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Canti della Natura

Due generazioni d'artista e la terra d'Abruzzo

Sebastiano A. De Laurentiis e Luigi D'Alimonte

con un omaggio a Gianfranco Gorgoni

 

Mostra a cura di Lucia Arbace

Museo Casa Natale di Gabriele d’Annunzio, Pescara

 

Inaugurazione 6 novembre 2019 ore 17.30

 

Interverranno:

Lucia Arbace, direttore del Polo Museale dell'Abruzzo

Alfredo Cremonese, assessore al turismo e grandi eventi del Comune di Pescara

Manuelita Latorre, Compagnia Tradizioni Teatine

Franca Minnucci, attrice e studiosa di Gabriele d'Annunzio

Lucia Zappacosta, critico e curatore d'arte comperanea

Lucio Zazzara, presidente del Parco Nazionale della Majella

 

 

Organizzata dal Polo Museale dell'Abruzzo in occasione del Fla, la mostra propone una riflessione sull’attività di due artisti di generazioni diverse che hanno maturato un rapporto speciale con la loro terra, facendo tesoro dei prodotti della natura nella loro elaborazione creativa.

 

Sono esibiti alcuni capisaldi dell’attività condotta a Roma negli anni Sessanta e Settanta da Sebastiano A. De Laurentiis (1938-2018), acquistati nel 2012 per la raccolta d’Arte contemporanea del MuNDA. In una scultura nel 1965, «le uova rinserrate nel duro e spinoso filo di ferro … si difendono e … vengono brutalmente mortificate. Tra pietà e dolore, tra protesta e sofferenza» (L. Tundo in Arte e Poesia). Le grafiche testimoniano la straordinaria padronanza della tecnica incisoria, approfondita presso la Calcografia Nazionale con Maurizio Calvesi. Notevoli le incisioni a più strati appartenenti alla serie I muri d’Italia, mentre in altri raffinatissimi fogli affiora l’amore per la Natura, che dagli esordi agli ultimi anni non ha abbandonato De Laurentiis, operoso fino all’estate 2018 nella natia Roccascalegna. In tempi recenti la sua ricerca d’artista si era orientata verso un confronto costruttivo con il magico territorio solcato dai fiumi Sangro e Aventino, a est della Maiella.

Le sue installazioni Solidarietà I canti della terra sono state documentate con magistrali scatti dal grande fotografo Gianfranco Gorgoni, recentemente scomparso a New York, al quale in mostra si rende omaggio.

 

Egualmente Luigi D’Alimonte (Pescara 1967, attivo a Cugnoli) manifesta un grande amore per le sue montagne, utilizzando la pietra della Maiella, nella tipologia cosiddetta rustica e nell’altra detta paglierina, che diventa leggera come una carta da musica evocando flauti di Pan e soffi di vento. L’artista svuota la materia e la rende impercettibile, quasi diafana, generando forme di grande forza evocativa. Notevoli i suoi lavori più recenti: Un giro più della logicaTraslazione forzata verso il centro di due angoli oppostiConfezione ingannevole, Doppia coppia, ora proposti senza titolo. Viene così lanciata la sfida ad ogni potenziale ammiratore di questo scalpellino-artista, abile e tenace, figlio di una terra operosa, culla di antiche civiltà. Uscito allo scoperto da appena una decina d’anni, D’Alimonte è cresciuto nel tempo. Trovata la giusta strada, liberata la pietra da troppi ingombri, dismessi gli accenti virtuosistici, ormai sfiora la poesia.

 

L’ELEGANZA DELLA RIVOLUZIONE

 

Sebastiano A. De Laurentiis nasce a Roccascalegna (CH) nel 1938. Avvia la formazione presso l’Istituto d’Arte di Pesaro. Giovanissimo apre un atelier a Pescara con Gianfranco Cianci, dove sperimenta la tecnica dello smalto su metallo. La fortunata produzione di oggetti con figure stilizzate è esposta alla mostra di artigianato moderno di New York.

Trasferitosi a Roma ha l’opportunità di confrontarsi con i maggiori artisti: Franco Gentilini, Pericle Fazzini, Jannis Kounellis, Mario Schifano, Michelangelo Pistoletto, Tano Festa. Esordisce alla Quadriennale di Roma nel 1959-60 esponendo, nella sezione “giovani leve” una scultura realizzata in ferro con 72.000 fiammiferi bruciati e svastiche racchiusi da una grata di una prigione, Le sbarre. L’opera fa notizia ed è presentata nuovamente alla rassegna di Roma-Lazio del 1965, nell’allestimento curato da Giorgio De Marchis.

