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MASCHERINE NON IDONEE
 MASCHERINE NON IDONEE

FCA continua a lucrare sulla sicurezza e sulla salute dei lavoratori e dei nostri figli, producendo mascherine inefficaci e a basso costo

 

Come dimostra la denuncia partita già a dicembre dai genitori di alcuni studenti, le mascherine hanno infatti dimostrato valori di filtrazione oscillanti tra l’83,53 e l’86,39%, quando la normativa stabilisce un limite di accettabilità del 95% per le mascherine tipo 1 e del 98% per il tipo 2.

 

E per quanto riguarda le condizioni di lavoro?

Ci giunge la testimonianza degli operai di FCA-Melfi, nell’officina 63, in cui si denuncia la mancanza di sicurezza all'interno del reparto dove si producono le mascherine: “Nei reparti non c'è un sistema di areazione, non si possono aprire le finestre e il calore provocato dai macchinari raggiunge temperature insostenibili. I macchinari sono molto rumorosi e superano il livello di decibel accettabile. Come più volte è accaduto, siamo stati noi a soccorrere chi si è sentito male in attesa dell’arrivo dell'ambulanza Mentre FCA aumenta i suoi profitti, noi peggioriamo le nostre condizioni di lavoro.”

 

Gli operai dello stabilimento di Melfi hanno più volte segnalato la mancanza di sicurezza all'interno del reparto dove da settembre si continuano a produrre le mascherine, denunciando inoltre la mancanza di un medico che possa intervenire prontamente nel caso in cui un operaio abbia un malore. Queste sono le condizioni negli stabilimenti Stellantis, il colosso nato dall'acquisizione di FCA da parte di Peugeot (di cui parleremo più approfonditamente), che dopo aver ricevuto ben 2 finanziamenti con fondi pubblici (6.3 miliardi + 2.9 miliardi), continua a sfruttare i lavoratori ed a mettere a rischio la salute degli studenti, per il proprio profitto.

 

Il Partito Comunista ribadisce la sua posizione, in concomitanza con quella degli operai. Far conoscere e denunciare queste problematiche è il primo passo per organizzare la difesa delle condizioni di lavoro, della salute e del salario.

 

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