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GIORNATA DELLA MEMORIA PDF Stampa E-mail
GIORNATA DELLA MEMORIA

CHIETI

La drammatica vicenda di tre ebrei

Alfred Schuhmann, ebreo libero pensatore con cittadinanza italiana, era nato e risiedeva a Roma, ove insegnava nella Regia Università. Dopo aver vinto un concorso a cattedre, il 3 novembre 1937 si trasferisce a Chieti con la moglie Iawetz Sidy, rumena, anche lei ebrea con cittadinanza italiana e libera pensatrice. Sono accolti e sistemati da Marino Covich, professore di Scienze Naturali presso l’ITC di Chieti.  Schuhmann assume servizio in questo Istituto come stimato insegnante di Lingua e Letteratura tedesca. Il 14 settembre 1938 riceve dal federale fascista Alberto Nucci la comunicazione di essere dispensato dal servizio, a norma dei Regi Decreti Legge per la difesa della razza nella scuola italiana. Il successivo provvedimento persecutorio è la revoca ai due coniugi della concessione della cittadinanza, accompagnata dall'obbligo di lasciare il territorio del Regno entro il 12 marzo 1939. La violazione di tale obbligo avrebbe comportato l’arresto e l’espulsione. I coniugi fuggono da Chieti e il 13 novembre partono da Napoli per l’America, ove Schuhmann può tornare a insegnare liberamente.

Giulia Volterra era nata a Chieti da genitori ebrei. Orfana in tenera età di entrambi i genitori, non era iscritta al fascismo e si era convertita al cattolicesimo. Laureata in Giurisprudenza, per l’improvvisa morte del marito dopo appena quattro mesi di matrimonio, non aveva potuto terminare gli esami per diventare notaia. Si era iscritta al terzo anno di Lettere e, quando furono promulgate le leggi razziali, insegnava dal 16 ottobre 1937 nell’”ITC Galiani”. Il 13 settembre 1938 anche lei ricevette la comunicazione di essere dispensata dal servizio. Sulla sua vicenda dopo l’8 settembre 1943 è preziosa la testimonianza dell’ex alunna Giovanna Di Cecco. Durante lo sfollamento, si era rifugiata a Francavilla. Una mattina 6 SS (o repubblichini) l’arrestano, le legano le mani, le mettono una catena ai piedi e la trasportano su una jeep nel campo di concentramento di Chieti Scalo, ove sono temporaneamente reclusi 25 ebrei catturati dai nazisti in provincia per la “soluzione finale” (trasportati ad Auschwitz, solo uno si salvò dall’orribile morte). Ottenuto il permesso di uscire dal campo per eseguire piccole commissioni, Giulia si rivolge a mons. Venturi, che la fa nascondere presso le suore Orsoline, nell’Istituto Beata Vergine del Carmine, e la salva.

Giorgio Trevi era nato a Chieti. La famiglia era originaria di Ancona e si era trasferita nella nostra città probabilmente agli inizi del ‘900. Fino alla promulgazione delle leggi razziali, i Trevi avevano condotto una vita tranquilla: gli adulti si erano iscritti al PNF; il capofamiglia Vitaliano Trevi aveva aperto un negozio di tessuti in piazza Valignani (nel dopoguerra sarà acquistato dai fratelli Baldassarre); i bimbi giocavano e frequentavano le scuole elementari con i coetanei non ebrei; Giorgio, terzogenito di Vitaliano, si era unito in matrimonio con Ebe Del Grosso, cattolica e non ebrea. Le leggi razziali sconvolsero la vita della famiglia Trevi. I tesserati furono espulsi dal partito. I provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista colpirono la bimba Paola, figlia di Giorgio e di Ebe, nata nel 1935: non poté più frequentare le scuole “Nolli”.

 Dopo l’8 settembre 1943 i nazisti estesero anche in Italia la “soluzione finale” del problema ebraico, dando il via a una caccia spietata, ad arresti e deportazioni. La RSI collaborò lodevolmente con gli alleati all’esecuzione dell'operazione. Il ministro degli Interni Guido Buffarini-Guidi inviò ai prefetti l’Ordine di polizia n. 5 (stabiliva che tutti gli ebrei residenti in Italia dovevano essere arrestati e internati in campi di concentramento provinciali). I 25 ebrei arrestati e rinchiusi nel campo di concentramento di Chieti Scalo furono trasportati a tappe nell’inferno di Auschwitz.

