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CASERMA AGENTI CARCERE DELL'AQUILA NARDELLA (UIL) CORRERE SUBITO AI RIPARI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI!

Avevamo la sensazione che qualcosa non andasse nelle dinamiche amministrative riguardanti la caserma agenti della Casa circondariale dell'Aquila. Tuttavia arrivare a pensare di non riuscire a trovare una quadra circa la possibilità di accontentare tutti nella ridistribuzione  dei posti letto a seguito degli interventi di ristrutturazione (allo stato attuale in atto) non avremmo mai sperato potessero portare ad una situazione di così elevata criticità - Ci va duro il Segretario confederale della UIL Mauro Nardella nel definire l’annosa e delicata vicenda -  Lo “sfratto” per molti degli operatori di polizia penitenziaria non rientranti nella sfera di competenza del GOM (gruppo operativo mobile) più che una paventata possibilità sembra divenire, infatti, sempre più una mesta realtà - Spiega il dirigente della UIL -  A parte alcuni baschi blu del quadro permanente i quali, pur di  poter restare a dormire in carcere e pagare un canone seppur discutibile comunque abbordabile, saranno costretti a dividersi pochi metri quadrati di spazio ( alla faccia della sentenza Torreggiani che da questo punto di vista sta parecchio favorendo la posizione dei detnuti) e per di più in un ambiente che di salubre ha ben poco anzi, direi, nulla ( materassi vecchi, brandine che sanno di anteguerra, sporcizia dappertutto e un piano di emergenza che non sembra ci sia) diversi altri agenti, e tra questi anche coloro i quali provengono da realtà distanti centinaia di chilometri, non potranno altro che prendere cognizione della situazione, fare le valigie e trasferirsi altrove. -Sottolinea Nardella - L’enigma che ci sovviene è chi tra Amministrazione penitenziaria e poliziotti ci perderà di più? A questa domanda proviamo a rispondere noi della Uil.  Senza ombra di dubbio sarebbero entrambi a rimetterci parecchio. Con tutto ciò non scordiamoci del fatto che il penitenziario aquilano ospita al suo interno poco meno di 200 detenuti sottoposti al c.d. regime speciale del 41 bis (in sostanza uno dei più pericolosi in assoluto d’Italia). Se poi a tutto questo aggiungiamo il fatto che lo stesso insiste in uno dei territori maggiormente esposti a calamità naturali lasciamo a tutti immaginare cosa accadrebbe se dopo una forte scossa di terremoto, ad esempio, si dovesse far fronte ad un pronto intervento facendo perno solo su una parte del personale sinora ospitato nella caserma. - specifica il componente della segreteria CST Uil Adriatica Gran Sasso - Avere uomini pronti a soddisfare le esigenze di un’Amministrazione alle prese con un’emergenza crediamo fermamente rappresenti la principale delle priorità. Non si può pensare di svuotare una caserma come quella dell’Istituto delle “Costarelle” non guardando in faccia al fatto che facendolo si presterebbe il fianco a criticità di elevato peso specifico - Continua Nardella - L’Amministrazione penitenziaria e con essa quella comunale e il Prefetto non possono non prendere cognizione della situazione ed escogitare un piano affinchè non accada l’irreparabile. Resto sempre più convinto quindi che, a parere dello scrivente, l’unica cosa da fare sarà progettare di costruire con somma urgenza una nuova e più ampia caserma, dotata di tutti i comfort e pronta soddisfare le esigenze di una Direzione penitenziaria che, arrivati a questo punto, non farebbe male a rubarci l’idea e farla sua porta suidola sui tavoli che contano. La speranza è che nel frattempo non accada nulla ma se i ritardi si accumulassero e nel frattempo capitasse qualcosa non ci venissero a dire che non ne erano al corrente. - Conclude preoccupato il sindacalista.