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ELEZIONI VICINE
ELEZIONI VICINE

Chieti, 13 novembre 2017 - Entro la prima decade del prossimo mese di marzo si svolgeranno le elezioni politiche. Appena un anno dopo, nel 2019, si svolgeranno quelle amministrative regionali e comunali. Visti gli ultimi risultati siciliani c’è poco da commentare, un dato emerge su tutti: i cittadini non votano più. L’elettorato sembra più che stanco se più della metà non va a votare; stanco della politica, del governo, dei partiti, dell’informazione, dell’economia, della cultura, delle ruberie, degli scandali ma soprattutto del sistema che non riesce a garantire più nulla. Questo sembra di capire almeno dalle urne e dagli squallori che si rilevano in giro e da quanto circola tra i più disparati luoghi della società.Se dall’alto delle responsabilità civili gli esempi non edificano, sicuramente dal basso la rabbia, mista alla superficialità, disarma qualsiasi tentativo di salvare l’unico metodo di garanzia amministrativa pubblica esistente in questo momento. Le elezioni sono vicine e sono l’unico vero strumento di salvezza che riesce ad assicurare democrazia con libertà d’opinione, d’espressione e di determinazione. Se troppo in fretta si dimenticano le lotte ed il sangue versato per queste conquiste, molto lenta, se non addirittura assente, è l’attività civica e la partecipazione alla vita pubblica per assicurare un risultato appropriato alle vere esigenze collettive. Cosa si vuole di più da questo quadro? Il disastro dei risultati che si leggono ovunque.La gestione della cosa pubblica va curata ogni giorno ed è compito di tutti tutelarla, nessuno può chiamarsi fuori o addirittura al di sopra. Se si vuole salvaguardare la genuinità dell’organismo istituzionale amministrativo dalle infezioni degenerative e deleterie bisogna che tutta la comunità si organizzi al meglio con tutte le sue componenti. Controllo, preparazione ed azione dunque, sono queste le risposte migliori alle strumentalizzazioni di potere, alla mal-amministrazione ed al malaffare. Evitando qualunquismi, superficialità e soprattutto le più sdegnate delle complici indifferenze si può combattere e vincere. Con l’impegno vero, ed il più largo possibile, si può tornare alle urne con la garanzia del bene vincente, di un esito giusto e legittimo; con l’indolenza, l’odio, il distacco e la responsabile connivenza, non c’è proprio storia, la decadenza non potrà conoscere limiti.

 

Nando Marinucci