Giorgio Trevi, dubitando dell’aiuto di Venturi, perché ebreo non convertito al cattolicesimo come la Volterra, per non essere catturato, affidò la figlioletta Paola alla mamma, abbandonò la città e si rifugiò a Penne. Ma anche in questo comune i tedeschi andavano a caccia di ebrei. Tra i numerosi sfollati incontrò Pasquale Galliano Magno -  l’avvocato della famiglia Matteotti -  che lo conosceva bene. Secondo la testimonianza della signora Marina Campana, Magno convinse un procuratore suo amico a far tradurre in carcere il fuggiasco, per metterlo al sicuro. A Chieti, però (testimone l’avv. Edmondo Paone) i nazisti, per costringere il padre a uscire dal suo nascondiglio, presero in ostaggio Paola e la tennero in carcere fino a quando lasciarono la città. (Il nonno materno ottenne di essere vicino alla nipotina, forse per intercessione di Venturi, poiché la mamma l’aveva fatta battezzare). Dopo la liberazione della città, 9 giugno 1944, Giorgio, Ebe e la figlioletta Paola si riunirono e vissero in pace. Sono sepolti, accanto ad altri ebrei, nel piccolo Cimitero Ebraico, vergognosamente abbandonato da tutte le amministrazioni.   

Filippo Paziente

presidente sezione ANPI Chieti


LUCO DEI MARSI

La Shoah sul filo dell'attualità e della memoria con l'ANPI Marsica

La storia, l'Umanità negata e, lungo il filo della memoria, l'attualità del monito che la Shoah, in ogni singolo frammento, deve rappresentare per il mondo. Saranno questi i temi che lunedì, 27 gennaio, alle 10.30 nella sala consiliare del Comune, saranno al centro dell'evento organizzato dall'Amministrazione di Luco dei Marsi in collaborazione con ANPI Marsica e l'istituto comprensivo cittadino "I. Silone". 

Nel programma della manifestazione, dopo i saluti della sindaca Marivera De Rosa, gli interventi dell'onorevole Giancarlo Cantelmi, scampato all'Eccidio di Celano, strenuo difensore, a rischio della propria vita, dei principi di libertà e dei valori fondanti della Repubblica e della Costituzione, e attivo nella trasmissione di essi alle nuove generazioni, premiato con la "Medaglia della Liberazione" dal Ministero della Difesa, e del professor Giuseppe Grossi, storico e archeologo di fama, il cui padre fu imprigionato a Mauthausen. Alla presenza dei rappresentanti dell'ANPI Marsica, Giovanni D'Amico, presidente, e Augusto Di Bastiano, segretario, e dei rappresentanti delle associazioni cittadine, gli alunni dell'istituto comprensivo "I. Silone", diretto dal professor Piero Buzzelli, proporranno una selezione di testi e immagini dell'Olocausto per una riflessione condivisa. Il Giorno della Memoria è stato designato quale ricorrenza internazionale dalla risoluzione 60/7 del 2005  dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite e, alcuni anni prima, dall'Italia con la legge n.211/2000, per ricordare le vittime dell'Olocausto, delle leggi razziali e quanti hanno messo a rischio la propria vita per proteggere i perseguitati, ebrei ma anche  appartenenti a minoranze etniche, disabili, omosessuali, nel mirino del regime, nonché tutti i deportati militari e politici italiani nella Germania nazista. La giornata commemorativa è fissata al 27 gennaio perché in quello stesso giorno, nel 1945, le truppe sovietiche della 60ª Armata Rossa del "1º Fronte ucraino" del maresciallo Ivan Konev, impegnate nell'offensiva Vistola-Oder in direzione della Germania, arrivarono per prime nella città polacca di Oświęcim, in tedesco Auschwitz, scoprendo il vicino campo di concentramento: l'apertura dei cancelli consegnò al mondo intero le testimonianze dei sopravvissuti, le pratiche e gli strumenti di tortura e di annientamento utilizzati nei lager. Da Auschwitz, pochi giorni prima, i nazisti si erano precipitosamente ritirati portando con loro, in una marcia della morte, tutti i prigionieri "sani", molti dei quali morirono durante la marcia stessa. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

