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Popoli, 22 ottobre 2020 -

In svolgimento lo spettacolo del Drammateatro Moby Dick


Dopo il debutto nazionale dello scorso agosto a Sirolo nello splendido scenario del Teatro Cortesi  all’interno della rassegna di spettacoli del Premio Nazionale Franco Enriquez, arriva a Ur-Fest Il teatro della città, in svolgimento a Popoli presso il teatro comunale, il nuovo spettacolo del Drammateatro Moby Dick, con la regia e l’elaborazione drammaturgica di Claudio Di Scanno ispirata al grande romanzo di Herman Melville e a Tre scene da Moby Dick di Alessandro Baricco. 

Lo spettacolo verrà presentato oggi giovedì 22 ottobre alle ore 21 con replica il 23 ottobre alle ore 18. Nella forma del monodramma d’attrice, lo spettacolo di Di Scanno focalizza la sua attenzione sui personaggi centrali dell’opera di Melville, il Capitano Achab e quindi Ishmael, unico superstite della tragedia della baleniera Pequod e che nel tempo dello spettacolo si rivelerà nella sua essenza di Doppio, forgiando e confondendosi sulla scena con la figura dell’autore del romanzo Herman Melville.

 

Dopo l’esperienza di Pescara del 2019, un progetto speciale dell’Ente Manifestazioni Pescaresi per il Pescara International Arts Festival con debutto al Teatro Monumento D’Annunzio, per la cui versione Claudio Di Scanno è stato insignito del Premio Nazionale Franco Enriquez 2020,  Claudio Di Scanno ha rimodellato la drammaturgia per farne un monodramma d’attrice in musica, affidando a Susanna Costaglione e al musicista Marco Di Blasio, artisti che con il regista pescarese condividono da alcuni decenni il lavoro nel Drammateatro, il compito di metterne in vita l’idea scenica.

 

Seppure in grado di essere nella storia e di narrare la leggenda della Balena Bianca attraverso la concatenazione dei nuclei tematici e degli episodi scelti dal romanzo di Melville, integrati in questa seconda versione da alcuni brani tratti dalle Tre scene di Moby Dick di Alessandro Baricco, lo spettacolo si sviluppa nella relazione, a volte straniante, tra Ishmael/Melville e Achab, qui presente come evocazione e fantasma, proiezione stessa dell’immaginario melvilliano, tra l’autore e il protagonista del romanzo,  rivelando in una progressione affascinante ed entusiasmante il viaggio iniziatico di Ishmael verso la conoscenza e le profondità dell’essere umano.

 

Spettacolo in musica, dove la consolidata esperienza di una attrice come Susanna Costaglione, capace di registri e variazioni vocali formidabili e di una presenza scenica potente, si fonde con l’altrettanto consolidata presenza della musica drammaturgica di un musicista polivalente come Marco di Blasio.

 

Dal Programma di sala dello spettacolo, la nota del regista pescarese al suo Moby Dick: “Ogni opera letteraria cela (e nel tentativo paradossale di nasconderla la rivela) la biografia del suo autore, La dispiega nascostamente, ne traccia i segmenti narranti, ne concatena i nuclei di senso che prendono forma dentro e intorno al racconto, alla storia, alla leggenda.

 

È essa una biografia dell’essere, colta nelle pulsioni e nelle inquietudini che sostanziano la scelta di scrittura e che si dispiegano inesorabilmente sottotraccia, o meglio sott’acqua dato che qui si tratta di mare, di navi e di balene. Moby Dick è la leggenda dell’ossessione, quella del Capitano Achab che nella vendetta trova e sceglie lo strumento contraddistintivo della caccia d’antan alle balene, l’arpione che vuole uccidere per dominare una natura misteriosa, indomabile, capace di affermarsi nell’immaginario come dispensatrice di manifestazioni cosmiche enigmatiche, misteriose, finanche soprannaturali.

 

Ishmael è il Melville della narrazione, l’autore che sceglie Achab come simbolo supremo della perturbante quanto irrefrenabile spinta al dominio della natura e dei suoi misteri, di quell’ignoto subacqueo che vuole scoprire per dominarlo, complice la vendetta per l’offesa subita e di cui il corpo e la stessa mente portano i segni, a ineluttabile espressione di quella essenza fondamentale che disegna l’Essere complesso e profondo.

 

Così, nel gioco di Doppi e Rispecchiamenti se Ishmael racchiude nella sua figura l’autore, è anche vero che lo stesso autore ha la necessità irrinunciabile di creare una figura che gli faccia da specchio deformante. Per questo Achab, come veicolo narrativo, e per questo Ishmael come personaggio che funga da veicolo relazionale con il “mostro” Achab e cioè il personaggio che solo attraverso l’ossessione irrefrenabile può immergersi negli abissi profondi, dell’oceano e della esistenza.

 

Merlville/Ishmael sceglie Achab perché ha la necessità di esplorare l’eccesso che il personaggio esprime e rappresenta nella scena del romanzo leggendario. Così, la caccia della Pequod a Moby Dick diventa per lui, per Ishmael/Melville, lo spaziotempo utile alla conoscenza, un viaggio iniziatico che mentre solca orizzonti oceanici scava nel profondo: nel profondo del mare che cela la vita misteriosa di Moby Dick; nel profondo dell’animo umano dove prendono forma le più ostinate pulsioni di Achab, le sue ossessioni di vendetta ma anche il rimorso struggente per l’abbandono della moglie bambina.

 

E se Ishmael/Melville traspone nel personaggio di Achab le stesse inquietudini che muovono il suo viaggio iniziatico alla scoperta della conoscenza, dei misteri del mare e dell’uomo”.

 

Popoli, teatro comunale, 22 ottobre ore 21, con replica il 23 ottobre alle ore 18. Norme anti Covid-19, è indispensabile la prenotazione via Whatsapp al 347.7937963.