento di una civiltà di pace tramite il dialogo, il confronto e la mitezza.  S.E. Emidio Cipollone esaltando la personalità di san Francesco a quella del Papa Francesco ne ha estrapolato l’importanza del dialogo e dell’ascolto del primo verso i musulmani così, come attualmente fa il secondo nell'invitare l’Italia ad aprirsi ad una civiltà di pace. Papa Francesco segue la socialità come è stata perseguita da San Francesco nella custodia del creato. La socialità e l’invito al dialogo per la costruzione della pace tendono in buona sostanza ad innovare e cambiare i sistemi comportamentali al fine, di coinvolgere il popolo cristiano verso un nuovo stile di vita all'insegna dell’ascolto e dell’accoglienza per la costruzione della pace.

San Francesco, a seguito della V^ Crociata (1219) e delle continue ostilità tra l’oriente e l’occidente decise di voler parlare con il Sultano d’Egitto Al-Malik Al-Kamil al fine di porre fine alle ostilità per una costruzione della società all'insegna della pace. Il dialogo di pace tra le civiltà, avviato da San Francesco e ancora tutt'oggi in itinere, sarebbe dovuto, o potrebbe, avvenire tramite il dialogo, la mitezza, il confronto e l’ascolto dell’uno e l’altro al fine di, costruire una civiltà pacifica nel rispetto dell’uomo, del credo religioso e in senso lato dell’intero ambiente.  Lo storico colloquio avvenuto tra San Francesco e il Sultano è ancora oggi significativo e attuale per le conseguenze nel dialogo interreligioso e per la pace mondiale, tanto da rimanere, pur a distanza di secoli, l’avvenimento esclusivo che indica la rotta da cui partire nella ricerca d’intesa e armonia tra Oriente e Occidente.

Laura Florani