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GIUSEPPE TONTODONATI
GIUSEPPE TONTODONATI

Riconosciuto dalla critica nazionale come uno dei principali poeti dialettali abruzzesi del secondo ‘900, del Giuseppe Tontodonati (1917-1989), “bolognese”, intellettuale ed esperto di arti figurative si sa poco o nulla, eppure, nei suoi trent'anni vissuti a Bologna, 1959-1989, ha lasciato un’impronta nel tessuto culturale cittadino che merita di essere recuperata.

 

Nel volume "Giuseppe Tontodonati un poeta nella Bologna del secondo '900", provo a ripercorre quei trent'anni a partire dall'arrivo della nostra famiglia.

A Bologna nel 1959, all’'incontro di mio padre con Antonio Rinaldi, il poeta e professore di lettere (amicissimo di  P.P. Pasolini e di Giorgio Bassani) che sarà il mentore di Giuseppe Tontodonati curando anche la prefazione del primo volume di poesie "Storie Paesane" (1968), per via via arrivare a mostrare, scorrendo il volume edito in questi giorni, un Tontodonati pienamente inserito e parte attiva del tessuto culturale bolognese. 

 

L’esperienza entusiasmante del “Centro Internazionale Delle Arti”, (1973-1985) galleria d’arte e centro culturale nel pieno centro di Bologna fondata da Tontodonati insieme a due amici dove tra le tante manifestazioni si tenne nel 1977 la grande “Mostra di sostegno per il popolo Cileno" in quel periodo sotto dittatura di Pinochet,  le poesie dedicate a Bologna, i numerosi recital bolognesi, e tante altre notizie e aneddoti, ci restituiscono l’immagine di un Giuseppe Tontodonati “poeta e intellettuale bolognese” che ha lasciato un segno significativo all'interno di un contesto storico, quello degli anni ’60 e ’70.

 

In particolare, che vedeva la città di Bologna culturalmente molto attiva grazie alla presenza del poeta Antonio Rinaldi, del giornalista e scrittore Amedeo Ratta, dei fratelli Francesco e Gaetano Arcangeli, del poeta Alfonso Gatto di Luciano Anceschi, di Giuseppe Raimondi, di Romeo Forni e di tanti altri personaggi che sono entrati in vario modo in contatto con Tontodonati.

 

Nella prefazione al volume il giornalista Roberto Zalambani ricorda il suo incontro con Tontodonati al C.I.D.A. sottolineando un punto fondamentale del carattere di Tontodonati; l’entusiasmo che trasmetteva ai giovani incoraggiandoli a seguire i propri sogni, " ...I pittori e i critici che frequentavano quelle stanze non erano tutti conosciuti ma avevano il sogno di diventare famosi e Giuseppe li incoraggiava come incoraggiava i giovani come me, facendoci sentire importanti.

 

Lui che importante lo era davvero...Un mecenate tra la gente potremmo definirlo oggi che la cultura popolare è stata troppo sbrigativamente accantonata."

 

Raffaello Tontodonati