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STRADA PARKING

Pescara, 30 giugno 2020 -

Una nostra nota del 27 maggio, con il titolo "STRADA PARCO CAR FREE e dorsale ciclopedonale interna”, spiegava quali erano le ragioni per cui, oltre al paradosso dell’ordinaria urgenza, non sarebbe stato il caso di concedere anche quest’anno la strada parco alle auto. E invece, puntuali ormai da diversi anni, riecco l’urgenza rifarsi ordinario. Anzi, è bastata una banale richiesta dei balneatori, a quanto si legge sugli organi di informazione, per alzare immediatamente la barra del parcheggio. Vorremmo proprio conoscerle queste ragioni, che sembrano siano di “voler facilitare l’accesso alla spiaggia”.

Esiste una lettera, un documento? E poi uno studio, una valutazione, una indagine che supporti detta richiesta? Cosa significa: “facilitare l’accesso alla spiaggia”? Magari dai marciapiedi sul lungomare, come lo è stato in un’epoca lontana e remota, è più agevole!


Questa storia ormai è diventata una consuetudine che evidentemente tradisce o l’incapacità di saper affrontare il problema della mobilità balneare, o peggio la mancanza di volontà di volerlo fare, demandando la soluzione alla fisarmonica funzionale della strada parco: un serbatoio di parcheggi da usare “prêt-à-porter” (anche per i grandi eventi le aree pedonali si stringono per le auto).


Il Comune più GREEN d'Italia, perché premiato come tale meno di sei mesi fa con l’Urban Award 2019, un Comune ciclabile, seppur con un basso voto FIAB di 2 “bike smile” su 5, un comune che si accinge a lanciare progetti di mobilità sostenibile, che apre le porte all’elettrico, che punta al BRT, un comune che cerca la bandiera blu e che neanche due mesi fa si fregiava di adempiere con vigore e rigore ai precetti del distanziamento “sociale” con elicotteri e droni a sorvolare le vie cittadine per inseguire ciclisti, runner e passeggiatori solitari, come può ora sostituire una strada pedonale con un parcheggio auto, la peggiore destinazione si possa dare in generale ad uno spazio pubblico?


Ecco ora arrivare l'antisanitaria oltre che antiecologica aggregazione automobilistica che stringerà gli spazi per tutti, degraderà per l’ennesimo anno l’area pedonale, forse più lunga d’Italia, a garage balneare, quando ormai il futuro dirige in tutt’altra direzione!


Abbiamo fatto un sopralluogo in questi giorni sul lungo mare: biciclette dappertutto, sui prati, attaccate ai pali della luce, della segnaletica, agli alberi. Non c’è posto per loro, mentre si amplia l’ingombrante, impattante, costoso e commercialmente meno remunerativo parcheggio dell’ex ENAIP, ultimo arrivato. E ora e di nuovo la strada parking.Non ci siamo per niente con le misure di contrasto al cambiamento climatico e a sostegno degli scenari di sostenibilità ambientale a cui, dopo l’esperienza del COVID, sarebbe ora opportuno rifarsi, con banali azioni e buone intenzioni che evidentemente il bel tempo si è già portato via.

 

FIAB Pescarabici