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LETTERA APERTA
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Roseto degli Abruzzi, 29 aprile 2021 -

Il Piano di Assetto Naturalistico (PAN) della Riserva naturale regionale del Borsacchio è stato adottato dal Comune di Roseto con Delibera dello scorso 2 febbraio 2021, dopo molto tempo che erano stati consegnati gli elaborati dall'Arch. De Gregoris, incaricato del Piano.  Purtroppo, siamo di nuovo di fronte ad un pessimo PAN e sembra ora che il procedimento porti ad approvare tale elaborato in Consiglio Comunale la Prossima settimana.

Siamo di nuovo di fronte ad un lavoro che dichiara obiettivi e finalità nella parte di analisi, quando vengono anche ben spiegati gli elementi naturalistici da proteggere e la delicatezza dei luoghi, ma poi le conclusioni che se ne traggono sono del tutto sbagliate e vengono pensate delle norme in contrasto di quanto dichiarato prima. 

 

Si tratta di un Piano Urbanistico di Dettaglio che ben poco a che fare con un Piano di Assetto Naturalistico. La protezione della natura in questo elaborato non è considerata.

 

Eppure la L.R. 21 giugno 1996, n. 38 - Legge-quadro sulle aree protette della Regione Abruzzo per l'Appennino Parco d'Europa – stabilisce con chiarezza, all’art. 22, quali devono essere i contenuti di un PAN. Tra questi, al primo punto (a), c’è “l'identificazione e la localizzazione delle emergenze naturali (geologiche, floristiche, faunistiche, paesaggistiche) da proteggere e delle risorse naturali da valorizzare anche con il riferimento ad interventi di riassetto e risanamento”.

Solo dopo aver indentificato le emergenze e le risorse naturali e le modalità di tutela e conservazione si può pensare alle modalità di utilizzazione delle risorse presenti ma sempre, e comunque, compatibilmente con le finalità della riserva che, non va dimenticato, è stata costituita per tutelare una zona che presenta particolare interesse naturalistico in funzione di una speciale tutela di emergenze geomorfologiche, floristiche, faunistiche, paleontologiche e archeologiche o di altri valori ambientali (art. 19 LR 38/96).

 

Qualche utile spunto a comprendere perché si siano raccolte tali impressioni: Il PAN elimina inspiegabilmente le Zone A e le Zone D dal Piano, pur dichiarando che erano previste nella legislazione stessa, istitutiva della Riserva, lasciando solo le zone B e C. Nel far ciò il PAN modifica un atto legislativo della Regione che con la Legge Regionale 34/2007, pubblicata sul BURA Straordinario n.6 del 5.10.2007, aveva individuato come Zona A quella tra mare e ferrovia e come Zona B quella tra ferrovia e statale.

 

Qui nel Pan, invece si opera un declassamento da A a B e da B a C senza alcuna giustificazione condivisibile dato che l'ultima riperimetrazione. Di fatto la L.R. del 26 Giugno 2012 n. 29, non ha modificato nulla in termini di Zonazione e non ha annullato la precedente norma. In forza di ciò la zonazione prevista nella LR 34/2007 dovrebbe essere mantenuta non avendo uno strumento di Pianificazione la forza di Legge.

 

La Conservazione della natura non fa parte del Piano.  A fronte di pochi spunti sulla tutela degli aspetti naturali c’è addirittura un "Programma Edilizio" dove si parla di antenne, tapparelle, impianti di condizionamento, recinti, etc. Nulla per la protezione dei nidi, dei corridoi ecologici degli habitat comunitari, etc.

 

Si parla ad un certo punto del lavoro di Natura 2000 prevedendo la candidatura a SIC a ZPS della Riserva senza minimamente citare che per la candidatura della parte più importante della riserva, quello tra la ferrovia e il mare, per il riconoscimento a Sito Natura 2000, senza citare il fatto che il Comune di Roseto ha già fatto effettuare questo studio, abbia pagato un professionista, che ha fatto tra l’altro un ottimo lavoro, e che poi il Commissario regionale della Riserva ha approvato con Delibera Commissariale del 17-06-2016 (09) Approvazione SIC-Costa Borsacchio). Delibera pubblicata all’Albo del Comune di Roseto degli Abruzzi il 10 aprile 2017: Pubblicazione n.0897.

