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DIECIPERUNO
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Pescara, 24 maggio 2020 -

Molte le criticità che potrebbero verificarsi se la mobilità urbana del dopo COVID facesse perno massicciamente sull’auto, sia in termini di inquinamento che di occupazione di spazio pubblico, in particolare con le doppie file. Lo slogan io-resto-a-casa ci ha limitati negli spostamenti, anche nel fare la spesa. Su ordinanza sindacale per un breve periodo è tornato il commercio di prossimità, di vicinato, con la riscoperta dei negozi di quartiere. Le distanze si sono ridotte e sono diventate percorribili a piedi e in bicicletta.

Per consolidare questa virtuosa abitudine di valorizzazione del tessuto economico urbano andrebbe mantenuta l’abitudine maturata in questo periodo sperimentando ad esempio il parcheggio bici di prossimità dei negozi, scambiandolo temporaneamente con quello per le auto.

 

Il presunto aumento dell’uso di questo mezzo come soluzione del distanziamento fisico, deve essere scongiurato, favorendo altre modalità di trasporto; e in estate, venendo momentaneamente meno il mezzo pubblico, il primo è assolutamente la bicicletta per cui vanno previste alcune misure funzionali soft di sostegno che abbiano immediata efficacia.

 

Per far fronte alle esigenze commerciali di larga parte della città proponiamo pertanto venga messa in atto la sostituzione temporanea di alcuni parcheggi auto con parcheggi bici (per un ingombro lineare di 5 metri). Tenendo presente che ogni posto auto può ospitare 10 biciclette (tradotto 10 ipotetici clienti invece che uno), lungo le strade più commerciali si potrebbe destinare un posto auto alle biciclette ogni 30 metri circa (per i ciclisti uno stallo sempre a meno di 15 mt), inserendo questa iniziativa all’interno di una campagna “bike-to-shop” (esempio: su 120 parcheggi auto successivi, 20 diventano spazi per bici, ovvero circa il 15%).