Nei primi anni Sessanta un contatto importante a Roma è con Balthus che dirigeva l’Accademia di Francia, allora fucina brulicante di stimolanti personalità quali Fellini e Guttuso.

In questo periodo arrivano i primi riconoscimenti ufficiali. De Laurentiis nel 1967 vince il premio Modigliani con l’opera Oggetto n. 1 e il premio Termoli nel 1969. Numerose le partecipazioni a mostre collettive di respiro internazionale: Praga, Ilaska Grafika XX Stoleti (1970): Berlino, Zweite Fruhjahrsmesse (1970); Monaco, Galerie Studio Ornu (1971); Berlino, Galerie Ostman (1972); Berlino, Ben Wargjn (1973). Personali vengono organizzate in Italia e all’estero: Roma, Galleria d’Arco d’Alibert (1969): Messina, Galleria 70 (1969); Monaco, Galerie Studio Ornu (1972); Busenbach, Für Druckgrafik (1973); Roma, Mercati Traianei (1975). Nel 1972, la G. 19 di Chieti organizza una sua mostra di grafica, assai apprezzata dal pubblico e dalla critica.

Negli anni Novanta si esaurisce la sua esperienza romana e nel 1996 torna nel paese d’origine, Roccascalegna. Qui si fa promotore del progetto Arte Natura creando installazioni che riportano in primo piano l’amore per la terra e i suoi elementi, con lavori molto coinvolgenti, tutti realizzati negli straordinari scenari della Maiella.

 

Le opere esposte appartengono alle collezioni del MuNDA

Via Tancredi da Pentima, L'Aquila

www.musei.abruzzo.beniculturali.it

 

 

RINASCIMENTO DELLA MATERIA

 

Luigi D’Alimonte è nato a Pescara nel 1967 ed ha da sempre abitato nei borghi collinari del versante occidentale della Maiella, sua musa ispiratrice, ben visibile dalle finestre dell’attuale casa-galleria a Cugnoli (PE). La sua prima attività da autodidatta è legata alle opere pubbliche sempre realizzate nella pietra locale, con sculture ad Ari, Città Sant’Angelo, Civitaquana, Scafa e poi a Turrivalignani, Alanno, Penne e commissioni private. Negli ultimi anni si registra la partecipazione a numerose mostre collettive e personali, anche fuori dai confini dell’Abruzzo, in Italia e all’estero, ed una recente intensa presenza a fiere d’arte in collaborazione con la galleria Colossi Arte Contemporanea di Brescia.

Dal 2013 porta avanti l’originale progetto artistico territoriale Rinascimento della materia, con l’obiettivo di “elevare” il contenuto culturale della pietra della Maiella, da centinaia di anni utilizzata dagli scalpellini, ma imprigionata nella gabbia dell’artigianato artistico, e liberarla per proiettarla nel mondo della scultura. Emerge così dalla pietra plasmata, una personale ricerca estetica-emozionale che racconta ormai una storia contemporanea dirottata nell’arte.

Attraverso lo svuotamento della materia, approda ad una bidimensionalità plasmata portando alla luce l’anima viva della pietra, è un’energia intima ma irrequieta, che pur di liberarsi spinge con forza verso l’esterno, duella con la materia stessa che invano cerca di contenerla. La sua potenza è tale che la schiaccia, la assottiglia, la piega, generando finalmente la forma, è un equilibrio tra un volume fisico ed uno spirituale, un nuovo ordine della scultura, governata da leggerezza e pulizia formale, da linee morbide ma severe, da elasticità, tensione e dinamismo cercate nella materia sterile, amplificate con l’utilizzo di corde che legando lembi sottili e deformati, come un’istantanea materica, fissano la forma, ma rimandano all’idea di un “effetto memoria” nel caso in cui si decidesse di reciderle perdendo in un attimo quella desiderata e armoniosa elasticità a fatica raggiunta.

Le opere di D’Alimonte si elevano verso l’alto, viaggiano eleganti in cerca di orizzonti inesplorati e trovano pareti verticali dove ancorarsi, materializzando l’iniziale concetto di “elevazione”. È un racconto intriso di pietra, forma e spazio che rompe gli schemi, disorienta lo spettatore verso la percezione visiva di un materiale alternativo. Con spirito libero le sculture guardano negli occhi l’osservatore, avviando un dialogo sulla complessità della società contemporanea, sancendo di fatto una vera Rinascita della materia.