cultura >> associazionismo >> #DOCUDÌ2020

Editoriali

Guida TV

#DOCUDÌ2020
#DOCUDÌ2020

Pescara, 16 settembre 2020 -

Domani, giovedì 17 settembre 2020 alle ore 18:00 il museo Vittoria Colonna di Pescara ospita in anteprima regionale la proiezione di “Emilio Vedova.

 

Dalla parte del naufragio”, di Tomaso Pessina. Il documentario che ripercorre attraverso la voce narrante di Toni Servillo la vita e l’opera dell’artista veneziano, uno dei personaggi chiave dell’arte contemporanea, al quale Palazzo Reale ha dedicato una grande mostra nel 2019 a cura di Germano Celant. Sarà presente il regista.

 

Il documentario è stato proiettato in prima assoluta in occasione della 76. Mostra del cinema di Venezia, nella sezione Notti Veneziane delle Giornate degli Autori.

 

La proiezione è inserita, fuori concorso, in #Docudì2020 - concorso di cinema documentario giunto quest’anno alla ottava edizione e che, con appuntamenti ogni giovedì sino al 15 ottobre, si concluderà sabato 17 con la serata delle Premiazioni e la proiezione in anteprima regionale di “Mi chiamo Altan e faccio vignette” di Stefano Consiglio sarà presente il regista.

 

Nel centenario della nascita di Emilio Vedova (Venezia, 1919-2006), il documentario ripercorre a straordinaria vicenda umana e artistica del grande pittore attraverso le pagine dei suoi diari, rari materiali d’archivio e preziosi contributi di artisti, curatori, collaboratori e amici.

 

Il racconto è scandito dai passaggi fondamentali della storia politica, sociale e dell’arte del ventesimo secolo e, sullo sfondo di una Venezia quasi eterea, restituisce, grazie all’appassionata interpretazione di Toni Servillo e al dialogo quasi personale e diretto con Vedova, la profonda personalità e il tratto potente di uno degli artisti più significativi del novecento.

 

Nel 2019 è caduto centenario della nascita di Emilio Vedova (Venezia, 9 agosto 1919 – Venezia, 25 ottobre 2006). Per questa occasione la Fondazione Emilio e Annabianca Vedova ha presentato Emilio Vedova. Dalla parte del naufragio, un documentario sulla vita e l’opera del grande pittore diretto di Tomaso Pessina. Il film vede l’appassionata partecipazione di Toni Servillo, che dà voce ai diari di Vedova, scandendo con la sua voce il racconto diretto e vigoroso della formazione e dell’affermazione di un artista. Il documentario è stato proiettato in prima assoluta in occasione della 76. Mostra del cinema di Venezia, nella sezione Notti Veneziane delle Giornate degli Autori.

Circondato dalle enormi opere di Vedova, Servillo ci trasporta nel mondo del pittore veneziano attraverso le parole tratte da Pagine di Diario che fu pubblicato agli inizi degli anni Sessanta e che, con tono poetico, frammentario e impulsivo, restituisce alla perfezione lo spirito e la personalità dell’artista. Le pagine trasudano un processo creativo profondo e tormentato e raccontano il divenire della vita e dell’opera di Vedova sullo sfondo dei momenti essenziali della storia del Paese: la società post-agricola, il fascismo, la lotta partigiana, il dopoguerra, le correnti pittoriche e le avanguardie artistiche. La narrazione segue un percorso lineare muovendosi tra l’esperienza personale di Vedova, la contestualizzazione dei tempi, dei luoghi e degli ambienti artistici attraversati, mantenendo sempre centrale l’opera: partendo dalle sue accezioni fisica, spaziale e cromatica, dal suo tratto, dai suoi caratteristici “segni”, che già nelle sue prime, splendide, opere figurative sono – per usare le stesse parole di Vedova – tutti “nervi tesi”.

Il film nasce dall’idea della Fondazione di rappresentare la vicenda umana e artistica di Emilio Vedova con i nuovi linguaggi, veloci e “vivi”, del nostro tempo, ma con un approccio storico e scientifico accurato. In questa prospettiva – e grazie anche alla scrittura di Tomaso Pessina – il documentario diviene esso stesso documento e, come un libro di storia dell’arte, ripercorre e racconta il farsi dell’opera di Vedova, dai disegni giovanili ai lavori geometrici e dai colori accesi del dopoguerra, dall’approdo all’arte espressionista e informale degli anni ’60 alle esperienze dei Plurimi, dei Tondi e delle grandi tele degli anni ’80, fino alle opere dell’ultimo periodo.

 

Il racconto si arricchisce con il contributo di interviste e interventi di curatori, critici, collaboratori, amici e colleghi di Vedova: da Alfredo Bianchini (Presidente della Fondazione dedicata a Emilio e alla compagna di una vita, Annabianca) a Germano Celant, da Karole Vail (Direttrice della Guggenheim Collection e nipote di Peggy) a Fabrizio Gazzarri, storico assistente di Vedova, fino a Georg Baselitz, il grande pittore tedesco amico di Vedova che, in occasione del centenario ha curato personalmente la mostra Emilio Vedova di/by Georg Baselitz  al Magazzino del Sale, lo spazio della Fondazione restaurato da Renzo Piano, amico di Vedova sin dai tempi del “Prometeo” di Luigi Nono.

 

Documenti inediti provengono dall’archivio della Fondazione: estratti video, registrazioni audio, materiale autografo, con un focus particolare soprattutto su quei materiali che lasciano spazio alla fisicità di Vedova, nell’affrontare le tele e nel dipingere. Dallo schermo Vedova ci parla del personale approccio alla pittura, della sua ammirazione per Tintoretto, del suo concetto di spazialità dell’opera d’arte, della sua Venezia.

