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LA DECADENZA DELL’EUROPA
LA DECADENZA DELL’EUROPA

Siamo a come 1500 anni fa, quando una forte crisi portò alla decadenza dell’Impero Romano?

Un paragone forse azzardato, per differenze di economie e civiltà ma possibile come ipotesi di attuale drammaticità. L’Europa sembra incapace a crescere e progredire, perché divisa da interessi contrastanti, tra stato e stato da diversità economiche ed occupazionali, non escluse le molteplicità ideologiche.  Mentre cresce il divario tra povertà e ricchezza. Inoltre, la pace regnava da tanti decenni  ora c’è la vicenda Ucraina, altro contrasto tra est ed ovest. Un “fatto” occidentale, con una Russia che nonostante le difficoltà economiche continua ad armarsi e minaccia i paesi di confine e l’occidente stesso. Le cifre dimostrano in maniera inequivocabile che non c’è solo la crisi dell’Italia e della Grecia ma tutta l’area dell’Eurozona, in Germania e Francia la crescita rallenta. Il continente EUROPA faro di civiltà e cultura dell’intero pianeta, si va sfaldando.

L’unica risposta credibile rimane l’abbattimento delle politiche contrapposte ed egoistiche per raggiungere un’unità fattibile e necessaria per tutti. Solo questo è il modo, un comune intento, una politica condivisa. Risolvere e superare la divaricazione di interessi fra tra paesi  forti  e deboli, contemperare la flessibilità del debito pubblico. La Banca Europea (BCE), non può sostituirsi ai governi, l’economia applicata con ristrettezze e vincoli esasperati portano alla recessione dei paesi deboli, che a loro volta riducono la domanda di beni e servizi e inaspriscono i popoli che si vedono costretti a vivere sempre più in sacrifici e ristrettezze. A questo quadro non certo entusiasmante, si è affacciata la drammaticità della “MEZZALUNA”. Nel pandemonio scoppiato in Oriente: Libia e Siria, Iran e Irak, l’Arabia e la Turchia; il califfato di Abu Bakr al Baghdadi (capo dell’ISIS) , sciiti e sunniti, in Libano con gli Hezbollah;  una situazione nella più completa drammaticità, confusione ed anarchia, ove è forte il rischio dell’integralismo diffuso e dilagante, c’è da chiedersi se i gravi fatti avvenuti in Francia sono l’inizio di una notte di terrore senza fine.

Abbiamo sentito due recenti ed entusiasmanti  dichiarazioni, una del Presidente Obama :” L’America è risorta!” un'altra del nostro Ministro dell’Economia: “Nel 2015/16 l’Italia uscirà dalla crisi!”

Un  Montesano prima maniera commenterebbe: MA CHE VOR DI’?

Il Petrolio e quotato ai minimi storici: 42-44 dollari al barile, ma la benzina e gasolio sono diminuiti di pochi centesimi, mentre sono aumentati mediamente di decine di centesimi i tabacchi. Qualcuno commenterebbe: “meglio, così smettiamo di fumare, il fumo fa male!” Le bollette luce e gas sono rimaste invariate se non aumentate, la fiscalità generale ha valori superiori al 50% , le tredicesime ( per chi ha avuto la fortuna di percepirle), sono servite a pagare:  l’IMU, la TARI, la TASI, i bolli auto, il canone RAI; allora di cosa parliamo?

La crisi? Può darsi che possa scombinare il PIL, preoccupi, lasci ogni giorno senza lavoro migliaia di persone, ed altri milioni vadano sotto la soglia di povertà ma tutto ciò e molto altro sembra che non avvenga quando parliamo del MOSE di Venezia, di Roma Capitale, di Milano per l’EXPO 2000. Vediamo giornalmente migliaia di fotografi, folle oceaniche sui vaporetti, gondole, motoscafi, un popolo urlante gioioso curioso entusiasta che spensieratamente vive un mondo del Bengodi. Qualcuno invece anzi i più, devono firmare quotidianamente il cartellino per percepire la paga per portare il pane a casa. Se un buon rabdomante ha bisogno della “forcella “ d’ulivo per trovare l’acqua, a certuni della casta: presidenti o funzionari di qualcosa, sindaci o assessori,  basta un buon appalto per trovare un pozzo di euro.

di Carlo Palumbo