FOSSACESIA

“Questa è una storia che finisce bene”. È la frase estrapolata dal libro della Senatrice a Vita, Liliana Segre, “Scolpitelo nel vostro cuore. Dal Binario 21 ad Auschwitz e ritorno: un viaggio nella memoria”, scelto per la Giornata della Memoria, che lunedì 27 gennaio, verrà celebrata nell’aula del Consiglio comunale di Fossacesia. La manifestazione, che vedrà la partecipazione degli alunni delle classi 4^ e 5^ dell’Istituto Comprensivo Polidoro, accompagnati dai docenti e dal Dirigente Scolastico, Mauro Scorrano, inizierà alle ore 9:30, con i saluti istituzionali. Il programma dell’evento prevede poi l’intervento dell’Assessore alla Cultura, Maura Sgrignuoli, che parlerà agli studenti della Shoa, sui motivi per i quali l’Amministrazione comunale di Fossacesia guidata dal Sindaco Enrico Di Giuseppantonio ha deciso di conferire la Cittadinanza Onoraria alla Senatrice a Vita e leggerà alcuni brani tratti dal libro della Segre, una delle superstiti ancora in vita dai campi di sterminio nazisti. Insieme all’Assessore Sgrignuoli, alcuni scritti sull’eccidio degli ebrei saranno letti dal Gruppo Teatrale Nino Saraceni. Sarà poi la volta degli alunni, che leggeranno alcune loro riflessioni sulla Shoa. Nel pomeriggio, dalle ore 16:30 alle 18, nella Sala Consigliare, sarà possibile consultare alcuni testi sulla deportazione e sterminio degli ebrei nei campi di concentramento e la replica delle letture del Gruppo Teatrale Nino saraceni. Alle 18, presso il Centro Diurno minori del Comune di Fossacesia, si terrà la rappresentazione teatrale “Ricordare per non dimenticare”.


PIZZOFERRATO

 

Cittadinanza onoraria a Liliana Segre

Il Comune di Pizzoferrato partecipa alla ricorrenza internazionale del Giorno della memoria:

-con la deposizione di un mazzo di fiori alla targa di intitolazione di Via Nino Contini nella giornata di domenica 26 gennaio dopo la Messa domenicale;

-con la partecipazione alla Cerimonia presso la Prefettura di Chieti lunedì 27 gennaio;

-con la concessione della cittadinanza onoraria alla Senatrice Liliana Segre.

Pizzoferrato è stato il luogo di confino di molti internati, come per l’appunto il giovane avvocato di Ferrara Nino Contini, a cui il Comune ha dedicato una Strada per ricordare la sua vicenda e più in generale la vicenda della Shoah.

Pizzoferrato oltre che luogo di confino è stato anche luogo di rifugio e riparo di molti fuggiaschi dagli orrori della guerra.  Pizzoferrato anche luogo della Prima Battaglia della Brigata Majella, battesimo di fuoco in cui trovò la morte, insieme a molti suoi compagni d’armi, il maggiore Lionel Wigram, anch’egli ebreo. Pizzoferrato anche Comunità che respinse ben diciotto attacchi da parte dell’armata del Terzo Reich, con una propria formazione partigiana costituita anche di donne e bambini, documentate storicamente dai reporter dell’Ottava Armata inglese. Pizzoferrato, dunque, luogo fisico perciò di incontro di esperienze di vita, morte e lotta per la libertà, che non può rimanere estraneo a quanto accade oggi in Italia e nel mondo rispetto alle conquiste dei diritti civili e politici, delle libertà democratiche e del rispetto per la vita.

Pizzoferrato quindi con il suo Consiglio Comunale, non poteva non concedere la Cittadinanza Onoraria a Liliana Segre, che assistito dal Segretario Comunale Dott. Luca Di Eugenio ha deliberato la massima onorificenza alla Senatrice a vita per il suo impegno e testimonianza. Liliana Segre, nata a Milano il 10 settembre 1930 in quanto ebrea, rimase vittima delle leggi razziali fasciste all'età di solo 8 anni. Il 6 febbraio veniva internata nella sezione femminile al campo di concentramento di Birkenau-Auschwitz. Il 27 gennaio 1945, per sfuggire all'avanzata dell'Armata Rossa, i nazisti sgomberarono il campo di concentramento di Birkenau-Auschwitz trasferendo a piedi 56.000 prigionieri tra cui anche Liliana Segre, in un viaggio della morte verso la Germania. Fu liberata il 1° maggio 1945, dopo l'occupazione del campo di Malchow da parte dell’Armata rossa. Tornando a Milano solo nell'agosto 1945, Liliana Segre è una dei 25 sopravvissuti dei 776 bambini italiani di età inferiore ai 14 anni che furono deportati nel campo di concentramento di Auschwitz.

