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STRATEGIE DEL RITROVARSI
STRATEGIE DEL RITROVARSI

Popoli, 22 febbraio 2021 -

Mercoledì 24 febbraio il secondo Incontro. Ospite lo storico del teatro e docente Marcello Gallucci


Dopo aver ospitato il regista di origini argentine Horacio Czertok, fondatore del Teatro Nucleo e personalità fondamentale del teatro contemporaneo, mercoledì 24 febbraio alle ore 18 in diretta streaming sulla pagina Facebook del Drammateatro avrà luogo il secondo appuntamento di Strategie del ritrovarsi. Ospite dell'incontro sarà Marcello Gallucci, docente di Storia dello spettacolo all'Accademia di Belle Arti dell'Aquila che dialogherà con Claudio Di Scanno, Susanna Costaglione e alcuni giovani allievi attori della Compagnia che ha sede a Popoli.

Strategie del ritrovarsi si propone come un contesto di incontri con donne e uomini della scena invitati a dialogare con la Compagnia abruzzese sui diversi temi della teatralità che in questo lungo periodo di pandemia riemergono e si riaffermano con particolare attualità di contenuti. Temi che scaturiscono dalla testimonianza di lavoro artistico e culturale e che riverberano nella biografia dei partecipanti, in un contesto, quello attuale, dove la produzione artistica e della cultura teatrale risulta essere fortemente penalizzata dalle norme sul distanziamento sociale anti Covid-19.

 

La chiusura dei teatri e più in generale degli spazi teatrali e culturali non interrompe solamente le programmazioni ma ha un forte effetto negativo sulla produzione degli spettacoli e dissipa quel flusso fondamentale di energia creativa e progettuale che molto caratterizza il lavoro dei gruppi professionali indipendenti. Nella stasi cui i gruppi di teatro sono costretti riemergono allora le necessità della relazione artistica e le dinamiche di socialità e comunità che sono i pilastri di un teatro d'arte e che in questo periodo di pandemia si propongono come condizione drammaticamente penalizzata. Non solo da un punto di vista economico ma anche e soprattutto per la dispersione delle energie artistiche e della relazione umana, dell'esperienza di scambio percettivo che si esprime nel patto di reciprocità tra l'attore e lo spettatore quale fondamento della ritualità teatrale e della sua necessità.

 

È quest'ultimo un aspetto che Claudio Di Scanno ritiene particolarmente sensibile: "Se nella ondata pandemica dello scorso anno si è registrata una forte apprensione determinata dall'interruzione dell'attività teatrale, con una conseguente mobilitazione quasi del tutto incentrata sulla derivante perdita economica, in questa seconda ondata ciò che emerge è l'altra perdita, la realtà più sostanziale e drammatica, vale a dire quella che possiamo definire come perdita dell'energia creativa, giocoforza dissipata dalla stasi e dal distanziamento.

 

Ciò vale sia per gli artisti della scena dal vivo, penso al teatro alla danza e così via, sia per gli spettatori e più in generale dei cittadini e delle comunità nei quali l'azione della teatralità si inscrive, perché il teatro ha assoluta necessità di manifestarsi dal vivo e perché questo comporta produzione e scambio di energie intense sia da parte dell'attore sia da parte dello spettatore. Il cosiddetto teatro in televisione o in streaming sono palliativi improbabili che certamente non potranno mai sostituire il teatro in quanto tale, tantomeno riempirne il vuoto, anzi la voragine artistica e socioculturale che si è aperta."

 

Ed è da questo presupposto emergenziale che scaturisce la necessitò di Strategie del ritrovarsi, contesto necessario per parlare di teatro e per riallacciare i fili della sua presenza pregnante, per riaffidarsi ai pilastri d'arte e di civiltà che la sostengono e l'affermano.

 

E se il primo incontro è stato caratterizzato dalla presenza di un grande Maestro e artista di teatro come Horacio Czertok, il secondo vedrà ospite uno studioso di teatro, Marcello Gallucci appunto, seguito da un terzo incontro, programmato per il 4 Marzo sempre alle ore 18:00, che affronterà il tema del teatro di comunità, in particolare dell'esperienza dello spettatore e che prevede la partecipazione di una figura esemplare, lo "spettatore professionista" Stefano Romagnoli invitato da Claudio Di Scanno a dialogare con il Drammateatro e con altri ospiti della diretta streaming proprio sulla perdita dell'energia partecipativa da parte dello spettatore del teatro.

 

Biografia di Marcello Gallucci

Allievo e poi collaboratore di Nicola Ciarletta, col quale si è laureato in Filosofia (magna cum laude) presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Urbino, è attualmente titolare della Cattedra di Storia dello Spettacolo presso l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, dove insegna anche Letteratura e Filosofia del Teatro (ma declina ogni responsabilità a proposito dell’infida denominazione del corso) e, provvisoriamente, Regia. Da più di trent’anni svolge la sua

 

attività preminentemente in Abruzzo, spesso condividendo i percorsi di ricerca dei principali gruppi regionali – e spesso apertamente questionando con loro. Ha ideato e diretto il seminario internazionale di studi L’Eresia del Teatro, dedicato a Ingemar Lindh e Jurij P. Ljubimov (1998-99). Ha tenuto corsi, seminari e conferenze e stage di formazione presso l’Accademia Nazionale di Arte Drammatica di Roma, all’Institut del Teatre di Barcellona (Spagna), alla Facoltà di Belle Arti di Amiens (Francia), alla Facoltà di Arte dell’Università di Košize (Slovacchia) e in diversi atenei di Istanbul (Turchia)…

 

Ha preso parte al Colloquio Internazionale su Antonin Artaud di Cerisy-la-Salle (2003) e alla celebrazione nazionale degli scrittori del “Grand Jeu” (Reims 2004); ha partecipato inoltre alle celebrazioni nazionali francesi per il centenario della nascita di R. Daumal (Parigi, 2008).Da anni insegue il fantasma di uno dei protagonisti più complessi e sfuggenti del primo Novecento teatrale, Aleksandr Zal’tsman (o Alexander von Salzmann, o Alexandre de Salzmann), indiscusso maestro di Daumal e protagonista di alcune delle notti più allucinate di Artaud, collaboratore prezioso e insostituibile di Appia nel corso dell’esperienza di Hellerau e oscuro e volatile interlocutore di Kandinsky.

 

Da Salzmann a Martin Buber, il cammino del teatro si arricchisce di echi che, in Nostalgia di Orfeo, approdano a Grotowski. Ha curato l’edizione italiana dei Messaggi Rivoluzionari di Artaud e quella di Tre scritti sul teatro e l’arte dell’attore di S. Kierkegaard.