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DOPO LA DEVASTAZIONE

Manoppello, 18 febbraio 2021 -

Ci vorranno tra i 5 e 10 anni e diverse decine di migliaia di euro


Centinaia di persone indignate ormai da giorni, dopo i danni nel giardino dell’Abbazia, si aspettavano le scuse pubbliche del Rettore che invece non sono mai arrivate.  Dopo la devastazione del giardino storico ad opera di persone non titolate, adesso arrivano anche richieste verso la comunità di Manoppello: donare fondi per il ripristino e il restauro del giardino, manodopera a gratis e altro volontariato, per giunta in un momento molto difficile per l’economia a causa della pandemia. In pratica come se nulla fosse mai accaduto!  

Tantissimi cittadini a Manoppello non riesco a farsi pace per quanto accaduto. La rabbia e il dispiacere di tante persone dimostrano un legame forte e sincero che ci lega tutti a questa Abbazia e al suo giardino.

 

Non basta il duro colpo della rovina del Giardino, con problemi al turismo e ai matrimoni che subiranno un calo ulteriore di affluenza. Come se nulla fosse, si minimizzano i danni e soprattutto si annuncia l’impianto di essenze arboree e floreali al posto del Giardino Storico esistente. Modo semplicistico per coprire capitozzature, abbattimento di siepi, pulizia radicale ecc… Non bastano alcuni arbusti o qualche fiore per cancellare le ferite nel giardino.  

 

Il Rettore, con molta semplicità, ci invita ad avere pazienza e ad attendere la stagione primaverile per riavere un giardino rigoglioso. In realtà la situazione è molto più complessa di quanto vogliono farci credere.  Ci vorrà tempo, tanto tempo, forse cinque o dieci anni, oltre a costi altissimi di gestione e ripristino di alberi e siepi per riavere un giardino splendido e verdeggiante. E lo hanno spiegato tecnicamente e scientificamente le grandi associazioni ecologiste, che hanno condannato quanto accaduto.  

 

Abbiamo davanti un giardino completamente da ricostruire. Un giardino che ha perso la sua anima e la sua sacralità. Stiamo parlando di un danno a un bene ambientale talmente grave che non può certo gravare sulle tasche di singole persone di buona volontà o sugli stessi cittadini di Manoppello.  

 

Inaccettabile questa continua difesa a spada tratta dell’operato dei volontari che hanno commesso il danno.   Prima viene dichiarato, sui giornali, che sono agricoltori di buon cuore; ora, nella replica, vengono appellati come esperti in quanto possessori di uliveti. Con tutto il rispetto, non basta essere potatori per proclamarsi specialisti di giardini storici. Tali parchi vanno gestiti da persone altamente qualificate nel settore. Tale lavoro non può essere improvvisato com’è accaduto, provocando gravi danni e risultati pessimi.

 

Chi ha promosso, coordinato e partecipato alla rovina del giardino storico deve chiedere scusa pubblicamente e fare un passo indietro, per rispetto verso la comunità di Manoppello. Si facciano avanti i fautori del danno, le autorità competenti verifichino i nomi e cognomi dei presunti volontari e accertino la regolarità dell’esecuzione e del loro operato, i volontari si prendano le proprie responsabilità, abbiano il coraggio di mettersi la mano sulla coscienza e sborsare decine di migliaia di euro per il restauro, senza chiedere nulla alla comunità manoppellese.  

 

Il Rettore sostiene che la scelta di riqualificare il Giardino è stata condivisa con la Curia, ma a quanto pare non ci sono stati controlli e la situazione è sfuggita di mano. Tutto questo è inaccettabile nella corretta gestione di un bene storico-culturale di grande prestigio come la nostra Abbazia.

 

Solo le scuse pubbliche e l’ammissione di colpa di aver rovinato un piccolo paradiso possono placare le polemiche, rassicurando i fedeli e la cittadinanza tutta di Manoppello. A nostro avviso è l’unico modo per placare l’indignazione e la rabbia di molti fedeli, per il buon nome dell’Abbazia, dedicata alla Vergine Maria, affinché torni veramente a rinascere nella bellezza.

 

Daniele Parlante

Comitato Manoppello Sicura