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PRIMO MAGGIO
PRIMO MAGGIO

Abruzzo, 2 maggio 2020 -

Primo Maggio, primo assaggio di riapertura. Le informative del Governo hanno descritto in modo chiaro il quadro della nostra Italia. Senza giri di parole, bisogna cominciare a riconsiderare i nostri modelli di vita, rivedere le nostre relazioni e programmare, per quello che possiamo, il rilancio del sistema di vita economica.

Tralasciando le sconvenienti recriminazioni, le inutili lamentele e tutto il teatrino dell’urlo e del pianto, il ritorno alla normalità comporta una responsabilità a cui ognuno di noi è chiamato a rispondere personalmente. Chi non risponde ha già chiaro il suo piano che è quello di far gravare tutto sugli altri. Anche se questo appare triste e miserevole, chi ha deciso così potrebbe almeno votare al silenzio ogni proprio agire, lasciando lavorare in serenità gli altri.

 

A breve ci sarà tempo per ogni giudizio e su ogni cosa: sulle attività di governo centrale e anche su quelle delle amministrazioni locali, in questo momento stranamente tenute fuori. Da due mesi stiamo registrando in modo attento e meticoloso ogni attività; analisi tecniche, valutazioni politiche, studi e approfondimenti, documenti, provvedimenti, informazione e comunicazione, errori, omissioni e tutto il resto: tutto sarà oggetto di una indagine che, ad ogni livello ed in Italia, non lascerà ombra alcuna.

 

Non resta dunque che attendere per poter trovare ogni soddisfazione nelle ricostruzioni e nelle belle ragioni che ognuno potrà recriminare a posteriori, intanto adesso c’è bisogno di remare tutti insieme, nello stesso senso, decisi e con forza verso un porto sicuro. Siamo ancora dentro la pandemia, e abbiamo tanto tempo ancora da vivere insieme per il graduale ritorno ad una normale attività. Primo Maggio, primo momento di vera e profonda riflessione sul nostro futuro, primo momento di vero impegno e lavoro per le future generazioni.

 

NM

 

(Prendendo ad esempio altri paesi del mondo, come il nostro, che gestiscono in silenzio gli stessi problemi ... senza delegittimare alcuna posizione, riconoscendo solo che ognuno è chiamato ad assumere uniche, proprie ed esclusive responsabilità.)