 

Chi era Emilio Vedova?

 

Uno degli artisti più significativi del Novecento: vincitore del Gran premio della pittura e del Leone d’oro nel ’97 alla Biennale d’arte di Venezia, città dove è nato e dalla quale non si è mai staccato.

 

Un uomo “grande ed esplosivo” che ha vissuto “in un certo modo nel suo tempo”; un partigiano che ha combattuto nella Resistenza; un attivista impegnato socialmente e politicamente sempre “dalla parte della trasgressione”, antifascista ma anche dissidente rispetto al partito comunista di cui era stato parte. Per lui i quadri erano registrazioni del presente, il pittore “una personalità di tensione e di emergenza”, ed i colori dovevano possedere “un significato morale”.

 

Il documentario di Tomaso Pessina racconta il pittore veneziano di fama internazionale di cui quest’anno si celebra il centenario. A guidarci saranno i diari di Vedova, letti da un interprete d’eccellenza: Toni Servillo. A corredo, un coro d’interviste a personaggi del mondo dell’arte, che l’hanno conosciuto e visto in azione. Soprattutto, ci sarà la figura potente di Vedova, con materiali d’archivio inediti e il suo tratto pittorico.

 

Il film ripercorre la straordinaria vicenda umana e artistica del grande pittore veneziano attraverso le pagine dei suoi diari, rari materiali d’archivio e preziosi contributi di artisti, curatori, collaboratori e amici. Il racconto è scandito da passaggi fondamentali della storia politica, sociale e dell’arte del ventesimo secolo e, sullo sfondo di una Venezia quasi eterea, restituisce, grazie all’appassionante interpretazione di Toni Servillo  e al dialogo quasi personale e diretto con Vedova, la profonda personalità e il potente tratto di uno dei più significativi artisti del Novecento. Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, il film è stato realizzato con l’importante apporto della Fondazione Vedova.

 

Tomaso Pessina è un regista, autore e sceneggiatore.

 

Ha iniziato a studiare a Milano e ha continuato la sua formazione a New York, studiando cinema alla New York University. Ha lavorato per molti anni con i grandi nomi del cinema italiano: Antonio Albanese, Giulio Manfredonia, Giobbe Covatta e Pupi Avati con i quali ha creato un legame professionale duraturo; ha inoltre diretto pubblicità e video per alcuni dei principali marchi di moda. I set più importanti di Twin Studio hanno la sua firma.

Quando ci siamo chiesti come si può raccontare un artista, la prima risposta è stata: attraverso la fisicità del suo segno pittorico. La seconda risposta è stata: attraverso le sue stesse parole. Da questi pilastri è partita la nostra indagine. Così ci siamo fatti guidare dalle parole dei diari di Vedova, letti da un appassionato Toni Servillo e dalla voce, dalla presenza dello stesso Vedova in un percorso evocativo tracciato da materiale di repertorio in parte inedito, in cui la sua pittura è segno di una personalità dirompente e testimone di tempi ‘a mano armata’. La cornice è una Venezia vissuta nei suoi aspetti lividi e terribili come in quelli magnifici e sontuosi. Le calli delle Zattere e Palazzo Ducale coi suoi Tintoretto, Ca’ Pesaro, un’inaspettata San Fantima, la Guggenheim e ovvia-mente gli spazi del Magazzino del Sale di Renzo Piano concorrono ad ambientare le interviste a personaggi di spicco del mondo dell’arte che hanno conosciuto il maestro veneziano.

Spazi e voci che saranno le nostre ancore nel naufragio dentro il segno di Vedova

Tomaso Pessina (Milano, 1969) è un regista, autore e sceneggiatore. Formatosi a Milano, la sua passione per il cinema lo conduce a New York dove frequenta la New York University. Vincitore del prestigioso concorso FilmMaker, lavora nel cinema a fianco di Antonio Albanese, Giulio Manfredonia, i fratelli Frazzi, e Pupi Avati, suo Maestro e mentore, di cui diventa collaboratore fisso partecipando a più di 15 lungometraggi. L’attenzione per l’Africa e i temi sociali lo porta a collaborare con Giobbe Covatta, con Pubblicità Progresso, con Arché e con l’Associazione Italia Uganda. Ha collaborato con diverse case di produzione milanesi e realizzato cortometraggi e video in 16mm e Super 8. Ha pubblicato il romanzo “Massimo Zanardi: non chiamatemi Fido” e diversi altri racconti. Dal 2012 lavora per Twin Studio, casa di produzione milanese, di cui è socio e con cui ha cercato di portare la sua visione divertita e umanistica, la passione per il lavoro, nell’immaginario visivo del mondo della moda e del lusso made in Italy, firmando come regista video per aziende come Tod’s, Hogan, Zegna, Krizia, Giorgio Armani, Paul & Shark, Gianvito Rossi, Renè Caovilla, Furla e tanti altri. Nel 2019 ha scritto e diretto il film documentario ‘Emilio Vedova. Dalla parte del naufragio’ con Toni Servillo. Film presentato alle Giornate degli Autori della 76° Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia, riscuotendo grande successo di critica e di pubblico e che verrà trasmesso su Sky Arte a partire da novembre.

 

Emilio Vedova Fondazione

La Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, istituita dal Maestro e dalla moglie, ha come scopo essenziale la valorizzazione dell’arte e del lavoro di Emilio Vedova e lo studio della sua figura nella vicenda artistica del XX secolo, attraverso una serie di iniziative culturali: studi, ricerche, analisi, esposizioni, percorsi e spazi di didattica, convegni, borse di studio e premi.