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APERTI ALL'IMPREVISTO
APERTI ALL'IMPREVISTO

Chiuso il primo, tutto pronto per affrontare le nuove sfide del secondo ventennio. Poco da registrare nel primo futuro degli anni duemila, se non ansie e paure vissute senza soluzione di continuità fra un mondo fluttuante tra reale, virtuale ed immaginario. Vissuto tutto d’un fiato sempre appesi alle decisioni e alle scelte della prima, ardita ed occasionale guida del momento, questo primo periodo non può che rappresentare l’avvilente quadro di una umanità poco incline allo studio, al lavoro e all’impegno per migliorare il futuro del proprio mondo ma molto organizzato al suo sfruttamento, per godere quanto più possibile d’ogni pronta risorsa e scaricare sacrifici e tutte le tensioni accumulate sulle future memorie.
 
Davvero pessimo il quadro che si apre su questo mondo adesso. Umanità sempre in guerra, conflitti e rischio eliminazione e morte in ogni luogo. Fame terribile nel terzo mondo, ma un grande ed ossessivo appetito nei primi due. Ambizioni ostentate ed aspirazioni irriverenti nel mondo dei piaceri, ma fantasie sfrenate e lussurie sfrontate anche nei territori inviolabili e sacri. Tutto secondo un copione già ampiamente sperimentato e vissuto nel passato, dove la storia ne può raccontare tante e d’ogni struttura e sfumatura, ma sempre pronta ad ogni sorta d’arricchimento secondo imprevisti, già belli e pronti all'occorrenza.      
 
Cosa promette allora questo futuro per l’uomo? Nulla di più nulla di meno di quanto saprà meritarsi. Se la certezza della strada per un mondo migliore è sempre lì alla sua portata, la libertà del suo agire non può che aprire all'uomo prevedibili imprevisti. Le difficoltà di rientrare nei vincoli della bellezza non possono rappresentare inibizioni serie ed insuperabili per l’umanità; anche se apparentemente stolto e scriteriato questo uomo può contare sempre sul lume di una sapienza antica e profonda che invita ancora al recondito richiamo verso il bene e la sua pervasa armonia ... (la speranza di un popolo di fede e carità).  

di Nando Marinucci