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LA SICUREZZA STRADALE DELL'ACI
LA SICUREZZA STRADALE DELL'ACI

Teramo, 15 settembre 2020 -

In relazione alle recenti dichiarazioni del presidente nazionale ACI, riprese in gran parte dal presidente provinciale dell’Automobile Club d’Italia, l’associazione FIAB Teramo, aderente alla Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta e all’European Cyclists’ Federation, sottolinea quanto segue: "Le dichiarazioni del Presidente dell’Automobile Club d’Italia (ACI) Angelo Sticchi Damiani – rilasciate in data 11/09/2020 a Il Sole 24 Ore, riportate sulla pagina Facebook dell’ACI e ribadite in un’intervista a Rainews24 – relative alle nuove norme inserite nel Codice della Strada tramite il Decreto Semplificazioni, sono la negazione di anni di impegni di tutte le varie istituzioni, ACI compresa, sul fronte della sicurezza stradale."

In particolare il Presidente Sticchi Damiani afferma che: “[..] in certi tratti è facile sforare i limiti (di velocità n.d.r.) senza particolari pericoli. Ora per favorire le bici e monopattini potrebbero proliferare zone 30, rischiamo di multare tanta gente che va solo a 40”.

 

Questa dichiarazione, oltre ad essere un insulto nei confronti delle circa 3200 vittime e 240 mila feriti falciati ogni anno sulle strade italiane dalla violenza stradale e conduzione sconsiderata dei veicoli a motore, rappresenta anche un indiretto incitamento alla violazione delle leggi dello Stato in materia di circolazione stradale.

 

Il signor Sticchi Damiani è preoccupato per le multe agli automobilisti, noi per la vita delle persone!

 

È statisticamente dimostrato, infatti, che un adulto investito da un’automobile a 40 km/h ha il 50% di probabilità di essere uccisa, un bambino la quasi certezza. I limiti di velocità sono presidi di sicurezza e vanno rispettati, senza “se” e senza “ma”!!!

 

Anche il dott. Carmine Cellinese, presidente Aci della provincia di Teramo, è sulla stessa linea, arrivando chiedere un confronto gli amministratori locali: il Sindaco e Presidente Anci Gianguido D’Alberto, l’Assessore al Traffico del Comune di Teramo Maurizo Verna, il Presidente della Provincia Diego Di Bonventura e il Consigliere provinciale delegato alla Viabilità Lanfranco Cardinale, per affrontare la situazione e coordinarsi “per evitare che la cosiddetta ‘semplificazione’ si traduca in una deregulation sulle nostre strade”. 

 

Il presidente Cellinese, dimostrando tra l’altro di non conoscere la nuova normativa, paventa che “la bicicletta possa fare tutto: avere la precedenza su tutti, procedere in senso di marcia opposto a quello dei veicoli, andare appaiati e magari sorpassare. Questa sorta di ‘deregulation’ della mobilità ciclabile ha, secondo noi, un forte effetto diseducativo: alle biciclette tutto è permesso e, per conseguenza, anche ai monopattini elettrici, che sono equiparati ai velocipedi, mentre è evidente che, nella mobilità metropolitana, l’anarchia non va assolutamente d’accordo con la sicurezza stradale “. Peccato che i numeri dicano che, piuttosto, è l’anarchia degli automobilisti che mina la sicurezza stradale visto che i principali responsabili dei sinistri sono proprio i conducenti di autovetture, mentre l’utenza “debole” - pedoni e ciclisti – sempre più ristretta in spazi angusti e inadeguati, quando ci sono, deve sottostare alla prepotenza degli automuniti.

 

Il rapporto ISTAT sull’incidentalità nel 2019 ci dice che, tra le cause più frequenti, si confermano la distrazione alla guida, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata (nel complesso il 38,2% dei casi). Le violazioni al Codice della Strada risultano in aumento rispetto al 2018; le più sanzionate sono l’inosservanza della segnaletica, il mancato utilizzo di dispositivi di sicurezza a bordo e l’uso del telefono cellulare alla guida; in aumento le contravvenzioni per guida in stato di ebbrezza. Inoltre su 100 incidenti stradali, 76 avvengono nei centri urbani abitati, 18 su strade extraurbane e soltanto 6 in autostrada.

 

Di fronte a questi numeri, e considerato che parliamo di vite umane, che siano automobilisti, ciclisti o pedoni (come se esistessero categorie a tenuta stagna) le dichiarazioni del presidente Sticchi Damiani e del presidente Carmine Cellinese sono gravissime perché tendono a legittimare la prevaricazione e la violenza motoristica sulle strade, l’eccesso di velocità e il superamento dei limiti come un’infrazione priva di conseguenze, quando sappiamo che, combinata con la piaga della distrazione, è fonte di migliaia di morti e centinaia di migliaia di feriti ogni anno.

 

La gravità di tali affermazioni è esacerbata dal fatto che ACI è anche un Ente Pubblico Associativo a cui lo Stato Italiano riconosce alcuni compiti istituzionali nel settore della circolazione stradale dei veicoli e che deve comportarsi come tale, rispettando il diritto di tutti gli utenti della strada, compreso il diritto a non essere uccisi.

 

Pertanto la FIAB Teramo, in memoria di tutte le persone uccise sulla strada dalla violenza motoristica, nel rispetto del dolore dei loro familiari, in solidarietà con le persone rimaste ferite e spesso gravemente menomate, a nome dei pedoni e ciclisti, primi utenti vulnerabili in strada, e anche degli automobilisti che rispettano le norme, chiede urgentemente un incontro con Provincia e Comune di Teramo per attivare azioni per la sicurezza stradale e per favorire la mobilità ciclistica e pedonale e le immediate dimissioni del presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani, e del presidente Carmine Cellinese, in quanto palesemente non in grado di guidare, in ambito nazionale e locale, un’Associazione che dovrebbe tutelare la sicurezza di tutti gli utenti della strada.

 

Ricordiamo che non esistono automobilisti, ciclisti e pedoni, ma persone, che in diversi momenti della quotidianità, possono assumere ruoli diversi, se sono alla guida di un’auto, di una bicicletta o a piedi, e che l’ambiente urbano deve garantire, in primis, la sicurezza degli utenti più deboli, tutelando lo spazio pubblico come bene comune e non come appannaggio esclusivo dell’AUTOMOBILE, mezzo che deve essere uno strumento per una vita migliore, e non un dispensatore di morte.