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LA FAMIGLIA SACRA
LA FAMIGLIA SACRA

Manoppello, 27 dicembre 2021 -

La festa del Natale dura otto giorni; ieri si celebrava la festa della Sacra Famiglia, ma si ricordava anche Santo Stefano, il primo martire che ha dato la vita per la fede in Gesù Cristo.


Santo Stefano, dunque, condannato dal Sinedrio di Gerusalemme per un martirio, la lapidazione, che si descrive come  linciaggio vero e proprio; ma noi ricordiamo questo Santo per due frasi d’inequivocabile fede: Padre non imputare loro questo peccato e Signore nelle tue mani consegno il mio spirito.

Ma ieri, dunque, si celebrava la Sacra Famiglia: Gesù, Giuseppe e Maria, l’immagine di un presepio, di una grotta con il bue e l’asinello e la mangiatoia; la scena di Gesù bambino al freddo e al gelo; un bambino, il figlio di Dio, illuminato dal suo splendore.

 

Allora ecco apparire l’immagine di una famiglia, la sacra famiglia, che ognuno di noi cristiano deve imitare, ma oggi si va verso la separazione, le divisioni, i divorzi. Si va verso le convivenze, che si è costretti a subire, con la speranza che tutto possa giungere infine al matrimonio, ma questo spesso viene meno perché agiscono forze disgregatrici.

 

Ecco che si ricorre all’umano aiuto, alle persone specializzate che giungono come rimedio; alla professionalità degli psicologi, ai tecnici della mente; mai che si ricorresse alla preghiera, a Dio, ma la famiglia l’ha creata Dio.

 

Per i cristiani, secondo la Genesi, Dio crea l’uomo donandogli tutto il creato. Ma Adamo, nonostante questo dono immenso, soffre di solitudine. Dio risolve questa solitudine creando la Donna, la madre di tutti i viventi: ed ecco emergere la famiglia con Dio, il sommo sacerdote, che la benedice.

 

Una famiglia che recupera dignità l’immagine con la venuta di Gesù, Giuseppe e Maria. La sacralità di un nucleo che Dio ha creato e che non va diviso.

 

Ripensare a questo sacro dono è l’impegno d’ogni cristiano, specialmente in questi periodi. Un impegno da coniugare con la preghiera per l’amore di Dio per noi.

 

L'opinione di Giustino Zulli

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