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La nota del Generale Palumbo

Il Comm. Carlo Palumbo Ambasciatore della Universum

Il Comm. Carlo Palumbo Ambasciatore della Universum

Domenica scorsa il Comm. Gen. Carlo Palumbo è stato nominato Ambasciatore d'Italia della Universum Academy Switzerland dal Presidente Internazionale Cav. Dott. Giovanni Valerio Ruberto. Le nostre felicitazioni per l'ambito riconoscimento al nostro Carlo a cui vanno i nostri più sentiti auguri e tutta la nostra stima per un sicuro ottimo lavoro.

La Redazione

 

LA DECADENZA DELL’EUROPA

LA DECADENZA DELL’EUROPA

Siamo a come 1500 anni fa, quando una forte crisi portò alla decadenza dell’Impero Romano?

Un paragone forse azzardato, per differenze di economie e civiltà ma possibile come ipotesi di attuale drammaticità. L’Europa sembra incapace a crescere e progredire, perché divisa da interessi contrastanti, tra stato e stato da diversità economiche ed occupazionali, non escluse le molteplicità ideologiche.  Mentre cresce il divario tra povertà e ricchezza. Inoltre, la pace regnava da tanti decenni  ora c’è la vicenda Ucraina, altro contrasto tra est ed ovest. Un “fatto” occidentale, con una Russia che nonostante le difficoltà economiche continua ad armarsi e minaccia i paesi di confine e l’occidente stesso. Le cifre dimostrano in maniera inequivocabile che non c’è solo la crisi dell’Italia e della Grecia ma tutta l’area dell’Eurozona, in Germania e Francia la crescita rallenta. Il continente EUROPA faro di civiltà e cultura dell’intero pianeta, si va sfaldando.

 

Il gen. Palumbo Ambasciatore Universum Italia

Il gen. Palumbo Ambasciatore Universum Italia

Pescara, 21 novembre 2014 - "Ecc.mo Ambasciatore, mentre assume l’alto e prestigioso incarico di Ambasciatore della Universum Italia, desidero farLe giungere voti augurali, affinché esso si svolga secondo le Sue attese e per il bene della nostra Associazione. Condivido pienamente il pensiero, la passione e l’impegno profusi nel Suo primo saluto alla Universum, certo che saprà infondere in tutti e ciascuno, oltre gli ordinamenti, pur necessari, un nuovo stile di Comunità, ove ci si riconosce per la condivisione di valori profondi che in primo luogo attengono la persona, tutta la persona. Con questi sentimenti Le auguro buon lavoro ed ogni bene. Suo Stimatissimo Oscar Ruberto"

 

Premio letterario internazionale Salvo D’Acquisto

Premio letterario internazionale Salvo D’Acquisto

Pescara, 13 ottobre 2014 - Prima edizione 2014 del Premio Salvo D’Acquisto organizzato dalla Universum Academy Switzerland, Associazione Internazionale ovvero organizzazione non governativa che promuove la cultura, la storia e le tradizioni dei Popoli. La cerimonia di premiazione si svolgerà domenica 19 ottobre prossimo alle ore 10 presso la Sala Conferenze dell’Hotel Regent, Il programma prevede il seguente svolgimento:

·           Saluto di Benvenuto

·           Ascolto dell’Inno Nazionale

·           Presentazione dei Membri della Giuria

       Relazione del Presidente della Universum

       Dr. Valerio Giovanni Ruberto

       Saluto delle Autorità Presenti

       Relazione del Presidente della Giuria

       Gen. B.A. Comm. Carlo Palumbo

       Premiazione dei vincitori

a)        Poesia Singola a tema

b)       Racconto  inedito a tema

c)        Libro  Edito di Poesie

d)       Libro Edito Saggio / Romanzo

Conferimento Premi Speciali

 

PRESTIGIOSA NOMINA IN SENO ALLA UNIVERSUM SWITZERLAND

PRESTIGIOSA NOMINA IN SENO ALLA UNIVERSUM SWITZERLAND

Il Generale di Brigata Aerea Comm. Carlo Palumbo è stato recentemente nominato Presidente della Giuria del Premio Letterario Internazionale “ Salvo D’Acquisto “ Nativo de l’Aquila, entra nell’Aeronautica Militare negli anni 60, percorrendo tutte le tappe che lo porteranno a congedarsi nell’anno 2009 / 2010 con il grado di Generale di Brigata. Numerose e prestigiose le Onorificenze ricevute, tra le quali citiamo le Croce D’Oro per Servizio e la nomina a Commendatore della Repubblica Italiana.

