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UN PERCORSO SULLA NEVE
UN PERCORSO SULLA NEVE

E la neve? Non ce n’è molta. Se si preferisce non andare a sciare nelle località affollate e con gli impianti di risalita, bisogna cercarne una che, anche se con difficoltà e con poca neve, ti permetta di mettere gli sci o le ciaspole. La decisione è CAMPO IMPERATORE! L’alpinista e scrittore Folco Maraini, paragonò l’altopiano di Campo Imperatore (1500/1800m), (anche se in piccola scala), alla valle di Phari Dzong (4200 m) in Tibet, uno dei luoghi più gelidi e desolati del mondo.

L’altopiano si trova nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, circondato dalla catena del Gran Sasso, con la vetta più alta degli Appennini, la Vetta Occidentale del Corno Grande (2914 m). Parcheggiata la vettura al bivio (1505 m), che porta al rifugio di Fonte Vetica, constatata la qualità della neve, la decisione è stata di lasciare in macchina sia le ciaspole che gli sci da fondo escursionismo. La temperatura molto bassa, (meno 8 gradi) con un leggero vento, ha consigliato di coprirsi bene. Il rumore ritmato… crack… crack che esce dallo scarpone che calpesta la neve asciutta e gelata, dà la voglia a camminare. Il panorama e la luce del sole nascosto dalle velature delle nuvole, con i colori particolari senza uguali, regalano un paesaggio incantato.

Il manto nevoso, pur essendo di pochi centimetri, è tappezzato dalle orme delle volpi, lepri, ungulati. In prossimità del Canyon della Valianara, conosciuto anche come Canyon dello Scoppaturo, un cartello obbliga a fermarsi ed a leggere. L’attenzione è attirata da diverse foto di due noti attori. Questo Canyon è stato abbastanza utilizzato nel cinema italiano, specialmente nel genere western, per l’aspetto arido e selvaggio. Uno dei più importanti film è stato certamente “Continuavano a chiamarlo Trinità”, girato nell’anno 1971. Nelle vicinanze del cartello è stato filmato la celebre scena nella quale, un gruppo di cowboy, viene derubato per ben due volte da due pistoleri, Bambino (Bud Spencer) e poi da Trinità (Terence Hill), della pentola di fagioli. Con questo freddo, mangiare i fagioli caldi con il cucchiaio di legno, avrebbe procurato un po' di calorie. Continuando il cammino, arrivo alla meta, la Grotta della Valianara. Valianara sembra che sia il nome di una strega.

Dal 1996, nel mese di agosto a Castel del Monte AQ, c’è una manifestazione per ricordare una leggenda popolare, riguardante le streghe. Ci sono persone che ci credono ancora…  La caratteristica della grotta sono le stalattiti di ghiaccio, che si formano per le temperature molto basse, assicurate dal luogo molto umido e con molta acqua. Le stalattiti sono molto lunghe, abbelliscono la grotta, offrendo un paesaggio caratteristico natalizio.

Alcune orme fresche di un ungulato, mi hanno consigliato di guardarmi attorno. Infatti su una cresta c’era… un camoscio appenninico a fare la sentinella, probabilmente infastidito dalla presenza umana. Certamente c’era un branco di camosci con i piccoli capretti, da proteggere. Da un’altra postazione ne ho visti tre. I panorami mozzafiato, la fauna selvatica, il silenzio, il ritmo dei passi con la sua nota… crack, hanno offerto un raccoglimento, una pace, una riconquista, una riappacificazione con il pianeta, ahimè inquinato. 

DISTANZA 10 km
TEMPO 3 ore
DISLIVELLO 250 METRI
DIFFICOLTA EAI (escursione in ambiente innevato)

Luciano Pellegrini