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VALORI DA RISCOPRIRE
VALORI DA RISCOPRIRE

Non ci vuole poi tanto a capirlo, oramai la deriva dei partiti sembra sia chiara un po’ a tutti, meno che ai cosiddetti “romantici”. Sicuramente c’è chi crede di vivere ancora immersi nell’affascinante mondo dei dibattiti, del dialogo, delle promesse, delle linee guida, delle decisioni condivise, delle polemiche, del rispetto, dei discorsi e linguaggi eruditi, dei provvedimenti e dei ruoli importanti ed impegnati. Un bel mondo davvero, ma si tratta solo di un lontano ricordo. Inutile ripercorrere la storia squallida degli ultimi due decenni, utile invece mettere a fuoco le colpevoli distorsioni di questa deriva partitica, di questa lenta ed inarrestabile agonia che disegna oggi questo triste e desolante quadro politico, economico e sociale.   

Rendersi disponibile al servizio della cosa pubblica è un dovere universale, rendersi operativo per tale servizio dovrebbe gratificare e nobilitare. Tutta questa teoria avrebbe dovuto illuminare ogni agire umano per poter migliorare ogni sorta d’azione politica per il bene comune. Dalla stratificazione di tutto questo fare politica degli ultimi tempi null’altro che sconfitte e fallimenti, prepotenze ed ossessioni.

I partiti a servizio delle libertà e della democrazia per tanto tempo, adesso inutili e irritante anche a parlarne; utile e necessario invece cercare di “riscoprire” quei veri e sani valori ai quali avevano obbligo d’ispirarsi. I valori dell’onestà intellettuale, dei veri rapporti umani, delle relazioni concrete e leali ma soprattutto i valori del denaro e del suo seduttivo mondo.

Tralasciando l’ovvietà dei valori fondanti delle libertà, giusto soffermarsi sui limiti espressi dalle ultime generazioni di politici nel dare il giusto peso e vero valore al denaro.

Generazioni malate e adesso contrapposte nella gestione del denaro per un’ossessione patologica sia in un verso che nell’altro; un problema di fibrillazione che non rende giustizia alla funzione di uno strumento che dovrebbe essere a totale servizio del bene comune. Un vero problema, un vero incubo che in questi ultimi tempi si conferma con tutte le sue desolanti tipicità dei clamorosi scandali e delle sfoggiate moralità.  

Riguadagnare il giusto equilibrio, quello del buon senso e delle cose fatte per bene e con giudizio, non rimane che l’unico impegno per una classe politica giusta, buona e pronta per il futuro. Un auspicio, un sogno, comunque una possibilità per il paese; vedere all’opera adesso una rinnovata classe di decisori pubblici intenta a rivalutare l’uso giusto ed equilibrato del denaro quale potente strumento per la gratificazione di una esistenza e non il suo obiettivo. 

NM