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COSA FARE ORA?

Pescara, 19 febbraio 2021 -

La prima nota alle istituzioni 

 

Lungo Viale della Pineta, in questi giorni è in corso di realizzazione un intervento di sistemazione della viabilità stradale, che sembra prevedere il collegamento della pista ciclabile precedentemente realizzata, lato sud asse viario con cordolo di separazione fisica, con le piste ciclabile di Viale Pindaro. In assenza della disponibilità del progetto, quanto asserito risulta solo un’ipotesi progettuale. 

Quanto realizzato ad oggi lascia alquanto interdetti perché le corsie ciclabili ormai cromaticamente definite si sovrappongono completamente con la corsia stradale di marcia, creando una confusione totale tra gli utenti circa il corretto utilizzo. Viene in tal modo a determinarsi una promiscuità a nostro avviso particolarmente pericolosa, ancorché si volesse adottare per questo tratto stradale il limite di 30 kmh.

 

Si segnala, in particolare, che ci viene dalla direzione mare e giunge alla fine della pista in sede propria, se distratto rischia di immettersi nella corsia ciclabile ma anche carrabile che proviene in senso opposto, invece che attraversare la strada e seguire la corsia corretta, cosa niente affatto naturale. La presente, pertanto, viene inviata alla Vs attenzione al fine di verificare se vi siano situazioni di criticità tali da determinare un rischio per la incolumità pubblica degli utenti deboli, oltre che determinare la congruenza delle opere con quanto previsto n tal senso dal Codice della strada.

 

A tal fine si segnala che il 15 settembre scorso è entrata in vigore la legge di conversione del Decreto “Semplificazioni” del 16 luglio 2020 recante misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale - La "strada urbana ciclabile", insieme al doppio senso ciclabile, alla corsia bus + bici e alle zone scolastiche, è una delle nuove infrastrutture previste, così definita: “Strada urbana a unica carreggiata, con banchine pavimentate e marciapiedi, con limite di velocità non superiore a 30 km/h, definita da apposita segnaletica verticale e orizzontale, con priorità per i velocipedi.”

 

La seconda nota alle istituzioni

 

La Commissione Comunale Mobilità e Sicurezza, tramite il suo Presidente Armando Foschi, già nel 2019 affermava che il progetto della pista ciclabile di via della Pineta era sbagliato perché faceva venir meno 45 posti auto, vitali per l'economia della zona (ma chiunque, anche oggi, può verificare che i posti auto in effetti erano e sono appena 27). Il 27 gennaio scorso la notizia della imminente ripresa dei lavori con le "correzioni" per cui l'Arch. Germano, progettista dell'opera, individua gli accorgimenti tecnici si suppone approvati dalla struttura comunale di riferimento: "Sarà possibile realizzare la pista in mezzo alla strada, quindi in sede promiscua, con un doppio senso di marcia, senza alcuna difficoltà, come consentito anche dal Codice della Strada" dice il comunicato stampa del Comune di Pescara (come rileviamo dagli organi di informazione locale).

 

Ad oggi, a lavori non ultimati, le corsie ciclabili appaiono coincidenti e sovrapponibili alle corsie carrabili con una promiscuità senza precedenti: non abbiamo capito a quale tipo di infrastruttura, coerente con la normativa vigente, l'opera possa fare riferimento. Ne abbiamo intercettata una possibile, che riportiamo. Il 15 settembre scorso è entrata in vigore la legge di conversione del "Decreto Semplificazioni” del 16 luglio 2020 recante "Misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale".

 

La "strada urbana ciclabile", insieme al doppio senso ciclabile, alla corsia bus + bici e alle zone scolastiche (poi si sono aggiunte anche le case avanzate), è una delle nuove infrastrutture previste, così descritta: “Strada urbana a unica carreggiata, con banchine pavimentate e marciapiedi, con limite di velocità non superiore a 30 km/h, definita da apposita segnaletica verticale e orizzontale, con priorità per i velocipedi.” Il progettista, l'ufficio preposto e non sappiamo chi altri, avranno inteso fare questo? Oppure si tratta dell'ennesima cantonata presa dagli organismi comunali competenti in materia (di cui ci piacerebbe conoscere il ruolo nella catena di comando) viste le ultime realizzazioni e quelle da venire, che appaiono senza una evidente politica pianificatoria logica di riferimento?

 

Cosa fare ora su via della Pineta?

 

cancellare i cromatismi e quindi la pista ciclabile?

 

restringere la carreggiata per favorire la diminuzione della velocità dei veicoli a motore?

istituire una "strada urbana ciclabile", come da Decreto Semplificazioni del 16/07/2020?

 

inserire segnaletica verticale e orizzontale adeguata con pittogrammi di bici e auto disegnati sull'asfalto e limiti di velocità di 30 km/h?

 

Fra le stranezze ciclabili più recenti vogliamo rimarcare:

la corsia ciclabile inserita diagonalmente all'interno delle Piazze V. Colonna e Enrico  Berlinguer, antistante la Stazione di Pescara Porta Nuova, e la continuazione sul marciapiede in via Arnaldo Da Brescia, addirittura in area condominiale e antistante l'ingresso di un supermercato (vietato dal regolamento 557/99, norma vigente in materia);

 

via Pepe, dove la corsia è stata realizzata nell'ottica di ciclisti vacanzieri, che vanno a zonzo per la città zigzagando lungo i diversi tracciati, pensati più con l'ottica dello svago che non del trasporto (zona ingresso stadio, tra i pini e non più proficuamente dal lato commerciale della strada);

 

Piazza Garibaldi dove la corsia si inerpica lungo il marciapiede e si interrompe all'ingresso della piazza;

 

via Magellano, dove la corsia è stata realizzata completamente sul marciapiede.

 

E così tante altre che si staranno realizzando senza alcun piano e di cui ad oggi non conosciamo i dettagli.

 

Basta con le piste sui marciapiedi che, per propria denominazione, sono ad uso dei...piedi!

 

Diamo atto all'Assessore Luigi Albore Mascia di aver istituito un buon rapporto con l'Associazione. Ma, se vi sono problemi di capacità (o manifesta incapacità?) degli uffici tecnici preposti ad operare professionalmente sul fronte delle proposte progettuali e