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FESTIVAL DELLA PIANA DEL CAVALIERE 2019

Il Nuovo Mecenatismo: Stefano Calamani e la Musica per tutti

10-19 luglio, 4-14 agosto 2019

Dal 10 al 19 luglio e dal 4 al 14 agosto 2019, l’Associazione Festival della Piana del Cavaliere, grazie all’incondizionato appoggio del suo mecenate e presidente ing. Stefano Calamani, porta a Configni (RI) la III edizione del Festival con 14 Masterclass Internazionali di Alto Perfezionamento Musicale gratuite, con musicisti di fama mondiale, e altrettanti concerti ed eventi correlati. Quest’anno, per la prima volta, anche la neonata OrchestraFilarmonica Vittorio Calamani si esibirà sotto la bacchetta del M° Hossein Pishkar, debuttando il 14 agosto 2019.

IL NUOVO MECENATISMO DELL’INGEGNERE STEFANO CALAMANI

Se c’è una persona a cui il Festival della Piana del Cavaliere deve tutta la sua proficua, seppur breve, attività nel campo della diffusione della musica sul territorio, della promozione dell’alta educazione musicale accessibile e dell’attenzione alle esigenze culturali di un paese che reclama il suo ruolo nel mondo dell’Arte, quella persona è l’ingegnere Calamani. Presidente dell’Associazione Aisico e Direttore del centro prove Aisico srl, l’ingegnere è il cuore e la mente del progetto che, per la terza volta, prenderà forma in provincia di Rieti nell’estate 2019, sotto le vesti di un’offerta didattica di altissimo livello musicale aperta gratuitamente a tutti i musicisti interessati senza limiti di età o nazionalità. L’ingegnere Calamani ha sentito e continua a sentire l’esigenza di fare qualcosa per promuovere la formazione artistico-culturale dei giovani e per dare in primis un esempio, in totale contrasto all’andamento attuale italiano e con uno sguardo alle realtà europee più attente a questi temi.

L’iniziativa e il totale supporto economico dell’ingegnere Calamani rendono la realtà del Festival della Piana del Cavaliere unica in Italia: un solo imprenditore si fa portavoce e sostenitore di una Cultura che nasce come dono per il territorio e si trasforma in un Festival che nel 2018 è entrato a far parte dell’anno europeo del patrimonio culturale. Come se non bastasse, alla realtà del Festival l’ingegnere Calamani ha voluto aggiungere quella dell’Accademia Internazionale di Alto Perfezionamento Musicale, così da prolungare l’attività dell’Associazione per tutto l’anno accademico e rendere l’impegno nella diffusione della cultura ancora più permeante ed efficace.

Ultima aggiunta alla III edizione del Festival è l’OrchestraFilarmonica intitolata a Vittorio Calamani, il cui esordio sarà guidato dalla sapiente bacchetta del direttore iraniano Hossein Pishkar. Quale modo migliore per andare oltre limiti e contraddizioni se non immergersi in un nuovo punto di vista e in una nuova, maturata mentalità? Quale modo migliore per fare ciò se non tramite un processo di scambio e apprendimento nella Cultura? 

Il Festival è arrivato oggi alla sua terza edizione e continua ad offrire un’educazione musicale gratuita e a donare arte e cultura a chiunque sia pronto ad accoglierla. Qualcosa si è evoluto, la realtà sta crescendo, ma la base non è cambiata: tutto ciò è possibile solo perché l’ingegnere Calamani ha deciso di regalarla. Il lavoro e l’investimento che quest’uomo fa con e per i giovani è di fondamentale importanza non solo per la loro crescita musicale e artistica, ma soprattutto perché formerà gli uomini di domani, persone sicuramente migliori, persone che saranno in grado di ascoltare, persone che avranno conosciuto il valore di chi ha dato tanto per loro e per questo paese. È quindi un investimento sull’intera società di domani.  Molto tempo ci vorrà prima che il messaggio si radichi nella mente delle persone, ma noi siamo qui, in speranzosa attesa che tutti quelli che passano dal Festival della Piana del Cavaliere percepiscano l’importanza di farsi mecenati del cambiamento, di farsi promotori, di farsi messaggeri di un mondo fatto di donare per ricevere. Non siamo tutti l’ingegnere Stefano Calamani, non abbiamo tutti il suo coraggio, ma tutti ne abbiamo il potenziale. D’altronde il buon esempio può fare miracoli, no?

LA LOCATION: CONFIGNI, PAESE DELLA MUSICA

La III edizione del Festival della Piana del Cavaliere è anche caratterizzata da un cambiamento di location: dopo due anni in Abruzzo, siamo stati calorosamente accolti dal comune di Configni, che è stata la casa dell’Accademia per il passato anno scolastico, e che lo sarà anche per tutte le attività del Festival previste tra luglio e agosto 2019. L’entusiasmo che ha accompagnato il benvenuto in questa comunità non è stato evidente solo alla piccola cerchia organizzativa del Festival, ma è apertamente visibile a tutti: Configni è stato ufficialmente dichiarato paese della musica e ha posto la dicitura sui cartelli di benvenuto nel paese!

IL PROGRAMMA DEL FESTIVAL 2019

14 le Masterclass offerte durante l’estate 2019 (violino, viola, violoncello, contrabbasso, flauto, oboe, clarinetto, fagotto, corno, tromba, trombone, basso tuba, arpa e percussioni) con un minimo di 3 ed un massimo 5 giorni l’una. 14 anche gli eventi correlati, che vedranno protagonisti gli insegnanti e gli allievi dei corsi.

Come già citato, le Masterclass prevedono solo il pagamento di una tassa di iscrizione a fronte di una frequenza completamente gratuita.

Importanti i nomi coinvolti, da Christophe Horak a Francesca Zappa, da Ottaviano Cristofoli a Roberto Miele. La lista completa, insieme con il dettaglio delle date, il dettaglio degli eventi e il modulo di iscrizione, è disponibile sul sito del Festival.

HOSSEIN PISHKAR OSPITE DELL’OrchestraFilarmonica

Residente in Germania dal 2012, ha diretto in teatri, orchestre e festival di incredibile importanza quali Deutsche Staatsphilharmonie Rheinland-Pfalz, Royal Danish Orchestra, Staatsorchester Stuttgart, Düsseldorf Symphony, Gürzenich Orchestra Cologne, Orchestre Philharmonique de Strasbourg, WDR Symphony Cologne e al Ravenna Festival. È stato assistente di Hermann Bäumer allo Staatstheater di Mainz nel 2018 e ha partecipato a numerose masterclass tenute da John Carewe, Marko Letonja, Nicolás Pasquet, Mark Stringer e Johannes Schlaefli, Riccardo Muti (2017, Aida a Ravenna) e Sir Bernard Haitink. 

 
Giuliana Zanoni