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L’ONU E L’ABRUZZO
L’ONU E L’ABRUZZO

New York, 9 gennaio 2019 - Ho trascorso un paio di ore negli uffici statistici delle Nazioni Unite. Controllano prima chi sei e poi concedono il permesso di entrare in sala, che a prima vista sembra tutto un ripostiglio top secret. Ho puntato sull'Italia, poi sulle regioni e naturalmente ho cliccato Abruzzo, o Aprutium, come l'ONU preferisce riferirsi alla nostra regione.

Ho subito letto che l'Abruzzo, nel corso degli anni è diventata la più industrializzata del Meridione d'Italia. L'economia della nostra regione è basata su altissimi indici di imprenditorialità privata e rilevanti insediamenti multiregionali. Il numero di imprese supera le 130 mila unità. Teramo, secondo i dati raccolti dalla Nato, è la più industrializzata provincia d'Abruzzo.
 

Analogamente alle Puglie, anche se in misura minore, a partire dagli anni 50-60 l'Abruzzo ha sviluppato processi di innovazioni rilevanti, riuscendo a superare Basilicata, Calabria, Molise, Puglie e isole. Abruzzo "capitale" del Meridione! Diecimila ottocento chilometri quadrati, estesi su colline e montagne; una fascia costiera di 130 chilometri, una delle più belle della nostra nazione. Tuttavia, su un foglio top secret leggo: “Il Sud resta povero e arretrato. Colpa della sua classe dirigente". Così arriviamo alle elezioni del 10 febbraio. Gli abruzzesi devono recarsi alle urne con una sola idea nelle menti e nei cuori: pensare al futuro del nostro stupendo Aprutium.