 

Medesima situazione è quella del Logo della Riserva la cui grafica e scelta viene riaffrontata sulla base di un lavoro grafico errato nella specie rappresentata, senza considerare che il Comune di Roseto ha già avuto in dono un logo da uno dei migliori grafici su scala nazionale, rosetano. Tale logo è stato ufficialmente approvato dal Commissario regionale della Riserva con la stessa Deliberazione di insediamento il 1-03-2016. Delibera pubblicata all’Albo del Comune di Roseto degli Abruzzi il 10 aprile 2017: Pubblicazione n. 0897.

 

Molti altri argomenti ignorati o male affrontati in questo lavoro del PAN sono già stati affrontati ed approfonditi dal Commissario nominato dalla Regione nella figura del Direttore dell'AMP Torre del Cerrano, e sono pubblicate tutt'ora nella pagina relativa del Commissario oltre ad essere state pubblicate all’Albo del Comune.

 

Nel merito del PAN ci sono vari punti davvero preoccupanti che, invece di promuovere una tutela ambientale ne compromettono seriamente la possibilità di protezione.

 

Qualche esempio:

- È previsto un sottopasso pedonale di accesso in corrispondenza della "Casa Mataloni", con tanto di sottopasso ferroviario e passerella di accesso alla spiaggia, con ben due parcheggi dietro la ferrovia e la nazionale. Nessuna scelta poteva essere peggiore per la protezione del cuore della Riserva.

 

- Nelle cartografie della viabilità non sono indicate le piste ciclabili. Non esiste un approfondimento sulla mobilità sostenibile. Persino la ciclabile Roseto Cologna è indicata come strada carrabile. Con buona pace di chi già oggi ci transita abusivamente in auto.

 

- Nelle cartografie delle Emergenze mancano i siti archeologici. Nonostante nella Riserva ci sia stato il rinvenimento della sepoltura ostrogota e il sito sia segnalato nei documenti della Soprintendenza.

 

- La previsione della rete sentieristica che vede sentieri lungo tutti i fossi, compresa una strana "via verde", trovata ad effetto ma poco utile e difficilmente realizzabile, è una previsione pericolosa proprio per la conservazione di quegli habitat indicati nelle analisi e per quel motivo inseriti in Zona B.

 

 - Il tema dell'erosione costiera è affrontato in maniera del tutto irrisoria e non si prevede la necessaria forestazione retrodunale che andrebbe invece prevista proprio in questo piano. È inoltre ignorata la modifica della linea di costa, con la conseguente necessità di demanializzazione di ampie porzioni del territorio costiero, che in alcuni tratti ha notevolmente ridotto l’ampiezza dell’arenile.

 

- Esistono un insieme di premialità di cubatura, incentivati da emendamenti che vanno contro lo spirito dello stop al consumo del suolo. Lasciati così generici possono essere base di cementificazioni selvagge.

 

- Nel Regolamento, oltre a mancare la previsione delle Guide del Borsacchio (rimando alla deliberazione commissariale ed ai documenti che il Comune ha prodotto negli anni al riguardo) ci sono due previsioni sbagliate che balzano subito all'occhio: 

- Art.9 Bivacco e campeggio consentiti nella zona C, quindi a ridosso della Riserva e della Ferrovia. 

 

-Art.11 Accesso consentito ai cani in qualunque zona della Riserva, alla faccia di quanto si dice nelle analisi e nella Relazione che spiega come tale pratica metta a rischio la riproduzione del Fratino. 

 

-Art.24 La rimozione dei detrattori ambientali non è chiara sulla rimozione delle case container dall'interno della pineta di Villa Mazzarosa.

 

Infine, ben poco viene indicato sul futuro della "Casa Mataloni" (qui chiamata ex-Dogana) che, nel precedente proposta di PAN era chiaramente individuato come struttura di servizio della Riserva e qui, invece, si lascia in mano al privato, consentendone la ristrutturazione nella normativa delle NTA in rapporto alla Zona prevista e con una destinazione di uso pubblico.

 

Di fatto quell’immobile si trova ormai a causa dell’erosione in mezzo al mare. In relazione alla riconfinazione ex art. 32 del Codice della Navigazione è indispensabile ridefinire l’ambito del demanio marittimo e, seppure questo non è competenza del PAN, lo strumento di pianificazione deve pure tenere conto delle variate condizioni ambientali e morfologiche del territorio onde poter correttamente pianificare l’ambito dell’arenile, adottando anche tutte le misure di tutela atte a frenare l’erosione marina, compatibili con le esigenze di tutela ambientali (ricostituzione cordoni dunali, boschi retrodunali, ecc.).

 

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