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DANNI AI PINI D'ALEPPO
DANNI AI PINI D'ALEPPO

Chieti, 18 dicembre 2018 -

Il Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio Onlus critica gli interventi di pessima potatura che vengono attualmente eseguiti sui Pini d’Aleppo in Via Generale Pianello a Chieti. L’associazione, che è in contatto con alcuni dei massimi esperti di alberi in Italia, spiega che tale operazione rischia di mettere in crisi la salute dei pini e portarli gradualmente alla morte. “Il Pino d’Aleppo non si pota affatto in questo modo”, spiega l’associazione, “Qui assistiamo a azioni di svuotamento delle chiome con eliminazione di grandi quantità di massa fotosintetica e drastica riduzione della massa rameale.

È la classica potatura che si esegue su alberi da frutto o su alcune caducifoglie ornamentali. In realtà qui si sta operando su specie arboree totalmente diverse che hanno una crescita e uno sviluppo molto particolari. Il Pinus halepensis è un albero complesso in cui è necessario rispettare scrupolosamente i globi di fronda, operando con i soli interventi di rimonda del secco e eliminazione delle parti morte, evitando anche la cimatura e l’innalzamento eccessivo delle chiome. Per avere pini sani e robusti è necessario fare il minimo indispensabile con operazioni di valorizzazione e di miglioramento delle chiome.

 

Nel caso di Chieti assistiamo a continue interferenze tra alberi e manufatti antropici mai risolti e purtroppo la cultura è sempre la stessa, quella di reprimere l’albero senza trovare soluzioni e operare con lo studio, l’osservazione e la realizzazione di interventi intelligenti di giusta convivenza tra uomo e albero. Ecco perché è importante rivolgersi sempre a personale altamente specializzato, formato sulla conoscenza della botanica e dell’arboricoltura, in grado di eseguire lavori chirurgici, dettagliati in una logica di lungo periodo”. L’associazione conclude ricordando che queste drastiche potature rendono i pini altamente vulnerabili agli eventi atmosferici, in primis le nevicate che a Chieti sono sempre abbastanza copiose.