Capoluoghi >> L’APPROFONDIMENTO
L’APPROFONDIMENTO
L’APPROFONDIMENTO

Teramo, 9 gennaio 2022 -

Mercoledì 12 gennaio 2022 alle ore 17:00 nella Sede Caritas di Via Vittorio Veneto 11, la stagione invernale del Salotto culturale Prospettiva Persona 2022 (Ministero della Cultura e Fondazione Tercas), insieme con l’UPM, inizia il nuovo anno con l’approfondimento dal titolo Dante e l’arte figurativa, a cura di Germano Boffi

 

Approfondimento

“…ché l'imagine nostra a cotai pieghe, / non che 'l parlare, è troppo color vivo.” Cosa la Divina Commedia ha tratto dagli apparati decorativi e cosa ha lasciato in eredità. Un’indagine sui prestiti e sulle influenze.

«Nel Medioevo le immagini erano usate per istruire coloro che non potevano leggere le Sacre Scritture e che non potevano accedere ai testi agiografici, ai manoscritti, perché pochissimi sapevano leggere: Dante sapeva di questo modo di intendere le immagini, percepite come attivatori della memoria, attraverso le immagini si poteva raggiungere la meditazione, tenendo conto del dogma rappresentato, ma la cosa fondamentale non era l'immagine fine a se stessa, le immagini nel Medioevo raramente erano solo decorative, ma aiutavano a pregare e favorivano la crescita interiore che Dante ci propone nel tragitto delle tre cantiche».

 

L'arte può "prendere gli occhi", ovvero catturare l'attenzione attraverso lo sguardo dello spettatore, "per aver la mente" e questa è la cosa importante: guidare lo spettatore a una riflessione interiore. Le immagini nel Medioevo non erano decorazioni, avevano un senso profondo, Dante lo sapeva e le usava per adottare lo stesso principio: Pigliare occhi, per aver la mente. 

 

Quali opere hanno nutrito l'immaginario di Dante Alighieri contribuendo alla creazione della (Divina) Commedia? Quali mosaici, affreschi, sculture? Dell'arte, vista e contemplata, Dante non parla direttamente, ma possiamo provare a formulare delle ipotesi sui suoi viaggi, sui soggiorni in città d'arte come Firenze, Roma, Treviso e probabilmente Padova e Venezia.   

 

 

 

L'opinione di Giustino Zulli

I sapori dalle nostre tavole