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EREMO DI COLLE SAN MARCO, RIFUGIO MARIO PACI

La Montagna dei Fiori è una montagna situata all’estremità orientale dei Monti della Laga, fra l’Abruzzo e le Marche, in provincia di Teramo. Insieme alla Montagna di Campli, forma il massiccio dei Monti Gemelli, separati tra loro dalle Gole del Salinello. La montagna ha due vette principali, monte Girella (1814 m) e il monte Piselli (1676 m). La mia idea era effettuare un anello, dal pianoro di COLLE SAN MARCO (710 m) AP, seguire il SENTIERO DELLA MEMORIA, per arrivare al RIFUGIO MARIO PACI (904 m), (della sezione picena del CAI di Ascoli Piceno) e tornare al luogo di partenza, con il sentiero San Marco - San Giacomo. Questo anello mi interessava, sia per la flora boschiva, (castagni, querce, ciliegi), sia per la storia. La parola “MEMORIA”, ricorda l’armistizio dell’otto settembre 1943, quando alcuni cittadini di Ascoli Piceno, non esitarono a ribellarsi verso gli invasori tedeschi e si rifugiarono sulle alture che circondavano la città, in montagna, nelle cave abbandonate e nelle caciare (capanna in pietra a secco costruita e usata dai pastori).

Le previsioni meteo però segnalavano la pioggia, quindi… ho cambiato il programma. Ho scelto il sentiero che dalla frazione di PIAGGE, (circa 6 km a sud di Ascoli Piceno), andava all’ EREMO di SAN MARCO (550 m), proseguiva per il pianoro del COLLE SAN MARCO, (710 m), verso il Rifugio Mario Paci. Ho parcheggiato la vettura alla parrocchia di San Bartolomeo di Piagge (470 m) e, dopo un tratto di strada asfaltata che termina al cimitero, il sentiero si inoltra in un bosco di castagni secolari, “il BOSCO DELL’IMPERO”. Ho camminato su un soffice tappeto di ricci vuoti, (i castagni di proprietà privata, sono recintati con una rete e filo spinato). Ben presto si arriva all’indicazione dell’Eremo di San Marco, circondato dal bosco. Dallo spazio aperto prima della scalinata, si nota questa ardita costruzione, su un ripido dirupo, realizzata dai monaci Cistercensi nel XIII secolo, con blocchi di travertino più o meno squadrati e legati tra loro da malta di calce, con bifore al primo e secondo piano. L’eremo fu punto d'arrivo di pellegrini e nel 1289, il Papa Niccolò IV, decise che venisse concessa l'indulgenza plenaria, a coloro che si fossero recati penitenti all'eremo, nel giorno della ricorrenza di San Marco. Però nel 1387, il vescovo di Ascoli Piceno, Antonio Archeoni, (che prese il posto del vescovo  Torricella), soppresse il monastero e lo donò alla famiglia Sgariglia, con il “Diritto di patronato” perché eretto sulla sua proprietà terriera. Nel 1410, dopo questo passaggio di proprietà, l’eremo cambiò il suo nome in…CHIESA e venne eretta la TORRE CAMPANARIA, dove trovò la sua collocazione una CAMPANA. Nello stesso anno furono costruiti la SCALA DI ACCESSO e L’ALTARE, nel locale adibito al culto. La chiesa fu definitamente abbandonata alla fine del XV secolo ed attualmente è oggetto di lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza, del tetto, dell’altare e degli affreschi rimasti nel suo interno, (dunque non è visitabile). Salendo la ripida scala in pietra che, come un ponte, attraversa il profondo burrone, si arriva al cancello chiuso, dal quale si può vedere la grotta del primo piano (640 m). Prima di abbandonare questo posto silenzioso e di preghiera, ho fatto questa riflessione: come hanno fatto i monaci a sollevare e portare a quell’altezza, i blocchi di travertino pesanti, preventivamente lavorati?  Non c’erano le gru, un sentiero, i muli, chissà…! Il sentiero per arrivare al pianoro del Colle San Marco (710m) è sassoso ed è stato rimboscato con il pino nero. Si vedono profonde forre, grotte, una edicola con la Madonna. È un luogo di fede! La segnaletica è soddisfacente, anche per i tanti nastri colorati appoggiati sui rami, per indicare il percorso ai maratoneti, che si sono cimentati in una corsa abbastanza impegnativa. Si raggiunge il monte Piselli (1676 m), con partenza ed arrivo ad Ascoli Piceno. Inizia la pioggia, seguito a camminare nel bosco per arrivare al Rifugio Mario Paci, ma ben presto ho dovuto desistere (790 m) e tornare indietro. Molta attenzione per i sassi bagnati e il terreno scivoloso. Rientrato ad Ascoli Piceno, graziosa città medioevale, tra le più monumentali d'Italia, prima di tornare alla mia città, ho fatto una veloce visita alla Piazza del Popolo, al palazzo dei Capitani e alla Cattedrale di Sant’ Emidio. È stata una escursione culturale, piena di soddisfazioni, con il ricordo della storia, la visita alle grotte, agli eremi. Certamente mi ha regalato la stessa soddisfazione di una vetta.

Durata 3h 40 min.

Distanza 8.5 km

Dislivello 350 m

Difficoltà E

Luciano Pellegrini