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AUDIZIONE I COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI
AUDIZIONE I COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI

Roma, 18 novembre 2019 - Riteniamo singolare il fatto che la convocazione di un’audizione così importante e dalla UIL PA Polizia Penitenziari attesa da anni sia ricaduta proprio nel giorno in cui ci apprestavamo, in quel di Sulmona, a realizzare il workshop  dalla Uil voluto ed organizzato unitamente all’Associazione Nazionale Vittime del Dovere e All’international Police Association, in convenzione con l’Università dell’Aquila, dedicato proprio alle vittime del dovere e alla volontà di contrastare il loro status di vittima di serie B ( perché di tale contesto possiamo parlare oggi) rispetto ad altre vittime. 

Nello stesso tempo reputiamo un bellissimo segnale il fatto che il primo firmatario di questo Ddl fosse con noi a Sulmona, in quel preciso istante, a raccontarne la gestazione del Ddl ed il perché della volontà che ha avuto di implementare uno nuovo di disposto normativo incardinandone la discussione.

È con queste parole che il Componente del Comitato Organizzativo Nazionale UIL PA Polizia Penitenziaria e presidente nazionale dei PP.VV. dell’International Police Association ha esordito nella sala “Carpegna” del Senato in quanto invitato a relazionare in merito Mauro Nardella al Ddl “Corbetta” sull’equiparazione delle Vittime del Dovere Alle Vittime del Terrorismo.

Il motivo che ci spinge a puntellare tale necessità di uguaglianza non risiede solo nei nostri pensieri di colleghi legati a coloro che ci hanno lasciato o ci hanno lasciato parte di se nello svolgimente del proprio dovere, ma immerge le sue radici su una riedificazione storica e giuridica ben ferma. L’attenta analisi del dato normativo rivela come oggi permanga una inammissibile sperequazione ed una disomogeneità di trattamento tra “vittime del dovere”, “vittime del terrorismo” e, “vittime della criminalità organizzata”, in netto contrasto proprio con il riconoscimento della dignità umana e l’impegno giuridico al pieno sviluppo del principio personalista, che deve prescindere dalla contingente e accidentale diversità della tipologia dell’evento delittuoso.

-Ha sottolineato Nardella-

 

L’estensione a costoro, nonché ai loro familiari e equiparati, dei benefici già previsti per le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, rappresenta un atto doveroso da parte dello Stato, in nome della istanza egualitaria, ontologicamente appartenente al nostro ordinamento e del principio di tutela della persona, ad essa connesso. In ogni luogo e in ogni tempo ci sono stati uomini che, in nome dei propri valori privati e pubblici, hanno tenuto testa ad ostilità e ostacoli per contribuire alla grandezza del proprio Paese, consci e fieri della loro delicatezza. C’è sempre stata una categoria di uomini che ha deciso di dedicare i propri sforzi alla giustizia e alla libertà di tutti, per tutti.

-Ha continuato il segretario UIL-

 L’obiettivo finale è l’omaggio all’altro e alla collettività. La storia d’Italia è ammattonata di atti eroici di uomini in uniforme e nel corso dei secoli sono state tante le pendenze di questa loro eccelsa immolazione per il dovere e tante le sfavillanti dimostrazioni di morigeratezze senza riserve. La dignità dell’uomo, quale principio costituzionale, deve essere colta essenzialmente in combinazione con quella istanza egualitaria, che discende dall’art. 3, che il primo comma scolpisce a chiare lettere. Vi è cioè una contiguità tra tensione etica al riconoscimento della dignità umana e l’impegno giuridico al pieno sviluppo del principio personalista e dunque di rendere il richiamo alla dignità essenziale sul piano valoriale.

Ha ulteriormente evidenziato Nardella

L’obiettivo della equiparazione sulla scorta del dettato costituzionale appare dunque necessitata e non ulteriormente prorogabile. Il costo della mancata equiparazione non può che essere l’offesa della dignità umana. Ed è questo un costo che lo Stato di diritto non può sostenere.

Ha così finito di motivare il suo pensiero sul Ddl equiparativo Nardella