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NASCE “POLO” CONTRO STRAPOTERE MULTINAZIONALI
NASCE “POLO” CONTRO STRAPOTERE MULTINAZIONALI

Abruzzo, 31 luglio 2020 -

L’Abruzzo in primo piano nella fornitura di mezzi tecnici, sementi e prodotti per l’agricoltura. Un importante tassello nella crescita delle imprese agricole italiane ed abruzzesi e della loro specializzazione tecnica. Lo dice Coldiretti Abruzzo in riferimento alla costituzione della società Cai (Consorzi agrari d’Italia) fra BF (Bonifiche Ferraresi) e i Consorzi Agrari Adriatico, Emilia, Tirreno e Centro Sud, quest’ultimo con sede a San Giovanni Teatino e presieduto da Domenico Pasetti. Si tratta nei fatti della sottoscrizione da parte di Bonifiche Ferraresi dell’aumento di capitale di CAI dando vita a un polo riferimento di centinaia di migliaia di aziende diffuse capillarmente su quasi tutto il territorio, tra cui anche l’Abruzzo, a sostegno dello sviluppo e della competitività dell’agricoltura italiana.

“Con il 75% del mercato degli agrofarmaci e il 63% di quello delle sementi nelle mani di sole tre multinazionali a livello mondiale è necessario rafforzare il sistema dei Consorzi Agrari che sono l’unica struttura degli agricoltori italiani in grado di sostenere il potere contrattuale delle imprese agricole - spiega il presidente del Consorzio Agrario del Centro Sud Domenico Pasetti - la costituzione della holding è un traguardo, importante ed inimmaginabile fino a qualche anno fa, che rende l’Abruzzo più forte. In tal scenario - aggiunge Pasetti - con l’adesione al “polo contro lo strapotere delle multinazionali”, il Consorzio agrario del Centro Sud diventa a tutti gli effetti leader territoriale per la commercializzazione di agrofarmaci e delle sementi, ma anche di segmenti come i contratti di filiera e la fornitura di mezzi tecnici.

 

In proposito, Coldiretti Abruzzo evidenzia che l’allarme globale provocato dal coronavirus ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico della filiera del cibo e delle necessarie garanzie di qualità e sicurezza ma ne sta però mettendo a nudo tutte le fragilità. “È necessario intervenire con un piano nazionale per difendere la sovranità alimentare e non dipendere dall’estero per l’approvvigionamento in un momento di grandi tensioni internazionali –-sottolinea Coldiretti - in questa ottica la nascita del “polo” darà nuova linfa energetica a tutto il sistema agricolo di produzione del made in Italy agroalimentare”.