economia & lavoro >> Economia e lavoro >> IN ATTESA DEL DOMANI

Editoriali

Guida TV

IN ATTESA DEL DOMANI
IN ATTESA DEL DOMANI

Abruzzo, 26 ottobre 2020 -

Per chi come la Federconsumatori si batte da decenni per migliorare il servizio ferroviario lungo la Direttrice Adriatica, quella di ieri è stata una bella giornata. Sapere che i Presidenti delle regioni adriatiche si sono riuniti a Pescara per sollecitare l'Alta Velocità anche da Bologna a Bari, riempie di gioia.

 

Anche perché, nelle cinque diverse edizioni del Libro Nero sul trasporto abruzzese, la nostra associazione ha messo sempre al primo posto delle sue denunce proprio la situazione lungo la Direttrice Adriatica.

È vero saranno necessari ancora decenni (speriamo non secoli) prima che il progetto Alta Velocità da Bologna a Bari si realizzi. Ma come dice il saggio cinese: “un viaggio di mille miglia comincia con il primo passo.” E noi siamo fiduciosi che a Pescara il 24.10.2020 sia stata fatto il primo passo.

 

Quello che ci sembra però incredibile è l'assoluta inerzia delle forze politiche e istituzionali abruzzesi sulla attuale situazione lungo la Direttrice Adriatica. Abbiamo denunciato presso tutti i capigruppo alla nostra regione il fatto che i cittadini adriatici subiscono una pesante iniquità dall'attuale offerta ferroviaria.

 

Senza nessuna reazione. Come se il problema non li riguardasse.

Eppure, i cittadini abruzzesi (ma non solo loro), pur senza poter disporre degli effetti positivi dell'Alta Velocità, sono costretti dal monopolio di Trenitalia lungo la Direttrice Adriatica, a pagare un prezzo del biglietto superiore a quello dei cittadini che dispongono dell'Alta Velocità.

 

Lo stesso monopolista li costringe a subire dei treni chiamati Freccia Rossa, solo per poter esigere prezzi altrimenti ingiustificabili.

Da Napoli a Milano (Km 846) il treno Freccia Rossa impiega 4h e 20' (vel. media   quasi 200 Km/h) ed effettua solo tre fermate. Da Bari a Milano (Km 869) il treno Freccia Rossa impiega 6h e 48' (velocità media 122Km/h) ed effettua fino a 16 fermate. Quando si tratta poi di pagare il biglietto, il costo è superiore per i cittadini adriatici.

 

Ci sarebbe da dire inoltre che sulla Napoli-Milano i treni hanno materiale di ultima generazione, mentre sulla Bari-Milano sono stati inseriti gli ETR 700 che Belgio e Olanda non hanno ritenuti validi neanche per svolgere un servizio regionale.

 

Sulla Napoli- Milano i viaggiatori possono optare per le Frecce oppure per i regionali veloci (come da Roma a Firenze), da Pescara a Bologna e Pescara-Bari niente. Addirittura, da noi mancano, grazie alla politica abruzzese e pugliese, anche i collegamenti regionali tra Pescara e Foggia (caso unico in campo nazionale per distanze analoghe!).

Infine (ma potremmo continuare per un paio di giorni) i pendolari abruzzesi sono gli unici lungo la Direttrice Adriatica a non poter disporre della Carta Tutto Treno; Carta che consentirebbe notevoli risparmi per i loro viaggi in treno.

 

Eppure, basterebbe che per attenuare l'ingiustizia subita dai nostri concittadini la nostra classe politica sollecitasse il Ministro dei Trasporti a far effettuare da Trenitalia almeno due Frecce Rosse Bari-Milano con tre sole fermate (Foggia-Pescara e Bologna). Frecce Rosse da realizzare con ETR 500 e che dovrebbero utilizzare la linea ad Alta Velocità tra Bologna e Milano. Questa soluzione consentirebbe (già oggi!) di collegare Pescara a Milano in 3h e 30'.

 

Non sarebbe cancellata l'ingiustizia che subiamo, ma almeno sarebbe attenuata. Ma c'è chi si consola pensando che – forse - nel medio periodo avremo anche noi l'Alta Velocità. Ma forse è anche vero che, come diceva John Maynard Keynes, nel lungo periodo saremo tutti morti.

 

Federconsumatori Abruzzo, osservatorio sulla mobilità