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LETTERA AL SINDACO
LETTERA AL SINDACO

Pescara, 21 settembre 2020 -

Egr. Sig. Sindaco,

con una delibera di Giunta, lo scorso mese di giugno è stato approvato il progetto di abbattimento del tratto terminale della circonvallazione a sud di Pescara, con la motivazione che: “(…) oltre a essere di fatto inutilizzato, comunque rappresenta anche un detrattore estetico e ambientale”, ragioni che non posso che condividere.

 

L’infrastruttura viaria, inaugurata alla fine del secolo scorso, era inizialmente collegata alla SS 16 con una viabilità a raso e solo successivamente venne realizzata la sopraelevata attuale. Oltre 30 anni fa, l'impianto urbanistico residenziale e viario dell’area era ovviamente diverso dall’attuale e ancora di più lo sarà nel futuro. 

Per quanto mi risulta, proprio a sud di quest'ultimo ed in particolare in destra idrografica di Fosso Vallelunga, esiste un importante piano di urbanizzazione che prevede la realizzazione di residenze e attività commerciali. Già all'epoca, comunque, preesistevano la scuola di Via Scarfoglio e le palazzine di Villaggio Alcyone, che sono lambiti, fino ai piani alti, dall'ultimo tratto dello svincolo.

 

Non so quanto sia stato già progettualmente previsto al riguardo, ma uno schizzo riportato da alcuni organi di informazione lascia intravvedere una ipotesi: al di là della viabilità minore, comunque da non sottovalutare, il recupero dell’uscita a raso (ancora oggi esiste la traccia “dismessa” che termina su una rotonda di smistamento di un limitato traffico veicolare locale) e una rotatoria al margine sud della Pineta, dove tra l'altro dovrebbe arrivare il tratto terminale del Pendolo. Questo ingloberebbe Via Pantini, consentendo ciò la eliminazione del tratto stradale compreso tra due comparti della Riserva Dannunziana e il loro conseguente riaccorpamento. Si tratta, in quest'ultimo caso, di un intervento sicuramente pregevole e atteso da anni.  Mi lascia invece interdetto l'ipotesi del recupero della vecchia uscita a raso, e ne spiego le ragioni.

 

L'entrata e l'uscita della circonvallazione sono ovviamente adiacenti al tracciato della SS 16. A monitorare l'area, ponendosi nei pressi dell’articolato raccordo, si percepiscono soprattutto due rilevanti criticità: la difficoltà del transito di velocipedi e pedoni (per questi ultimi tra l'altro non vi è alcuno spazio dedicato pur non essendovi il divieto di accesso), e l'alto livello di rumorosità.

 

Entrambe le condizioni descritte sono ovviamente non intercettate da coloro che vi transitano con un mezzo motorizzato, ma sono fortemente percepiti da chi abita nei pressi, sia per la difficoltà pratica ad attraversare a piedi o in bici l'area del raccordo, non un banale incrocio urbano, che per il significativo livello di inquinamento acustico, provocato dai motori e dal rotolamento degli pneumatici. A ciò si aggiunge il rilievo dell'inquinamento atmosferico, provocato soprattutto dai mezzi impegnati nell’accesso in salita.

 

Atteso quanto detto, la preoccupazione di chi scrive è che questa critica condizione di disagio possa ora essere riproposta in altra area, ovvero in prossimità della rotatoria a cui si collega l'uscita a raso esistente, ancorché dismessa, che però oggi ricade in un'area di prossimo e intenso sviluppo residenziale.

 

Prevedere qui la soluzione di continuità del traffico veicolare di collegamento alla circonvallazione credo debba essere evitato per il rischio che questa situazione diventi particolarmente dannosa per gli abitanti attuali e futuri dell’area.

 

Credo vi siano altre soluzioni possibili, che consentirebbero tra l'altro interventi di non poco conto di riqualificazione sociale, ambientale e sanitaria dell'intera area. L'ipotesi più percorribile è di mettere a raso l'attuale percorso in sopraelevata, e quindi recuperare un sedime già occupato e credo non diversamente utilizzabile, mantenendo in tal modo il traffico in una sorta di trincea e distante dell'area residenziale. Detto tracciato andrebbe a collegarsi alla rotatoria prevista al termine di Via Pantini, come indicato nel disegno richiamato.

 

Sarà sicuramente necessario realizzare un sottopasso ferroviario, ovvero ampliare quello esistente, ma credo possa essere considerato un problema di secondo ordine se rapportato all'entità dei lavori complessivamente previsti.

 

La eliminazione del tratto terminale della sopraelevata consentirà di rivedere in termini più urbani anche il tracciato della SS 16, prevedendo l’attraversamento pedonale e ciclabile di collegamento tra le aree a nord e sud di questa zona, e al contempo una robusta riqualificazione ambientale che deve far perno su una massiccio intervento di forestazione urbana, che faccia da barriera acustica e di abbattimento degli inquinanti, oltre che da quinta paesaggistica percettiva dell'intero comparto.

 

A ciò andrebbe aggiunta la opportunità di intervenire su Fosso Vallelunga, ad oggi e da anni cementificato e che potrebbe invece essere riqualificato con interventi di ingegneria naturalistica e costituire, con il suo intorno, segmento ecologico di collegamento della Riserva Dannunziana con il mare. 

 

Nel complesso, l'intervento di riordino funzionale della viabilità locale dovrebbe tener presente la mobilità dei residenti, attuali e futuri, soprattutto in termini di utenze deboli, evidente in questo periodo ma da agevolare anche negli altri momenti dell'anno con infrastrutture riservate e sicure. Il tutto andrebbe a vantaggio della comunità dei residenti, nonché rappresentare il corredo percettivo di ingresso da sud alla città di Pescara.

 

Non ultimo, anche se la competenza non è strettamente comunale, andrebbe aperto un tavolo di confronto con RFI per il posizionamento di barriere acustiche lungo il tracciato della ferrovia, visto l'alto numero di convogli, sia passeggeri che merci, che quotidianamente transitano all'interno dell'insediamento urbano considerato e che a sud si estende nell'adiacente comune di Francavilla al Mare. Certo della sensibilità alle questioni esposte, resto in attesa di un cortese cenno di riscontro.

Cordiali saluti.