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IL PRIMO NATALE IN AMERICA
IL PRIMO NATALE IN AMERICA

Il primo Natale in America per me fu una vera scoperta. Ero lontano da casa, dalla famiglia, dagli amici. Mi sentivo solo in mezzo a milioni di persone che, capii più tardi, a Natale ti salutano. elargiscono sorrisi, auguri, ti danno pacche sulle spalle, poi riprendono a essere sconosciuti che se ne fregano di te, anche se ti vedono svenuto in mezzo alla strada. Ero venuto in America dopo la guerra, quando il Natale era povero e l'Italia alla ricerca di una ripresa morale e, soprattutto, materiale.

Negli Stati Uniti non ci volle molto per capirlo, il Natale significava case addobbate con centinaia di luci, il caminetto acceso, l’albero - e mai il presepe -  decorato con piccole lampadine e montagne di pop corn.  Ma erano, e sono ancora oggi, i gifts i regali il motore della festa. Ne ricevetti molti, anche da persone appena conosciute. Sciarpe fabbricate in Polonia, cravatte (mio dio, quelle cravatte!) provenienti da Bangkok strani dolci che preparavano nel sud degli Stati Uniti. I dolci non li assaggiavo nemmeno, mi avevano ammonito: "se vuoi trascorrere il Natale seduto sulla tazza, mangiali pure...". Giravo per New York, vedevo il Rockefeller Center, con il suo abete alto come la torre di Pisa, dominare la pista di ghiaccio, e giovani e anziani che mettevano in mostra la loro perizia sui pattini. Tutto attorno, chioschetti che vendevano caldarroste: il profumo mi entrava nelle narici e mi ricordava casa mia.

Una volta, proprio a Manhattan, vidi addirittura tre zampognari arrivati fin qui dall'Abruzzo, cioce e tutto. Musiche, suoni e odori che per un momento mi distrassero. Dappertutto festoni e tante insegne con la scritta "sale", già, il famoso sale americano, che vuol dire "svendita". I commercianti attendevano, e ancora oggi attendono, il Natale come il vero redentore della loro vita. Da ottobre a dicembre i commercianti sperano di recuperare gli altri mesi dell'anno, che spesso non danno frutti. La National Retail Federation parla, per l'anno in corso, di una spesa per persona di 1.250 dollari per il periodo natalizio. Gli americani non riempiono le calze dei bambini. Le befane gli americani non le vogliono nemmeno a Hollywood. Man mano che si avvicina la stagione dei regali e visto che sono bastati i primi 9 mesi dell'anno per pagare le tasse e pareggiare i conti, per la maggior parte di loro la filosofia della vita diventa let's live now, viviamo ora prima che arrivi quella nera vecchiaccia.

Benny Manocchia