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TRA-BOCCHI E LETTERATURA
TRA-BOCCHI E LETTERATURA

Abruzzo, 4 maggio 2019 -

“La macchina pareva vivere d’una vita propria, avere un’aria e una effigie di corpo animato. Il legno esposto per anni e anni al sole, alla pioggia, alla raffica, mostrava tutte le fibre, metteva fuori tutte le sue asprezze e tutti i suoi nocchi, rivelava tutte le particolarità resistenti della sua struttura, si sfaldava, si consumava, si faceva candido come una tibia o lucido come l’argento o grigiastro come la selce, acquistava un carattere e una significazione speciali, un’impronta distinta come quella d’una persona su cui la vecchiaia e la sofferenza avesser compiuto la loro opera crudele.”

Siamo a Calata Turchino e questo che vedete nel mio scatto è l'omonimo trabocco ed è proprio quello che Gabriele D'Annunzio, che qui a San Vito Chietino (CH) ebbe il suo eremo poco distante dalla cala, descrisse nel suo celebre romanzo "Il Trionfo della Morte" (1894), di cui sopra ho citato un passo. É passato più di un secolo, eppure lui è lì che continua a catturare l'attenzione di migliaia di turisti con quel suo aspetto elegante e allo stesso tempo misterioso, immerso in acque dalle sfumature turchesi, dalle quali prende il nome, lì ad impreziosire Calata Turchino, la baia situata nei pressi del Trabocco. Calata Turchino é una spiaggia di sassi, ricca di vegetazione e priva di attrezzature, così allo stato naturale. Vi si arriva mediante una discesa abbastanza scoscesa ed una volta arrivati in spiaggia si può ammirare il Trabocco che si trova alla sua destra. Fare un tuffo in queste acque trasparenti gustandosi questo panorama non ha prezzo. Quando mi chiedono qual è il tratto più bello della Costa dei Trabocchi io rispondo decisamente questo... ed ora potete capire il perché.

 

Eugenia Casamassima