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TRA LA VIA EMILIA E IL WEST
TRA LA VIA EMILIA E IL WEST

Pescara, 6 novembre 2019 - Nasce dalla collaborazione tra il “FLA - Festival di Libri e Altrecose” e l’Ente Manifestazioni Pescaresi il viaggio nell’Italia di Francesco Guccini tra storie intessute di rabbia e d’amore, ricordi e ideali che si trasformano in emozioni e, soprattutto, in canzoni divenute poesia. La serata-spettacolo “Tra la via Emilia e il West” in omaggio a uno dei padri fondatori della canzone d’autore italiana è in programma venerdì 8 novembre alle ore 21 sul palco del Teatro Massimo di Pescara.

Il FLA, organizzato come ogni anno da Mente Locale di Vincenzo D’Aquino con la direzione artistica di Luca Sofri e la collaborazione di diversi partner nazionali e sponsor locali, torna da giovedì 7 a domenica 10 novembre per portare a Pescara ospiti di primo piano del panorama letterario contemporaneo, eventi artistici e culturali, mostre e intrattenimento per adulti, ragazzi e bambini.

“Tra la via Emilia e il West” rientra tra gli eventi speciali del festival, nato da una sinergia tra Ente Manifestazioni Pescaresi e FLA dopo il grande successo del 2018 con lo spettacolo “Mogol racconta Battisti”, per rendere omaggio a un mondo di versi e di suoni nati dalla penna di un cantastorie raffinato e moderno che ha saputo incidere album dall’indiscusso valore letterario. Sul palco del Teatro Massimo, venerdì 8 novembre, Paolo Talanca e il gruppo Angelo Valori & Medit Voices ricostruiscono e mettono in musica più di quarant’anni di storia musicale italiana attraverso i luoghi principali della vita di Francesco Guccini. Che poi sono Pàvana, Modena, Bologna e di nuovo Pàvana, radici e pilastri essenziali della sua poetica. Prendendo spunto dal libro di Paolo Talanca “Fra la via Emilia e il West. Francesco Guccini: le radici, i luoghi, la poetica”, appena pubblicato per Hoepli, gli aneddoti e i racconti biografici saranno inframmezzati e impreziositi da alcuni dei brani più significativi del cantautore, eseguiti dai Medit Voices con la direzione e gli arrangiamenti del maestro Angelo Valori.

Si spazia dagli esordi del beat, con brani simbolo per un’intera generazione come “Dio è morto” o “Auschwitz”, passando per la stagione d’oro dei cantautori, quegli anni Settanta di cui Guccini è un punto di riferimento grazie a canzoni come “La locomotiva” o “Eskimo”, o a brani più intimi come “Incontro” o “Amerigo”. E poi, seguendo il filo dei piccoli racconti che compongono i suoi dischi, si arriva al rinnovamento musicale degli anni Ottanta, quando il maestro ha saputo strutturare maggiormente il proprio stile, in un decennio segnato dal maestoso concerto del 1984 in Piazza Maggiore a Bologna, da cui questo spettacolo ha preso in prestito il nome. Infine si chiude con le classiche ballate anni Novanta, dense d’amore, ma anche delle tematiche che hanno caratterizzato tutta la produzione discografica gucciniana come la lotta contro la disuguaglianza sociale, l’ingiustizia e l’ignoranza. Temi, insomma, che prefigurano la scia che porta al ritorno a Pàvana con l’album conclusivo “L’Ultima Thule”.

«Lo spettacolo è una data zero – sottolinea Paolo Talanca – l’ordine dei racconti e delle storie che portiamo in scena è cronologico, seguendo la biografia artistica tracciata nel mio libro. Sul palco ci sarò io in veste di autore e un’ensemble di 16 elementi diretta dal maestro Valori. Come da tradizione, l’apertura e la chiusura del concerto saranno “Canzone per un’amica” e, “La locomotiva”».