Alle minacce subite dalla Senatrice Liliana Segre, superstite dell’Olocausto, nel clima di odio e violenza che si sta diffondendo negli ultimi anni, che si insinua nelle crepe di una società colpita e indebolita profondamente da una pesante crisi economica, il Comune di Pizzoferrato non può rimanere indifferente al richiamo dell’obbligo morale di affermare con forza che le azioni contro Liliana Segre sono un attacco ai valori fondanti della nostra Repubblica, delle Istituzioni democratiche e dei principi profondi sui quali si è scritta e si basa la nostra Costituzione, che come sosteneva uno dei più autorevoli padri costituenti Piero Calamandrei ,“è nata in montagna”. La Senatrice ha ringraziato i “suoi cari concittadini di Pizzoferrato”, con un messaggio nel quale sottolinea che “la Memoria è il più potente antidoto contro la barbarie, è il passaporto per il futuro, è un rammendo imperfetto di un percorso di guarigione civile, percorso che serve a mantenere in buona salute la democrazia”

Nel programma della manifestazione, dopo i saluti della sindaca Marivera De Rosa, gli interventi dell'onorevole Giancarlo Cantelmi, scampato all'Eccidio di Celano, strenuo difensore, a rischio della propria vita, dei principi di libertà e dei valori fondanti della Repubblica e della Costituzione, e attivo nella trasmissione di essi alle nuove generazioni, premiato con la "Medaglia della Liberazione" dal Ministero della Difesa, e del professor Giuseppe Grossi, storico e archeologo di fama, il cui padre fu imprigionato a Mauthausen. Alla presenza dei rappresentanti dell'ANPI Marsica, Giovanni D'Amico, presidente, e Augusto Di Bastiano, segretario, e dei rappresentanti delle associazioni cittadine, gli alunni dell'istituto comprensivo "I. Silone", diretto dal professor Piero Buzzelli, proporranno una selezione di testi e immagini dell'Olocausto per una riflessione condivisa. Il Giorno della Memoria è stato designato quale ricorrenza internazionale dalla risoluzione 60/7 del 2005  dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite e, alcuni anni prima, dall'Italia con la legge n.211/2000, per ricordare le vittime dell'Olocausto, delle leggi razziali e quanti hanno messo a rischio la propria vita per proteggere i perseguitati, ebrei ma anche  appartenenti a minoranze etniche, disabili, omosessuali, nel mirino del regime, nonché tutti i deportati militari e politici italiani nella Germania nazista. La giornata commemorativa è fissata al 27 gennaio perché in quello stesso giorno, nel 1945, le truppe sovietiche della 60ª Armata Rossa del "1º Fronte ucraino" del maresciallo Ivan Konev, impegnate nell'offensiva Vistola-Oder in direzione della Germania, arrivarono per prime nella città polacca di Oświęcim, in tedesco Auschwitz, scoprendo il vicino campo di concentramento: l'apertura dei cancelli consegnò al mondo intero le testimonianze dei sopravvissuti, le pratiche e gli strumenti di tortura e di annientamento utilizzati nei lager. Da Auschwitz, pochi giorni prima, i nazisti si erano precipitosamente ritirati portando con loro, in una marcia della morte, tutti i prigionieri "sani", molti dei quali morirono durante la marcia stessa. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

 

Fossacesia


 “Questa è una storia che finisce bene”. È la frase estrapolata dal libro della Senatrice a Vita, Liliana Segre, “Scolpitelo nel vostro cuore. Dal Binario 21 ad Auschwitz e ritorno: un viaggio nella memoria”, scelto per la Giornata della Memoria, che lunedì 27 gennaio, verrà celebrata nell’aula del Consiglio comunale di Fossacesia. La manifestazione, che vedrà la partecipazione degli alunni delle classi 4^ e 5^ dell’Istituto Comprensivo Polidoro, accompagnati dai docenti e dal Dirigente Scolastico, Mauro Scorrano, inizierà alle ore 9:30, con i saluti istituzionali. Il programma dell’evento prevede poi l’intervento dell’Assessore alla Cultura, Maura Sgrignuoli, che parlerà agli studenti della Shoa, sui motivi per i quali l’Amministrazione comunale di Fossacesia guidata dal Sindaco Enrico Di Giuseppantonio ha deciso di conferire la Cittadinanza Onoraria alla Senatrice a Vita e leggerà alcuni brani tratti dal libro della Segre, una delle superstiti ancora in vita dai campi di sterminio nazisti. Insieme all’Assessore Sgrignuoli, alcuni scritti sull’eccidio degli ebrei saranno letti dal Gruppo Teatrale Nino Saraceni. Sarà poi la volta degli alunni, che leggeranno alcune loro riflessioni sulla Shoa. Nel pomeriggio, dalle ore 16:30 alle 18, nella Sala Consigliare, sarà possibile consultare alcuni testi sulla deportazione e sterminio degli ebrei nei campi di concentramento e la replica delle letture del Gruppo Teatrale Nino saraceni. Alle 18, presso il Centro Diurno minori del Comune di Fossacesia, si terrà la rappresentazione teatrale “Ricordare per non dimenticare”.