 

Le dieci regole per mistificare la realtà

Le dieci regole per mistificare la realtà

Giorno orsono, leggevo alcune recensioni di Noam Chomsky, padre della creatività del linguaggio, definito dal New York Times “il più grande intellettuale vivente”. Linguista, scienziato, filosofo e teorico della comunicazione statunitense. È riconosciuto come il fondatore della grammatica generativo-trasformazionale. Chomsky, in polemica con gli assunti dell’empirismo e del comportamentismo, si è richiamato al programma razionalistico di una grammatica universale, e ha posto l’accento sul problema della «competenza» linguistica, cioè del meccanismo che ci permette di produrre e di riconoscere nuove frasi corrette in una lingua. Ha influenzato anche gli studi di psicologia, logica e matematica. Mi è subito balenato un pensiero folle! Mi sono chiesto quando Chomsky è stato ospite qui da noi, mi dispererei se non l’avessi saputo, perché egli spiega attraverso dieci regole come sia possibile mistificare la realtà! Per arrivare a certe conclusioni ha per forza dovuto avere una permanenza qui da noi (è chiaramente un’assurda idea ironica). Naturalmente è necessaria una premessa, è che i più grandi mezzi di comunicazione sono nelle mani dei grandi potentati economico-finanziari, interessati a filtrare solo determinati messaggi. Comunque anche il piccolo oligarchico locale ha imparato la lezione della deformazione dei fatti.

Le dieci regole quindi:

 

1) La strategia della distrazione, fondamentale, per il piccolo potere, al fine di mantenere l’attenzione del pubblico concentrata su argomenti poco importanti, così da portare il comune cittadino a interessarsi a fatti in realtà insignificanti. Per esempio, l’esasperata concentrazione su alcuni fatti di cronaca locale, non fondamentale agli effetti del bene comune.

2) Il principio del problema-soluzione-problema: si inventa a tavolino un problema, per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Un esempio? Mettere in ansia la popolazione dando risalto all’esistenza di epidemie, come la febbre aviaria creando ingiustificato allarmismo, con l’obiettivo di vendere farmaci che altrimenti resterebbero inutilizzati.

3) La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per periodi consecutivi. È in questo modo che condizioni socio-economiche radicalmente nuove (neoliberismo). Sappiamo che furono imposte durante i decenni degli anni ottanta e novanta: stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.

4) La strategia del differimento. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quello di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, al momento, per un’applicazione futura. Parlare continuamente dello spread per far accettare le “necessarie” misure di austerità come se non esistesse una politica economica diversa. Come anche proclamare una situazione di precaria condizione economica locale.

5) Rivolgersi al pubblico come se si parlasse a un bambino. Più si cerca di ingannare il cittadino, più si tende a usare un tono infantile. Per esempio, diversi programmi di attività generaliste: la festa del nonno, la festa del giovane, la mostra delle favole, la sagra di questo e di quell’altro!  Il motivo? Se qualcuno si rivolge a una persona come se avesse dodici anni, in base alla suggestionabilità, lei tenderà a una risposta probabilmente sprovvista di senso critico, come un bambino di dodici anni appunto.

6) Puntare sull’aspetto emotivo molto più che sulla riflessione. L’emozione, infatti, spesso manda in tilt la parte razionale dell’individuo, rendendolo più facilmente influenzabile.

7) Mantenere il popolo nell’ignoranza e nella mediocrità. Pochi, per esempio, conoscono cosa sia il gruppo di Bilderberg e la Commissione Trilaterale. E molti continueranno a ignorarlo, se non si rivolgano direttamente a Internet.

Di fronte ai fatti di quest’ultimo periodo, chi conosce ad esempio:

- i fumi raffreddati a filtrazione

- i recuperatori

- l’aria pre riscaldata o fumi di recupero TG

- gli elementi di gassificazione

- il Pyro/Singas

- la garanzia dell’abbattimento delle emissioni

- il ritorno d’immagine sul territorio locale

- gli studi di fattibilità e conseguenti finanziamenti

- la garanzia della ricaduta occupazionale.

Ecco come si tiene il popolo nell’ignoranza.

 

8) Imporre modelli di comportamento. Controllare individui omologati è molto più facile che gestire individui pensanti. I modelli imposti dalla popolarità sono funzionali a questo progetto.

9) L’auto colpevolizzazione. Si tende, in pratica, a far credere all’individuo che egli stesso sia l’unica causa dei propri insuccessi e della propria disgrazia. Così invece di suscitare la ribellione contro un sistema che l’ha ridotto ai margini, l’individuo si sottostima, si svaluta e addirittura, si autoflagella. I giovani, per esempio, che non trovano lavoro sono stati definiti di volta in volta, “sfigati”, choosy”, bamboccioni”. In pratica, è colpa loro se non trovano lavoro, non del sistema.

