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NEL TRENTESIMO DI PIAZZA TIENANMEN
NEL TRENTESIMO DI PIAZZA TIENANMEN

Pescara, 8 giugno 2019 -

La Fondazione Pescarabruzzo organizza presso la Maison des Arts la mostra “The stones and water from other mountains” della scrittrice e pittrice cinese YoYo Liu Youhong. La mostra sarà inaugurata oggi in occasione dei trent’anni dalla strage di Piazza Tienanmen. YoYo Liu Youhong, scrittrice e saggista, è riconosciuta tra gli autori più significativi della moderna letteratura cinese. Nella sua variegata produzione di saggi, racconti e novelle, si rintraccia anche l’attenzione per le belle arti, per cui YoYo sta ricevendo apprezzamenti a livello internazionale: ha esposto a Berlino, Poznan (Polonia), Shenyang, (Cina), Londra, (Regno Unito), Shantou (Cina) e nella città di origine a Yangzhou (Cina). L’esilio è stato per lei un momento cruciale nella vita e nella carriera. Mentre lavorava per un editore d'arte a Pechino, YoYo conobbe Yang Lian, il poeta di fama internazionale che sarebbe diventato suo marito. Dopo la notizia che due dei libri di Lian erano stati vietati in Cina, la coppia iniziò la propria vita in Occidente, muovendosi da un luogo all'altro, fino a stabilirsi a Londra.       

Sono passati 30 anni dalla strage dal 4 giugno 1989, quando i carri armati dell’esercito cinese, arrivati nella piazza centrale di Pechino per ordine del governo, fecero fuoco indiscriminato sui manifestanti che da giorni chiedevano riforme democratiche ed economiche. Gli artisti giocarono un ruolo importante nelle rivendicazioni democratiche. Dal 1978 e soprattutto dopo l’89, l'arte moderna cinese è stata riconosciuta anche all'estero per la qualità delle immagini, a volte intrise di realismo, a volte ricche di riferimenti alla cultura politica pop, altre volte rifugiatesi in nuove forme di astrattismo. La riflessione sugli sviluppi sociali nel più popoloso paese del mondo continua ad essere appannaggio delle arti, espressione di civiltà che accomuna tutti i popoli della terra. Molte delle opere che sono state prodotte nei quattro decenni successivi alla Rivoluzione Culturale spiegano come la Cina è diventata quella che è oggi.   

                        

Numerosi lavori letterari di YoYo trattano della condizione dell’espatrio. L’autrice non solo discute il suo allontanamento dalla Patria, ma affronta anche l'alienazione come condizione umana. In pittura, YoYo sceglie la via della paesaggistica, rielaborando la serenità della pittura tradizionale alla luce dell’esperienza europea. Nei germogli e nelle rocce, nelle acque e nelle montagne rimane l’eco di una Cina rurale incontaminata. La mostra "Le pietre e l'acqua dalle altre montagne" evoca fin dall’incipit la nostalgia delle origini, ma le montagne sono altre, non quelle della terra selvaggia della Cina nord-occidentale dove YoYo è nata e cresciuta. “Ho vagato oltreoceano per oltre 30 anni, ho viaggiato e vissuto in molte città europee. Potrei dire che la ricca arte classica e moderna dell'Europa mi ha fatto raggiungere i miei sogni di essere un pittore – afferma l’artista – ma spero che i miei dipinti astratti mantengano l'anima poetica della cultura tradizionale cinese e siano allo stesso tempo puramente individuali e creativi”. Lontana nello stile dalla iconografia classica, YoYo ha sviluppato la sua arte su pregiata pergamena di riso. Un classico idioma cinese recita: "Si può intagliare la giada con la pietra di altre montagne". Così YoYo ha fatto della sua pittura un pezzo di giada scolpito da tutti gli elementi che ha guadagnato dagli "altri", in una vita migrante, che è anche un modello di integrazione.

 

La mostra sarà visitabile fino al 30 giugno tutti i giorni.