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JACOPO SIPARI & MOZART

NOZZE DI FIGARO CON LA PRESTIGIOSA ORCHESTRA REGIONALE TOSCANA

Sabato 23 novembre 2019, ore 20.30. Poi domenica 24 novembre, ore 16.00. Due date e due orari da segnare sul calendario perché dopo duecento anni “Le Nozze di Figaro” di Wolfgang Amadeus Mozart tornano a Livorno, sul palcoscenico del Teatro Goldoni con repliche successive nel Teatro Verdi di Pisa e il Teatro del Giglio di Lucca,

Commedia in quattro atti di Wolfgang Amadeus Mozart su libretto di Lorenzo Da Ponte, tratta dalla commedia Le Mariage de Figaro di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais, “Le Nozze di Figaro” presentano a fianco del noto regista italiano Massimo Gasparon Contarini Pizzi, il direttore d’orchestra abruzzese Jacopo Sipari di Pescasseroli, al suo debutto in quest’Opera.

“Per questa atteso debutto delle Nozze di Figaro – dice Alberto Paloscia, direttore artistico -   il Teatro Goldoni ha voluto puntare sul connubio tra un giovane direttore italiano in ascesa, Jacopo Sipari di Pescasseroli, reduce da importanti impegni internazionali tanto nel repertorio lirico quanto in quello sinfonico ed affermazioni soprattutto nel repertorio pucciniano – tra le quali ricordiamo soprattutto l’edizione del centenario del Trittico al Festival Puccini di Torre del Lago nel 2018 -, al suo debutto in un titolo operistico di Mozart del quale ha affrontato con successo  gran parte del repertorio sinfonico di musica sacra, e un regista di chiara fama e di solida esperienza internazionale quale Massimo Gasparon Pizzi Contarini, cresciuto a fianco di un nome storico della messinscena operistica italiana quale Pier Luigi Pizzi”. 

Un cast di grande prestigio con numerosi interpreti già noti al panorama lirico italiano: i soprani Giulia De Blasis, rivelazione dell’ultima edizione del  M.O.S; un giovane ed affermato specialista mozartiano come Nicola Ziccardi, il soprano Marta Mari, allieva della grande e compianta Daniela Dessì, al suo esordio a Livorno e nel ruolo impervio della Contessa, suddiviso con la calabrese Marily Santoro in ascesa nel repertorio belcantistico e pucciniano; nei panni del dissoluto Conte si alterneranno invece due baritoni di grande solidità quali Salvatore Grigoli ed il brasiliano Wellington Moura, per Irene Molinari  il fascinoso personaggio di Cherubino.

Straordinaria la presenza della prestigiosa Orchestra Regionale della Toscana, tra le migliori compagini musicali italiane, già diretta da Jacopo Sipari in occasione del centenario del Trittico di Puccini alla Fondazione Festival Pucciniano. “Dirigere quest’Orchestra – dice Sipari – è un autentico privilegio. I Professori sono straordinari. Questo Mozart sarà ricco di eccezionale freschezza, energia, felicità”.

In merito alle proprie considerazioni sull’opera, Jacopo Sipari dice: “A volte per ritrovarsi occorre mascherarsi. Occorre tradirsi. Questo il messaggio di Figaro, la fucina incandescente dell’Europa di oggi che si affanna a cercare ancora se stessa. Uomini e donne, ricchi e poveri, musicisti e non (compresi i giovani direttori d’orchestra), in qualsiasi comune “folle giornata”, vagano solitari nel veloce succedersi delle ore, cercando risposte alla più importante domanda sulla propria vita: come fare ad essere felici. 

«Ah tutti contenti saremo così». La musica di Mozart ci schiuda il suo messaggio più profondo: in un mondo di conflitti, di intrighi, di gelosie e di violenze, l’unico modo per raggiungere la tanto desiderata felicità risiede nella capacità di comprendersi vicendevolmente, ascoltarsi, perdonarsi, addirittura, forse, amarsi o provare a farlo. 

Sembra il testo di una nuova enciclica papale, le parole illuminate di Jacques Maritain, la traduzione in versi della leggendaria regola aurea da scrivere banalmente su un articolo di fondo. Eppure, questa verità Mozart non si prodiga a gridarla a gran voce; si limita a suggerirla, sussurrarla, timidamente accennandola, lasciando che dopo una pausa di misterioso raccoglimento la corsa frenetica della vita riprenda e nel giubilo generale torni a risuonare il disegno brulicante che aveva aperto l’ouverture.    

Le Nozze di Figaro, La Folle giornata. Un grande dipinto della nostra tragica umanità che gioca a fare Dio ma che alla fine dimentica la bellezza delle emozioni provate dalla propria mortalità. Come nella vita reale, nessun personaggio ha un carattere fisso e definito, ma è dotato di una personalità complessa, in continuo divenire e caratterizzata da sentimenti contrastanti. Si legge nel Corano “non esistono uomini buoni e uomini cattivi, ma solo azioni buone e azioni cattive”. Ecco, questa è la vita di una folle giornata. Crolla la rigida divisione tra comico e tragico e il teatro diviene il luogo adibito al racconto di tutti i giorni, nel quale il pianto e il riso che si alternano costantemente trovano un riscontro diretto in arie che muovono dalla più triste disperazione alla più esilarante comicità e tutti, da chi ascolta a chi suona, torna a casa certo che Mozart, che probabilmente mai come in quest’opera ha messo in musica la voce di Dio, abbia voluto indicare una nuova strada da percorrere, un nuovo mondo da guardare e un nuovo modo di guardarsi, cercando di comprendersi trovando se stessi negli altri, nella diversità. 

Qui esplode prepotente la struggente bellezza di tutta la sua musica e quando tutto appare chiaro, alla fine, si ricomincia. Da un inizio a un altro inizio, attraverso una successione di nuovi inizi senza fine, ricordando costantemente a noi e agli altri che il fine ultimo di ogni nostra giornata è la ricerca stessa di quella felicità che per tutto il giorno abbiamo cercato di comprendere”.

 

 

IL CAST 

Il conte di Almaviva, grande di Spagna Salvatore Grigoli / Wellington Moura

La contessa di Almaviva, sua moglie Marta Mari / Marily Santoro

Susanna, cameriera della contessa Giulia De Blasis / Silvia Lee

Figaro, cameriere del conte Nicola Ziccardi / Matteo D’Apolito

Cherubino, paggio del conte Irene Molinari / Diana Turtoi

Marcellina, governante Alessandra Rossi

Bartolo, medico di Siviglia Davide Procaccini

Basilio, maestro di musica Francesco Napoleoni

Don Curzio, giudice  Mauro Secci

Antonio, giardiniere del conte e zio di Susanna Gabriele D’Orazio

Barbarina, sua figlia Maria Salvini 

Prima donna Annarita Dallamarca

Seconda donna Maria Luce Menichetti

Orchestra della Toscana, Coro Lirico Toscano / Maestro del Coro Chiara Mariani

Jacopo Sipari di Pescasseroli, direttore d’orchestra

Massimo Gasparon Contarini, regista

Allestimento del Teatro Sociale di Rovigo. Coproduzione Teatro Goldoni Livorno, Teatro Verdi di Pisa e Teatro del Giglio di Lucca