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AQUAMORES
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Popoli, 3 luglio 2020 -

Andrà in scena nelle serate del 2, 3, 4 e 5 agosto, alle ore 19:30, lo spettacolo del Drammateatro "Aquamores" ispirato a Amores del grande poeta Ovidio e per Claudio Di Scanno, ideatore e regista del progetto, è anche un ritorno al poeta sulmontino dopo "Metamorphoses/Il libro del mondo" del 2017. Una frequentazione, quella del regista abruzzese, recentemente insignito del Premio Nazionale Franco Enriquez per la regia, che ha segnato il ritorno a operazioni di scrittura drammaturgica che trovano nei testi classici una proficua fonte d'ispirazione da trasformare in opere di specifica sensibilità contemporanea.

Luogo elettivo di Amores, spettacolo realizzato con il sostegno del Comune di Popoli, è la Riserva regionale Sorgenti del Pescara, i suoi spazi naturali, le sue prospettive notturne, la sua musica dell’acqua che ritma la vita e la natura stessa, nella quale attori e spettatori vogliono immergersi, ricercando i fili della relazione umana, delle emozioni e dei sentimenti legati al tema dell’amore nelle sue diverse angolazioni e sfaccettature. È soprattutto l’ironia pungente e scherzosa di Ovidio a cadenzare le suggestioni che sgorgano, liquide come l’acqua del fiume, dalle sorgenti dell’amore e si dispiegano negli alvei delle sue tecniche di seduzione.

 

È la concezione ludica dell'amore che Ovidio afferma e traduce spesso in un ribaltamento dei temi tradizionali. Ad esempio, mentre i poeti elegiaci amano solitamente una sola donna, Ovidio afferma di amare tutte le donne, e ne fa una rassegna indicandone per ciascuna i pregi. Un' altro tema topico dell'elegia, la gelosia, viene svuotato ironicamente della sua importanza: il poeta chiede infatti all'amata non di essergli fedele ma quantomeno di non lasciarsi scoprire. Il marito ufficiale solitamente odiato dal poeta elegiaco, viene esortato invece a meglio custodire la donna, perché ciò alimenta l’amore. Nonostante vi siano dei componimenti in cui il poeta tratti con serietà il sentimento amoroso, con lui l'elegia tocca l'estremo opposto dell'elegia amorosa Catulliana.

 

A partire da Ovidio, lo spettacolo si dispone al racconto itinerante, sia sotto l’aspetto poetico-letterario sia sotto l’aspetto del movimento scenico che invita lo spettatore a cercare l’attore, presenze che appaiono dall’ombra fino a diventare spesso immagini luminescenti, proiezioni stesse del poeta, ora evocative della immaginaria Corinna, la ragazza alla quale si rivolge il poeta, ora delle figure che attingono alla mitologia greca ora solo voci che sembrano scaturire dalla natura, ora solo immagini di gioiose e ludiche danze espressive dei sentimenti dell’amore. In un tourbillon giocoso e leggero che istiga alla piacevolezza del sorriso, solo a volte brevemente interrotto da echi di tragedia che condurranno alle pagine finali dell’esilio di Ovidio a Tomi e dei suoi amori fugaci. Lo spettacolo inizierà nello spazio del “teatro naturale” della Riserva, contrassegnato da un simbolo della Roma imperiale (siamo quindi a Roma!) con un Prologo che introduce la dinamica narrativa e l’itineranza da una immaginaria Roma verso una immaginaria Tomi, sulle rive del Mar Nero. Lungo il tragitto gli spettatori faranno delle piccole esperienze percettive legate alla narrazione attoriale: voce umana, suono, umidità dell’acqua, tatto, sapori, odori.

 

Lo spettacolo è rivolto ad un numero limitato di spettatori ed è obbligatoria la prenotazione via Whatsapp al numero telefonico 347.7937963, anche per richiedere informazioni, fino ad esaurimento dei posti disponibili. Sono consigliate calzature adatte a camminare sui prati. La partecipazione del pubblico è soggetta alle norme vigenti in materia di Cvid-19.