10) Il piccolo potere punta a conoscere gli individui (mediante sondaggi, studi comportamentali, operazioni di feed back scientificamente programmate senza che l’utente-lettore-spettatore- cittadino, ne sappia nulla) più di quanto loro stessi si conoscano, e questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un gran potere sul pubblico, maggiore di quello che lo stesso cittadino esercita su sé stesso.

Si tratta di un decalogo molto utile. Io suggerirei di tenerlo bene a mente, soprattutto in periodi difficili come questi.

 

La famiglia, la politica, la comunità... le devianze

La famiglia, la politica, la comunità... le devianze

La famiglia. La famiglia è una sociologia speciale, rispetto alla sociologia che è più generale. Si dice che la sociologia è un prodotto della modernità, cioè una produzione intellettuale del mondo moderno. Così nasce il problema di fare notare qual è il mondo moderno. Gli storici la fanno partire, la modernità, dal 1492 cioè dalla scoperta dell'America. I sociologi invece fanno iniziare la modernità dalle due rivoluzioni e cioè la rivoluzione industriale e la rivoluzione francese e pongono l’accento come da queste rivoluzioni il mondo sociale sia cambiato e rilevano come si sia verificata un’accelerazione della storia. Ecco che il mutamento sociale diventa il punto di riferimento di una riflessione. In sociologia per famiglia s’intende quella struttura sociale o gruppo i cui membri sono uniti fra loro da legami di parentela, di affetto, di servizio o di ospitalità che vivono o hanno vissuto nello stesso ambiente domestico, quell’insieme d’individui che, sono legati da vincoli di filiazione, matrimonio o adozione (il gruppo di parentela o discendenza).

 

La memoria

a memoria è un ricordo e cos’è un ricordo? Esso non è nulla; non puoi vederlo, non puoi toccarlo, non puoi udirlo, ma è così grande che non puoi distruggerlo. Eppure la memoria è il grande patrimonio di ciò che è stato , di quanto abbiamo vissuto noi, di quanto hanno operato coloro che vissero prima di noi.

IL POPOLO CHE NON HA MEMORIA NON POSSIEDE FUTURO

La memoria per una fede ritrovata o sempre avuta ma dimenticata, la memoria come fatto di pace.

La memoria in famiglia, è il ricordo dei nostri avi, della piccola amata storia della nostra casa, dei vecchi ritratti di racconti tramandati di episodi e di fatti che la tradizione fa rivivere e tante volte diventa esempio e guida. Come una memoria recente che ci hanno reso testimoni di eventi assolutamente straordinari.

 

La politica oggi, genesi e democrazia

L’Italia non è più la stessa. Il blocco che ha immobilizzato la politica e il suo rapporto con la società è stato improvvisamente spazzato via. Tutto questo forse era desiderato, di certo era atteso. La previsione di questo sconvolgimento era nell’aria, dalla presa d’atto della crisi ormai irreversibile di partiti politici non più rispondenti, nei contenuti e nella forma, alle domande poste drammaticamente dalla devastazione della crisi economica sociale e culturale. Tutti incapaci di rappresentare qualcosa che uscisse dalla grammatica perversa di un’offerta commerciale di sigle e volti, prodotti da acquistare ogni cinque anni sul mercato elettorale. Per poi affidarsi a partiti che non avevano più nulla a che fare con le speranze, i desideri e i bisogni, la vita delle persone, le loro relazioni con il mondo.

 

Volontà di delegittimare con il potere

Volontà di  delegittimare con il potere

Studio politologico negli ambiti psico-sociali -P. Haney/Political Science- Banks & Zimbardo /Le dinamiche interpersonali/- Alessandra Testa/La mente e l’imprevisto-.

Il diffuso deprezzamento politico ha formato un processo di valutazione, meglio dire di valutazione, tra la popolazione elettiva, per cui oggi, l’amministratore di una comunità è divenuto  il votato di turno, colui “a cui spetta!”,  di solito con  un grossomodo consenso di rappresentare parte dei cittadini, (consenso ottenuto chissà come, e spesso con percentuali  minime di presenza alle urne e limitato assenso di gradimento!), come dire: “ meglio che niente”. Logicamente, l’amministratore di turno, non avendo raggiunto l’approvazione popolare per meriti, non possiede neanche un bagaglio utile corredato di senso e sentimento  istituzionale. È noto ormai che oggi,per candidarsi, è sufficiente la sola impudenza di farlo!  

 
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