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IL CORONAVIRUS

A Roma, l’équipe della Dottoressa Maria Capobianchi, responsabile del laboratorio di virologia dell’Ospedale Spallanzani di Roma, è riuscita nell’impresa di isolare il virus, la cui denominazione, Coronavirus per l’appunto, è determinata dalla particolare forma a punta da cui è circondata la particella del virus. È proprio il giorno 02 febbraio in cui è stato isolato il Virus, l’artista italiano Francesco Guadagnuolo nella sua attualità e originalità espone la sua ultima opera, chiamata appunto “Coronavirus”.

Guadagnuolo operante tra Roma e New York rende visibile al mondo il Coronavirus e lo fa con una scultura-installazione, un cranio coronato di particolari forme a punta che circondano le particelle virali. Dunque eccellenze nella medicina italiana come anche nell’arte visiva. L’arte si sa, sin dai tempi di Leonardo Da Vinci si è interessata di scienza, Guadagnuolo, in questa sua indagine culturale neo-umanista, produce un’arte contemporanea che coopera e dispone il sistema con cui discerniamo il creato. Pensiamo ciò che ha scritto il grande critico e Storico dell’arte Antonio Del Guercio in “Corpo-spazio e segni vitali”: «Nella ricca e articolata produzione artistica di Francesco Guadagnuolo, distesa su orizzonti culturali e metodologici che includono anche un rapporto – o forse si dirà meglio un corpo a corpo – con la scienza e la tecnica, ogni riguardante può compiere la sua scelta. La mia s’appunta soprattutto sul tema del corpo.

Un tema che Guadagnuolo svolge in una sorta di drammatico ravvicinamento a ciò che il corpo ha dentro di sé, viscere scheletro sangue umori. Forme e parti del corpo vengono come scomposte e ricomposte dentro uno spazio carico anch’esso di segni vitali.  Lo spazio dell’opera si presenta tuttavia marcato da spartizioni nette, che di solito hanno al centro – verticalmente disposto – il cenno o il fantasma del corpo. È interessante notare che questo tipo di spartizione lo si ritrova anche in altre esperienze, quelle per esempio che egli intitola arte e scienza. Sempre o quasi sempre, dunque, una parte centrale, rettangolare e verticale in alcuni casi, tendenzialmente quadrata o circolare in altri, s’impone al riguardante come una sorta di bersaglio dello sguardo. Un bersaglio che è un vero e proprio cuore palpitante.

Sembra di poter dire che il pittore, mentre offre allo sguardo ciò che nella sua odissea – nel corpo come nel pensiero – ha trovato o ritrovato, mette a nudo anche la tastiera completa delle emozioni, delle pulsioni, delle visioni fantasmatiche, che l’odissea stessa ha portato alla luce, o ha fatto fermentare». Spiega lo storico Calogero Rotondo: «Guadagnuolo offre per la prima volta nel mondo dell’arte contemporanea, una vera “fotografia” che dà l’idea del virus in argomento. - …Come in altre opere del passato, compendiate nella sua affascinante raccolta artistica “I Luoghi del Corpo-viaggio nelle patologie della creatività”, in un momento di emergenza planetaria per il Virus di struttura sferoidale “Coronavirus”, ritorna a rappresentare opere che stimolano a considerare l’arte non solo come attività dal punto di vista estetico e di armonia ma anche come uno strumento utile per sollecitare una cooperazione tra attività artistica creativa e scienza come ci ha tramandato Leonardo Da Vinci».

 

Proprio per questa tipologia di mostre di nuove opere, sin dal 1995 il critico e storico dell’arte Antonio Gasbarrini ha scelto la definizione di Transrealismo. Tali opere sono interpretate come simbolo di ciò che non è visibile dall’esterno ma dall’interno del corpo. Così l’arte e la medicina italiana sono sulla vetta del mondo contro il virus del ventunesimo secolo. Sussistono in questo momento particolari preoccupazioni perché il Coronavirus non è ancora possibile curarlo con un’adeguata terapia e si sa che interessa in particolar modo le vie respiratorie. Il messaggio che Guadagnuolo vuole lanciare, si sostanzia nelle parole: Uniamoci in una sfida per scoprire al più presto un vaccino per combattere il Coronavirus.