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8 MARZO 2021
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Chieti, 8 marzo 2021 -

Oggi non si celebra la Festa della Donna a Myanmar, ove i militari, non accettando la vittoria della Lega nazionale per la democrazia nelle elezioni dello scorso novembre, hanno arrestato Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per la Pace e leader della Lega, che ha esortato il popolo a non accettare il colpo di Stato.

 

Centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza, chiedendo la sua liberazione con una imponente manifestazione non violenta. 

La polizia, su ordine dei militari, ha proceduto ad arresti e uccisioni di dimostranti. Il popolo ha risposto con gesti di pace, come la sconosciuta suora Ann Nu Thawng: imitando lo sconosciuto   giovane cinese, che a Pechino, il giugno 1989, affrontò disarmato i carri armati in Piazza Tienanmen. si è inginocchiata davanti ai poliziotti implorandoli affinché ponessero fine al massacro di dimostranti disarmati.

 

Oggi a Myanmar non si celebra la Festa della Donna, perché il popolo piange ancora la morte della sua “eroina”, la diciannovenne Kial Sin. Prima di scendere in piazza per partecipare alla manifestazione, la giovane si era legata al polso un nastro rosso, simbolo di coraggio, e aveva scritto il suo gruppo sanguigno su Facebook, chiedendo che i suoi organi fossero donati in caso di morte. Nel corteo indossava una maglietta con la frase "Andrà tutto bene". É stata uccisa colpita alla testa da più proiettili. Al suo funerale migliaia di persone hanno cantato canzoni rivoluzionarie e slogan anti-golpe. É diventata simbolo della rivoluzione non violenta del popolo birmano contro la dittatura militare. Innumerevoli post con sue immagini, disegni e frasi di omaggio hanno invaso i social. Ricordando la sua frase "Andrà tutto bene", su un post si legge: “Combatteremo questa rivoluzione fino alla fine».

 

Cara Kyal Sin, “Andrà tutto bene”, la Resistenza continua e la rivoluzione vincerà. E voi, donne, che oggi festeggiate con in pugno le mimose, non gettatele nella spazzatura, ma idealmente posatele nel punto dove è ancora fresco il sangue della giovane, in segno di omaggio e di condivisione del suo sogno spezzato di libertà.

 

La Resistenza non è terminata in Europa e nel mondo con la vittoria sui nazifascisti. Continua in numerosi Paesi governati da regimi autoritari, che hanno soppresso gli inalienabili diritti umani del proprio popolo (negli Emirati Arabi Uniti, in Afghanistan, in Iran, in Eritrea, nel Laos, in Libia, nello Yemen, nell’Arabia Saudita, in Siria, nella Corea del Nord...). Continua anche nei Paesi dove i diritti umani sono limitati. In un’inchiesta pubblicata il 30 agosto 2020 dal quotidiano “il sole 24 ore”, solo il 5,7% della popolazione mondiale vive in democrazie “complete “.

 

Filippo Paziente

 

L'opinione di Giustino Zulli

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