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NO ALLA CEMENTIFICAZIONE

Abruzzo, 4 agosto 2020 -

“Misure urgenti e temporanee di semplificazione in materia urbanistica” questo c’è scritto nel titolo del Disegno di Legge n. 135/2020. Non poteva mancare, sotto il grande ombrello della crisi generata dal Covid - 19, il silenzioso attacco al territorio e la predisposizione di uno strumento (di cui si annuncia la rapidissima approvazione in Consiglio Regionale) per comprometterlo ulteriormente.


Invece di cercare la risposta alla crisi socio-economica nel risanamento dei centri abitati della regione e nella valorizzazione dei suoi paesaggi (anche come occasioni di lavoro qualificato) si procede ad una ulteriore Deregulation, alla distruzione degli argini che impediscono il definitivo disordine urbano.

”Poi, faremo una disciplina organica” annunciano; intanto predispongono leggi per comprometterne ogni effetto benefico. Secondo il Disegno di legge, i Piani regolatori si varieranno quando si vuole, con semplice approvazione della Giunta Comunale; nemmeno più il Consiglio (caduti i controlli delle Provincie) potrà impedire gli aggiustamenti caso per caso, richiesta per richiesta.

 

La frase magica è ”Rigenerazione urbana”,  che ormai è sinonimo di demolizione e ricostruzione; basta invocarla e si ottiene semaforo verde.

 

Si parla sempre di Turismo come uno dei motori di sviluppo per l’Abruzzo; ma ora tutti gli alberghi potranno cambiare destinazione, depauperando così il patrimonio di ospitalità che andrebbe invece sostenuto.
Gli strumenti attuativi  previsti dai PRG sono  visti come  grandi ostacoli e si trova modo di sostituirli con convenzioni dirette (sul modello del complesso sul litorale sud di Pescara, quello che chiudeva la vista del mare e che si è riuscito a bloccare, oggi divenuto modello per il legislatore).


Ma, cari Amministratori Comunali, non è compito vostro redigere quei Piani Particolareggiati? Se li approntaste, tutto sarebbe ancora più snello, senza demolire il vostro stesso potere pianificatorio.


In base all’articolo 12 poi, sulla base di progetti con valenza economica (e quali non ne hanno?) si possono utilizzare gli immobili per usi diversi da quelli consentiti, senza titolo edilizio. Cioè ognuno può farci quel che gli pare per due anni; non solo: questo sarà possibile anche per gli edifici pubblici che verranno concessi ai privati. Ma come, tutto ciò solo per due anni? Niente paura, ci sarà la successiva variante urbanistica a SANATORIA.


La legge è davvero subdola ed infila delle corsie privilegiate per la speculazione, ammantandole da emergenza post-virus e risposta alla crisi economica.


Ormai le parole a favore dell’ambiente e della qualità urbana si sentono solo nei convegni; salvo approntare gli strumenti per il loro contrario.


La risposta alla crisi sta nella ripresa della pianificazione del territorio, nella difesa dell’Abruzzo verde, come gli scienziati dicono anche in rapporto al morbo, quale modello economico adeguato alla nostra regione. Basta con gli attentati alle nostre città. Si unisca la società civile per contrastare la speculazione e richiedere interventi di salvaguardia del paesaggio.


Italia Nostra