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I 100 ANNI DEL BAUHAUS
I 100 ANNI DEL BAUHAUS

Il rinnovato Museo Cascella ha fatto da cornice all'incontro "I 100 anni del Bauhaus", svoltosi ieri pomeriggio con il patrocinio del Comune di Pescara e dell'ordine degli Architetti PPC della provincia pescarese. Quest'anno, e proprio nel mese di aprile, la prestigiosa casa dell'architettura tedesca celebra un secolo dalla sua istituzione; essa non fu solo una scuola ma un vero e proprio punto di riferimento per i movimenti d'innovazione nel campo del design e delle costruzioni.

Nelle aule di Weimar e, successivamente, di Dessau e Berlino, operarono gli esponenti delle più prestigiose avanguardie dei primi decenni del Novecento: il fondatore Walter Gropius, i designers Mies von der Rohe e Marcel Breuer, i pittori Paul Klee e Wassily Kandisky, solo per citarne alcuni.

L'architetto e Presidente della Sezione Italia Nostra di Pescara Massimo Palladini e l'artista Franco Summa hanno ripercorso l'esperienza del Bauhaus, dall'unificazione dell'Accademia di belle arti della città e della Scuola di arti e mestieri nel 1919, fino alla sua chiusura nel 1933, anno dell'ascesa al potere di Hitler. Gropius mise nero su bianco gli specifici obiettivi per il suo istituto, in primis la riunificazione in una nuova architettura di tutte le materie pratico-artistiche, considerate inscindibili. In esso si insegnarono scultura, fotografia, ceramica, lavorazione dei metalli e del legno, grafica pubblicitaria, pittura murale e tessitura, disegno industriale (a quest'ultimo venne finalmente riconosciuta la dignità di disciplina autonoma); ogni tecnica ebbe a disposizione un proprio laboratorio, dove gli allievi potettero sperimentare i nuovi insegnamenti attraverso gli oggetti di uso quotidiano.

Il pensiero che animò la corrente e gli artisti ruppe i legami con il passato, proponendo inedite commistioni e creando un nuovo stile incentrato su una diversa associazione tra estetica e funzionalità, tra tecnologia e cultura; e fu proprio la nuova visione estetica e funzionalista del Bauhaus a dare inizio all'arte moderna. Tuttavia definire cosa rappresentò esattamente questa scuola non è semplice, perchè cambiò spesso percorso, sede e insegnanti; iniziarono corsi che non si conclusero e tante idee, spesso imponenti, faticarono a diventare pratica quotidiana. È notevole, per esempio, che neri primi sei anni della sua esistenza il Bauhaus non ebbe un corso di architettura nonostante, al giorno d'oggi, molti associano questo movimento soprattutto all'arte del costruire e del disegno, considerati il fine ultimo di ogni attività figurativa. Durante la presentazione, moderata dal giornalista Paolo Ferri, sono stati proiettati e letti documenti dell'epoca con la partecipazione dell'attrice Giulia Basel del Florian Metateatro.

di Maria D'Argento