 

Pizzoferrato

 

Cittadinanza onoraria a Liliana Segre

Il Comune di Pizzoferrato partecipa alla ricorrenza internazionale del Giorno della memoria:

-con la deposizione di un mazzo di fiori alla targa di intitolazione di Via Nino Contini nella giornata di domenica 26 gennaio dopo la Messa domenicale;

-con la partecipazione alla Cerimonia presso la Prefettura di Chieti lunedì 27 gennaio;

-con la concessione della cittadinanza onoraria alla Senatrice Liliana Segre.

Pizzoferrato è stato il luogo di confino di molti internati, come per l’appunto il giovane avvocato di Ferrara Nino Contini, a cui il Comune ha dedicato una Strada per ricordare la sua vicenda e più in generale la vicenda della Shoah.

Pizzoferrato oltre che luogo di confino è stato anche luogo di rifugio e riparo di molti fuggiaschi dagli orrori della guerra.  Pizzoferrato anche luogo della Prima Battaglia della Brigata Majella, battesimo di fuoco in cui trovò la morte, insieme a molti suoi compagni d’armi, il maggiore Lionel Wigram, anch’egli ebreo. Pizzoferrato anche Comunità che respinse ben diciotto attacchi da parte dell’armata del Terzo Reich, con una propria formazione partigiana costituita anche di donne e bambini, documentate storicamente dai reporter dell’Ottava Armata inglese. Pizzoferrato, dunque, luogo fisico perciò di incontro di esperienze di vita, morte e lotta per la libertà, che non può rimanere estraneo a quanto accade oggi in Italia e nel mondo rispetto alle conquiste dei diritti civili e politici, delle libertà democratiche e del rispetto per la vita.

Pizzoferrato quindi con il suo Consiglio Comunale, non poteva non concedere la Cittadinanza Onoraria a Liliana Segre, che assistito dal Segretario Comunale Dott. Luca Di Eugenio ha deliberato la massima onorificenza alla Senatrice a vita per il suo impegno e testimonianza. Liliana Segre, nata a Milano il 10 settembre 1930 in quanto ebrea, rimase vittima delle leggi razziali fasciste all'età di solo 8 anni. Il 6 febbraio veniva internata nella sezione femminile al campo di concentramento di Birkenau-Auschwitz. Il 27 gennaio 1945, per sfuggire all'avanzata dell'Armata Rossa, i nazisti sgomberarono il campo di concentramento di Birkenau-Auschwitz trasferendo a piedi 56.000 prigionieri tra cui anche Liliana Segre, in un viaggio della morte verso la Germania. Fu liberata il 1° maggio 1945, dopo l'occupazione del campo di Malchow da parte dell’Armata rossa. Tornando a Milano solo nell'agosto 1945, Liliana Segre è una dei 25 sopravvissuti dei 776 bambini italiani di età inferiore ai 14 anni che furono deportati nel campo di concentramento di Auschwitz.

Alle minacce subite dalla Senatrice Liliana Segre, superstite dell’Olocausto, nel clima di odio e violenza che si sta diffondendo negli ultimi anni, che si insinua nelle crepe di una società colpita e indebolita profondamente da una pesante crisi economica, il Comune di Pizzoferrato non può rimanere indifferente al richiamo dell’obbligo morale di affermare con forza che le azioni contro Liliana Segre sono un attacco ai valori fondanti della nostra Repubblica, delle Istituzioni democratiche e dei principi profondi sui quali si è scritta e si basa la nostra Costituzione, che come sosteneva uno dei più autorevoli padri costituenti Piero Calamandrei ,“è nata in montagna”. La Senatrice ha ringraziato i “suoi cari concittadini di Pizzoferrato”, con un messaggio nel quale sottolinea che “la Memoria è il più potente antidoto contro la barbarie, è il passaporto per il futuro, è un rammendo imperfetto di un percorso di guarigione civile, percorso che serve a mantenere in buona salute la democrazia”.