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IL PERCORSO DI LUCIANO
IL PERCORSO DI LUCIANO

Roccamontepiano, 22 febbraio 2020 -

Temperatura primaverile, i prati fioriti con margherite e i delicati fiori azzurri della veronica persica, (il nome popolare è: “occhi della Madonna”). La montagna della Maiella e del Morrone, situate nel Parco Nazionale della Maiella, sono conosciute per gli eremi, le grotte, le abbazie, gli ordini monastici, le torri e i castelli, (utilizzati per difendere il territorio, dalle incursioni dei popoli che li dominavano). Percorrendo i sentieri, si avverte ancora questa presenza, come nell’escursione fatta dalla torre di Polegra, all’abbazia di San Liberatore a Maiella, nel territorio del comune di Serramonacesca CH. Arrivando da Pretoro CH, alla rotatoria con la (SS614) per Passo Lanciano, girare a destra, (SS 539), direzione Roccamontepiano CH.

Percorsi circa 100 metri, parcheggiare nelle piazzole di sosta. A sinistra (590 m), inizia la strada sterrata comunale, Guaritoli Poledre. Il primo tratto è ricoperto da diverse pozzanghere e attraversa campi coltivati. Il panorama evidenzia il massiccio del Gran Sasso e diversi comuni. Dopo circa due chilometri, c’è l’indicazione per La Torre di Polegra ed inizia il sentiero, ben segnato. La Torre di Polegra (530 m), faceva parte di un castello di origine longobarda del IX secolo (dall'801 al 900 d.C.), di proprietà dei monaci di Montecassino. La torre fu fortificata nel XII secolo, a difesa della vicina Abbazia di San Liberatore a Maiella, ed utilizzata come punto d'avvistamento delle incursioni saracene, che hanno terrorizzato e saccheggiato l'Abruzzo fino al XVI secolo. La ricerca storica evidenzia, che il castello fu abitato sino al XIII secolo, ma in seguito fu abbandonato, a causa di una terribile epidemia, che decimò la popolazione del luogo. Delle due torri, ne resta una sola, un…rudere a base circolare. Poche decine prima di arrivare alla torre, c’era una grotta, abbastanza abitabile, che era usata probabilmente come portineria, o ad uso pastorale. Ora è stata ampliata, con muro di roccia, una copertura all’ingresso con tegole, porta di accesso in ferro e maniglia in ottone, (forse stona), un fumaiolo funzionante, il camino pronto ad essere acceso, con legna già pronta e accessori per cucinare. Questa grotta è accogliente, pulita, con tavolo, sedie, ripostigli scavati nella roccia. Un’opera ingegnosa e rispettosa dell’ambiente.

 

La speranza è che resti in queste condizione e che non ci siano atti vandalici. Proseguo sul sentiero che è molto ripido e mi inoltro nel bosco, per arrivare alla Valle dell’Alento. A metà discesa inizia la perimetrazione del parco Nazionale della Maiella. Raggiungo la carrareccia ombrosa (430 m), che per un lungo tratto fiancheggia la valle del fiume Alento, un fiume rigoglioso e rumoroso per le tante piccole cascate. Arrivato alla indicazione TOMBE RUPESTRI, non avendo trovato divieti, ho proseguito sul sentiero che attraversa le Gole dell’Alento, perché si incontrano sul percorso, tre aree denominate: Pozza dei Cinghiali, Area delle Trote ed Area della Cascata. Arrivato però all’ Area delle Trote, sono rimasto bloccato, perché era impossibile attraversare il fiume. L’acqua scorreva con forza ed era alta. È sufficiente un attraversamento per proseguire la camminata, raggiungere le altre due aree e le tombe rupestri. Torno indietro, costeggio l’area faunistica del capriolo, ed ecco… l’Abbazia di San Liberatore a Maiella (370 m), monumento nazionale dal 1902 e fra i più significativi esempi di architettura romanica abruzzese, nonché fra le più antiche chiese medievali dell'ordine benedettino. Purtroppo, era chiusa! Riposato, rifocillato con il panino e con l’acqua fresca e sorgiva dell’alento, ripercorro il cammino, riflettendo intensamente, per ricordare tutte le cose vissute. Superata la ripida salita, ancora una occhiata alla torre di Polegra dipinta dal sole che stava tramontando e arrivo al parcheggio. Un percorso dove emerge la storia, la tradizione, la cultura, il monachesimo.

 

Durata 4 ore S.S.

Distanza 12.50 km

Dislivello 350 m

Difficoltà E